sabato 23 febbraio 2013

La rosa d'oro, di Tori Phillips

Titolo originale: Midsummer’s knight

Prima pubblicazione anno: 1998


Ambientazione: Inghilterra,1530.

Collegamenti con altri libri: E’ il terzo romanzo della serie CRONACHE DEI CAVENDISH.

Re Enrico VIII impone a Sir Brandon Cavendish di sposare Lady Katherine Fitzhugh, già due volte vedova. Questa notizia preoccupa notevolemente  il gentiluomo, non solo per la sua allergia al matrimonio ma anche per i pettegolezzi riportatigli dal nipote della gentildonna, che oltre a descrivere la zia come una vecchia megera insinua il dubbia che i due mariti precedenti li abbia fatti fuori lei. Sir Brandon decide così di partire alla volta di Bodiam Castle insieme all’amico Sir John per appurare la veridicità di queste voci con uno stratagemma: scambiando la propria identità con quella dell’amico è sicuro di scoprire la verità su  Lady Katherine.
Nel frattempo a Bodiam Lady Katherine è disperata: dopo aver sepolto due mariti vergognosi, pensava di essere ormai al sicuro da quella terribile cosa chiamata matrimonio, destinata a vivere una tranquilla esistenza come castellana in compagnia della cugina Miranda. E quando arriva la lettera con l’ordine del re di sposare Sir Brandon Cavendish, le crolla il mondo addosso: un altro marito per picchiarla, umiliarla, maltrattarla? No, grazie; stavolta è decisa a rifutare a tutti i costi una simile unione, e d’accordo con la cugina si scambiano d’identità per capire le vere intenzioni del promesso sposo in arrivo. Il gioco degli equivoci genera abbastanza scompiglio da subito, senza che i protagonisti lo sappiano: infatti Sir Brandon e Lady Katherine si innamorano da subito, ma credendo che l’altro sia in realtà qualcun altro…e non è che l’inizio! Ci sono da affrontare pure l’opposizione del patriarca Thomas Cavendish al matrimonio, le imboscate del temibile Fenton per uccidere il promesso sposo e soprattutto, il “piccolo”segreto che Brandon tiene nascosto a Katherine: diventerà la madre dei suoi due figli illegittimi, Belle e Francis.



Il protagonista del terzo romanzo della serie dedicata alla famiglia Cavendish è Brandon, primogenito di Alicia e Thomas, cavaliere come il fratello Guy ma totalmente differente: tanto il primo è serio e riflessivo, tanto il secondo passionale e impetuoso.
Devo dire la verità: questo tipo di trama (con vari elementi che rimandano a Shakesperare, a cominciare dal titolo originale, tanto che mi sono fatta l'idea che il romanzo sia una specie di omaggio al grande autore) con personaggi che si scambiano l’identità, mi stancano abbastanza, oltre a confondermi; se poi sono quattro come in questo caso, rischio di non raccapezzarmi più! Peccato perché il romanzo merita, è una storia divertente e appassionante, con dei personaggi ben caratterizzati e soprattutto dotati di forte senso dell’umorismo ( cosa che non sempre si trova in personaggi di romanzi, soprattutto ambientati nel medioevo).
Soprattutto Kat, donna a suo modo moderna ma senza tradire il suo tempo (non troppo moderno); così come Brandon , pur  ricalcando lo schema dell’eroe bello e impudente, viene proposto nella veste insolita di padre di due figli illegittimi che non solo si occupa di loro ma li ama pure moltissimo, al punto di sfidare il padre che non li vorrebbe come eredi.
E la parte migliore del romanzo comincia proprio quando compaiono in scena Belle e Francis, che sono resi in modo molto più incisivo degli adulti, ai quali sono affidate a mio avviso le migliori scene del romanzo e che non a caso saranno protagonisti dei prossimi due libri della saga.
Insipidi (e troppo sdolcinati) i due personaggi che fanno da contralto ai protagonisti, la cugina di lei e l’amico di lui, che probabilmente servono solo a sostenere il gioco di ruoli. Tutto sommato la storia comunque funziona ed è gradevole, almeno quel tanto che basta per appassionarsi alla saga.

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