mercoledì 31 ottobre 2012

Piccole donne, di Louisa May Alcott


Titolo orginale: Little Women

Anno di pubblicazione:

Collegamenti con altri romanzi: è il primo della serie IL CICLO DELLE PICCOLE DONNE, composta da:
- Piccole donne;
- Le piccole donne crescono;
- Piccoli uomini;
- I ragazzi di Jo.


Durante la Guerra di Secessione le quattro sorelle March, Meg, Jo, Beth e Amy vivono insieme alla madre una vita felice e serena, pur se tra le ristrettezze e la preoccupazione per il padre soldato.Tra le quattro ragazze, molto unite tra di loro seppur tanto diverse di carattere, spicca come personalità Jo,che avrebbe voluto nascere maschio, aspira all’indipendenza e sogna di fare la scrittrice; è lei la voce narrante del film, che ci racconta anche del loro amico Laurie, un ragazzo ricco ma solo, di suo nonno, un uomo apparentemente burbero e severo ma col cuore d’oro, della severa zia March, che però è sempre pronta ad aiutare le nipoti nel momento del bisogno.e soprattutto ci racconta di lei e delle sue sorelle: Meg, la maggiore, che ama l’eleganza anche tra le ristrettezza cui è costretta; Beth, la sorella dolce e tranquilla, che ama suonare il piano; Amy, la più piccola,un poco capricciosa e vanesia, con la passione per il disegno e l’arte.


PICCOLE DONNE è il classico per eccellenza della letteratura dell’infanzia al femminile, amatissimo da pubblico e critica da più di un secolo. La sua lettura ha sicuramente costituito un passaggio obbligato per moltissime bambine ed adolescenti di ogni epoca dalla sua pubblicazione, soprattutto grazie alle quattro protagoniste, tutte diverse fra loro a rappresentare in tal modo una vasta tipologia femminile.
Il personaggio sicuramente più toccante e accattivante è sicuramente quello di Jo, ispirato alla stessa Alcott (come gran parte delle vicende e del contesto del libro); la ragazza originale, ribelle, che vorrebbe essere nata maschio per avere la possibilità di andare in guerra col padre, che sogna di diventare scrittrice ed è molto più in evidenza delle altre protagoniste, un personaggio a mio avviso davvero indimenticabile per la sua spontaneità,gioia di vivere, esuberanza e generosità.
Le altre sorelle seppure complementari rimangono un poco sullo sfondo, seppure per ognuan di loro l’autrice ritaglia un adeguato spazio senza trascurare le loro crescita come persone, le piccole virtù e i piccoli difetti di ognuna. Forse solo Beth si sottrae a questo, in quanto il suo personaggio è piuttosto angelicato, anche se si intuisce che la sua eccessiva timidezza è, in fondo, un difetto, in quanto non le permette di far evita attiva anche fuori di casa come invece accade alle sorelle (non va nemmeno a scuola.). In questo è da leggersi un preludio del suo infelice destino, che si dispiegherà meglio nel secondo romanzo della serie.
Attorno alle sorelle ruotano gli altri personaggi, pochi ma essenziali: la mamma, la domestica Hannah, Laurie e il nonno (che assieme al signor Brooke e al padre  sono gli unici personaggi maschili del romanzo), la vecchia zia March. Nel romanzo, attraverso le avventure dei March vengono denunciate anche alcune condizioni dell’epoca: la schiavitù (contro cui il Babbo si batte in guerra), il lavoro minorile (in un capitolo Meg rimprovera a uan ricca amica di usare vestiti confezionati in cotonifici in cui vengono fatti lavorare bambini piccoli), la condizione di ignoranza e sottomissione in cui molte donne vengono relegate (l’episodio del maestro di Amy).
Tutte cause per cui nella vita la famiglia dell’autrice si battè realmente.
Quanti bei momenti legati a questo libro,uno dei miei preferiti della mia infanzia!
Mi spiace, ma quando si parla di PICCOLE DONNE (come quando si parla dei Beatles) sono assolutamente parziale!

giovedì 25 ottobre 2012

Io & la scrittura: i personaggi

Ed eccoci qui a parlare di come nascono loro, i protagonisti delle storie, ovvero i personaggi.
Come nasce un personaggio?
Per quanto mi riguarda, posso dire che, nella mia esperienza, un personaggio non “nasce”, propriamente parlando, ma si presenta all’autore già perlomeno abozzato in qualcosa (fisico o carattere) e con una storia da raccontare che affida alle mani dell’autore. Insomma, un po’ come i famosi “sei personaggi in cerca d’autore” pirandelliani (passatemi il paragone “colto”!).
 

