mercoledì 20 febbraio 2013

I personaggi: Eponine Thenardier


Da: I miserabili, di Victor Hugo

Dato che me l’ero dimenticata nel post sui miei personaggi preferiti della letteratura, rimedio ora dedicandole il secondo post di questa rubrica. Del resto, appena dopo aver visto LES MISERABLES, sono di nuovo in fissa con questo personaggio. E, curiosità, Eponine sarebbe il nome che dare a una mia eventuale gatta….
Eponine Thenardier nasce attorno al 1812/1815 ed è la figlia maggiore dei coniugi Thenardier, due locandieri di Monfermeil, un paesino francese.
La sua  è un’infanzia serena, la famiglia non è ricca ma i Thenardier coccolano e tengono molto bene le due figlie Eponine e Azelma, dando loro anche una minima istruzione (cosa non molto comune all’epoca non solo per le donne, ma anche per i maschi delle classi meno abbienti). Probabilmente grazie anche  a questo- e non solo all’innocenza dell’infanzia- le due bambine non avvertono troppo la relatà che le circonda: i due amorevoli genitori sono in realtà due delinquenti, dediti a raggirare e derubare i loro clienti falsando i prezzi della locanda, contraendo debiti che non pagano e arrivando a spillare soldi a una povera ragazza madre che aveva loro affidato la propria figlia Cosette andando in cerca di lavoro, tratta in inganno dall’amorevolezza con cui i Thenardier trattavano le proprie figlie. Non vedono nemmeno, perché così educate, i maltrattamenti a cui viene sottoposta la povera Cosette, loro coetanea ma ridotta a fare la serva, perennemente vestita di stracci, picchiata e punita con la mancanza di cibo per ogni sciocchezza.
Al contrario di quello che viene mostrato nel cartone animato recente, nel romanzo non viene affatto descritto che Eponine  faceva dispetti a Cosette e inventava bugie per farla punire, semplicemente le era indifferente.
Ritroviamo Eponine ragazza, nel 1832, e la ritroviamo molto diversa da come l’avevamo lasciata; del resto, totalmente cambiata è la situazione della famiglia. I Thenardier non sono riusciti a pagare i loro debiti e quindi sono falliti, hanno lasciato il paese di notte per evitare i creditori e hanno dovuto abbandonare la locanda che era anche la loro casa. La famiglia si  è trasferita a Parigi e vive ora nella miseria più nera, dalla quale peraltro i due genitori non fanno nulla per risollevarsi: i due coniugi sono caduti ancora più in basso e non solo si limitano a vivere di espedienti (scrivono lettere a persone ricche sperando che esse facciano loro l’elemosina), ma addirittura il padre è riuscito a entrare nei Patron Minette, una banda di delinquenti che da anni infesta la città con rapine.Il suo obiettivo è sempre quello di diventare un ricco signorotto, ma l’uncio effetto delle sue trovate è quello non solo di non riuscire a mantenere la famiglia, ma pure quello di metterla in pericolo.

