martedì 26 febbraio 2013

La figlia del podestà, di Andrea Vitali


Anno di pubblicazione:

Ambientazione:Bellano, 1931

Il podestà Agostino Meccia, che si sta occupando di un importante progetto di collegamento tra Como e Lugano tramite idrovolanti, scopre che la figlia Renata si è innamorata di Vittorio, figlio del fornaio; dato che fra le due famiglie corre un segreto risalente a più di vent’anni prima, il podestà osteggia decisamente la cosa riproponendosi di impedire ogni contatto fra i due. Viene però distratto da vari imprevisti che costelleranno la sua impresa degli idrovolanti, e gabbato (a sua insaputa) dai due fidanzati, aiutati dall’arzilla Zia Rosina, ottantenne che sa il fatto suo….

Anche questo romanzo di Andrea Vitali mi è piaciuto molto, il suo modo di scrivere ricorda molto (come tra l’altro riportato da una delel critiche sul retro di copertina) quello di Piero Chiara, autore che avevo letto alle medie e che ricordo con piacere non solo per ricordi personali e felici legati a quel periodo, ma anche perché narrava storie di paesi e piccole realtà provinciali in modo molto preciso e ben caratterizzato, al punto da far “sentire” al lettore ambienti, voci, atmosfere.
Vitali gli assomiglia molto, è un’autore per cui tutti i personaggi sono importanti allo stesso modo e protagonisti; la figlia del podestà a cui il titolo rimanda, è solo il personaggio da cui prende l’avvio la vicenda, ma non ha più spazio del messo, del podestà, di sua moglie o dell’arzilla Zia Rosina, atipica vecchietta che si diverte a tessere le trame di piccoli intrighi aiutando più di un personaggio. L’autore  a quanto pare predilige come ambientazione il lago di Como, cogliendone il fascino e trasmettendolo al lettore, intrecciando inoltre varie vicende che, capitolo dopo capitolo, si sommano tenendo desta l’attenzione e la curiosità.
Insomma, sulla buona strada per diventare uno dei miei autori preferiti….:)


sabato 23 febbraio 2013

La rosa d'oro, di Tori Phillips

Titolo originale: Midsummer’s knight

Prima pubblicazione anno: 1998


Ambientazione: Inghilterra,1530.

Collegamenti con altri libri: E’ il terzo romanzo della serie CRONACHE DEI CAVENDISH.

Re Enrico VIII impone a Sir Brandon Cavendish di sposare Lady Katherine Fitzhugh, già due volte vedova. Questa notizia preoccupa notevolemente  il gentiluomo, non solo per la sua allergia al matrimonio ma anche per i pettegolezzi riportatigli dal nipote della gentildonna, che oltre a descrivere la zia come una vecchia megera insinua il dubbia che i due mariti precedenti li abbia fatti fuori lei. Sir Brandon decide così di partire alla volta di Bodiam Castle insieme all’amico Sir John per appurare la veridicità di queste voci con uno stratagemma: scambiando la propria identità con quella dell’amico è sicuro di scoprire la verità su  Lady Katherine.
Nel frattempo a Bodiam Lady Katherine è disperata: dopo aver sepolto due mariti vergognosi, pensava di essere ormai al sicuro da quella terribile cosa chiamata matrimonio, destinata a vivere una tranquilla esistenza come castellana in compagnia della cugina Miranda. E quando arriva la lettera con l’ordine del re di sposare Sir Brandon Cavendish, le crolla il mondo addosso: un altro marito per picchiarla, umiliarla, maltrattarla? No, grazie; stavolta è decisa a rifutare a tutti i costi una simile unione, e d’accordo con la cugina si scambiano d’identità per capire le vere intenzioni del promesso sposo in arrivo. Il gioco degli equivoci genera abbastanza scompiglio da subito, senza che i protagonisti lo sappiano: infatti Sir Brandon e Lady Katherine si innamorano da subito, ma credendo che l’altro sia in realtà qualcun altro…e non è che l’inizio! Ci sono da affrontare pure l’opposizione del patriarca Thomas Cavendish al matrimonio, le imboscate del temibile Fenton per uccidere il promesso sposo e soprattutto, il “piccolo”segreto che Brandon tiene nascosto a Katherine: diventerà la madre dei suoi due figli illegittimi, Belle e Francis.



Il protagonista del terzo romanzo della serie dedicata alla famiglia Cavendish è Brandon, primogenito di Alicia e Thomas, cavaliere come il fratello Guy ma totalmente differente: tanto il primo è serio e riflessivo, tanto il secondo passionale e impetuoso.
Devo dire la verità: questo tipo di trama (con vari elementi che rimandano a Shakesperare, a cominciare dal titolo originale, tanto che mi sono fatta l'idea che il romanzo sia una specie di omaggio al grande autore) con personaggi che si scambiano l’identità, mi stancano abbastanza, oltre a confondermi; se poi sono quattro come in questo caso, rischio di non raccapezzarmi più! Peccato perché il romanzo merita, è una storia divertente e appassionante, con dei personaggi ben caratterizzati e soprattutto dotati di forte senso dell’umorismo ( cosa che non sempre si trova in personaggi di romanzi, soprattutto ambientati nel medioevo).
Soprattutto Kat, donna a suo modo moderna ma senza tradire il suo tempo (non troppo moderno); così come Brandon , pur  ricalcando lo schema dell’eroe bello e impudente, viene proposto nella veste insolita di padre di due figli illegittimi che non solo si occupa di loro ma li ama pure moltissimo, al punto di sfidare il padre che non li vorrebbe come eredi.
E la parte migliore del romanzo comincia proprio quando compaiono in scena Belle e Francis, che sono resi in modo molto più incisivo degli adulti, ai quali sono affidate a mio avviso le migliori scene del romanzo e che non a caso saranno protagonisti dei prossimi due libri della saga.
Insipidi (e troppo sdolcinati) i due personaggi che fanno da contralto ai protagonisti, la cugina di lei e l’amico di lui, che probabilmente servono solo a sostenere il gioco di ruoli. Tutto sommato la storia comunque funziona ed è gradevole, almeno quel tanto che basta per appassionarsi alla saga.

