martedì 11 dicembre 2012

Grandi speranze, di Charles Dickens

Titolo originale: Great expectations

Anno di pubblicazione: 1861

Ambientazione: Inghilterra, 1812-1840

L’orfano Pip vive con la sorella e il cognato Joe in una piccola cittadina; un giorno viene chiamato a casa della signorina Havisham, un’eccentrica donna che dopo una delusione d’amore vissuta molti anni prima vive rinchiusa in casa e senza nessun contatto con il mondo, per giocare con la di lei figlia adottiva Estella.
Sin dai loro primi incontri il ragazzino si invaghisce di Estella, che bellissima e sprezzante si dimostra sempre fredda e indifferente; dopo qualche tempo la ragazzina viene mandata in collegio e i due non si rivedono più.
La vita di Pip cambia improvvisamente quando, grazie a un misterioso benefattore, viene prelevato dalla famiglia d’origine per essere condotto a Londra ed educato per diventare gentiluomo; si apre  per il giovane una nuova vita e comincerà a nutrire alcune “grandi speranze”, appunto, tra le quali la principale è quella di conquistare il cuore di Estella….

Leggere un romanzo di Dickens è sempre un piacere! Anche quando la storia non mi coinvolge particolarmente (come era capitato, invece, per DAVID COPPERFIELD o CANTO DI NATALE), è un autore che sapeva fare il suo mestiere più che egregiamente, e quindi è il meglio che si può trovare se si sente il bisogno di leggere un libro scritto come si deve- ad esempio- o se si sente il bisogno di trovare personaggi degni di nota…ovviamente, allargando la considerazione, se si vuole andare sul sicuro cercando queste cose è sempre meglio scegliere un classico!
Le peripezie dell’alternamente sfortunato/fortunato Pip (sebbene per lungo tempo la sua non sia una vita piacevolissima, a chi non piacerebbe ricevere una misteriosa eredità che lo toglie dalla povertà?) si snodano per molti anni, illustrandoci la sua crescita e la sua maturazione, processo che avverrà non facilmente e, sotto alcuni aspetti, in maniera dolorosa, tanto che le “Grandi speranze” a cui fa riferimento il titolo verranno crudelmente disilluse e lo riporteranno alla realtà, rappresentata dalle sue origini, senza però per questo mostrare la osa come per forza negativa.
Il personaggio sicuramente più degno di nota del romanzo, e forse addirittura uno dei più importanti personaggi dickensiani è però la signorina Havisham, un personaggio così forte e intenso, a mio avviso, da colpire come un pugno nello stomaco; la triste dama che vive rinchiusa nella propria casa vestita col vestito da sposa che indossava anni prima, e che ha fermato il tempo (letteralmente: persino gli orologi della casa sono regolati sull’ora infausta) al giorno che doveva essere del suo matrimonio, e in cui invece il fidanzato le inviò una lettera comunicandole che era fuggito con un’altra. Un personaggio doloroso, di un dolore talmente grande che diviene addirittura palpabile, e sinceramente ogni lettore non potrà che provare pietà anche davanti ai gesti più crudeli della donna.
Al confronto, ho trovato veramente insignificante Estella, bellissima sì, ma vuota e priva di fascino se non per il protagonista. Nemmeno la sua alterigia o la sua freddezza servono più di tanto a darle una qualche visibilità,anche negativa; alla luce di tutto ciò non ho compreso fino in fondo l’innamoramento di Pip, se non come una ossessione o il vedere in Estella un simbolo proprio delle sue Grandi speranze. Nel finale comunque le cose si aggiustano.
Nonostante la lunghezza, la storia si svolge in modo lineare e semplice, con varie scene emozionanti e significative (la descrizione di casa Havisham, il racconto della storia di Miss  Havisham o il ritorno del forzato, ad esempio), rendendo la lettura appassionante e niente affatto noiosa o pesante.

2 commenti:

  1. è uscito anche il film, ma me lo sono perso :(
    un abbraccio

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  2. Anch'io ho visto che da questo classico hanno tratto un recente film. Mi ha sorpreso scoprire che Dickens viene ancora considerato "vendibile". Mi piacerebbe avere il giudizio di qualcuno che l'abbia visto; spero che non abbiano banalizzato il tutto.

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