domenica 17 febbraio 2013

I personaggi: il commissario Montalbano


Inauguro oggi una rubrica dove parlerò di un personaggio, tra i miei preferiti o semplicemente tra quelli che mi ha incuriosito o interessato per qualche motivo.
Inizio con uno dei miei preferiti in assoluto, sia della letteratura che delle fiction: il mitico commissario Montalbano, protagonista della famosa serie di Andrea Camilleri.
Salvo Montalbano è nato a Catania nel 1950 (dato che in un romanzo afferma che nel ’68 aveva 18 anni); è rimasto orfano di madre presto e ha sempre avuto un rapporto difficile col padre,da lui poco frequentato e rivalutato solo dopo la morte.
Laureato in giurisprudenza, dopo un doveroso precariato viene trasferito a Vigata,paesino siciliano dove si svolgono i fatti narrati nella serie, e prende casa in una villetta sul mare a Marinella. E’ assiduo frequentatore della trattoria di Calogero, non disdegna i piatti della cameriera Adelina ed è fidanzato a distanza con la psicologa Livia, che vive a Boccadasse (Ge).
Montalbano è un personaggio che, per gran parte della serie, risulta granitico ma in senso positivo: uomo dai solidi principi e valori, anche all’antica, fedele alla fidanzata lontana con cui ha un rapporto fatto soprattutto di litigate telefoniche, dotato di grande umanità e di empatia (qualità che gli permettono di capire la psicologia de criminale di turno). Di un notevole intuito e abbastanza anticonformista da ricorrere a mezzi spicci senza violare la legge o diventare violento. Poi improvvisamente, passata la fatidica soglia dei cinquanta (mi pare nel romanzo “La vampa d’agosto”) comincia a essere preso da crisi esistenziali e soprattutto… cade il mito, dato che ci sarà il primo di una serie di tradimenti a Livia. Personalmente è un personaggio che non può non piacermi, per il suo modo di fare che comprende oltre alle caratteristiche sopradette anche un notevole umorismo. Montalbano ha anche dei difetti: in più occasioni rifiuta di prendersi la responsabilità di farsi una famiglia o costruire qualcosa di concreto con Livia, nonostante la donna manifesti più volte la sua sofferenza per questo (in particolare nella vicenda di Francoise, il piccolo tunisino salvato da Montalbano che Livia sperava di poter adottare), preferendo temporeggiare fino a quando ormai non si può più fare nulla piuttosto che prendere posizione. Non ho potuto fare a meno di notare questo lato del suo carattere, anche se devo dire che ciò non ha sminuito la simpatia e l’affetto che il suo autore ha costruito in tanti anni attraverso siparietti sempre degni di nota come il suo rapporto con Fazio, Catarella (che per lui prova una vera e propria adorazione) e soprattutto col suo vice Mimì; mostrando praticamente che la vera famiglia del commissario sono, in realtà, proprio gli uomini del commissariato.
Credo sia ormai impossibile disgiungere il commissario Montalbano dal suo interprete televisivo, Luca Zingaretti, io perlomeno avendo cominciato a leggere i libri dopo aver visto i primi due episodi della serie, ormai non me lo immagino diversamente.


 

4 commenti:

  1. A chi lo dici, anch'io ormai identifico Montalbano con Zingaretti, ma devo dire che non mi è dispiaciuto nemmeno Riondino ne "Il giovane Montalbano". Comunque Camilleri è riuscito a costruire un personaggio indimenticabile.. anche a me però non piacciono i tradimenti a Livia, però la sua rudezza lo rende affascinante!

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    1. Anche a me è piacituo Il giovane Montalbano,l'ho visto giusto giusto prorio come la versione giusta! (scusa la ripetizione).

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  2. Anche a me Montalbano piace tantissimo. Però ho ormai imparato a tenere ben distinta la versione TV (che ho conosciuto per prima) e quella letteraria (che a dire il vero preferisco).

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    1. Brava, io ho cominciato a leggere i libri dopo aver vistole prime due puntate della fiction quindi frose sono stata influenzata da quello..un po' come auando leggi VIA COL VENTO e non riesci a non vedere Rossella, Rhett e tutti gli ltri con i volti dei personaggi del film.

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