mercoledì 20 febbraio 2013

I personaggi: Eponine Thenardier


Da: I miserabili, di Victor Hugo

Dato che me l’ero dimenticata nel post sui miei personaggi preferiti della letteratura, rimedio ora dedicandole il secondo post di questa rubrica. Del resto, appena dopo aver visto LES MISERABLES, sono di nuovo in fissa con questo personaggio. E, curiosità, Eponine sarebbe il nome che dare a una mia eventuale gatta….
Eponine Thenardier nasce attorno al 1812/1815 ed è la figlia maggiore dei coniugi Thenardier, due locandieri di Monfermeil, un paesino francese.
La sua  è un’infanzia serena, la famiglia non è ricca ma i Thenardier coccolano e tengono molto bene le due figlie Eponine e Azelma, dando loro anche una minima istruzione (cosa non molto comune all’epoca non solo per le donne, ma anche per i maschi delle classi meno abbienti). Probabilmente grazie anche  a questo- e non solo all’innocenza dell’infanzia- le due bambine non avvertono troppo la relatà che le circonda: i due amorevoli genitori sono in realtà due delinquenti, dediti a raggirare e derubare i loro clienti falsando i prezzi della locanda, contraendo debiti che non pagano e arrivando a spillare soldi a una povera ragazza madre che aveva loro affidato la propria figlia Cosette andando in cerca di lavoro, tratta in inganno dall’amorevolezza con cui i Thenardier trattavano le proprie figlie. Non vedono nemmeno, perché così educate, i maltrattamenti a cui viene sottoposta la povera Cosette, loro coetanea ma ridotta a fare la serva, perennemente vestita di stracci, picchiata e punita con la mancanza di cibo per ogni sciocchezza.
Al contrario di quello che viene mostrato nel cartone animato recente, nel romanzo non viene affatto descritto che Eponine  faceva dispetti a Cosette e inventava bugie per farla punire, semplicemente le era indifferente.
Ritroviamo Eponine ragazza, nel 1832, e la ritroviamo molto diversa da come l’avevamo lasciata; del resto, totalmente cambiata è la situazione della famiglia. I Thenardier non sono riusciti a pagare i loro debiti e quindi sono falliti, hanno lasciato il paese di notte per evitare i creditori e hanno dovuto abbandonare la locanda che era anche la loro casa. La famiglia si  è trasferita a Parigi e vive ora nella miseria più nera, dalla quale peraltro i due genitori non fanno nulla per risollevarsi: i due coniugi sono caduti ancora più in basso e non solo si limitano a vivere di espedienti (scrivono lettere a persone ricche sperando che esse facciano loro l’elemosina), ma addirittura il padre è riuscito a entrare nei Patron Minette, una banda di delinquenti che da anni infesta la città con rapine.Il suo obiettivo è sempre quello di diventare un ricco signorotto, ma l’uncio effetto delle sue trovate è quello non solo di non riuscire a mantenere la famiglia, ma pure quello di metterla in pericolo.

Qualcuno sostiene che per ottenere l'ammissione nella banda Thenardier aveva accettato di vendere loro la figlia decenne Eponine lasciando quindi che diventasse la loro prostituta, ma sinceramente non ricordo che il romanzo lo dica o che lo suggerisca...
In questo contesto, Hugo ripresenta Eponine come un’adolescente precocemente segnata nel corpo e nello spirito: i genitori ora non sono più affettuosi, ma la picchiano e la usano in mille modi, costringendola a chiedere l’elemosina, a portare le lettere da una parte all’altra della città e spesso a fare il palo per i Patron Minette. Eponine non ha di che mangiare, è vestita di stracci e porta nel corpo i segni dei maltrattamenti e della denutrizione (viene descritta con un volto troppo maturo per la sua età e senza alcuni denti). La ragazza è infelice e disgustata dalla sua vita,e lo diventa ancora di più quando si innamora di Marius, lo studente che vive accanto a loro. A chiunque abbia letto il romanzo appare chiaro che l’amore di Eponine non è realistico (i due nonostante siano vicini si conoscono e interagiscono poco, lei non sa nemmeno che lui in realtà è un nobile e lui in realtà la sfrutta olo come mezzo per arrivare a conoscere Cosette, sebbene non lo faccia con stronzaggine) ma idealizzato probabilmente dal fatto che, rispetto agli uomini che la ragazza vedeva intorno a sé, lui a confronto è un santo. Chiaramente l’amore non sarà corrisposto in quanto Marius si innamora di Cosette, ma tutto ciò ci permette di vedere dentro l’anima di Eponine, un’anima nonostante tutto limpida e sincera che l’amore rende migliore, in quanto Eponine accetta di trovare l’indirizzo di Cosette e consegnarle le lettere solo per fare felice Marius, anche se capisce di non avere alcuna speranza. Nonostante un breve lampo di gelosia che la rende ancora più umana (manda Marius sulle barricate dicendo che Cosette è partita per l’Inghilterra), la giovane rimedia raggiungendo l’amato (a insaputa di quest’ultimo) sulle barricate e arrivando al sacrificio estremo: dato che lui non si accorge che un soldato gli ha puntato contro il fucile e sta per fare fuoco, Eponine sacrifica la sua vita parando il colpo e venendo colpita a morte al suo posto. La scena è delle più commoventi e delinea fino in fondo la dolcezza del personaggio: Marius cerca di soccorrerla ma capisce che non c’è nulla da fare; la giovane con le sue ultime forze si scusa per essere stata egoista e gli chiede come ultimo desiderio, di darle un bacio in fronte quando sarà morta. Le sue ultime parole tradiscono la sua ingenuità, rimasta intatta nonostante la vita che faceva: “Sapete signor Marius, credo di essere stata un po’ innamorata di voi”.
Un’anima nonostante tutto dolce, delicata, una ragazza come tante che ha sognato l’amore e una vita migliore, come tutte le ragazze della sua età, segno che la misera materiale e morale in cui era vissuta non era riuscita a sopprimere la sua purezza interiore.
Girovagando in Internet ho trovato che molti lettori e molti critici nel corso dei decenni hanno criticato l’autore per la distrazione con cui comunque il personaggio viene trattato, dato che ha un potenziale molto più alto rispetto a quello di Cosette. Concordo con questo giudizio, e aggiungo che un poco di giustizia per Eponine l’hanno ristabilita gli autori del musical “Les Miserables”, che nella scena finale la pongono, assieme a Fantine, come l’angelo che guida Jean Valjean in Paradiso.
Devo dire che la poverina è stata spesso bistrattata anche dagli autori delle varie riduzioni televisive e cinematografiche del romanzo: in è stata addirittura eliminata (il film del 1999 con Liam Neeson), e nella fiction del 2000 con  protagonisti Gerard Depardieu e John Malkovich l’hanno fatta interpretare a nientepopodimenoche….Asia Argento!!!! Roba, appunto, da film di Dario Argento….la mia sofferenza è stata indicibile!!!
Insomma Eponine bistrattata da tutti, anche dal suo autore; ma, come ho scoperto di recente, molto amata dal popolo delle fan fiction, che ha sviluppato il personaggio in mille modi e situazioni, concentrandosi in particolare sull’ accoppiata Eponine – Montparnasse che sembra particolarmente intrigante.
Per la cronaca, Montparnasse è il più giovane dei membri della Patron Minette,quasi coetaneo di Eponine e di professione ladro e tagliagole. Nel romano l’autore lo descrive come un bel ragazzo, amante dell’eleganza e di facile successo con le donne,nato e cresciuto nei bassifondi di Parigi, che a nemmeno vent’anni aveva già vari cristiani sulla coscienza. L’autore non dice nulla di concreto, ma suggerisce fortemente con indizi piuttosto significativi che tra lui ed Eponine ci sia- o ci sia stato- qualcosa più della semplice conoscenza (non mi azzarderei a chiamarla amicizia), e in una scena anche Thenardier padre ne parla augurandosi di averlo in famiglia. Effettivamente è l’unico che mostra ogni tanto qualche gentilezza verso Eponine, e anche lei in alcune scene i rivolge a lui con nomignoli e in maniera scherzosa. Di concreto poi l’autore non dice nulla, ma effettivamente anche io quando lessi la prima volta il romanzo avevo intuito un qualcosa…di quelli che appunto scatenano la fantasia dei lettori
La mia Eponine preferita è quella del cartone del 2010 (molto bella e ben caratterizzata come personaggio), e mi è piaciuta molto anche Samantha Barks nel recente film candidato agli Oscar.





