giovedì 9 maggio 2013

Il lupo e la colomba, di Kathleen E. Woodiwiss


Titolo originale: The wolf and the dove

Anno di pubblicazione negli USA: 1983

Ambientazione: Inghilterra, 1066


Nell’Inghilterra di Guglielmo il conquistatore il guerriero Wulfgar, detto Il lupo per il suo valore ( e a quanto pare anche per il suo caratterino non proprio pacifico) conquista( in realtà è il suo emissario Ragnor a farlo per lui) la fortezza sassone di Darkenwald, riducendo in schiavitù Lady Maida e Aislinn, moglie e figlia dei signore della fortezza ( ucciso da Ragnor).Ovviamente tra i due guerrieri è subito scontro più o meno aperto, per le grazie della bellissima Aislinn, la quale ovviamente sceglie ( proprio così!Una schiava nel Medioevo!) il padrone Wulfgar, dal quale è attratta al di là dei normalissimi sentimenti di vendetta e al di là dei maltrattamenti che subisce all’inizio da parte del suddetto.
Ma fino a quasi metà del libro la nostra virtuosa eroina non ammette ciò, e difende come può la propria virtù ( senza troppo successo)davanti all’incalzante passione che lui le dimostra…e non solo lui a dir la verità, ma anche tra tutti gli altri maschi del romanzo non ce n’è uno che in qualche modo non venga catturato dal suo irresistibile fascino.
Pian piano nasce l’amore (!?), a dispetto di tutto ciò che succede nel frattempo, tipo la gelosia di Gwyneth( sorella di Wulf e amante di Ragnor), i complotti di Maida e di Ragnor contro l’invasore e soprattutto l’incertezza sul padre del bambino che Aislinn porta in grembo…insomma alla fine il lupo e la colomba scopriranno di non essere poi così inconciliabili.E vissero tutti felici e contenti, a dispetto di tutto quello narrato in precedenza.



Lo ammetto:proponendo nel vecchio blog  questo celeberrimo romanzo della Woodiwiss per la schifo-lista, sapevo che mi sarei imbarcata in un’impresa tipo Don Chisciotte contro i mulini a vento e soprattutto che avrei scatenato un putiferio.Sono consapevole del fatto che è un romanzo amatissimo dalle fans della Woodiwiss, ed è appunto perché tra le fans della scrittrice mi ci metto anche io che mi sono sempre chiesta:ma cosa ha questo libro di più rispetto algi altri?Come è possibile che la Woodiwiss,notoriamente maestra nel creare storie d’amore di grande coinvolgimento con personaggi ben delineati anche psicologicamente, abbia potuto “partorire”una tale bruttura?
Iniziamo dalla colomba Aislinn. Ricordiamo ciò che sostanzialmente è:una principessa medioevale a cui gli invasori hanno ucciso il padre e ridotta in schiavitù.Quindi una che non può fare altro che chinare la testa essendo anche responsabile della vita della sua gente…attenzione:non voglio dire che non avrebbe diritto a un po’ di rispetto, ma solo che è impossibile per lei pretenderlo dagli invasori che per miracolo non l’hanno uccisa insieme al padre .Inoltre,per tutto il romanzo, mi ha dato più l’impressione di aver a che fare con la cosiddetta “madonnina infilzata”, che si pone al di sopra di tutto e tutti per la sua integerrima moralità, in qualunque occasione…che strazio, a questo punto preferisco le altre due donne della storia, la madre di lei che complotta contro gli invasori e la sorella di lui, che come cattiva più che rabbia suscita compassione, e non di poco:anche lei costretta dai normanni ad abbandonare le sue terre e privata di tutto, costretta a vivere di carità in casa del fratellastro che non la può vedere per colpe non sue,tradita dalla’mante e dileggiata da tutti perché continuamente paragonata alla bella Aislinn…e chi avrebbe reagito meno che diversamente?Perlomeno l’ho trovata molto più umana, e la sua morte mi è spiaciuta molto.Inoltre, possibile che tutti, ma proprio tutti i maschi del romanzo si innamorino a prima vista di Aislinn?Qui contiamo:Wulfgar,Ragnor, il fidanzato che rimane innamorato di lei dopo tutto quello che ha passato e fino all’ultima pagina( quando improvvisamente sposa un’altra)…se ho dimenticato qualcuno ditemelo!Che poi non è che fossero proprio innamorati, o meglio amavano una parte ben specifica di lei…abbiamo capito quale.
Secondo punto, la storia d’amore:Ora, visto che il romanzo appartiene al genere romance, io che lo leggo mi aspetto di trovarvi davvero una storia d’amore, che può essere anche stucchevole o improbabile, ma che sia AMORE.Qui francamente l’amore non l’ho visto molto, anzi diciamoci quasi per nulla, anche rileggendolo e cercandolo col lanternino…dunque, passi che la schiava si possa innamorare del padrone o il padrone di lei, questo può anche starci, ma che tu ti innamori di uno che:1- ti lega al letto con una corda che ti lascia appena lo spazio per muoverti,2- ti prende con la forza( non è proprio uno stupro ma quasi),3- lega tua madre e quello che dovrebbe essere il tuo fidanzato coi cani, 4- quando resti incinta medita di portarti via il bambino perché non è sicuro che sia suo…ora io mi domando ma come si fa a innamorarsi di uno così?E’ un amore un po’ malato, non trovate?O perlomeno io non l’ho proprio capito né la prima né la seconda volta che l’ho letto.Mi si dirà:ma siamo nel medioevo le donne non venivano considerate molto dagli uomini!Vero, ma comunque come detto prima se leggo un romanzo d’amore può essere ambientato anche nell’età della pietra si può lavorare un pochino di più sui personaggi in modo da rendere credibile l’amore senza snaturarli dal contesto dell’epoca in cui si svolge la storia, mi pare l’abbiano fatto in tanti romanzi, visto che non è l’unico medioevale che ho letto( anche se per lungo tempo ha rischiato di rimanere tale!)
Inoltre, se vogliamo attenerci alla realtà storica dell’epoca, mi pare che le schiave non avessero poi tante libertà..invece Aislinn se ne prende eccome, soprattutto all’inizio:quale schiava avrebbe trovato il coraggio di arrabbiarsi col padrone offendendolo pure( in uno dei primi incontri lo chiama zoticone, in un altro per la rabbia gli lancia dietro un corno frantumandolo!), gira liberamente per le sue terre pur senza scappare…un po’ improbabile come schiava no?
Passiamo al lupo Wulfgar, cui mi pare siano andati molti sospiri delle lettrici che l’hanno apprezzato.Per me invece c’è poco da dire, non riesco a capire come si possa trovare affascinante un uomo simile, che pur essendo attratto e poi innamorato ( !?)dell’eroina la tratta come un cane, pensando per di più di spedire il loro figlioletto appena nato altrove essendo ( forse)..certo poi cambia e sembra innamorato davvero ma solo verso la fine e un po’ troppo velocemente per i miei gusti.
Inoltre da segnalare come principe delle tante insulsaggini di questa storia il mistero sulla paternità del figlio della colomba:lei viene violentata inizialmente da Ragnor, poi da Wulfgar, quindi non si sa chi possa essere il padre…ma poi il mistero viene risolto grazie alle ridicole spiegazioni delle madre e in un modo veramente da prendere per i fondelli chiunque abbia un poco di intelligenza.
Basta mi fermo qui…se continuassi ce ne sarebbero di cose da dire!!

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