venerdì 1 marzo 2013

La Regina di Pomerania e altri racconti di Vigata, di Andrea Camilleri

 Anno di pubblicazione: 2012

Ambientazione: Vigata, anni ‘30/ ‘40

Dal sito Sellerio:

Balli in maschera e presepi viventi, contrabbando di volpini e commerci di salgemma, testamenti con azzardati codicilli e matrimoni che non si possono fare, fuitine maldestre, sfide tra gourmet del gelato, una nuova Giulietta che sancisce l’imbecillità di un nuovo Romeo; un diplomatico e impassibile truffatore, il Console onorario di un Regno provvisorio esportatore di cani dati in saldo; una Cenerentola che è una melarosa dal letto ospitale: di una purezza, però, che mai si sgualcisce; due gelatai, leali contendenti per amore e per dispetto, un asino magico che inizialmente si chiamava Mussolini, ma viene ribattezzato Curù; un tavolinetto a tre piedi, che sa come castigare l’imprevidenza di un neofita delle sedute spiritiche; un’epidemia di lettere anonime, che ha il suo don Ferrante nella persona del dottor Ernesto Bruccoleri…


Anche questo libro di Andrea Camilleri ha riscosso la mia piena approvazione. Come già in “Gran Circo Taddei”, abbiamo un’altra serie di racconti vigatesi, ambientati in un’epoca passata (stavolta gli anni a cavallo tra il fascismo e la guerra) e inscenando situazioni e siparietti degni- a mio avviso-  della commedia dell’arte, con personaggi-simbolo che rappresentano difetti e virtù (più i primi che i secondi, anche se comunque questi ultimi non mancano) universali. I racconti che mi sono piaciuti di più sono quelli dell’asino Curù, che a insaputa di tutti funge da protettore della famiglia dei padroni, quello della ragazza usata sessualmente da tutti gli uomini del paese che finirà venerata come una santa e quello delle lettere anonime, che ho trovato molto delicato e sensibile. Mi ha colpito la crudezza e il crudele epilogo di quello con protagonista il marchese, che mi ha ricordato molto “La presa di Macallè” l’unico romanzo di Camilleri che non mi è piaciuto proprio per a sua crudeltà.
Certo deve piacere il genere e soprattutto, bisogna pazientare per il mix siciliano e italiano, ma sinceramente nel mio caso molti anni fa le iniziali difficoltà a leggere un linguaggio di questo tipo sono state ripagate dalla scoperta di un grande scrittore e di un mondo popolare sempre ricco ed emozionante.

3 commenti:

  1. Anch'io all'inizio ho trovato difficoltà nella lettura di Camilleri, ma poi ci si abitua.
    Purtroppo però non amo molto le raccolte di racconti, mi piacciono più i romanzi!

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  2. Questo romanzo l'ho trovato molto divertente.
    Di Camilleri non riesco più a fare a meno!

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  3. Anche io ormai sono Camilleri- dipendente, a me piacciono tutti, sia i romanzi che i racconti!

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