domenica 17 marzo 2013

I ragazzi della via Pàl, di Ferenc Molnar

Titolo originale: A Pál utcai fiúk

Anno di pubblicazione: 1906

Ambientazione: Ungheria, primi anni del ‘900


A Budapest, nella via Pal, c’è il quartiere generale di una banda di ragazzi, detto “La Società dello Stucco”; il “generale” (ovvero il capo) è Boka, tra gli altri troviamo Csonakos, Gereb, Barabas, Csele, e Nemeckseck, l’unico soldato semplice.
I loro rivali sono le Camicie Rosse, capitanate da Feri Ats, noto per la sua spavalderia, il quale un giorno ruba la bandiera dei ragazzi di via Pal; i quali, dopo aver organizzato una spedizione per riprenderla, scoprono che fra loro c’è un traditore…

Il più noto romanzo ungherese è diventato col tempo uno dei più famosi classici per la letteratura dei ragazzi.
Quando l’ho letto la prima volta avevo undici anni e da subito è diventato uno dei miei libri preferiti della mia infanzia (che ovviamente, data l’età, era ormai al termine, diciamo che l’ho letto in zona Cesarini); è una storia intensa e significativa, che consiglierei a chiunque abbia figli piccoli o ragazzini, in quanto davvero può trasmettere valori positivi come la solidarietà, il coraggio, l’amicizia con esempi e personaggi in cui i giovanissimi si possono tranquillamente riconoscere anche se vissuti  un secolo fa.
E’ vero che talvolta i protagonisti sembrano un po’ dei simboli forse un po’ troppo caratterizzati in tal senso per la loro età: Boka è il saggio, Nemeseck il puro di cuore e coraggioso, Feri Ats il nemico corretto e onorevole, Gereb il traditore ecc, ma sostanzialmente rimangono dei ragazzini con comportamenti, sentimenti linguaggio tipici della loro età. Spensieriati e gioiosi ma anche seri e capaci di lottare per difendere i loro ideali e le cose a cui tengono,credo che potrebbero dare dei punti a molti adulti ; i quali anche qui, come nella realtà, appaiono solitamente disincantati, rassegnati  a una vita di fatica, ormai disillusi e privi di voglia di lottare.
Nel finale il dolore entrerà anche nella vita dei ragazzi, senza cancellare la loro freschezza ma togliendo un po’ della loro ingenuità; la prima fase quindi del passaggio di crescita che prima o poi tutti passano, e che segna l’uscita dall’infanzia.
Una storia raccontata molto bene, ricca di colpi di scena, di elementi interessanti e con almeno due scene memorabili con protagonista il piccolo Nemeseck, che nella storia sembra l’ultimo arrivato, quello meno importante ma che in realtà l’autore pone come personaggio più importante.
Molto bello davvero, ancora oggi a tanti anni di distanza.

3 commenti:

  1. So di avero letto durante la mia aolescenza, ma non ne ricordo molto: mi rimane però un senso di grade tristezza, che penso giustificata dalla trama.

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  2. In effetti la tram è triste per essere un lbiro per ragazzi,comunque è molto bello. Io lo rileggo volentieri ancora oggi.

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  3. Libro da rileggere. Buona Pasquetta.

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