martedì 19 febbraio 2013

Penelope alla guerra, di Oriana Fallaci


Anno di Pubblicazione: 1962

Ambientazione: Fine anni’50/ primi anni ’60 (presumibilmente)

Giò è una giovane sceneggiatrice che sogna di andare negli Stati Uniti, non solo per dare una svolta alla sua carriera ma anche per ritrovare Richard, un soldato americano di cui si era innamorata da ragazzina durante la guerra, quando lui era stato rifugiato per un breve periodo in casa sua. Riuscita nel suo intento, allaccia con Richard una relazione poco chiara, che divent per lei una sorta di ossessione, dove momenti sereni si alternano a lunghe  e profonde crisi. Solo con l’arrivo di Bill, amico di Richard, Giò scoprirà una verità per lei molto scioccante….


Dopo molto tempo ho ripreso in mano un romanzo della grande Oriana Fallaci, della quale a dire la verità non ho letto molte opere; finora però ero sempre rimasta soddisfatta, stavolta invece devo dire che il romanzo non solo mi è piaciuto poco o nulla, ma nemmeno l’ho capito più di tanto.
La protagonista, innanzitutto, mi pare una donna un po’ troppo fissata nella sua fantasia e nel rimpianto per l’infatuazione presa da ragazzina per il soldato americano, a tal punto che non solo si butterà alla cieca- e dopo molti anni- alla sua ricerca, che continuerà a ignorare gli evidenti segnali di ciò che invece qualsiasi lettore con un minimo di cervello intuisce dopo poco tempo dall’’introduzione del personaggio di Richard. Uno di quegli uomini  languidi, tormentati, psicologicamente prostrati ma anche prostranti, che effettivamente mi sono accorta piacciono a molte donne (e per i quali io non ho mai approvato la benché minima attrattiva); uno che alla fine appare un po’ nel ruolo sia di carnefice (prende in giro e illude Giò) ch di vittima (qui dovrei svelarvi il suo segreto, ma preferisco di no per non rovinare la lettura a chi eventualmente volesse leggerlo).
Unico personaggio interessante l’amica Martine, che però anche qui appare troppo dura e quasi priva di umana empatia.

Resa molto bene invece l'ambientazione americana, soporatutto si percepisce lo spirito degli ambienti culturali e artistici che i protagonisti frequentano.
Alla fine, mi ha dato l’impressione che dopo un po’ nemmeno l’autrice sapesse dove voleva andare a parare con questo romanzo….

domenica 17 febbraio 2013

I personaggi: il commissario Montalbano


Inauguro oggi una rubrica dove parlerò di un personaggio, tra i miei preferiti o semplicemente tra quelli che mi ha incuriosito o interessato per qualche motivo.
Inizio con uno dei miei preferiti in assoluto, sia della letteratura che delle fiction: il mitico commissario Montalbano, protagonista della famosa serie di Andrea Camilleri.
Salvo Montalbano è nato a Catania nel 1950 (dato che in un romanzo afferma che nel ’68 aveva 18 anni); è rimasto orfano di madre presto e ha sempre avuto un rapporto difficile col padre,da lui poco frequentato e rivalutato solo dopo la morte.
Laureato in giurisprudenza, dopo un doveroso precariato viene trasferito a Vigata,paesino siciliano dove si svolgono i fatti narrati nella serie, e prende casa in una villetta sul mare a Marinella. E’ assiduo frequentatore della trattoria di Calogero, non disdegna i piatti della cameriera Adelina ed è fidanzato a distanza con la psicologa Livia, che vive a Boccadasse (Ge).
Montalbano è un personaggio che, per gran parte della serie, risulta granitico ma in senso positivo: uomo dai solidi principi e valori, anche all’antica, fedele alla fidanzata lontana con cui ha un rapporto fatto soprattutto di litigate telefoniche, dotato di grande umanità e di empatia (qualità che gli permettono di capire la psicologia de criminale di turno). Di un notevole intuito e abbastanza anticonformista da ricorrere a mezzi spicci senza violare la legge o diventare violento. Poi improvvisamente, passata la fatidica soglia dei cinquanta (mi pare nel romanzo “La vampa d’agosto”) comincia a essere preso da crisi esistenziali e soprattutto… cade il mito, dato che ci sarà il primo di una serie di tradimenti a Livia. Personalmente è un personaggio che non può non piacermi, per il suo modo di fare che comprende oltre alle caratteristiche sopradette anche un notevole umorismo. Montalbano ha anche dei difetti: in più occasioni rifiuta di prendersi la responsabilità di farsi una famiglia o costruire qualcosa di concreto con Livia, nonostante la donna manifesti più volte la sua sofferenza per questo (in particolare nella vicenda di Francoise, il piccolo tunisino salvato da Montalbano che Livia sperava di poter adottare), preferendo temporeggiare fino a quando ormai non si può più fare nulla piuttosto che prendere posizione. Non ho potuto fare a meno di notare questo lato del suo carattere, anche se devo dire che ciò non ha sminuito la simpatia e l’affetto che il suo autore ha costruito in tanti anni attraverso siparietti sempre degni di nota come il suo rapporto con Fazio, Catarella (che per lui prova una vera e propria adorazione) e soprattutto col suo vice Mimì; mostrando praticamente che la vera famiglia del commissario sono, in realtà, proprio gli uomini del commissariato.
Credo sia ormai impossibile disgiungere il commissario Montalbano dal suo interprete televisivo, Luca Zingaretti, io perlomeno avendo cominciato a leggere i libri dopo aver visto i primi due episodi della serie, ormai non me lo immagino diversamente.


