martedì 2 ottobre 2012

I silenzi degli innocenti, di Giovanni Fasanella e Antonella Grippo

Anno di pubblicazione:


Dal sito Rizzoli:

Sono le vittime di trent’anni di violenza, da Piazza Fontana a oggi.
Dopo anni di silenzio, la parola finalmente a loro:
a chi non ha mai avuto modo di raccontare la verità.

"A volte arrivo a pensare che quello che fecero durante gli anni di piombo è assai meno devastante di quello che stanno facendo oggi per occultare la verità. E quello che fa ancora più rabbia, è che lo fanno con gli strumenti di quello stesso potere che ieri volevano abbattere con le armi."
Giovanni Berardi, figlio di Rosario, ucciso dalle Br

Le stragi nere di Piazza della Loggia e del treno Italicus. Le persone rapite, gambizzate, giustiziate dal terrorismo rosso. Il massacro alla stazione di Bologna... Tutto viene raccontato attraverso le parole di chi era lì e si è salvato per miracolo. Questo è un libro costruito sui silenzi, sulla memoria, sull’intollerabilità di certi ricordi: dà voce a chi non l’ha mai avuta. Perchè finora hanno parlato i protagonisti negativi degli anni di piombo. Le vittime e i loro familiari sono stati invece dimenticati. Leggere le loro storie e le loro verità fa male ed emoziona.



Questo libro rappresenta,a mio avviso, una delle più toccanti testimonianze riguardo gli anni di piombo; le persone intervistate sono parenti di vittime o sopravvissuti  di stragi, attentati, gambizzazioni e agguati di vario tipo. Non si fa alcuna differenza di colore, nessuna differenza tra fascisti e BR; perché il punto comune da cui si parte(e che, a mio avviso, non viene mai ribadito abbastanza) è che il terrorismo non ha colore politico, che non è divisibile tra “ideologia più giusta o meno giusta…il terrorismo è odio verso l’altro, è sofferenza, è morte, è condannare intere famiglie all’ergastolo del dolore.
Di alcuni degli intervistati,come Manlio Milani (marito di Livia Bottardi Milani, vittima della strage di Piazza della Loggia il 28 maggio 1974) e Benedetta Tobagi (figlia del giornalista Walter Tobagi) avevo già letto molti scritti- in particolare trovate qui la recensione del libro della Tobagi COME MI BATTE FORTE IL TUO CUORE- di altre persone invece sapevo poco o nulla.
Non sapevo nulla ad esempio di Maurizio Puddu, sopravvisuto a un agguato delle BR e fondatore dell’associazione nazionale vittime del terrorismo; o di Ilaria Caldarelli, che a 14 anni sopravvisse alla strage del treno Italicus (4 agosto 1974).
Le testimonianze più toccanti a mio avviso sono quelle di Lia Serravalli, che nella strage di Bologna (2 agosto 1980) perse due figlie – Patrizia di 18 anni e Sonia di 7- e la sorella Silvana; quella di Silvana Perrone e Mariella Mafi, mogli di due giovani poliziotti uccisi a poca distanza l’uno dall’altro,  o quella di Adriano Sabbadin,  figlio di Lino Sabbadin, un macellaio ucciso da Cesare Battisti nel 1979 come punizioni per aver reagito a un tentativo di rapina.
Un viaggio nel dolore, nella rabbia, nella delusione di vedere come spesso le vittime e le loro famiglie vengono dimenticate mentre viene data voce e spazio pubblico ai carnefici: significativi gli sfoghi della moglie di Fausto Dionisi, ucciso dal terrorista Sergio D’elia, a proposito dell’elezione dell’assassino di suo marito in Parlamento nel 2006, o di Antonio Iosa, gambizzato dalle Br nel 1980 e che da allora ha dovuto convivere con il dolore di una pallottola conficcata nella gamba, afforntando una cinquantina di operazioni, che si è sentito dire che è un uomo senza cuore perché non perdona Prospero Gallinari, uno dei brigatisti che lo ferirono….
Dal punto di vista emotivo un libro molto pesante, per l’enorme carico di  sofferenza comunque mitigata dal ricordo delle figure degli uccisi, certamente importante per chi è interessato ad approfondire la tematica degli anni di piombo.

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