martedì 29 gennaio 2013

I tre moschettieri, di Alexandre Dumas


Titolo originale: Les trois mousquetaires

Anno di pubblicazione: 1844

Ambientazione: Francia, 1625

Collegamento con altri romanzi: Appartiene a una tirlogia composta da:

- I tre moschettieri;
- Vent’anni dopo;
- Il visconte di Bragelonne



Il giovane D’Artagnan parte dalla nativa Guascogna diretto a Parigi, dove desidera diventare moschettiere. Arrivato a destinazione, dovrebbe incontrare il capitano De Treville (amico di gioventù del padre), ma per una serie di equivoci dovuti anche al suo temperamento esuberante sfida a duello Athos, Porthos e Aramis, tre fra i moschettieri più abili del regno nonché grandi amici fra di loro.
Dopo che la sfida si risolve in un duello con le guardie del cardinale Richelieu, in cui D’artagnan si allea ai moschettieri mostrando coraggio e abilità e dando un decisivo contributo alla sconfitta delle guardie, l’amicizia tra i quattro è inevitabile…

Come chi mi segue da Splinder sa bene, questo appartiene alla mia personale di trilogia di “amici della mia infanzia” (gli altri due sono PICCOLE DONNE e ALICE NELPAESE DELLE MERAVIGLIE).
Ovvero quei tre libri che su tutti hanno contato nella mia primissima formazione come lettrice, per i quali ho provato e provo un vero affetto, tanto da avergli dato il nomignolo di cui sopra.
Ho letto questo libro per la prima volta quando avevo nove anni, regalatomi in versione integrale da mia zia per la Prima Comunione, in una di quelle belle edizioni eleganti che oggi non fanno più- conoscendo già un poco la storia per aver visto il cartone animato che a quell’epoca davano in tv (ovviamente uno dei miei preferiti); per una bambina di quell’età l’edizione integrale originale è forse non troppo adatta (nella seconda parte ci sono varie scene di sesso che, seppur non volgari o esplicite, non sarebbero proprio consigliabili….), ma io l’ho letta senza rimanere troppo scossa o altro- al limite, alcune cose mi rimanevano incomprensibili.

Per questo motivo molte versioni sono in realtà la riduzione del romanzo originale, e spesso si ispirano più al film con Gene Kelly del1948.
Per il resto,la fama che il romanzo porta con sé da  anni è perfettamente meritata; un sapiente mix di avventura, storia, amore, rivalità, intrighi, tradimenti e tutti i maggiori elementi che da sempre attirano l’attenzione di ogni tipo di lettore; aggiungiamoci poi uno stile davvero perfetto nel raccontare le avventure che si susseguono con ritmo incalzante, protagonisti descritti in maniera accurata sia sotto il profilo fisico che psicologico (con notevole attenzione, a mio avviso, nel far percepire al lettore la maturazione di D’artagnan durante il corso degli avvenimenti, e che arriva a compimento nell’intenso finale) e una parte storica accurata non solo per i costumi della Parigi del’600, ma anche nel descrivere i fatti storici realmente avvenuti (l’assedio di LA Rochelle, l’assassinio del duca di Buckingham).
Insomma, se esistesse un premio per il libro perfetto, credo che questo potrebbe concorrervi a pieno titolo.
Concludo confessando il mio debole per il personaggio di Milady, uno dei migliori cattivi in assoluto, sia la cinema che in letteratura (anche se da piccola parteggiavo ovviamente per la buona Costanza e ho versato fiumi di lacrime per la sua dipartita).

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