 

Un cuore alato, di Tori Phillips

Titolo originale: Silent knight

Prima pubblicazione: 1996


Ambientazione: Inghilterra,1528-1529.

Collegamenti con altri romanzi: E' il secondo romanzo della serie CRONACHE DEI CAVENDISH.

Lady Celeste de Montcalm, una giovane nobildonna francese, sta viaggiando attraverso l’Inghilterra col suo seguito per raggiungere li suo promesso sposo, Walter Ormond di Snape Castle; il viaggio non è certo dei più facili a causa di vari incidenti occorsi alla compagnia, nell’ultimo dei quali vengono soccorsi da un gruppo di frati capeggiati da fratello Guy, appartenente alla famiglia dei Cavendish. Padre Jocelyn, il superiore del convento dove Celeste e i suoi vengono soccorsi e ospitati per alcuni giorni, suggerisce proprio a lui di fare da guida alla comitiva fino alla meta, in quanto quella è la sua terra natale e lui la conosce molto bene.Il monaco (in realtà solo novizio)accetta a malincuore: ha scelto la via del convento disgustato dalla corruzione e dalla superficialità viste alla corte del re Enrico quando anch’egli vi faceva parte, e non vorrebbe che l’allontanamento dal convento compromettesse le sue pie intenzioni; ragion per cui gli viene pure imposto come penitenza il silenzio fino alla fine del viaggio.
Sfortunatamente per lui la vita monacale non ha tolto a fratello Guy il suo incredibile fascino, col quale piano piano, e assolutamente senza intenzione da parte di entrambi, conquista il cuore della dolce e sognatrice Celeste, che vede il lui il cavaliere dei suoi sogni, anche se è decisa a sposare lo sposo scelto dal padre per mantenere l’onore della famiglia; da parte sua Guy non è certo insensibile al fascino e alla dolcezza della fanciulla, ma il suo esagerato senso dell’onore gli vieta di guardare a fondo nel suo cuore per farvi chiarezza.



Il protagonista del terzo  romanzo dedicato alla famiglia Cavendish è Guy, il figlio di Alicia e Thomas (protagonisti del primo romanzo, LA FIGLIA DELL’ORAFO), un vero cavaliere dai sentimenti più nobili che però vengono calpestati e messi in crisi dalla corruzione della corte reale, di cui egli stesso fa parte, e che pertanto decide di abbandonare tutto per servire il Signore, unica garanzia per lui di correttezza e lealtà. Una scelta abbastanza insolita e tormentata, anche perché si intuisce subito che di gioia per la vita che l’aspetta ce n’è poca. Ed è per questo che il superiore del convento lo mette alla prova in due modi: assegnandogli la scorta della vivace Celeste e imponendogli il voto del silenzio… e in realtà la lungimiranza del priore è ammirevole: da subito Guy è attratto dalla dolcezza di Celeste, dalla sua risata allegra,dalla gioia che porta solo con la sua presenza, ma è tormentato dal fatto di ritenere ormai certa la sua vocazione e quindi sopporta il tormento di saperla sposa di un’altro uomo (per di più indegno come ben presto scopre), al solo scopo di fare la sua felicità. Se devo essere sincera questo personaggio non mi ha molto colpito, sarà forse perché monaco (anche se novizio) e quindi per me off limits, ma mi è sembrato molto noioso, con il suo sforzo di apparire quello che non è (e la scusa della corruzione della corte non regge più di tanto), e la sua riscossione finale, come se si fosse improvvisamente svegliato... più realistica la dolce e peperina Celeste, che per mantenere l’onore della famiglia cerca di ignorare i sentimenti che prova per un qualcuno che non è il promesso sposo, anche se il suo cuore sogna ancora i cavalieri dei romanzi e delle ballate. Per il resto il libro scorre bene, senza particolari intoppi ma nemmeno meriti.

venerdì 15 febbraio 2013

Test: Che libro sei?

In uno dei miei soliti giri per il web ho trovato questo simpatico test.
Praticamente si tratta di rispondere alle domande usando titoli di libri letti; non avendo però capito se bisogna rapportarsi solo ai titoli dei libri o anche al loro contenuto, ho fatto un po’ di testa mia a seconda di come ritenevo opportuno.
 
1- Sei maschio o femmina?

Una donna senza importanza di Oscar Wilde. (qui non è per il solito vittimismo, ma era l’unico romanzo con la parola “donna”che mi veniva in mente…)

2. Descriviti:

Alice nel paese delle meraviglie di  Lewis Carrol (e ti pareva…)


3. Cosa provano le persone quando stanno con te?
 
Questo bisognerebbe chiederlo a loro, perciò non rispondo!
 
 

4. Come sono le tue emozioni?

La rabbia e l’orgoglio, di Oriana Fallaci, oppure Sola come un gambo di sedano, di Luciana Littizzetto.
 
5 . Dove vorresti trovarti?

Per le strade di Londra, di Virginia Woolf, oppure Il giardino d’estate, di Paullina Simmons

6. Come ti senti nei riguardi dell'amore?

Il vero amore esiste, di Julia Quinn, oppure Prendimi e portami via, di Lorraine Heath .Sono piuttosto ottimista vista la mia situazione, eh?

7. Com'é la tua vita?

 La ragazza interrotta, di Susanna Keysen, oppure La campana di vetro, di Sylvia Plath, oppure Calci nel cuore, di Annamaria Bernardini de Pace. Non sono mia stata in manicomio come nei primi due casi, ma i miei genitori hanno sempre minacciato di mandarmici, e sinceramente vista la famiglia in cui vivo, non mi stupisco di non essere perfettamente funzionante.

