mercoledì 17 ottobre 2012

Il giglio e la spada, di Alexandra J. Forrest



Ambientazione: Francia - Terra Santa, XII secolo.


Elise ed Eric, cresciuti insieme, si amano fin dall’infanzia. Eric è figlio primogenito del conte Udo, che ha accolto in casa sua Elise da bambina dopo che la sua famiglia era stata sterminata, lasciandola sola e priva di mezzi. Purtroppo il loro amore è ampiamente osteggiato dallo stesso Udo, che sogna per il figlio un futuro di gloria e una moglie ricca che aumenti la potenza della famiglia. Dopo un fallito tentativo di fuga, Elise ed Eric vengono separati:lui viene mandato in Terra Santa presso un cugino, lei viene spedita in convento.
Ma nonostante la lontananza e i diversi percorsi di vita che intraprendono, il loro amore non muore. E quando Eric ritorna i due si ritrovano…



Come ormai tutti sapete, non amo i medievali, ma questo ha costituito una piacevole eccezione, tant’è vero che lo vedrei bene come soggetto di uno sceneggiato.
E’ il primo romanzo che leggo di quest’autrice, ma ho trovato il suo stile semplice, scorrevole e allo stesso tempo intrigante e coinvolgente. Le avventure di Eric ed Elise si snodano in un’arco di tempo non lunghissimo ma sicuramente intenso e pieno di avvenimenti, eppure non ci si annoia o si perde interesse per il destino del loro amore; oltretutto mi è molto piaciuto il modo realistico in cui la vicenda viene affrontata.
I nostri due protagonisti infatti soffrono per la separazione cui sono costretti e per la lontananza, ma non fino al punto di struggersi e ammalarsi… almeno nel caso di Eric, che come è ovvio ( ricordiamoci che siamo nel Medioevo ) ha certamente un campo d’azione più ampio di quello di Elise. Se lei infatti deve vedersela con la durissima vita del convento, dove subisce vari maltrattamenti da parte della crudele badessa, Eric durante il viaggio in Terra Santa scopre veramente un altro mondo: il contatto con una cultura diversa, con persone potenti ( lo sfortunato re Baldovino, le sue sorelle Isabella e Sibilla, il guerriero Saladino ), con intrighi di corte che gli danno la possibilità di fare carriera come uomo di fiducia del re ( con tutti gli onori ma anche i rischi che ciò comporta ), sono sicuramente un palliativo per le sue sofferenze d’amore. Eric non dimentica Elise, ma nemmeno ci pensa ogni pagina; ciò però non toglie nulla all’intensità del suo amore.
Ovviamente il lieto fine è assicurato, dopo varie peripezie e intrighi anche dopo il ricongiungimento dei due innamorati; a questo proposito potrei dire che l’unico personaggio un poco “difettoso” mi è parsa Alice, la giovane che Udo vuole far sposare a Eric che davvero in alcuni punti mi è parsa troppo perfida per essere una cattiva convincente. Ma tutto il resto del romanzo è veramente godibile e appassionante. Se è piaciuto a me, non dubito che lo ameranno anche le appassionate di medievali!

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