mercoledì 27 marzo 2013

Novità in libreria

ESCE IN LIBRERIA  LA RIVOLUZIONE DELLA LUNA, di Andrea Camilleri, EDIZIONE SELLERIO.

Anche se solo per ventisette giorni, a partire dal 16 aprile 1677 la Sicilia vivrà l’esperienza di essere governata da una donna, la Viceregina donna Eleonora de Moura, vedova del Viceré Aniello de Gusman marchese di Castel Roderigo, il quale in punto di morte nomina suo successore la giovane moglie». Questa la notizia storica nella quale Camilleri si è imbattuto, appassionandosi alla figura di donna Eleonora, che assolse al suo compito con eccezionali capacità e senso dello stato. Era una donna intelligente e indipendente e dei giorni in cui rimase alla guida della Sicilia approfittò per varare dei provvedimenti clamorosi: la riduzione del prezzo del pane, la creazione del magistrato del commercio, l’alleggerimento delle tasse per chi aveva una famiglia numerosa. Rivoluzionarie furono le misure a favore delle donne: rimise in piedi il conservatorio delle vergini pericolanti e quello delle «repentite», ex prostitute che volevano cambiare vita, creando anche una dote regia per le ragazze di famiglia povera che si sposavano. Un simile atteggiamento non poteva che scontrarsi con gli interessi locali e con il potere della Chiesa che sentiva minacciata la propria supremazia. Ma il fatto storico è solo il punto di partenza per Camilleri che costruisce attorno alla figura della Viceregina un romanzo pieno di suspense. Ci ritroviamo così immersi nel clima della Palermo del 1676, città decimata dalla miseria e dalla carestia, teatro di feroci rivolte contro la corona. «Questo regno non riconosce né Dio né la Vostra Maestà, - aveva scritto il Viceré D’Ossuna al re di Spagna agli inizi del secolo - tutto si vende per denaro, comprese le vite e i beni del povero, e persino la Giustizia». Così tra intrighi di palazzo, tentativi di delegittimare la Viceregina, delitti che si consumano nel parco della Favorita, passaggi segreti nel Palazzo Reale, tradimenti e corruzioni, si dipana il romanzo. Sono soprattutto i potenti feudatari, il vescovo della città e il Tribunale del Santo Uffizio a tramare, trovando alla fine un appiglio giuridico che segnerà la fine di quella brevissima stagione e costringendo il re di Spagna a richiamare in patria donna Eleonora. Con il suo allontanamento da Palermo, finisce quel momento rivoluzionario durato il tempo di un ciclo lunare.

ESCE IN LIBRERIA SARA’ perché TI AMO, di Greene Niham, EDIZIONE NEWTON & COMPTON.

Frankie Rowley è una donna in carriera ossessionata dal lavoro. Nella sua vita non c'è spazio per la famiglia o per gli amici, tanto che tutti ¬ lei compresa ¬ ritengono che la sua relazione più stabile e appagante sia con il cellulare che porta sempre con sé. Per questo, quando smarrisce il prezioso telefono durante un cruciale viaggio d'affari a San Francisco, Frankie si sente come se avesse perso tuta la sua vita. Certo, può sempre ricevere e fare telefonate con un cellulare preso a noleggio, ma non è la stessa cosa: il nuovo telefono non è parte di lei come il precedente. Anzi, peggio: fa parte della vita di qualcun altro... Frankie, infatti, inizia a ricevere messaggi indirizzati a una ragazza di nome Aimee, che a quanto pare ha un sacco di amici e una famiglia che vuole tenersi in contato con lei in ogni momento. Frankie non è assolutamente disposta a condividere il suo cellulare (anche solo temporaneo) con altre persone ed è pronta a scendere sul sentiero di guerra. Ma qualcuno ¬ forse il destino al quale non ha mai creduto? ¬ ha in serbo per lei molte sorprese. E se un evento banale come la perdita di un telefono potesse cambiare tutta la sua vita?

ESCE IN LIBRERIA A CHE GIOCO GIOCHIAMO?, di Madeline Wickham,  EDIZIONE MONDADORI.

È stata un'idea di Patrick, investment banker di Londra, quella di invitare gli amici nella sua favolosa residenza di campagna, "The White House", per un weekend di tennis e relax. Ma alla bella moglie Caroline non dice il vero motivo di quest' invito. E lei è contenta di accogliere Stephen e Annie, i loro vecchi vicini di casa con problemi finanziari, un po' meno contenta di vedere l'arricchito Charles e la sua aristocratica moglie Cressida, e scontentissima di dover fare i conti con i competitivi Don e Valerie. È solo l'inizio di due giorni di rivelazioni, scenate, sorprese, due giorni che sono tutto fuorché una piacevole partita a tennis. Perché dietro quel lusso si nascondono tante piccole miserie.









