lunedì 7 gennaio 2013

Il buio oltre la siepe, di Harper Lee

Titolo originale: To kill a Mockingbird

 Anno di pubblicazione: 1960

Ambientazione: Stati Uniti del sud, 1932


Iell’Alabama del 1932 l’avvocato Atticus Finch, vedovo, conduce con I figli Jem e Scout una vita tranquilla nel sonnacchioso paesino in cui vive.Di riflesso, anche la vita dei due bambini è tranquilla e serena, scandita soprattutto dai loro giochi. Un giorno un uomo di colore, Tom Robinson, viene accusato di aver violentato una giovane donna bianca, e al processo la difesa viene affidata  ad Atticus, che dovrà scontrarsi col clima di odio razziale che pervade il paese…


Questo bel romanzo, vincitore nel del Premio Pulitzer, è narrato dal punto di vista della piccola protagonista, Scout, una vivace bambina di 12 anni così soprannominata per le sue abitudini da maschiaccio.
Scegliere questo modo di raccontare serve non solo a sdrammatizzare i drammatici temi che il romanzo affronta (razzismo e pregiudizi), ma anche a dare la visione dell’insieme delle cose da un punto di vista assolutamente scevro da pregiudizi e malevolenze, come può essere quello di una bambina.
La stessa Scout è una bambina sui generis: il tipico maschiaccio che rifiuta di vestirsi da femmina (indossa solo pantaloni e salopette, con grande disperazione della zia che vorrebbe farle indossare le vestine), imita il fratello e gioca solo con lui e un loro amico, che viene solo in vacanza, e addirittura rifiuta di farsi chiamare con il suo vero nome, Jean Louise, preferendo il nomignolo. Ciò non toglie che, a suo modo, Scout sia una bambina dolce e sensibile, tant’è che coglie della vicenda che le accade attorno e dei caratteri delle persone che la vedono coinvolta molti aspetti che ai più sfuggono.
La vicenda principale del romanzo parte da un fatto drammatico, di razzismo (tema ancora oggi molto sentito negli Stati Uniti del Sud): una giovane donna bianca proveniente da famiglia povera ed emarginata accusa di stupro un uomo di colore (si scoprirà poi, per coprire violenze familiari inflittele dal suo stesso padre); non ci sarà purtroppo un lieto fine, ma l’insegnamento che il lettore potrà trarre da tutta la vicenda non per questo è meno forte. Atticus Finch, l’avvocato padre di Jem e Scout, è l’altro personaggio centrale del libro, un grande personaggio a mio avviso, nonostante venga presentato tutto il tempo in veste “dimessa”: tipico uomo del Sud di mezza età, senza particolari qualità e anzi, considerato dai figli piuttosto noioso e sonnacchioso, si rivelerà nel corso della storia una persona con una mentalità aperta e non convenzionale,che educa i propri figli soprattutto con l’esempio e non solo con le parole, che trasmette loro in maniera concreta e solida valori come coerenza, onestà, rispetto per gli altri.
Una lettura davvero indimenticabile, scritto in maniera scorrevole e intensa- anche se nella prima parte abbondano alcune descrizioni che rendono la lettura non proprio facilissima, anche un po’ noiosa- un altro libro che vale sicuramente la pena leggere.
Consiglio caldamente anche la visione del film omonimo.

1 commento:

  1. è nella lista dei libri da leggere :-)
    un abbraccio

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