giovedì 24 gennaio 2013

Il senso di Smilla per la neve, di Peter Høeg


Titolo originale:Frøken Smillas fornemmelse for sne

Anno di pubblicazione: 1992

Ambientazione: Copenaghen, 1992

Smilla Jaspersen è una donna danese dal carattere solitario, dedita al lavoro e a poco altro, con un rapporto altalenante con l'anziano padre e decisamente cattivo con la sua giovanissima moglie.
Unica persona con cui stabilisce un rapporto di amicizia, è un bambino che avive assieme alla madre nel suo palazzo; un giorno il ragazzino viene trovato sul selciato del marciapiede di fronte a casa e utto farebbe oensare a un gioco finito male, ma Smilla indagando per conto suo scopre una realtà ben più tragica...


Ricordo che all’epoca dell’uscita fu un caso letterario, io l’ho letto molti anni dopo e sinceramente, non ne sono rimasta granchè colpita, anzi…non  mi è piaciuto per nulla.
Diciamo pure che l’unica cosa che mi è rimasta impressa di questo libro è il freddo che traspare dalla storia, non solo il freddo della Danimarca ma anche, a mio avviso, il freddo dei sentimenti dei personaggi; anche coloro che interagiscono per qualche motivo fra loro, lo fanno a mio avviso in modo troppo distaccato, un po’ da automi, ognuno a sé stante.
Il freddo, poi, della solitudine da cui Smilla è circondata; solitudine in parte voluta, in parte subita per una sua incapacità di adattarsi alla società in cui vive e di accettarne le regole, in ricordo dell’infanzia selvaggia ma forse più affettuosa vissuta con la madre.
Unica eccezione , il rapporto tra Smilla e il bambino, che però viene narrato a posteriori nel ricordo di lei.
Infine mettiamoci pure l’impressione che l’autore apra molte porte, tocchi molti temi senza però alla fine arrivare a una conclusione precisa; insomma, troppo dispersivo.
Decisamente, pollice verso.

3 commenti:

  1. Quando lessi questo romanzo, anche a me non fece una grande impressione.
    In effetti non ho mai capito esattamente in che consistesse il "caso letterario": è un romanzo come tanti, forse solo un po' più noioso.

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  2. Se mi permette un francesismo cara Lady... molte volte è questione di c.lo. anche per gli autori.
    Un po' cme la pubblicità con Aldo Giovanni e Giacomo pittori....

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  3. Hai ragione! Divertente ma spesso vero... il culo (diciamolo pure) è essenziale in molti passaggi della vita.

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