ESCE IN LIBRERIA L’ALBERO DEI SEGRETI, di Sarah Addison Allen, EDIZIONE SONZOGNO.

Benvenuti a Walls of Water piccola località turistica del North Carolina, un luogo dove il mistero è più fitto della nebbia che circonda il paese. Tanto tempo fa, l'imponente palazzo vittoriano in cima alla collina era proprietà della famiglia di Willa Jackson. Poi quell'edificio abbandonato divenne il simbolo della rovina dei Jackson e di tutto ciò da cui Willa aveva deciso di fuggire. Da qualche anno la donna si è rifugiata ai margini della vita del paese, a gestire un negozio di articoli sportivi - rigorosamente biologici - e un baretto dal quale provengono deliziosi profumi di torte e biscotti al caffè per la gioia dei visitatori. Ma un giorno Willa riceve una busta sulla quale riconosce l'elegante firma della sua ex amica del cuore, Paxton Osgood. All'interno, un invito impossibile da ignorare perché riguarda proprio quell'antica dimora di cui ora sono proprietari gli Osgood. Ecco che il passato sembra tornare a perseguitare l'ultima discendente dei Jackson, costringendola a riaprire il cancello del misterioso giardino dove sta per venire alla luce un segreto rimasto sepolto per decenni. Un segreto che cambierà la vita di Willa e della sua amica in un modo che nessuno si sarebbe mai aspettato.

domenica 24 marzo 2013

La donna mascherata, di Tori Phillips

Titolo originale: One Knight in Venice

Anno: 2002

Ambientazione: Venezia/Inghilterra,

Collegamenti con altri romanzi: E’ il sesto romanzo della serie CRONACHE DEI CAVENDISH.


Sotto le mentite spoglie di un nobile sfaccendato, Sir Francis Bardolph si trova a Venezia al servizio della Corona inglese. Qui conosce Bianca Leonardo, un’abile guaritrice dalla quale è subito attratto, complice l’aurea di mistero di cui la donna ci tiene a circondarsi:per esempio, perché porta sempre sul volto la maschera di Colombina? Perchè va a Messa solamente alle prime luci dell’alba? Perchè conduce una vita tanto ritirata da non aver mai partecipato al Carnevale, nonostante sia nativa di Venezia?
Francis, sempre più attratto dalla donna,cerca di rispondere a tutte queste e a molte altre domande, incoraggiato dal fatto che Bianca sembra ricambiare i suoi sentimenti, seppur titubante…



Dopo Belle, protagonista del precedente IL RUBINO DEI CAVENDISH, è ora la volta di suo fratello Francis ad avere un posto d’onore nelle “Cronache dei Cavendish”.
Come sappiamo, Belle e Francis sono i due figli illegittimi di Brandon Cavendish, cresciuti con amore dal padre nonostante la loro condizione; ma se su Belle la nomea di “Bastarda” non aveva fatto alcun effetto, in questo romanzo notiamo come invece sul fratello, per vari motivi, ha invece contribuito a formare il suo carattere schivo e tormentato.
Francis è un giovane gentiluomo del suo tempo,dotato di grande cultura e intelligenza, ma anche di un grande fascino che gli permetterebbe di avere ai suoi piedi molte donne,se lo volesse. Ma lui pare non interessato a questo aspetto della vita, soprattutto da quando è entrato nelle mire della più popolare cortigiana di Venezia, che mira a farsi sposare dall’affascinante inglese per fare un salto di qualità.
Francis mi ha colpito perché è caratterizzato molto più psicologicamente che fisicamente (come di solito capita invece a questi personaggi): è un uomo ombroso e tormentato non solo dalle sue origini, ma anche da un pesante segreto su di esse che ha scoperto e che tiene per sé per paura di mettere zizzania nella famiglia che nonostante tutto lo ha accolto con gioia e lo ha sempre amato, anche se forse non riconosciuto come lui avrebbe desiderato. Quale sia questo segreto lo scopriremo in un avvincente confronto finale (anche se alla fin fine il “colpo di scena” risulta un poco inutile ai fini della storia… perlomeno io non ne ho capito proprio il senso!)… nel frattempo assistiamo al nascere dell’idillio tra il misterioso gentiluomo inglese e un interessante personaggio femminile, Bianca.
Bianca Leonardo è una giovane guaritrice che vive sola con due servitori (che per lei sono più una famiglia), e che ha il viso perennemente celato dietro la maschera di Colombina. Nel corso della storia apprendiamo più volte da lei stessa che è costretta a coprirsi il volto perché è sfigurato, ma questo non è l’unico mistero della sua vita: esce pochissimo di casa e solo per partecipare alla messa mattutina in San Marco. Rifugge qualsiasi contatto umano che non siano i due servitori. Caratterialmente è una donna dolce  e sensibile, anch’essa provata da varie sfortune nella vita, che la portano ad avere nei confronti della vita in generale un atteggiamento cauto e pieno di precauzioni, che però le impediscono di vivere la vita nella sua totale pienezza, a tal punto che pur essendo nata e cresciuta a Venezia non ha mai osato nemmeno partecipare al Carnevale. La corte discreta ma insistente di Francis rappresenta per lei un piacevole diversivo, che diventa via via sempre più importante man mano la storia procede, anche fino alla fine non si sentirà sicura dell’amore che Francis prova per lei, nonostante le molte prove.
Francis e Bianca sono due persone che si incontrano dopo molte sofferenze, e che nel loro amore riusciranno a trovare una cura per queste sofferenze, ma ciò li aiuterà anche ad affrontare le proprie insicurezze e i fantasmi del passato. Sullo sfondo, una Venezia seicentesca affascinante ma un poco stereotipata, la tipica visione romantica di questa città che hanno all’estero.
Secondo me è il migliore tra i romanzi della serie, dopo LA FIGLIA DELL’ORAFO; è il più profondo, quello con i personaggi più complessi e meditati.