Fatta eccezione ovviamente per i personaggi delle fanfiction, che essendo già esistenti solitamente vengono mantenuti allos tato originale seppur con qualche cambiamento.
Gli altri solitamente vengono da me curati più nel carattere e nella personalità che nel fisico; anche perché spesso,come avrete letto in passato – e vale anche per questi racconti che sto postando-la mia passione cinematografica influisce a tal punto che molto spesso già quando immagino un personaggio lo immagino col volto dell’attore che mi paicerebbe lo interpretasse al cinema (so che non si dovrebbe….ma per me è così!).
Per me il carattere, la personalità e il modo di agire e di porsi del personaggio vengono sempre prima dell’aspetto fisico, tant’è vero che non sono mai riuscita a delineare bene l’aspetto fisico di qualcuno nella sua totalità, e quindi ho sempre lasciato perdere le descrizioni fisiche, se non veramente necessarie.
I miei personaggi, una volta delineati, prendono vita propria, con gusti e comportamenti loro; soprattutto mi viene molto facile delineare i gusti personali, e a volte mi stupisco di quanto spesso risultino esere diversi dai miei- anche se altrettante volte sono simili!- .
Quando parlo di gusti personali, intendo cantanti, canzoni, film, libri, modo di vestire, a volte preferenze per uno o l’altro di altri personaggi presenti nella storia.
Nelle mie storie inoltre,oltre ad una prevalenza di storie d’amore, si nota che do molta importanza al rapporto tra fratelli o fratelli-sorelle; a volte  creo nche famiglie numerose, mi paice quando ci sono tanti figli, anche se non sempre vanno d’accordo! Sopratutto adoo i rapporti tra fratello e sorella,magari sorella molto più piccola, probabilmente perchè ho sempre desiderato avere un fratello.
Insomma, ogni personaggio ah il suo mondo, e io come loro “mamma”, tendo sempre a rispettarlo per non snaturarli.
Anche se, come purtroppo a volte succede, ci sono personaggi a cui mi affeziono di più e quindi magari succede che risultino più curati, o comunque si capisce da come butto giù la storia; per alcuni non so essere proprio obiettiva, tant’è vero che mi succede anche di creare personagggi per cui poi non riesco a trovare una storia adatta, tanto mi piacciono!
(lo so, non sono tanto normale….)
Ad esempio, ho creato un personaggio bellissimo, Sara, che adoro veramente,di cuis o già praticamente tutto….e che acnora attende una collocazione, dato che pur avendo pensato a varie storie, non ne ho ancora trovata una che mi soddisfacesse per lei; finora ho trovato solo storie drammatiche, visto che Sara nasce come personaggio drammatico, però vorrei una storia drammatica ma a lieto fine….
Per quanto riguarda gli altri personaggi,mi sono affezionata tantissimo ad Emily, un personaggio della fanfiction SWEENEY TODD, a tutti i protagonisti della fanfiction MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO (compreso il cane Spartaco, personaggio da me inventato in quanto non presente né nel libro né nel film), e ad altri di cui non ho mai scritto le storie e poverini..li ho abbandonati
Che madre snaturata….

domenica 21 ottobre 2012

Il fiore dell'estasi, di Rebecca Brandewyne


Titolo originale: Rose of Rapture

Ambientazione: Inghilterra,XV secolo.


