sabato 26 gennaio 2013

La signora dei clan,di Julie Garwood

Titolo originale: Saving Grace

Anno: 1994


Ambientazione: Gran Bretagna, primo decennio del XIII secolo.

Come il temibile vescovo Hallwick insegna ai suoi discepoli, le donne non contano nulla per Dio, essendo inferiori persino ai buoi, gli ultimi nella classifica degli animali.
E per questo Johanna, una giovane lady, ha sopportato per anni in silenzio i maltrattamenti e le umiliazioni del violento marito; ma quando questi muore lasciandola padrona di alcuni importanti possedimenti in Scozia, Johanna decide che mai più permetterà ad un uomo di umiliarla e decidere della sua vita.Decisione che però ben presto si contra con la volontà del re che, complice Nicholas, fratello di Johanna, la costringe praticamente a sposare Gabriel McBain, supervisore dei possedimenti scozzesi della fanciulla.
Sebbene riluttante Johanna è costretta ad accettare, ma presto impara che il nuovo marito, per quanto possa sembrare brusco all’apparenza, tiene davvero a lei, e tra i due nasce, anche se con qualche incomprensione e tra le difficoltà della giovane a seguire le complicate e bizzarre regole che segnano la vita dei due clan di cui Gabriel è capo….


 

Finalmente sono riuscita a leggere questo famoso ( e praticamente introvabile)romanzo, considerato uno dei capolavori del genere rosa e da tutti decantato come insuperabile.Un capolavoro, praticamente.
Il mio giudizio si discosta leggermente da quelli che ho sentito finora: il romanzo è sicuramente una lettura gradevole, ben scritto e scorrevole,ma mi pare sia un po’ troppo stereotipato come situazioni e personaggi.
Lo schema è quello tipico del romance tradizionale, dove un’eroina bella, forte e indipendente si scontra con un eroe tutto d’un pezzo, il classico “duro dal cuore tenero”, tenendo banco con i loro battibecchi per tutto il libro. Solo che essendo ambientato nel medioevo, questo tipo di schema per me non solo è sorpassato ma anche piuttosto improbabile, perlomeno da un certo punto in poi.
Infatti Johanna è una donna molto determinata a farsi rispettare dopo quello che ha subito, e questo sicuramente piace alle lettrici di oggi; peccato che molti suoi atteggiamenti, che a noi sembrano normalissimi, non appartengano a una donna del medioevo! Per esempio, contraddire sempre il marito, anche davanti ai suoi uomini….credo che nella realtà nessuna avrebbe osato fare una cosa del genere. Senza contare il fatto che gira da sola come se nulla fosse, e per di più va dove gli pare, anche dove le era stato espressamente ordinato di non andare! Questi sono solo due degli esempi di comportamento poco credibili tenuti dalla protagonista nel corso del romanzo, ed è un peccato perché Johanna è un bel personaggio, che unisce forza di carattere a dolcezza e pazienza; soprattutto mi è piaciuto il fatto che accetti il figlio illegittimo del marito ( peraltro nato molto prima che lui la conoscesse) e lo tratti come fosse suo; le scene col bambino sono molto belle.
Gabriel è invece, come abbiamo detto, il tipico “duro e puro” che solitamente piace alle lettrici del genere: un uomo sensibile e onesto, indurito dalle disgrazie e difficoltà che ha sempre dovuto affrontare sin dall’infanzia, e che deve tutt’ora affrontare essendo stato eletto capoclan di due clan opposti, e che non vogliono saperne di amalgamarsi. Nella sua vita sembrerebbe non esserci spazio per sentimenti gentili, invece il matrimonio con Johanna porterà a fare riaffiorare gradatamente quelli che cova dentro di sé, e a esternarli senza vergognarsene.
Attorno a loro una serie di validi personaggi secondari e di situazioni interessanti e coinvolgenti al punto giusto, che mantengono l’attenzione per l’evolversi delle vicende a un livello abbastanza alto da invogliare il lettore a proseguire fino alla fine, soprattutto quando, verso la metà, si profila un inatteso e temibile pericolo che rischia di distruggere tutto quanto Gabriel e Johanna hanno faticosamente costruito. Nulla di originale però, anzi un pochino prevedibile.
In conclusione, un romanzo certamente gradevole, ma ben lontano dall’essere un capolavoro….


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