venerdì 22 marzo 2013

L'uomo che ride, di Victor Hugo

Titolo Originale: L’Homme qui rit

Anno di pubblicazione: 1869

Ambientazione: Inghilterra, 1960/1710 circa

In una notte di bufera il teatrante girovago Ursus trova due bambini orfani e decide di tenerli con sé, chiamandoli Gwynplaine e Dea. La bambina è cieca, il ragazzino invece ha subito in tenerissima età un’orribile mutilazione al viso, dove gli è stata letteralmente scolpito un ghigno ridente.
Crescendo, tra i due si sviluppa un forte affetto che diventa amore, ma improvvisamente sul gruppetto cade un fulmine a ciel sereno: si scopre che Gwynplaine è in realtà il figlio di Lord Clancharlie, un nobile ribelle, bambino rapito per ordine del vecchio re e consegnato ai Comprachicos, zingari che trafficavano coi bambini; il giovane viene quindi portato a corte per essere reintegrato nel posto che gli spetta di diritto, venendo anche fidanzato con la duchessa Josiane, sorellastra della regina. Attratto dalla possibilità di una vita di agi dopo aver sempre vissuto ai margini, Gwynplaine accetta…

Ho letto questo romanzo quando avevo 17 anni ed è stato il mio primo incontro con Victor Hugo, che da allora è diventato uno dei miei autori preferiti.
E’ un romanzo meno famoso de I MISERABILI ma altrettanto bello e intenso, oltre ad assomigliargli molto come ambientazione e struttura narrativa (la parte riguardante il romanzo viene alternata a lunghi capitoli di spiegazioni storiche e sociali).
Mi ha subito colpito la profondità con cui l’autore sa descrivere i suoi personaggi nelle varie sfaccettature della loro umanità, con turbamenti, difetti, pregi, indugiando molto sui loro pensieri più profondi  e anche sulle loro inquietudini.
La storia d’amore tra Gwynplaine e Dea è tra le più dolci che ancora oggi mi sia capitato di leggere, nonostante la sua drammaticità; due reietti che si sono trovati, in qualche modo predestinati (come dimostra il loro primo incontro) e vivono in un loro piccolo Paradiso, seppure ai margini della società che comunque, alla fin fine, non è certo benigna con nessuno dei due e in particolare con Gwynplaine, vittima dei crudeli Comprachicos che da bambino gli storpiarono il volto imprimendogli  la maschera di un ghigno perenne, orribile a vedersi per i “normali”, tant’è che per lui l’unica speranza di guadagnarsi da vivere è come fenomeno da baraccone.
In una bellissima scena Dea dice “Dio mi ha chiuso gli occhi perché potessi vedere il vero gwynplaine” trovo che sia una frase che valga più di mille parole.
Molto bella anche la figura dello stravagante e burbero Ursus, che in verità rappresenterà non solo il salvatore dei due orfanelli e il loro padre, ma anche un apersona con profonda umanità, scevra da pregiudizi e molto al di sopra di altri, ad esempio dei nobile, ovviamente ritratti come buoni a nulla e viziosi, dediti solo a ovinare le vite degli altri con i loro giochetti.
Un romanzo stupendo che vale la pena di leggere, anche se mi rendo conto che le numerose pagine di spiegazioni storiche e di costume possono tediare qualcuno.