8. Che cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?
 
Dimagrire senza diete di Jean Phillipe Zermati   , oppure Mai più sola di Victoria
Alexander, oppure I love shopping con mia sorella di Sophie Kinsella. (Eeehmm lo so che il desiderio era sono uno….)


9.  Dì qualcosa di saggio: Ciascuno è perfetto, di Raffaele Morelli

10. Una musica: La sonata a Kreutzer, di Lev Tolstojy

11. Chi o cosa temi?
 
Farenheit 451 di Raymond Bradbury (perché in un mondo dove i libri sono vietati io non potrei vivere!)

12 Un rimpianto: ne ho tanti, nessuno che si possa esprimere con titoli di libri.

13. Un consiglio per chi è più giovane: Coraline e la porta magica, di Neil Gaman

14. Da evitare accuratamente:
 
Il diario di un curato di campagna, di Georges Bernanos.

mercoledì 13 febbraio 2013

Cronache di poveri amanti, di Vasco Pratolini


Anno di pubblicazione:1947

Ambientazione: Firenze, 1924

Le protagoniste di questo romanzo sono quattro amiche: Aurora, Milena,Bianca e Clara, soprannominate “Gli angeli di via del Corno”, la via di Firenze dove sono nate e dove vivono.
E che, come spesso capita, è un piccolo mondo dove tutti si conoscono, con tante persone e tante storie: c’è Maciste, il maniscalco antifascista, c’è Carlino, che invece è fascista della prima ora e sogna di diventare gerarca; c’è Alfredo, il marito di Milena, che viene ridotto in fin di vita dai squadristi per non aver preso la tessera del fascio; ci sono le nostre quattro amiche con gioie, dolori e amori. Su tutti, domina  la Signora, che da anni non esce più di casa per una malattia invalidante ma che si tiene al corrente di tutto grazie alla serva Gesuina, e che tesse trame e intrighi di ogni tipo…



Tra gli autori italiani del ‘900 Vasco Pratolini ricopre un posto di particolare preferenza nei miei gusti personali, soprattutto per la sua capacità di raccontare la società di una data epoca partendo da piccole storie di gente comune, da microcosmi come possono essere il quartiere di Sanfrediano (in altri romanzi) o appunto questa Via del Corno, in cui si svolge tutta la storia.
A fare da filo conduttore sono i personaggi delle quattro protagoniste, tutte diverse fra di loro come personalità e vite: c’è la ragazza tranquilla e ingenua, quella “perduta” per cui anche un possibile riscatto fallirà, quella che viene proiettata nel mondo degli adulti dalla disgrazia accorsa al marito, c’è quella capricciosa e viziata per cui, sostanzialmente non cambierà nulla.
Più interessanti delle protagoniste comunque, tutti gli altri personaggi, come al solito caratterizzati in modo mirabile tant’è vero che rimangono impressi nonostante siano davvero molti e   le loro vicende si intreccino in modo molto stretto; sullo sfondo la Storia e il fascismo, che man mano irrompe in modo sempre più violento nelle vite degli abitanti della via, e che colpirà duramente alcuni di loro. Nel finale in particolare, si percepisce che tutto è cambiato pur rimanendo sempre uguale.
A dispetto del titolo, che potrebbe far pensare a qualcosa di romantico, in realtà il romanzo è l’affresco di un piccolo mondo popolare, molto interessante anche dal punto di vista storico e sociale.

domenica 10 febbraio 2013

Il diario del vampiro- La lotta, di Lisa Jane Smith






Dopo l’improvvisa scomparsa di Stefan, creduto l’assassino del signor Tanner, Elena lo cerca disperata, facendo la conoscenza di Damon, suo fratello, anche lui vampiro ma malvagio e diabolico, che le offre immortalità e potere se diventerà la sua compagna. La ragazza rifiuta, scatenando l’ira di Damon che minaccia d fare di tutto per vendicarsi e piegarla al suo volere.
In effetti, dopo che Stefan è stato ritrovato e i due ragazzi hanno ricominciato la scuola, qualcuno comincia a diffondere pezzi del diario di Elena rubatole tempo addietro; pezzi molto intimi che parlano di Stefan e dei sentimenti che la ragazza nutre per lui. Elena e le sue amiche Bonnie e Meredith si danno da fare per scoprire chi sia l’utore di questo spiacevole scherzo, ma la ragazza non può dire a nessuno che sospetta di Damon, che infatti a sua insaputa mentre lei dormiva ha
scambiato del sangue con lei…



Secondo episodio della saga di Lisa Jane Smith, come il primo non è nulla di che: a parte la sempre più marcata differenza con la serie Tv (oggettivamente migliore), l’unico motivo di interesse, come al solito, è il personaggio di Damon, che con poche mirate apparizioni riesce a catalizzare l’attenzione del lettore molto più dei continue smiela menti tra Elena e Stefan.
A proposito di questo personaggio, apriamo un attimo la parentesi riguardo alla serie TV: no, ma l’avete vista la puntata dell’altra sera ?! Io ho fatto in tempo a vederla nonostante gli orari impossbili e vi devo dire che mi sono sganasciata dalle risate: ma come, dopo 300 puntate questo si è finalmente svegliato cominciando a sospettare che il fratello non lo aiuta in quanto tale ma perché innamorato della sua ragazza?! Ben svegliato caro Stefan!!!
Certo è incredibile come un’autrice riesca a concentrare il meglio di sé su un unico personaggio, a differenza della sua collega Meyer la Smith sa scrivere abbastanza bene creando oltretutto la giusta atmosfera perennemente cupa che si percepisce dalla storia, ciononostante credo che il suo difetto principale sia perdersi un po’ in mezzo a tanti personaggi, oltre (a mio modesto avviso) a diluire e a volte a lasciar perdere del tutto i vari misteri senza risolverli.
Aggiugiamo poi che io non ho davvero molto feeling con le storie di vampiri…

Approfitto comunque per lanciare un appello:Damon, Elena ha ragione! Dai fastidio, sempre a seguirla, sempre a intrufolarti nei suoi sogni, addirittura con l’inganno sei entrato in casa sua stringendo amicizia con lo zio….insomma basta!!! Lasciala in pace, no?
Vieni pure a casa mia che sarai ben accolto…:)

venerdì 8 febbraio 2013

I 10 libri con cui tortureresti i vostri nemici

Nel mio blog:

http://dalromanzoalfilm.blogspot.it/

ho pubblicato qualche giorno fa un posto, a sua volta ispirato a una classifica che si sta diffondendo su vari blog a tema, sui
Ho pensato fosse cosa carina farla anche con i libri...in fondo, ogni occasione è buona per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, no?

