martedì 19 febbraio 2013

Penelope alla guerra, di Oriana Fallaci


Anno di Pubblicazione: 1962

Ambientazione: Fine anni’50/ primi anni ’60 (presumibilmente)

Giò è una giovane sceneggiatrice che sogna di andare negli Stati Uniti, non solo per dare una svolta alla sua carriera ma anche per ritrovare Richard, un soldato americano di cui si era innamorata da ragazzina durante la guerra, quando lui era stato rifugiato per un breve periodo in casa sua. Riuscita nel suo intento, allaccia con Richard una relazione poco chiara, che divent per lei una sorta di ossessione, dove momenti sereni si alternano a lunghe  e profonde crisi. Solo con l’arrivo di Bill, amico di Richard, Giò scoprirà una verità per lei molto scioccante….


Dopo molto tempo ho ripreso in mano un romanzo della grande Oriana Fallaci, della quale a dire la verità non ho letto molte opere; finora però ero sempre rimasta soddisfatta, stavolta invece devo dire che il romanzo non solo mi è piaciuto poco o nulla, ma nemmeno l’ho capito più di tanto.
La protagonista, innanzitutto, mi pare una donna un po’ troppo fissata nella sua fantasia e nel rimpianto per l’infatuazione presa da ragazzina per il soldato americano, a tal punto che non solo si butterà alla cieca- e dopo molti anni- alla sua ricerca, che continuerà a ignorare gli evidenti segnali di ciò che invece qualsiasi lettore con un minimo di cervello intuisce dopo poco tempo dall’’introduzione del personaggio di Richard. Uno di quegli uomini  languidi, tormentati, psicologicamente prostrati ma anche prostranti, che effettivamente mi sono accorta piacciono a molte donne (e per i quali io non ho mai approvato la benché minima attrattiva); uno che alla fine appare un po’ nel ruolo sia di carnefice (prende in giro e illude Giò) ch di vittima (qui dovrei svelarvi il suo segreto, ma preferisco di no per non rovinare la lettura a chi eventualmente volesse leggerlo).
Unico personaggio interessante l’amica Martine, che però anche qui appare troppo dura e quasi priva di umana empatia.

Resa molto bene invece l'ambientazione americana, soporatutto si percepisce lo spirito degli ambienti culturali e artistici che i protagonisti frequentano.
Alla fine, mi ha dato l’impressione che dopo un po’ nemmeno l’autrice sapesse dove voleva andare a parare con questo romanzo….

2 commenti:

  1. Sai che non ho mai letto nulla della Fallaci? Quando ho letto la trama di questo libro mi intrigava, ma la tua recensione mi ha fatto cambiare idea. E poi, mamma mia, chi è 'sto Richard?! Non piacciono nemmeno a me uomini così :-/

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  2. Se non hai letto nulla ti posso consigliare UN CAPPELLO PIENO DI CILIEGIE, LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO, LA RABBIA E L'ORGOGLIO, LA FORZA DELLA RAGIONE, almeno per ora. io tra poco leggerò UN UOMO.

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