Rimasti orfani di entrambi i genitori da bambini, Lady Isabella Ashley e il fratello Giles vengono affidati ( assieme alle loro ricchezze)a un tutore avido e crudele,e perderebbero tutto se non intervenisse in loro aiuto il duca di Gloucester(futuro re Riccardo III), che li prende sotto la sua protezione e si occupa di loro.
Diventata adulta( per l’epoca,14-15 anni)Isabella viene data in moglie a Sir Warrick Tremayne,nonostante il suo cuore batta per Lionel, un cavaliere amico di Giles;per questo,nonostante l’attrazione che corre tra loro,per lungo tempo Isabella pensa di non poter mai amare il marito e di essere destinata a vivere un matrimonio infelice.Ma il destino ha in serbo delle sorprese molto grosse per lei e Warrick, mentre all’orizzonte si profila la tragica guerra che cambierà il destino dell’Inghilterra:quella delle due rose, la rosa bianca di York( per la quale combatte Riccardo e per cui quindi parteggia Isabella)e quella rossa di Lancaster (per la quale parteggia Warrick)....




Questo romanzo della Brandewyne è un affresco storico molto curato e dettagliato in ogni particolare,dai dettagli storici veri e propri alle abitudini e costumi di vita dei personaggi.
Con il suo stile descrittivo preciso, anche se talvolta un po’ verboso,riesce a trasportare il lettore nell’atmosfera di tensione e passione che si mescola in questa storia,uno dei più bei medioevali che ho letto.
 Come ovvio in un romance,la storia vicenda principale è il rapporto d’amore tra i due protagonisti, costretti a unirsi con un matrimonio combinato che nessuno dei due desidera troppo.I due personaggi sono molto diversi tra loro:Isabella è giovanissima ( ma per l’epoca come detto abbastanza grande per sposarsi), ma ha già sofferto molto, sia per la morte dei genitori e i maltrattamenti del precedente tutore, sia per amore di Sir Lionel ( un personaggio che riserverà alcune sorprese nel corso della storia, e non solo per la protagonista…):un amore contrastato e idealizzato che però lei nella sue inesperienza scambia per amore vero, e questo oltre accusarle qualche dispiacere le fascia gli occhi per qualche tempo su quel marito impetuoso che l’attrae ma l’intimorisce anche.
L’evoluzione del personaggio nel corso della storia è raccontata in modo credibile e si riesce a seguirla senza problemi,i suoi pensieri e sentimenti sono resi in modo realistico, a tal punto che io stessa, che non appezzo molto i romanzi medioevali e spesso neanche le loro eroine,l’ho sentita molto vicina in alcuni modi di pensare,senza per questo notare comportamenti falsati rispetto all’epoca in cui vive.
 Warrick invece è foglio illegittimo, di origine gallese,di un nobile che l’ha riconosciuto e preso con sé solo per lasciargli la sua proprietà non avendo altri eredi;strappato da bambino alle braccia della madre,ha sofferto molto per questo al punto che diventato padrone delle proprietà paterne ha riunito tutta la famiglia sotto lo stesso tetto.E’ un uomo duro,un tipico eroe medioevale che pensa che la donna gli debba obbedienza cieca…quindi rimane spiazzato quando si ritrova,senza troppa voglia, maritato a Isabella,eroina indipendente e non troppo facilmente conquistabile.Il primo a capitolare è proprio lui, e anche questo personaggio avrà il suo bel daffare nel lottare contro i fantasmi del proprio passato e presente, e di quello della moglie,per far funzionare il matrimonio.
Unica figura un po’ fuori posto, ance se per noi donne moderne molto affascinante, è quella della madre del protagonista, un po’ troppo moderna per l’epoca in cui viveva.
Per il resto è un ottimo libro non solo d’evasione, ma anche per conoscere un periodo storico molto importante.


giovedì 18 ottobre 2012

Novità in libreria

ESCE IN LIBRERIA  LA SPORCA GUERRA DEI PARTIGIANI E DEI FASCISTI, di Giampaolo Pansa, EDIZIONE RIZZOLI.

