mercoledì 7 novembre 2012

Lo schiocco- Storie della strage di Brescia, di Giancarlo Feliziani


 

 
Il 28 maggio 1974 a Brescia, durante una manifestazione antifascista in Piazza della Loggia, esplode una bomba che causa otto morti e più di cento feriti.

Quasi tutte le vittime erano insegnanti, impegnati anche nel sindacato, alcuni erano anche amici, persone che cercavano di applicare nella vita di tutti i giorni i loro ideali politici di non violenza e impegno per cambiare in meglio la società.

Il libro racconta le storie di questi otto morti attraverso testimonianze di parenti  e amici; ricostruisce anche il retroscena sociale e politico che fece da contorno a questa e alle molte altre tragedie degli anni di piombo.

 

Come tutti (chi mi conosce e segue anche gli altri blog, ovviamente) sanno, i fatti che riguardano il periodo degli anni di piombo e del terrorismo italiano sono tra i miei interessi principali – come periodo storico, ovviamente- tant’è che me li sono studiata da sola e continuo a farlo. Essendo bresciana, la strage di Piazza della Loggia non può che avere un posto speciale nel mio cuore; quindi non ho potuto che leggere subito, appena uscito, questo libro, che ha il merito- a mio avviso- di togliere le vittime dalla loro collocazione celebrativa in cui sono visti di solito efarli conoscere come persone con una vita, con affetti, sentimenti ecc…

Gli otto morti si chiamavano: Giulietta Banzi Bazoli (34 anni), Livia Bottardi Milani (32 anni), Clementina Calzari (31 anni), Alberto Trebeschi (37 anni), Luigi Pinto (25 anni), Vittorio Zambarda (60 anni), Euplo Natali (69 anni), Bartolomeo Talenti (64 anni).

Quasi tutti erano insegnanti, impegnati in politica e nel sindacato; tutti, ovviamente persone con uan vota sociale, famiglie, affetti, passioni, aspirazioni,progetti.

Il libro fa capire una volta di più come non solo le vite delle vittime si siano interrotte, ma come anche quelle di chi resta non sarà più la stessa.

Una parte importante ovviamente è riservata a come i familiari hanno affrontato i vari processi (durati, lo ricordo 38 anni e conclusisi con un nulla di fatto), le rivelazioni dei pentiti e dei terroristi, gli incontri con altri familiari di vittime del terrorismo, l’impegno per tramandare la memoria storica di questo fatto.

Il libro è correlato da molte foto delle vittime in vari momenti della loro vita, foto che rendono ancora più commovente la lettura dato che servono a rendere maggiormente l’idea della vastità della perdita.

 

2 commenti:

  1. Tiziana cara, ti ringrazio per questa informazione. Appena mi sarà possibile, voglio cercare questo libro.. Anche se non avrei voglia di risvegliare quei tristi ricordi.
    Ti ringrazio anche per essere passata dal mio salotto. Ti auguro un felice week end. Bruna. ciaoooooooooooooo

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  2. Ciao Bruna, hai ragione, purtroppo sono brutti ricordi per tanti...ma è anche così che si trasmette la memoria di queesti fatti,che non devono mai essere dimenticati.
    Grazie ate per iltuo gradito commento!

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