Ed ecco la mia classifica (che peraltro potete trovare anche nelle recensioni, sotto il tag GLI ORRILIBRI):

1- Diario di un cirato di campagna, di Georges Bernanos (qui la recensione):

http://labibliotecadeimieisogni.blogspot.it/2012/04/il-diario-di-un-curato-di-campagna-di.html

2- Il giglio sulla pelle, di Rosemary Rogers (qui la recensione):

http://labibliotecadeimieisogni.blogspot.it/2012/04/il-giglio-sulla-pelle-di-rosemary.html

3- Agostino, di Alberto Moravia: letto a 14 anni a scuola, terribile, tan'è vero che da allora non ho mai più avuto il coraggio di dare una seconda occasione al suo autore. Ogni tanto mi riprometto di farlo, ma poi sopravviene il ricordo di Agostino e quindi....

4- Una vita, di Italo Svevo: come sopra, e pensare che prima di leggerlo pensavo che fose brutto LA COSCIENZA DI ZENO!

5- Sulla strada, di Jack Kerouac (qui la recensione):

http://labibliotecadeimieisogni.blogspot.it/2012/09/sulla-strada-di-jack-kerouac.html

6- Quel che voglio da te, di Virginia Henley (qui la recensione):

http://labibliotecadeimieisogni.blogspot.it/2012/09/quel-che-voglio-da-te-di-virginia-henley.html

7- Pel di Carota, di Jules Renard: e meno male che viene classificato come classico della letteratura per l'infanzia...un libro dove un ragazzino si suicida per disperazione mi angoscia ancora oggi al solo pensiero!!!!

8- Ritorno a Cime tempestose, di Anna L'Estrange (qui la recensione):

http://labibliotecadeimieisogni.blogspot.it/2012/03/ritorno-cime-tempestose-di-anna.html

9- Gioielli, di Danielle Steel;

http://labibliotecadeimieisogni.blogspot.it/2012/07/gioielli-di-danielle-steel.html

10-Per amore di Melissa, di Joanna Lindsey:

http://labibliotecadeimieisogni.blogspot.it/search/label/Gli%20Orrilibri

Lo scudiero, di Tori Phillips


Anno: 1999,

Ambientazione: Inghilterra, 1520

Collegamenti con altri romanzi: E’ il secondo libro della serie CRONACHE DEI CAVENDISH:

1- Il lupo dei Cavendish
2- Lo scudiero;
3-  La rosa d’oro
5- Lo scudiero dei Cavendish
6- Il rubino dei Cavendish
7- La donna mascherata
8- Canzone gitana


Titolo: è stato pubblicato anche con il titolo  LO SCUDIERO DEI CAVENDISH.

Si Andrew Ford, ex scudiero e fedele amico di Thomas Cavendish, nonché mentore dei suoi due figli Brandon e Guy, salva dalle mani di un crudele protettore la giovane popolana Rosie, messa all’asta dal padrone di un bordello per essere usata come prostituta.
L’azione non è fatta tanto per buon cuore quanto perché l’esteta e modaiolo Andrew ha scommesso con Brandon e Guy, figli di Sir Thomas, che in poco tempo riuscirà a trasformare la rozza popolana in un perfetta lady, tanto che quando verrà presentata alla corte di re Enrico nessuno noterà la differenza.
Da subito Sir Andrew capisce che l’impresa non sarà facile: oltre ai modi che più rozzi non si può, Rosie possiede anche un caratterino niente male col quale tiene testa al suo mentore in un modo che non lo lascia certo indifferente…



Leggendo la serie CRONACHE DEI CAVENDISH mi era sfuggito questo romanzo, più che un seguito uno spin off del precedente (e bellissimo) L A FIGLIA DELL’ORAFO. L’ho recuperato ora, ma a dire la verità non mi sarei persa molto.
La Phillips narra una storia alla MY FAIR LADY, protagonista Andrew Ford, ex scudiero di Thomas Cavendish modaiolo e apparentemente superficiale nel ruolo di un Higgins ante litteram, e Rosie, servetta orfana venduta al mercato come prostituta, nei panni della sua allieva. La prima parte del romanzo ricorda appunto la storia più famosa, visto che si dipana tutta sulle lezioni-di linguaggio, postura, moda- che Andrew impartisce con molta fatica alla giovane allieva; naturalmente per differenziare un poco la cosa, già dopo due pagine si comincia a parlare dell’attrazione immediata che l’attempato gentiluomo prova per la giovanissima Rosie…questo quando ancora la servetta è coperta di fango e stracci; ben più comprensibile l’attrazione che la giovane prova per lui, visto che è il primo essere umano gentile che incontra; la poverina è talmente  abituata a botte e altro che inizialmente non riesce proprio a credere che Andrew voglia solo “usarla” come allieva, anzi pensa che la voglia violentare da un momento all’altro e si chiede persino se sia normale che non lo faccia!
La prima parte è comunque quella più divertente del romanzo, che comincia proprio a cadere quando entra in scena il risvolto sentimentale per entrambi i protagonisti; crolla del tutto quando, verso la metà, si intuisce la piega che l’autrice fa prendere alla storia personale di Rosie, che nel frattempo sta diventando una perfetta gentildonna; si scopre infatti (soluzione ultratelefonata) che la giovane è figlia illegittima di una nobile parente dei Cavendish da tempo defunta. La scoperta avviene da parte di Lady Alicia in poche righe, la prima volta che parla con Rosie, e unicamente sulla base di due indizi: il nome del paese da cui proviene la ragazza e il fatto che era stata abbandonata neonata. Da qui Lady Cavendish, facendo 2+2 arriva alla soluzione in un batter d’occhio…verosimile, no?
Ancora più brutto il messaggio che passa dopo questa rivelazione: da qui Rosie, che fino ad allora nonostante fosse stata visibilmente maltrattata veniva dileggiata dagli stessi figli dei Cavendish come prostituta, avrà diritto al rispetto dovutole; e se invece non si fosse scoperto nulla?
L’unico elemento di interesse è l’aggiungere un nuovo squarcio della vita dei protagonisti del precedente romanzo, Alicia e Thomas, e quindi ritrovare i personaggi già conosciuti e apprezzati; ma per il resto, come ho detto, è l’apoteosi dell’inverosimilità.

martedì 5 febbraio 2013

Novità in libreria

ESCE IN LIBRERIA  IL TUTTOMIO, di Andrea Camilleri, EDIZIONE MONDADORI.

