giovedì 14 marzo 2013

Aquila nera, di Nan Ryan

Titolo originale:Chieftain

Anno di pubblicazione: 2004

Ambientazione: Stati Uniti, 1875 circa

Poco prima di morire il capo indiano Lupo Grigio chiede al nipote Shanaco di condurre la sua tribù nella riserva di Fort Still.
Shanaco è un mezzosangue,figlio di un indiano e di una donna bianca,e dopo la morte dei genitori ha scelto di vivere alla maniera dei bianchi;per questo la sua gente non si fida di lui, nonostante la stima per le sue qualità di guerriero.Del resto anche i bianchi lo disprezzano in quanto mezzosangue e lo considerano solo un ignorante selvaggio, capace solo di massacrare la gente.
Al Forte si trova anche Maggie, una giovane maestra che insegna inglese ai ragazzi indiani, da cui il giovane capo indiano è subito attratto:Maggie infatti non ha paura degli indiani e tantomeno di lui, al contrario della maggior parte delle donne e nonostante la sua temibile fama. Anche Maggie è attratta dal suo fascino, ma non è l’unica:anche un’altra donna al forte è interessata a lui.
E’ Lois Harkins, la vanesia figlia di uno dei comandanti che tenta più volte di sedurlo senza alcun successo.Davanti alla sua indifferenza e dopo l’ennesimo rifiuto, Lois giura vendetta e accusa Shanaco di stupro.Così il giovane capo indiano viene sbattuto in cella senza alcuna prova e nessuno che lo difenda;tranne Maggie, che a costo di violare le regole, lo aiuterà a fuggire e a dimostrare la sua innocenza, mentre tra i due nasce un amore più forte di qualsiasi pregiudizio.




Questo romanzo di Nan Ryan è uno di quelli che io ritengo un’” attrazione oltre ogni logica”.Infatti lo stile dell’autrice è pieno di buchi: la narrazione per fortuna scorre senza problemi, ma l’autrice ha il vizietto per me molto brutto di concentrarsi molto più del necessario sull’aspetto fisico dei protagonisti, soprattutto di Shanaco, ovviamente bellissimo.Per gran parte del romanzo ci viene ricordato, anche nei momenti più drammatici e meno opportuni, quanto il suo torace sia possente, le sue spalle larghe, i suoi muscoli così lucenti e forti….a un certo punto viene voglia di dirle:”siiii, non occorre che me lo ripeti 3000 volte…l’ho capito!!!”.Insomma più che eccitare ( perché penso che sia quello lo scopo ultimo di questa assurda scelta) alla fine stufa, tanto più che lo stesso capita con la protagonista;infatti non manca occasione in cui non ci venga ricordato quanto i suoi capelli siano lucenti e soffici e la sua pelle morbida e bianca…
Oltre a ciò, abbiamo spesso alcune situazioni assurde( tipo una gara a cui il protagonista partecipa sapendo di vincere perché gli altri non sono capaci!!!E però all’ultimo momento si tira indietro per far vincere qualcun altro!!!)e anche i dialoghi non sono sempre al massimo ( andate a leggere cosa la “seduttrice” di ce al protagonista a pag. 165…si muore dal ridere!);inoltre la cattiva Lois alla fine è talmente perfida da essere solo una macchietta, mentre se l’autrice non fosse stata così impegnata coi fisici dei due protagonisti avrebbe potuto venirne fuori ben altro personaggio.
Eppure…eppure non l’ho dato via e anzi a tutt’oggi lo ricordo come uno dei romance che mi è piaciuto di più. E questo grazie ai due protagonisti, che quando non vengono mostrati solo come corpi catturano la mia attenzione:lui, Shanaco, un mezzosangue da tutti( comprese le donne che vanno con lui) ritenuto un feroce selvaggio assetato di sangue, quando invece è semplicemente un uomo solo che ha bisogno di dare e ricevere amore; lei, Maggie, una ragazza coraggiosa e senza pregiudizi che da subito prende in simpatia Shanaco vedendolo finalmente come uomo, come gli altri.Il loro idilio nella casetta di lei e la loro dolce storia valgono da soli la pena di leggere il romanzo, pur con tutte le sue imperfezioni.

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