domenica 17 marzo 2013

I ragazzi della via Pàl, di Ferenc Molnar

Titolo originale: A Pál utcai fiúk

Anno di pubblicazione: 1906

Ambientazione: Ungheria, primi anni del ‘900


A Budapest, nella via Pal, c’è il quartiere generale di una banda di ragazzi, detto “La Società dello Stucco”; il “generale” (ovvero il capo) è Boka, tra gli altri troviamo Csonakos, Gereb, Barabas, Csele, e Nemeckseck, l’unico soldato semplice.
I loro rivali sono le Camicie Rosse, capitanate da Feri Ats, noto per la sua spavalderia, il quale un giorno ruba la bandiera dei ragazzi di via Pal; i quali, dopo aver organizzato una spedizione per riprenderla, scoprono che fra loro c’è un traditore…

Il più noto romanzo ungherese è diventato col tempo uno dei più famosi classici per la letteratura dei ragazzi.
Quando l’ho letto la prima volta avevo undici anni e da subito è diventato uno dei miei libri preferiti della mia infanzia (che ovviamente, data l’età, era ormai al termine, diciamo che l’ho letto in zona Cesarini); è una storia intensa e significativa, che consiglierei a chiunque abbia figli piccoli o ragazzini, in quanto davvero può trasmettere valori positivi come la solidarietà, il coraggio, l’amicizia con esempi e personaggi in cui i giovanissimi si possono tranquillamente riconoscere anche se vissuti  un secolo fa.
E’ vero che talvolta i protagonisti sembrano un po’ dei simboli forse un po’ troppo caratterizzati in tal senso per la loro età: Boka è il saggio, Nemeseck il puro di cuore e coraggioso, Feri Ats il nemico corretto e onorevole, Gereb il traditore ecc, ma sostanzialmente rimangono dei ragazzini con comportamenti, sentimenti linguaggio tipici della loro età. Spensieriati e gioiosi ma anche seri e capaci di lottare per difendere i loro ideali e le cose a cui tengono,credo che potrebbero dare dei punti a molti adulti ; i quali anche qui, come nella realtà, appaiono solitamente disincantati, rassegnati  a una vita di fatica, ormai disillusi e privi di voglia di lottare.
Nel finale il dolore entrerà anche nella vita dei ragazzi, senza cancellare la loro freschezza ma togliendo un po’ della loro ingenuità; la prima fase quindi del passaggio di crescita che prima o poi tutti passano, e che segna l’uscita dall’infanzia.
Una storia raccontata molto bene, ricca di colpi di scena, di elementi interessanti e con almeno due scene memorabili con protagonista il piccolo Nemeseck, che nella storia sembra l’ultimo arrivato, quello meno importante ma che in realtà l’autore pone come personaggio più importante.
Molto bello davvero, ancora oggi a tanti anni di distanza.

giovedì 14 marzo 2013

Aquila nera, di Nan Ryan

Titolo originale:Chieftain

Anno di pubblicazione: 2004

Ambientazione: Stati Uniti, 1875 circa

Poco prima di morire il capo indiano Lupo Grigio chiede al nipote Shanaco di condurre la sua tribù nella riserva di Fort Still.
Shanaco è un mezzosangue,figlio di un indiano e di una donna bianca,e dopo la morte dei genitori ha scelto di vivere alla maniera dei bianchi;per questo la sua gente non si fida di lui, nonostante la stima per le sue qualità di guerriero.Del resto anche i bianchi lo disprezzano in quanto mezzosangue e lo considerano solo un ignorante selvaggio, capace solo di massacrare la gente.
Al Forte si trova anche Maggie, una giovane maestra che insegna inglese ai ragazzi indiani, da cui il giovane capo indiano è subito attratto:Maggie infatti non ha paura degli indiani e tantomeno di lui, al contrario della maggior parte delle donne e nonostante la sua temibile fama. Anche Maggie è attratta dal suo fascino, ma non è l’unica:anche un’altra donna al forte è interessata a lui.
E’ Lois Harkins, la vanesia figlia di uno dei comandanti che tenta più volte di sedurlo senza alcun successo.Davanti alla sua indifferenza e dopo l’ennesimo rifiuto, Lois giura vendetta e accusa Shanaco di stupro.Così il giovane capo indiano viene sbattuto in cella senza alcuna prova e nessuno che lo difenda;tranne Maggie, che a costo di violare le regole, lo aiuterà a fuggire e a dimostrare la sua innocenza, mentre tra i due nasce un amore più forte di qualsiasi pregiudizio.