Milioni di persone senza difese nella morsa di due fazioni senza pietà, i partigiani e i fascisti. Nella fase conclusiva del secondo conflit to mondiale, tanti italiani si trovarono scaraventati dentro l’inferno della guerra civile. E scoprirono che non esisteva dif ferenza fra le par ti che si scannavano. I par tigiani e i fascisti si muovevano nello stesso modo. Alimentando una tempesta di orrori, rappresaglie, esecuzioni, torture, stupri, devastazioni. La guerra sporca descrive il lato oscuro degli anni fra il 1943 e il 1945. Ho voluto narrarlo sf idando quanti strilleranno che il virus del revisionismo mi ha dato alla testa. Eppure che partigiani e fascisti si assomigl iassero era una certezza già presente nei racconti di chi aveva vissuto da spettatore inerme un massacro mai visto in casa nostra. Ma questa realtà doveva restare nascosta. La Resistenza era diventata una religione intoccabile. Anche parlare di guerra civile era proibito. Nessuno accettava il giudizio di uno scrittore schierato contro il fascismo in Spagna: ‘La guerra civile è una malattia, si f inisce per combat tere contro se stessi ’. È accaduto anche da noi. I partigiani più forti, quelli comunisti, per fare la rivoluzione e prendere il potere hanno mostrato la stessa crudeltà dei loro avversari, le milizie politiche della Repubblica sociale. Questa gara tra barbari ha reso disumana la tragedia iniziata nel 1940 con il nostro ingresso in guerra. Da quel momento una pioggia di sangue ha flagellato l’Italia. Migliaia e migliaia di ragazzi mandati a morire da Mussolini su troppi fronti. Ventenni straziati dalle bombe, corpi spappolati, gambe e braccia in cancrena per il gelo. L’Italia sospinta nel baratro della povertà. La caduta del regime fascista e l’inizio di una guerra contro se stessi. Il martirio dei civili. Il terrore di tante donne, alle prese con la solitudine, la fame, la miseria che le costringe a vendersi. Un dopoguerra che genera nuovi delitti. Poi la voglia di normalità ha preso il sopravvento. E la storia ha camminato in una direzione diversa. Per questo il nostro passato mi appare più rassicurante del futuro. Tormentati dal la grande crisi europea, oggi non sappiamo che cosa ci riserva l’avvenire.”





ESCE IN LIBRERIA BERNADETTE NON CI HA INGANNATI, di Vittorio Messori, EDIZIONE 


Le diciotto apparizioni della Vergine Maria nella Grotta di Massabielle, presso Lourdes, sono da più di centocinquant'anni motivo di accese polemiche, soprattutto sulla credibilità dell¿unica testimone, la quattordicenne Bernadette Soubirous. Lei sola ha visto, ha sentito, ha riferito. Ma davvero questa ragazzina misera e analfabeta, sulle cui fragili spalle grava il peso del maggior santuario del mondo (cinque milioni di pellegrini ogni anno, sempre in aumento), avrebbe colloquiato a tu per tu con Colei che si definì l'Immacolata Concezione? Le sue non sono forse allucinazioni di un'isterica o, peggio, invenzioni suggeritele dalla vanità di adolescente frustrata, da genitori interessati oppure da qualche ambiguo membro del clero? Molti hanno sostenuto e tuttora sostengono simili tesi. Nel suo impegno per la riscoperta di un¿apologetica pacata e rigorosa - sempre consapevole che il Dio del Vangelo vuole proporsi e non imporsi, concedendo luci e lasciando ombre per rispettare la libertà delle Sue creature - Vittorio Messori indaga da decenni sulla verità della testimonianza di Bernadette, attribuendole un valore religioso decisivo. Oggi, in particolare, per i tanti inquieti che cercano ragioni «per continuare a credere». In effetti, se Bernadette non ci ha ingannati (e se non si è ingannata), se dunque Lourdes è «vera», tutto il Credo della Tradizione cattolica è «vero»: Dio esiste; Gesù è il Cristo; la Chiesa che ha per guida il papa è la custode e la garante di queste verità. È la Vergine stessa, infatti, che esorta la veggente: «Andate a dire ai preti di costruire qui una cappella»; che tiene tra le mani il rosario, icona della devozione cattolica; che chiede processioni, affidate alle cure ecclesiali; che appare seguendo il ciclo liturgico romano; che ribadisce il dogma dell¿Immacolata Concezione, proclamato quattro anni prima da Pio IX. Non a caso, Lourdes è il luogo di culto privilegiato dai pontefici, che hanno proclamato Bernadette santa: Pio XII - fatto unico nella storia - gli ha dedicato un'intera enciclica; Giovanni Paolo II, ormai agli estremi, volle chiudere la sua vita trascinandosi sino alla Grotta; Benedetto XVI ne ha fatto una delle primissime mete del suo pontificato. Un libro unico, questo, tra i tanti bestseller dell¿autore, ma segnato anch'esso dal consueto equilibrio tra il rispetto del credente per il Mistero e il rispetto dello storico per il rigore della ricerca. Nessuna elevazione misticheggiante, qui, nessuno scandalo o invettiva, bensì una mole impressionante di dati e notizie talvolta inediti, spesso nascosti o dimenticati; sempre, comunque, vagliati alla luce della ragione. Per una singolare coincidenza queste pagine appaiono all¿inizio dell'Anno della Fede voluto da papa Ratzinger. Proprio quella fede che, nella verità di Lourdes, trova un prezioso e solido «appiglio», una sorta di «maniglia» cui aggrapparsi nel dubbio che insidia oggi anche tanti cristiani.
Nota:



ESCE IN LIBRERIA  GUARDAROBA PERFETTO, di Carla Gozzi, EDIZIONE RIZZOLI.



Quale donna non è afflitta da dubbi e tentennamenti davanti a un guardaroba straripante di capi? Chi non sogna di aprire l’armadio e capire al volo cosa indossare, che si tratti della riunione di lavoro, l’aperitivo con le amiche, la serata in discoteca o il weekend al mare? Carla Gozzi spiega come riorganizzarlo e rinnovarlo a costo zero, attraverso il suo metodo che si sviluppa in tre semplici step:
1. individuare e separare i capi d’abbigliamento;
2. suddividerli a seconda delle occasioni d’uso;
3. creare gli outfit.
Il risultato? Un guardaroba perfetto, per essere sempre all’altezza di qualsiasi situazione, al lavoro e nel tempo libero. Parola di Carla!






ESCE IN LIBRERIA ALLA FINE HO SCELTO  DI VIVERE, di Jean Louis Trintignant, EDIZIONE MONDADORI.




L'abbiamo conosciuto con il vento tra i capelli, su una Lancia Aurelia guidata da Vittorio Gassman, nel "Sorpasso". Era bello, sorridente, felice e correva a tutta velocità verso il futuro. E invece la tragedia lo aspettava dietro l'angolo. In quel film e nella vita. Alcuni anni dopo, mentre Trintignant è sul set del "Conformista" di Bernardo Bertolucci, la scure del destino, impietosa, cala su di lui: la secondogenita Pauline muore in culla. Seguono anni duri, dolorosi, che però i grandi successi professionali in qualche modo addolciscono. Ma proprio quando la vita sembra aver compiuto il suo ciclo, l'anziano Trintignant, ormai nonno di quattro nipoti, viene colpito ancora una volta da una freccia avvelenata: sua figlia Marie muore, ammazzata di botte da suo marito, il cantante dei Noir Désir Bertrand Cantat. Un dolore così a settant'anni può essere fatale. Eppure Trintignant ancora una volta decide di vivere, di continuare a percorrere la sua strada che proprio quest'anno l'ha portato a vincere a 81 anni la palma d'oro a Cannes con il film "L'amour". In "Alla fine ho deciso di vivere" Trintignant ci racconta la sua storia, ripercorre la sua vita, quella vita che tanto gli ha dato e che forse troppo gli ha tolto.


ESCE IN LIBRERIA IL LIBRO BIANCO DEI BEATLES. LA STORIA E LE STORIE DI TUTTE LE CANZONI, di Franco Zanetti, EDIZIONE  GIUNTI EDITORE.