Arianna ha trentatré anni, ma il suo temperamento è deliziosamente infantile. Quando Giulio la incontra è conquistato da questa creatura smarrita, selvatica come una bimba abbandonata eppure bellissima e sensuale. Arianna entra nella sua vita con una naturalezza che lo strega e dal giorno in cui la sposa Giulio cerca di restituirle la luce che lei gli ha portato offrendole tutto ciò che potrebbe desiderare: anche quello che lui, a causa di un grave incidente, non può più darle. Così nella loro routine entrano a far parte gli appuntamenti del giovedì, organizzati da Giulio in persona: in un pied-à-terre o in una cabina sulla spiaggia gli uomini destinati a incontrare Arianna sono tenuti a rispettare poche regole inviolabili. Nella vita di questa coppia non ci sono segreti. Ogni tanto però Giulio è colto dalla consapevolezza che qualcosa gli sfugge: "Tu non mi hai detto tutto di te" le sussurra mentre non riesce a fare a meno di viziarla. Di segreti Arianna ne ha molti, e brucianti, ma quello che custodisce più gelosamente è il "tuttomio": una tana tutta sua, ricavata in un angolo del solaio. I giochi di Arianna e Giulio sono troppo torbidi e coinvolgenti per non farsi, con il passare del tempo, pericolosi... Ispirato alla vicenda dei marchesi Casati Stampa, ecco un gioco raffinato e colmo di ironia, che trascina i lettori attraverso il labirinto dell'eros, al cuore dell'amore e della perdizione, là dove - come nel mito di Arianna - il Minotauro vive nutrendosi dei desideri più oscuri e inconfessabili.

ESCE IN LIBRERIA LA FIGLIA DEI RICORDI, di Sarah McCoy, EDIZIONE NORD.


Garmisch, Germania, inverno 1944. È un anello di fidanzamento, quello che un ufficiale nazista ha appena messo al dito della giovane Elsie. Un anello che potrebbe cancellare l'amaro sapore della guerra, regalando a lei e alla sua famiglia il sogno di una vita in cui l'aria profuma di biscotti allo zenzero e di serenità. Invece, d'un tratto, Elsie si ritrova a guardare negli occhi la realtà: un bambino ebreo si presenta alla sua porta e la implora di salvarlo, di nasconderlo. E lei lo aiuta... El Paso, Texas, oggi. È un anello di fidanzamento, quello che Reba non ha il coraggio d'indossare. A darglielo è stato Riki, un uomo che la ama senza riserve, nonostante le sue asprezze. Eppure Reba esita: prigioniera di angosce e inquietudini radicate nel profondo, sa che la sua armatura di donna realizzata potrebbe frantumarsi da un momento all'altro. E ha paura... Elsie e Reba non potrebbero essere più diverse, ma il destino ha voluto far incrociare le loro strade, come se l'una non potesse proseguire senza l'altra. Per Elsie, parlare con Reba significherà ripercorrere le vicende che l'hanno portata dalla Germania agli Stati Uniti, ricordare tutto ciò che la guerra le ha brutalmente strappato e infine perdonare se stessa. Per Reba, confidarsi con Elsie significherà accendere la luce della verità, ascoltare la voce del cuore e accettare che la speranza possa nascere anche dal dolore. Per entrambe, l'amicizia che le lega darà loro il coraggio di sconfiggere i fantasmi del passato...

ESCE IN LIBRERIA  LE TRE MINESTRE, di Andrea Vitali, EDIZIONE MONDADORI.

Le tre minestre che danno il titolo al racconto autobiografico di Andrea Vitali rappresentano, con un espediente letterario tanto originale quanto spassoso, tre ministre: è così che Vitali ribattezza segretamente le zie che accompagnano gli anni della sua infanzia. Cristina, ministro degli Interni, è preposta alla conduzione delle faccende domestiche e alla cucina; Colomba, ministro dell'Agricoltura, si occupa dell'orto e delle attività agricole di famiglia; Paola infine, ministro degli Esteri, è impegnata professionalmente fuori casa e cura le relazioni con vicini e parenti. Filo conduttore del racconto di Vitali sono le qualità attribuite ai cibi di casa, più particolarmente le loro presunte virtù terapeutiche, a cui si legano vari aneddoti. Siamo in un'Italia di provincia, negli anni Sessanta, dove ancora si parla il dialetto e "la saggezza si esprime in assiomi che non ammettono repliche". Le zie circondano il ragazzino con un affetto "rustico ma profumato", dettato dal buon senso ma ancora pregno di superstizioni, retaggio di una cultura popolare di altri tempi. Ne emerge uno spaccato di vita vissuta e di costume di grande suggestione, delicatamente nostalgico e al contempo ironico. Un autentico tuffo nel passato al quale contribuisce anche il verace ricettario della tradizione locale che affonda le radici nel territorio, tra le sponde del lago di Como e le valli retrostanti

ESCE IN LIBRERIA SIAMO ANCORA TUTTI VIVI, di Giulia Blasi, EDIZIONE MONDADORI.

Emilio non riesce a dimenticare Erica. Erica ha paura di perdere il patrigno, sua unica certezza. Stella non vede mai suo padre. Greta vive per suonare la batteria. Matteo è un mistero per le persone che ha intorno. Tutti sono studenti del liceo di Villa Erminia e hanno poche settimane per salvare la loro scuola, che rischia di chiudere sotto i colpi dei tagli all'istruzione. Così ha inizio un intreccio di sogni, nuove amicizie, amori e ribellione da cui nessuno di loro vuole dividersi. E sarà un'estate indimenticabile... Un'autrice che racconta il presente e il mondo che cambia, in un romanzo diretto e sincero.










ESCE IN LIBRERIA TU,PER ORA#PER SEMPRE,  di Laurie Frankel, EDIZIONE SPERLING & KUPFER.