Questo romanzo di Nan Ryan è uno di quelli che io ritengo un’” attrazione oltre ogni logica”.Infatti lo stile dell’autrice è pieno di buchi: la narrazione per fortuna scorre senza problemi, ma l’autrice ha il vizietto per me molto brutto di concentrarsi molto più del necessario sull’aspetto fisico dei protagonisti, soprattutto di Shanaco, ovviamente bellissimo.Per gran parte del romanzo ci viene ricordato, anche nei momenti più drammatici e meno opportuni, quanto il suo torace sia possente, le sue spalle larghe, i suoi muscoli così lucenti e forti….a un certo punto viene voglia di dirle:”siiii, non occorre che me lo ripeti 3000 volte…l’ho capito!!!”.Insomma più che eccitare ( perché penso che sia quello lo scopo ultimo di questa assurda scelta) alla fine stufa, tanto più che lo stesso capita con la protagonista;infatti non manca occasione in cui non ci venga ricordato quanto i suoi capelli siano lucenti e soffici e la sua pelle morbida e bianca…
Oltre a ciò, abbiamo spesso alcune situazioni assurde( tipo una gara a cui il protagonista partecipa sapendo di vincere perché gli altri non sono capaci!!!E però all’ultimo momento si tira indietro per far vincere qualcun altro!!!)e anche i dialoghi non sono sempre al massimo ( andate a leggere cosa la “seduttrice” di ce al protagonista a pag. 165…si muore dal ridere!);inoltre la cattiva Lois alla fine è talmente perfida da essere solo una macchietta, mentre se l’autrice non fosse stata così impegnata coi fisici dei due protagonisti avrebbe potuto venirne fuori ben altro personaggio.
Eppure…eppure non l’ho dato via e anzi a tutt’oggi lo ricordo come uno dei romance che mi è piaciuto di più. E questo grazie ai due protagonisti, che quando non vengono mostrati solo come corpi catturano la mia attenzione:lui, Shanaco, un mezzosangue da tutti( comprese le donne che vanno con lui) ritenuto un feroce selvaggio assetato di sangue, quando invece è semplicemente un uomo solo che ha bisogno di dare e ricevere amore; lei, Maggie, una ragazza coraggiosa e senza pregiudizi che da subito prende in simpatia Shanaco vedendolo finalmente come uomo, come gli altri.Il loro idilio nella casetta di lei e la loro dolce storia valgono da soli la pena di leggere il romanzo, pur con tutte le sue imperfezioni.

lunedì 11 marzo 2013

L'amica americana, di Margherita Oggero


Anno di pubblicazione: 2006

Ambientazione: Torino, 2006

La casa che da anni è l’oggetto dei desideri della professoressa Camilla Baudino sta per essere messa in vendita; tanta è la curiosità di vedere l’interno almeno per una volta che Camilla contatta la proprietaria, Dora, appena tornata dall’America dove ha vissuto con il marito scomparso da poco, e fra le due nasce un’amicizia destinata purtroppo a durare poco: una mattina Dora muore tragicamente, investita da un autobus sotto gli occhi di Camilla.
Ma dai primi accertamenti emerge che Dora è stata spinta, e dato che Camilla era non solo l’unica persona assieme a lei in quel momento ma anche la sua unica amica a Torino, i sospetti convergono su di lei. Alla prof non resta che usare il suo istinto investigativo per cercare di tirarsi fuori dai guai….



Grazie a questo romanzo ho avuto la piacevole sorpresa di scoprire che la serie PROVACI ANCORA, PROF! Interpretata da Veronica Pivetti- serie che quando posso seguo molto volentieri e mi piace un sacco- è tratta da una serie di romanzi di Margherita Oggero. Inutile dire quindi che continuerò nella lettura della serie, non solo per via della fiction ma anche perché questo primo romanzo che leggo dell’autrice mi è piaciuto molto; devo dire che ho una preferenza per i gialli nostrani, li preferisco a quelli americani perché, se fatti bene, li trovo meno scontati (quelli americani mi sembrano quasi sempre pieni di clichè tant’ è che spesso indovino sempre il colpevole già a metà) e anche perché in questo tipo di romanzi mi interessa di più un’ambientazione più simile alla realtà di tutti i giorni – in questo caso quindi, luoghi e usanze italiane.
La vicenda è narrata dando spazio al punto di vista dei vari personaggi, anche se ovviamente quello di Camilla è prevalente; oltre al giallo abbiamo quindi un panoramica della vita di Camilla, della sua attrazione per il commissario Gaetano e relativa crisi col marito, del rapporto complicato con la mamma perfezionista, del rapporto affettuoso con gli alunni. In particolare mi è piaciuto il personaggio dell’Indistruttibile, un amico di Camilla un po’ matto ma sicuramente non stupido, al contrario di quello che tutti pensano.
Anche qui, autrice promossa e libro consigliato!