Qualcuno sostiene che per ottenere l'ammissione nella banda Thenardier aveva accettato di vendere loro la figlia decenne Eponine lasciando quindi che diventasse la loro prostituta, ma sinceramente non ricordo che il romanzo lo dica o che lo suggerisca...
In questo contesto, Hugo ripresenta Eponine come un’adolescente precocemente segnata nel corpo e nello spirito: i genitori ora non sono più affettuosi, ma la picchiano e la usano in mille modi, costringendola a chiedere l’elemosina, a portare le lettere da una parte all’altra della città e spesso a fare il palo per i Patron Minette. Eponine non ha di che mangiare, è vestita di stracci e porta nel corpo i segni dei maltrattamenti e della denutrizione (viene descritta con un volto troppo maturo per la sua età e senza alcuni denti). La ragazza è infelice e disgustata dalla sua vita,e lo diventa ancora di più quando si innamora di Marius, lo studente che vive accanto a loro. A chiunque abbia letto il romanzo appare chiaro che l’amore di Eponine non è realistico (i due nonostante siano vicini si conoscono e interagiscono poco, lei non sa nemmeno che lui in realtà è un nobile e lui in realtà la sfrutta olo come mezzo per arrivare a conoscere Cosette, sebbene non lo faccia con stronzaggine) ma idealizzato probabilmente dal fatto che, rispetto agli uomini che la ragazza vedeva intorno a sé, lui a confronto è un santo. Chiaramente l’amore non sarà corrisposto in quanto Marius si innamora di Cosette, ma tutto ciò ci permette di vedere dentro l’anima di Eponine, un’anima nonostante tutto limpida e sincera che l’amore rende migliore, in quanto Eponine accetta di trovare l’indirizzo di Cosette e consegnarle le lettere solo per fare felice Marius, anche se capisce di non avere alcuna speranza. Nonostante un breve lampo di gelosia che la rende ancora più umana (manda Marius sulle barricate dicendo che Cosette è partita per l’Inghilterra), la giovane rimedia raggiungendo l’amato (a insaputa di quest’ultimo) sulle barricate e arrivando al sacrificio estremo: dato che lui non si accorge che un soldato gli ha puntato contro il fucile e sta per fare fuoco, Eponine sacrifica la sua vita parando il colpo e venendo colpita a morte al suo posto. La scena è delle più commoventi e delinea fino in fondo la dolcezza del personaggio: Marius cerca di soccorrerla ma capisce che non c’è nulla da fare; la giovane con le sue ultime forze si scusa per essere stata egoista e gli chiede come ultimo desiderio, di darle un bacio in fronte quando sarà morta. Le sue ultime parole tradiscono la sua ingenuità, rimasta intatta nonostante la vita che faceva: “Sapete signor Marius, credo di essere stata un po’ innamorata di voi”.
Un’anima nonostante tutto dolce, delicata, una ragazza come tante che ha sognato l’amore e una vita migliore, come tutte le ragazze della sua età, segno che la misera materiale e morale in cui era vissuta non era riuscita a sopprimere la sua purezza interiore.
Girovagando in Internet ho trovato che molti lettori e molti critici nel corso dei decenni hanno criticato l’autore per la distrazione con cui comunque il personaggio viene trattato, dato che ha un potenziale molto più alto rispetto a quello di Cosette. Concordo con questo giudizio, e aggiungo che un poco di giustizia per Eponine l’hanno ristabilita gli autori del musical “Les Miserables”, che nella scena finale la pongono, assieme a Fantine, come l’angelo che guida Jean Valjean in Paradiso.
Devo dire che la poverina è stata spesso bistrattata anche dagli autori delle varie riduzioni televisive e cinematografiche del romanzo: in è stata addirittura eliminata (il film del 1999 con Liam Neeson), e nella fiction del 2000 con  protagonisti Gerard Depardieu e John Malkovich l’hanno fatta interpretare a nientepopodimenoche….Asia Argento!!!! Roba, appunto, da film di Dario Argento….la mia sofferenza è stata indicibile!!!
Insomma Eponine bistrattata da tutti, anche dal suo autore; ma, come ho scoperto di recente, molto amata dal popolo delle fan fiction, che ha sviluppato il personaggio in mille modi e situazioni, concentrandosi in particolare sull’ accoppiata Eponine – Montparnasse che sembra particolarmente intrigante.
Per la cronaca, Montparnasse è il più giovane dei membri della Patron Minette,quasi coetaneo di Eponine e di professione ladro e tagliagole. Nel romano l’autore lo descrive come un bel ragazzo, amante dell’eleganza e di facile successo con le donne,nato e cresciuto nei bassifondi di Parigi, che a nemmeno vent’anni aveva già vari cristiani sulla coscienza. L’autore non dice nulla di concreto, ma suggerisce fortemente con indizi piuttosto significativi che tra lui ed Eponine ci sia- o ci sia stato- qualcosa più della semplice conoscenza (non mi azzarderei a chiamarla amicizia), e in una scena anche Thenardier padre ne parla augurandosi di averlo in famiglia. Effettivamente è l’unico che mostra ogni tanto qualche gentilezza verso Eponine, e anche lei in alcune scene i rivolge a lui con nomignoli e in maniera scherzosa. Di concreto poi l’autore non dice nulla, ma effettivamente anche io quando lessi la prima volta il romanzo avevo intuito un qualcosa…di quelli che appunto scatenano la fantasia dei lettori
La mia Eponine preferita è quella del cartone del 2010 (molto bella e ben caratterizzata come personaggio), e mi è piaciuta molto anche Samantha Barks nel recente film candidato agli Oscar.





2 commenti:

  1. io ho visto ora il film, e trovo che sia proprio un bel personaggio!
    un abbraccio

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  2. Vero, anche se il personaggio del film è un poco sacrificato, ma come ho detto bisogna dare merito agli autori del musical di aver reso un po' di giustizia alla sfortunata Eponine.

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