martedì 5 marzo 2013

Il rubino dei Cavendish, di Tori Phillips


Titolo originale: Halloween’s knight

Prima pubblicazione anno: 2000

Ambientazione: Inghilterra, 1542

Collegamento con altri romanzi: è  il quinto  romanzo della serie CRONACHE DEI CAVENDISH.

Da tempo sir Brandon Cavendish è preoccupato: dopo la morte del marito, non ha più ricevuto notizie di sua figlia Belle. La cosa si fa davvero seria quando un popolano informa il nobiluomo di aver visto la figlia sugli spalti della torre del castello di Bodiam dove vive, mentre gridava chiedendo aiuto. Non potendo muoversi per via di una ferita che lo costringe a letto, Brandon incarica Mark Hayward, suo ex scudiero, di  recarsi in aiuto di Belle. Mark accetta solo in vista della preziosa ricompensa ( un intero feudo per sé ) che sir Brandon gli offre: il ricordo che ha di Belle e dei suoi capricci e dispetti ( uno dei quali gli è quasi costato l’uso di un braccio ) non è infatti dei più piacevoli, nonostante la bellezza e il carattere forte e intraprendente della fanciulla.
Arrivato a Bodiam in compagnia dell’amico Jobe e di Kitt, fratello di Belle, scopre una realtà ben peggiore di quanto immaginato: la giovane donna dopo la morte del marito è stata rinchiusa in una torre dal  perfido cognato Mortimer, che vuole così costringerla a cedergli Bodiam Castle e soprattutto il celebre rubino dei Cavendish, donato a Belle dalla nonna Lady Alicia e nascosto in qualche angolo misterioso che la giovane donna si rifiuta di rivelare. Per liberare Belle Mark si ingegna ad entrare nelle grazie di Griselda, la sorella zitella di Mortimer, e col passare del tempo scopre che Mortimer addirittura ha deciso di uccidere la ragazza; il tempo per liberarla stringe, ma nel frattempo nel castello e nei suoi dintorni cominciano a manifestarsi strani fenomeni paranormali che atterriscono il superstizioso cognato….




 La protagonista del quarto romanzo dedicato alla famiglia Cavendish è Belle, figlia di Brandon Cavendish, che abbiamo incontrato bambina pestifera nel precedente romanzo LA ROSA D’ORO. Come ricorderà chi ha letto la serie, Belle e il fratellastro Francis sono  figli illegittimi ma  molto amati e cresciuti dal loro stesso padre ( cosa davvero insolita per la loro condizione ). La loro condizione di bastardi, se passa quasi inosservata durante l’infanzia vissuta in seno a una famiglia che la ama, diviene in questo romanzo più evidente: infatti Belle paga le conseguenze di questo marchio venendo snobbata durante la sua presentazione a corte, e sposando l’unico uomo che l’ha presa in considerazione.
Belle è un personaggio che mi è piaciuto tantissimo, già dalla sua prima apparizione nel precedente libro: non è solo bella, ma ha anche una forte personalità che le permette di affrontare le non semplici avversità che la colpiscono ( e tutte in rapida serie ) con una grande forza d’animo e soprattutto usando la sua notevole intelligenza ( e l’espediente finale di questo romanzo è  lo stesso de  IL MERCANTE DI VENEZIA di Shakespeare! ). Ma questa sua forza nasconde anche molta fragilità, Belle appare spesso prepotente e orgogliosa perché ha paura di lasciarsi andare ai sentimenti, di essere rifiutata come le è già successo a causa della sua condizione. Per fortuna la disavventura in cui incorre a causa del cognato le da modo di rimettersi in discussione in questo senso, e proprio con quel Mark che ha tanto tormentato per anni prima che lui partisse per l’Irlanda... praticamente è sempre stato amore a prima vista, ma i due se ne accorgeranno solo dopo una serie di spassosi battibecchi, anche se per il lettore l’attrazione è lampante… insomma una delle mie situazioni preferite !
A proposito di Mark, è un bel personaggio, anche se meno interessante di Belle… un poco scontato forse, rientra infatti nella categoria dei libertini che si convertono all’amore, ma lo stesso affascinante, se non altro per come tiene testa alla nostra eroina.
Tori Phillips racconta questa simpatica storia d’amore inserendola  molto abilmente in un contesto di magia, superstizione e mistero che contribuisce a mantenere alta l’attenzione del lettore. Unica pecca della narrazione ( ma forse è un mio difetto considerarla tale… ): i continui paragoni negativi tra Cuthbert, il marito di Belle, e l’aitante Mark, volti sicuramente a evidenziare il protagonista maschile, ma che ho trovato un poco di cattivo gusto visto che il matrimonio di Belle viene descritto come non infelice: insomma il povero Cuthbert è morto giovane, e per amore di Belle ha sfidato la famiglia e la società sposando una bastarda…un personaggio di un valore sicuramente più alto di quanto viene descritto nel romanzo ( dove viene apertamente definito “smidollato” più volte ).

 

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