venerdì 8 marzo 2013

Il profumo del pane alla lavanda, di Sarah Addison Allen



Titolo originale:Garden Spells

Anno di Pubblicazione: 2010

Ambientazione: Nord Carolina, 2010

Claire Waverley conduce una vita tranquilla e solitaria nella cittadina di Bascom. Si occupa di catering sfornando manicaretti con ingredienti tutit natuali e particolari provenienti dal suo giardino, da sempre famoso in città perché pare che le sue erbe, i suoi fiori, e soprattutto il melo abbiano poteri misteriosi capaci di influenzare la vita delle persone.
Un giorno improvvisamente, dopo dieci anni di assenza  Sidney,sorella minore di Claire, torna a casa con la figlia Bay: la donna è in fuga da un ex compagno violento e  cerca aiuto per sé ma anche per dare un futuro sereno alla bambina.
Nonostante il rapporto fra le due sorelle non sia mai stato felice (dal  giorno della partenza di Sydney non si erano più nemmeno sentite), Claire le riaccoglie;per le due sorelle lasciarsi alle spalle i fantasmi del passato in modo da riaprirsi alla vita e all’amore non sarà facile…




E’ il primo libro che leggo di quest’autrice americana, e ne sono rimasta piacevolmente colpita.
L’autrice permea il romanzo di un’atmosfera incantata attribuendo ai vari elementi naturali del giardino della protagonista, e alle stesse donne della famiglia, dei doni speciali, quasi dei poteri, con cui possono cambiare il proprio destino e quello di altre persone. Unico problema, saperlo riconoscere, coltivarlo  nel modo giusto.
Cosa non facile per le due sorelle protagoniste di questo romanzo, divise da una vita da incomprensioni, differenti vicissitudini e da una figura materna che le ha lasciate troppo presto ma che, senza volerlo, ha contribuito in modo non poco essenziale a scavare il fossato di differenza che le divide. Ma anche loro, come la nonna, l’anziana cugina e alla fine anche la nipotina,  troveranno, attraverso l’accoglienza offerta da Claire, il modo di riconciliarsi fra di loro, il che prelude a una riconciliazione con la propria natura, con il passato e con la loro “particolarità”.
Il personaggio di Claire mi assomiglia molto per tante cose, e quindi ho molto apprezzato il fatto che alla fine per lei ci sia la possibilità di una vita felice; mi sono piaciuti anche gli altri personaggi, in particolare quello della piccola Bay, bambina che nella sua semplicità già si preannuncia una futura donnina molto particolare. Ho apprezzato anche il fatto di aver dato alla direzione della vicenda della coppia di contorno (Emma e Hunter John) uno svolgimento e soprattutto un finale non banale e scontato come invece sarebbe stato facile prevedere (e come in realtà mi aspettavo). Molto riuscita anche la descrizione del caratteristico paesino di provincia e della sua atmosfera, a metà tra il sonnacchioso, il magico, la tranquillità, dove però non mancano persone che seminano invidie e pettegolezzi (la madre di Emma è la tipica beghina di paese, sembra uscita da una canzone di De Andrè e trasportata nella provincia americana anni 2000).
Un’altra autrice da seguire per me e da consigliare per voi!

martedì 5 marzo 2013

Il principe dei ladri, di Tanya Anne Crosby


Titolo originale: The impostor’s kiss

Anno: 2003

Ambientazione: Inghilterra, 1800

Collegamento con altri romanzi: nel 2006 il romanzo è stato seguito da IL PRINCIPE IMPOSTORE (The impostor prince); i due romanzi si possono leggere anche separatamente.


In viaggio verso la Scozia, dove spera di risolvere alcuni misteri riguardanti il padre e la sua nascita, il principe di Meridiana Merrick viene aggredito da un gruppo di predoni scozzesi, capeggiati da un bandito che gli assomiglia come una goccia d’acqua, e che lo deruba di tutto lasciandolo svenuto per strada.
Risvegliatosi in una dimora chiamata Glen Abbey Manor, che tra l’altro era la meta del suo viaggio, Merrick si rende conto da subito che l’uomo così identico a lui è Ian, il gemello che non ha mai conosciuto: tutti infatti, a partire dalla madre Lady Fiona (cui Merrick serba rancore per averlo  abbandonato neonato) lo scambiano per lord Lindale.
L’uomo decide di sfruttare questa situazione a suo vantaggio per risolvere gli interrogativi che lo avevano condotto lì, ma nel frattempo si trova coinvolto anche nei misteri che riempiono Glen Abbey Manor e la vita dei suoi abitanti, compresa la bellissima e scostante Clohe…