L'amore non è un'opinione: lo sa bene Sam, ingegnere informatico di mestiere (ovvero, un mago del computer) e scapolo per vocazione (ovvero, mille fidanzate, mai quella giusta). Grazie a un algoritmo da lui inventato, Sam ha ideato la ricetta per far incontrare al primo colpo le anime gemelle. Tanto che perfino lui, tempo un click del mouse, ha trovato l'amore: si chiama Meredith, ha la testa fra le nuvole e vive in un appartamento con il soffitto pieno di modellini di aeroplani colorati. Tra i due è l'idillio. Almeno fino al giorno in cui Sam sorprende Meredith disperata: la nonna cui era molto legata è morta improvvisamente, e lei non ha neanche potuto dirle addio. Sam decide di aiutarla: facendo leva su tutto il suo genio informatico, s'inventa un sistema che, basandosi sulla corrispondenza passata della nonna - e-mail, lettere, chat - permette a Meredith di entrare in contatto con lei, e ricevere ancora suoi messaggi, come quando era viva. È il computer a scriverli - nello stile della nonna e con le stesse parole che avrebbe usato lei - ma questo a Meredith non interessa. Preferisce lasciarsi cullare dal dolcissimo inganno creato da Sam. Perché non c'è tentazione più forte, per chi resta, del trascorrere ancora un po' di tempo con chi se n'è andato. Ma quando sarà proprio Sam ad averne bisogno, si accorgerà allora della sottile differenza che corre tra perdere qualcuno e lasciarlo andare.

ESCE IN LIBRERIA SIA FATTA LA TUA VOLONTA’, di Stefano Baldi, EDIZIONE MONDADORI.

Luca Lazzarini detto Lazzaro ha ventisei anni, una Uno a metano, un fratello scemo e un sacco di paure. È un uomo in fuga dal mondo, terrorizzato dai weekend incombenti che richiedono prestazioni sociali di cui non si sente capace. Ama la sua vita incolore nel paesino sprofondato nella bassa padana, i soliti quattro amici sfigati e i vecchietti arteriosclerotici del circolo Arci. Quando Lazzaro viene a sapere di essere gravemente malato accade un vero miracolo: il tempo acquista un'altra qualità, arrivano la consapevolezza, il coraggio, persino la fede. È l'incontro con Anna, prostituta dal viso bellissimo e dalla vita atroce, che riesce a fargli superare definitivamente la paura di vivere, e di morire.

Nota: questa edizione è la ristampa di un romanzo del 2009, quindi non proprio una novità. Ma dato che la trama mi ha colpito molto ho pensato di proporvelo ugualmente.

domenica 3 febbraio 2013

Ti ricordi di me?, di Sophie Kinsella

Titolo originale: Remember me?

Anno di pubblicazione: 2008

Ambientazione: Londra, 2007

Lexi Smart ha 25 anni, ha appena perso suo padre, al lavoro è l’ultima ruota del carro, vive sempre in bolletta, è sovrappeso e il suo soprannome è Dentona, in più sta con uno che viene chiamato Dave lo Sfigato e che non esita a tirarle grossi bidoni.
Insomma non proprio la vita ideale…senonchè, dopo un incidente, si risveglia in ospedale il giorno dopo scoprendo che, in realtà, sono passati ben tre anni: ora siamo nel 2007, Lexi ha una dentatura perfetta, è magra e chic, è diventata ricca e possiede solo abiti e borse firmatissime, sul biglietto da visita c’è scritto “Direttore” e addirittura ha sposato Eric, un uomo bellissimo, ricchissimo, innamoratissimo di lei!!!
Ma come è potuto succedere tutto ciò? In realtà qualche giorno prima Lexy aveva avuto un incidente stradale (ovviamente non lo stesso del 2004), riportando un’amnesia che le ha cancellato gli ultimi tre anni di vita…nei quali a quanto pare, con suo grande stupore e delizia è successo di tutto e ovviamente la sua vita è totalmente cambiata in meglio!
Dopo la dimissione, Lexy torna a casa con Eric e cerca faticosamente di riappropriarsi della propria vita, tanto più che non solo non sente nulla di “Suo”, ma che sembrano successe cose molto gravi che le vengono tenute nascoste: come è arrivata fin lì? Perché al lavoro tutti la odiano e la Chiamano Cobra? Perché le sue amiche non vogliono più vederla? E chi è quel Jon che sbuca sempre nei momenti meno opportuni e le dice di essere il suo amante?
Il percorso verso il ritorno alla normalità sarà davvero duro e faticoso per Lexy….


 

Questo romanzo di Sophie Kinsella è abbastanza diverso da quelli da me letti finora, non solo la serie I LOVE SHOPPING, ma anche SAI TENERE UN SEGRETO?
E’ vero che Lexi, la protagonista, potrebbe tranquillamente essere parente di Becky o delle altre protagoniste, ma stavolta ci troviamo di fronte a un personaggio coinvolto in un fatto drammatico: la perdita di memoria dopo un incidente. Lexy non ricorda nulla degli ultimi tre anni della sua vita, e già dal primo impatto con questa realtà capiamo che in questi tre anni la sua vita è stata totalmente stravolta: la nostra si risveglia come ragazza sfigatella, sempre in bolletta ma con amiche sincere, e si ritrova magrissima, con denti e capelli perfetti, una borsa di Gucci, biancheria La Perla…..insomma, lo choc è fortissimo, tant’è che inizialmente nemmeno lei si riconosce. Non parliamo di quando scopre non solo di essere sposata con il bellissimo,ricchissimo, innamoratissimo (troppo “issimo” per essere vero, e difatti i motivi di dubbio cresceranno man mano che la storia andrà avanti) Eric, e di vivere in un ultramoderno loft pieno di diavolerie e tecnologie di ogni tipo (francamente angosciante oltre ogni dire,piuttosto vivrei nel castello di Dracula). Insomma, una vita che sembrerebbe davvero un sogno…ma che poi, pian piano,si rivelerà peggio di una prigione.
L’intero percorso di Lexi sarà dedicato non solo a tentare di ricordare, ma anche a rimettere in ordine i tasselli del suo passato, a riprendere le redini della sua vita dapprima cercando di diventare la persona più adeguata per la sua vita perfetta,poi man mano a ripartire da quasi zero (dato che non ritroverà del tutto la memoria) riappropriandosi di una vita autentica. Un percorso non facile anche perché (cosa che mi ha molto infastidito)le persone che la circondano sembrano poco o per nulla interessate non solo ad aiutarla, ma perlomeno ad agevolare o comprendere la sua situazione; anzi, in alcuni casi (la mamma, la sorella) le creano ulteriori problemi accollandole i loro e pretendendo che li risolva, in altri (lo stesso Jon) irrompono con rivelazioni indelicate (vista la situazione della protagonista) e facendo pressioni per farle prendere decisioni di vario tipo. Fregandosene, insomma, del fatto che tutto ciò aumenta la confusione mentale di Lexy, che si trova davvero in uno stato delicato e davvero molto sola, nonostante sia circondata di persone.
Insomma un libro a mio avviso serio,anche se non in senso classico e anche se ovviamente non mancano i momenti divertenti e ironici.