martedì 7 maggio 2013

Zorro, l'inizio di una leggenda


Prima pubblicazione anno: 2005

Titolo originale: El Zorro, comienza la leyenda

Ambientazione: Los Angeles, primi '800

Nella Los Angeles di inizio ‘800 il giovane Diego della Vega, figlio del latifondista spagnolo Don Alejandro e della bellissima e combattiva india Regina, cresce insieme al fido amico muto Bernardo assimilando gli aspetti delle due culture opposte dei genitori: dal padre il senso dell’onore e della giustizia, dalla madre l’indole combattiva che lo porta a schierarsi sempre dalla parte dei più deboli e oppressi.Grazie alla nonna materna Toypurnia riceve l’educazione dei guerriglieri indios e per questo scopre che l’animale simbolo che corrisponde alla sua personalità è lo “zorro”, cioè la volpe, animale simbolo dell’astuzia.
Alle soglie della giovinezza il padre lo manda a studiare in Europa, dove viene ospitato da un vecchio amico di Don Alejandro, Tomas de Rumeu, il quale ha due figlie: la bellissima e sofisticata Juliana, che fa breccia nel cuore di Diego ( non ricambiato),e la poco avvenente ma avventurosa e piena di iniziativa Isabel.Qui viene introdotto ai segreti della scherma, e conosce quello che diventerà il suo più acerrimo nemico, Rafael Moncada…



 

Ho letteralmente adorato questa biografia fittizia di Zorro uscita dall’estro e dalla penna magica di Isabel Allende, spesso altri scrittori o anche autori cinematografici hanno provato a scrivere delle origini di vari personaggi famosi ( da James Bond, a Sherlock Holmes, al giovane Indiana Jones), ma questo tipo di storie mi hanno sempre deluso perché finivano sempre per non rispettare il personaggio già esistente, stravolgendolo o esagerandone le doti caratteristiche ( tipo spionaggio nel caso di Bond o l’indole avventurosa nel caso di Indy). La Allende invece non cade in questa trappola, e ci racconta la storia di Zorro dalle sue origini,narrando dell’incontro tra i suoi genitori,( e ho trovato davvero molto ben tratteggiate le figure, così diverse per ideali ed educazione, di Don Alejandro e di Regina) della nascita contemporaneamente di Diego e Bernardo ( quasi un segno del destino della loro amicizia), della loro infanzia trascorsa tra giochi e piccole imprese in favore dei deboli ( come difendere Garcia, il figlio della locandiera, un po’ ritardato ma molto buono e per questo sbeffeggiato da tutti…sì , è proprio lui, il mitico sergente!), e della loro educazione divisa tra il tradizionale e la cultura india ( anche qui tante accurate e belle descrizioni di usi e costumi di un popolo).
I personaggi femminili delle due ragazze, Juliana e Isabel, sono i prototipi opposti del carattere femminile: la prima eterea, delicata e romantica ( a un punto tale che a volte sembra troppo sdolcinata), la seconda ( nella quale mi pare si rispecchi molto l’autrice) anticonformista e ribelle, piena di spirito d’iniziativa e molto arguta.
Un libro che credo piacerà molto ai ragazzi, agli appassionati di Zorro, a quelli della Allende…e anche a tutti gli altri!

2 commenti:

  1. Figurati, non sapevo che la Allende avesse scritto questo libro! Dev'essere interessante e poi si capisce che ti è piaciuto molto. Ma sai che non sapevo che "zorro" significasse volpe? Che ignoranza! @.@ Grazie per questo post ^_^

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    1. Prego, vedi che sui libro non si finisce mai di imparare? ;)

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