Un altro romanzo rientrante nel gruppo “belle occasioni mancate”.
E’ vero che la storia dei gemelli separati alla nascita che non si conoscono e scoprono, in circostanze del tutto fortuite, la reciproca esistenza, è un copione non proprio nuovissimo.
Ma la storia narrata in questo libro aveva tutte le potenzialità per riuscire molto meglio; l’impressione finale è invece che, a furia di inganni e misteri da ogni parte, persino l’autrice si sia persa all’interno del suo stesso romanzo, lasciando oltretutto in sospeso molte cose (ma c’è un seguito, quindi…).
Certamente non si può non notare un elemento che lascia perplessi, cioè la facilità con cui Merrick si adatta alla nuova vita piombatagli addosso improvvisamente. Va bene che è identico al gemello, ma come carattere e modo di fare, a quanto pare (perché Ian non è presente nel romanzo, se non nelle descrizioni che gli altri personaggi fanno di lui), è molto diverso. Possibile che non abbia un minimo tradimento? Soprattutto considerando il risentimento che cova nei confronti della madre, che lui crede l’abbia abbandonato in favore del gemello e con la quale si trova necessariamente (e improvvisamente) a convivere?
Per il resto, è una storia comunque gradevole ed accattivante; il rapporto che si sviluppa tra Chloe, la guaritrice sotto la protezione di Lady Fiona (madre dei gemelli) e quello che lei crede l’antipatico Ian è passionale e divertente, soprattutto visto che già sappiamo dell’equivoco esistente tra i due: Chloe disprezza Ian per la sua superficialità nei confronti dell sua proprietà e degli abitanti del villaggi, che fanno la fame mentre lui si permette di spendere soldi che non ha in capricci e vizi; è invece innamorata, pur non avendolo mai visto, di Hawk, il misterioso Robin Hood locale, che depreda le carrozze dei ricchi destinando il ricavato ai poveri del villaggio.
In realtà Hawk altri non è che Ian... e Merrick, che lo sa da subito, approfitta della situazione.
I momenti in cui leggiamo del corteggiamento di Merrick sono i più gradevoli del romanzo, a mio avviso sono molto romantici e coinvolgenti; purtroppo la storia non decolla, c’è sempre qualcosa di non ben definito che sfugge, che non permette di godersi appeno la lettura. Il che alla fine lascia un senso di insoddisfazione, appunto, da occasione mancata.

Il rubino dei Cavendish, di Tori Phillips


Titolo originale: Halloween’s knight

Prima pubblicazione anno: 2000

Ambientazione: Inghilterra, 1542

Collegamento con altri romanzi: è  il quinto  romanzo della serie CRONACHE DEI CAVENDISH.

Da tempo sir Brandon Cavendish è preoccupato: dopo la morte del marito, non ha più ricevuto notizie di sua figlia Belle. La cosa si fa davvero seria quando un popolano informa il nobiluomo di aver visto la figlia sugli spalti della torre del castello di Bodiam dove vive, mentre gridava chiedendo aiuto. Non potendo muoversi per via di una ferita che lo costringe a letto, Brandon incarica Mark Hayward, suo ex scudiero, di  recarsi in aiuto di Belle. Mark accetta solo in vista della preziosa ricompensa ( un intero feudo per sé ) che sir Brandon gli offre: il ricordo che ha di Belle e dei suoi capricci e dispetti ( uno dei quali gli è quasi costato l’uso di un braccio ) non è infatti dei più piacevoli, nonostante la bellezza e il carattere forte e intraprendente della fanciulla.
Arrivato a Bodiam in compagnia dell’amico Jobe e di Kitt, fratello di Belle, scopre una realtà ben peggiore di quanto immaginato: la giovane donna dopo la morte del marito è stata rinchiusa in una torre dal  perfido cognato Mortimer, che vuole così costringerla a cedergli Bodiam Castle e soprattutto il celebre rubino dei Cavendish, donato a Belle dalla nonna Lady Alicia e nascosto in qualche angolo misterioso che la giovane donna si rifiuta di rivelare. Per liberare Belle Mark si ingegna ad entrare nelle grazie di Griselda, la sorella zitella di Mortimer, e col passare del tempo scopre che Mortimer addirittura ha deciso di uccidere la ragazza; il tempo per liberarla stringe, ma nel frattempo nel castello e nei suoi dintorni cominciano a manifestarsi strani fenomeni paranormali che atterriscono il superstizioso cognato….




