mercoledì 17 aprile 2013

Un marito ideale, di Oscar Wilde

Titolo originale: An ideal husband

Anno di pubblicazione: 1901

Ambientazione: Inghilterra, primi del ‘900

Robert e Gertrud Chiltern sono davvero una coppia modello: ricchi, benvoluti da tutti nel loro ambiente e molto innamorati, vivono una vita serena e impegnata, soprattutto Robert che sta per essere nominato sottosegretario degli Esteri. Tanta perfezione però  nasconde sempre dei lati oscuri, ed infatti una sera ad una festa data da Lady Chiltern in onore del marito e alla quale è stato invitato anche il miglior amico della coppia, Lord Arthur Goring, un nobile dandy sfaccendato, compare la misteriosa Mrs Chively, la quale fa capire a Robert di essere a conoscenza di un importante segreto del suo passato, segreto che se rivelato potrebbe mettere fine a tutto…


In puro stile Oscar Wilde, un’altra commedia degli equivoci basata sul tema della sincerità: nel rapporto di coppia, fra amici, nella vita sociale e politica.
Ogni personaggio di questa storia ha un segreto, piccolo o grande, che pensa non conosca nessuno e che potrebbe sconvolgergli la vita in vari modi: annientando una sicura carriera, rovinando un matrimonio, mettendo a rischio una reputazione o un’amicizia. Insomma, cose importanti per cui i vari personaggi hanno (o credono di avere, giacchè questi segreti alla fin fine non sono poi così gravi come essi pensano): unica che sembra non averne, L’imperturbabile Mrs Chively, che per buona parte della sua commedia si gode il ruolo di consapevole burattinaia e che grazie alla sua ironia e intelligenza risulta per il lettore molto meno sgradevole di quanto avrebbe potuto essere. Altro personaggio che spicca è Lord Arthur Goring, tipico personaggio wildiano che andando avanti nella storia si rivelerà essere per nulla superficiale e sfaccendato come ci tiene a essere considerato.
I segreti dei protagonisti comunque alla fin fine non avranno alcunché di particolarmente scandaloso, a tal punto che il lettore venendone a conoscenza potrebbe pensare: “Tutto qui?”, ma l’autore mostra come azioni non proprio corrette e limpide possano venire ingigantite a causa della cattiva coscienza, fino a diventare dei macigni. Ma la liberazioni da essi è come un banco di prova sui cui verrà dimostrata l’autenticità di sentimenti come amore e amicizia e delle persone che sono accanto ai personaggi, in particolare nella coppia Robert- Gertrud.
Insomma un’atra godibilissima opera dell’autore inglese, non troppo difficile da apprezzare per chi, come me, lo ammira da sempre.

3 commenti:

  1. Anch'io ho sempre ammirato Oscare Wilde.. questo libro però non l'ho letto, ma ho visto il film con Rupert Everett, molto ben fatto e divertente :-) Wilde è un maestro degli equivoci :-)

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    1. E' vero, ilfilmè molto belloe tra laltro rispecchia fedelmente il testo teatrale.

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  2. ADORO questa commedia!!! Tra tutte quelle di Oscar Wilde è la mia preferita.
    anche il film non è male, e Rupert Everett - come si dice - ha un suo perché...

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