 La protagonista del quarto romanzo dedicato alla famiglia Cavendish è Belle, figlia di Brandon Cavendish, che abbiamo incontrato bambina pestifera nel precedente romanzo LA ROSA D’ORO. Come ricorderà chi ha letto la serie, Belle e il fratellastro Francis sono  figli illegittimi ma  molto amati e cresciuti dal loro stesso padre ( cosa davvero insolita per la loro condizione ). La loro condizione di bastardi, se passa quasi inosservata durante l’infanzia vissuta in seno a una famiglia che la ama, diviene in questo romanzo più evidente: infatti Belle paga le conseguenze di questo marchio venendo snobbata durante la sua presentazione a corte, e sposando l’unico uomo che l’ha presa in considerazione.
Belle è un personaggio che mi è piaciuto tantissimo, già dalla sua prima apparizione nel precedente libro: non è solo bella, ma ha anche una forte personalità che le permette di affrontare le non semplici avversità che la colpiscono ( e tutte in rapida serie ) con una grande forza d’animo e soprattutto usando la sua notevole intelligenza ( e l’espediente finale di questo romanzo è  lo stesso de  IL MERCANTE DI VENEZIA di Shakespeare! ). Ma questa sua forza nasconde anche molta fragilità, Belle appare spesso prepotente e orgogliosa perché ha paura di lasciarsi andare ai sentimenti, di essere rifiutata come le è già successo a causa della sua condizione. Per fortuna la disavventura in cui incorre a causa del cognato le da modo di rimettersi in discussione in questo senso, e proprio con quel Mark che ha tanto tormentato per anni prima che lui partisse per l’Irlanda... praticamente è sempre stato amore a prima vista, ma i due se ne accorgeranno solo dopo una serie di spassosi battibecchi, anche se per il lettore l’attrazione è lampante… insomma una delle mie situazioni preferite !
A proposito di Mark, è un bel personaggio, anche se meno interessante di Belle… un poco scontato forse, rientra infatti nella categoria dei libertini che si convertono all’amore, ma lo stesso affascinante, se non altro per come tiene testa alla nostra eroina.
Tori Phillips racconta questa simpatica storia d’amore inserendola  molto abilmente in un contesto di magia, superstizione e mistero che contribuisce a mantenere alta l’attenzione del lettore. Unica pecca della narrazione ( ma forse è un mio difetto considerarla tale… ): i continui paragoni negativi tra Cuthbert, il marito di Belle, e l’aitante Mark, volti sicuramente a evidenziare il protagonista maschile, ma che ho trovato un poco di cattivo gusto visto che il matrimonio di Belle viene descritto come non infelice: insomma il povero Cuthbert è morto giovane, e per amore di Belle ha sfidato la famiglia e la società sposando una bastarda…un personaggio di un valore sicuramente più alto di quanto viene descritto nel romanzo ( dove viene apertamente definito “smidollato” più volte ).

 

domenica 3 marzo 2013

Read in progress

What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)

L'AMICA AMERICANA di Margherita Oggero.




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LIOLA', di Luigi Pirandello





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venerdì 1 marzo 2013

La Regina di Pomerania e altri racconti di Vigata, di Andrea Camilleri

 Anno di pubblicazione: 2012

Ambientazione: Vigata, anni ‘30/ ‘40

Dal sito Sellerio:

Balli in maschera e presepi viventi, contrabbando di volpini e commerci di salgemma, testamenti con azzardati codicilli e matrimoni che non si possono fare, fuitine maldestre, sfide tra gourmet del gelato, una nuova Giulietta che sancisce l’imbecillità di un nuovo Romeo; un diplomatico e impassibile truffatore, il Console onorario di un Regno provvisorio esportatore di cani dati in saldo; una Cenerentola che è una melarosa dal letto ospitale: di una purezza, però, che mai si sgualcisce; due gelatai, leali contendenti per amore e per dispetto, un asino magico che inizialmente si chiamava Mussolini, ma viene ribattezzato Curù; un tavolinetto a tre piedi, che sa come castigare l’imprevidenza di un neofita delle sedute spiritiche; un’epidemia di lettere anonime, che ha il suo don Ferrante nella persona del dottor Ernesto Bruccoleri…


Anche questo libro di Andrea Camilleri ha riscosso la mia piena approvazione. Come già in “Gran Circo Taddei”, abbiamo un’altra serie di racconti vigatesi, ambientati in un’epoca passata (stavolta gli anni a cavallo tra il fascismo e la guerra) e inscenando situazioni e siparietti degni- a mio avviso-  della commedia dell’arte, con personaggi-simbolo che rappresentano difetti e virtù (più i primi che i secondi, anche se comunque questi ultimi non mancano) universali. I racconti che mi sono piaciuti di più sono quelli dell’asino Curù, che a insaputa di tutti funge da protettore della famiglia dei padroni, quello della ragazza usata sessualmente da tutti gli uomini del paese che finirà venerata come una santa e quello delle lettere anonime, che ho trovato molto delicato e sensibile. Mi ha colpito la crudezza e il crudele epilogo di quello con protagonista il marchese, che mi ha ricordato molto “La presa di Macallè” l’unico romanzo di Camilleri che non mi è piaciuto proprio per a sua crudeltà.
Certo deve piacere il genere e soprattutto, bisogna pazientare per il mix siciliano e italiano, ma sinceramente nel mio caso molti anni fa le iniziali difficoltà a leggere un linguaggio di questo tipo sono state ripagate dalla scoperta di un grande scrittore e di un mondo popolare sempre ricco ed emozionante.