Questo libro racconta tutte le canzoni Beatles ufficialmente edite nel corso della straordinaria carriera dei FabFour, dal 1962 al 1969 (più le appendici di ”Anthology”): non solo i brani di Lennon e McCartney, ma proprio tutti i pezzi, cover comprese, per un totale di 215 canzoni.
Di ognuna di esse si raccontano per esteso la genesi, la storia, la fortuna o sfortuna, con aneddoti poco raccontati e, soprattutto, le dichiarazioni dei protagonisti. C’è anche una lunga scheda introduttiva che racconta la ”preistoria”, cioè i Beatles giovani e ancora sconosciuti che per sbarcare il lunario accettavano ingaggi da fame in terra tedesca: uno dei luoghi più affascinanti e meno raccontati della favola Beatles.

mercoledì 17 ottobre 2012

Amore per sempre,di Johanna Lindsey

Titolo originale: Love me forever

Ambientazione: Inghilterra,1800.

Collegamento con altri romanzi: E’ il secondo romanzo della trilogia SHERRING CROSS, così composta:
1- Man of my desire ( L’uomo del mio desiderio);
2- Love me forever ( Amore per sempre)
3- The pursuit ( Per amore di Melissa.)




Inghilterra, fine Ottocento: il conte di Amborough, rimasto vedovo, decide di trovare marito alla seducente figlia Kimberly e la costringe perciò a trascorrere un periodo nella residenza di nobili amici, disposti ad assecondare il progetto. Ed è proprio lì che la giovane conosce Lachlan MacGregor, irruente e squattrinato rampollo di un antico clan scozzese. Tra i due è subito amore-odio: lei lo considera un arrogante cacciatore di dote; lui un'insopportabile snob. Ma, si sa, prima o poi gli opposti si attraggono...
Kimberly,figlia del conte di Amborough, viene mandata dal padre a Sherring Cross, la residenza dei duchi di Whorston, con lo scopo di passarvi un periodo di tempo che le servirà per trovare un marito.
La ragazza parte, non troppo volentieri,ma appena arrivata fa subito amicizia con la duchessa Megan, che le presenta vari gentiluomini.
Unica nota negativa è la presenza di Lachlan McGregor, uno scozzese imparentato con una zia del duca Devlin, che è riuscito a intrufolarsi tra gli ospiti con l’obiettivo di conquistare la bella duchessa, che già una volta aveva tentato di rapire.
Da subito Lachlan e Kimberly si scontrano a causa del carattere irruento e chiassoso dell’affascinante scozzese, che non perde occasione per punzecchiare Kimberly sui suoi propositi matrimoniali.
Ma si sa che gli opposti si attraggono, e difatti ben presto i due non riescono più a nascondere nemmeno a loro stessi la reciproca attrazione,da cui scaturisce una passione fortissima che vivrà in barba a convenienze, pregiudizi e insospettabili segreti.




Il romanzo della Lindsey è davvero un seguito ben riuscito:una trama tutto sommato banaloccia viene compensata da una narrazione leggera e frizzante e da una scoppiettante e divertente storia d’amore tra due personaggi davvero affascinanti.
Lachlan è il predone scozzese che nel precedente L’UOMO DEL MIO DESIDERIO aveva tentato di rapire la futura duchessa durante la fuga per sposarsi con Devlin:il suo motto a quanto pare è “ho perso una battaglia , ma non la guerra”, e così stavolta si ripresenta addirittura a casa loro per compiere l’opera, senza sospettare che stavolta troverà davvero la donna della sua vita!
E’ un tipo passionale, irruente, chiassoso, che se inizialmente viene attratto da Kimberly solo fisicamente e pensa di vivere questa sua passione senza compromettere i suoi propositi iniziali,poi si vedrà costretto suo malgrado non solo a cambiare idea, ma anche a convincere la sua amata che sono fatti l’uno per l’altra.
Kimberly d’altro canto non ha nulla da invidiargli: è una ragazza dotata di una forte personalità indipendente, è intelligente e sa perfettamente ciò che vuole nella vita, fino a quando non incontra Lachlan,che la fa andare più volte su tutte le furie, che scatena in lei un fuoco mai sentito prima e a cui sarà molto difficile scegliere di cedere.
Al loro fianco i personaggi già noti di Megan e Devlin( protagonisti del primo romanzo)nell’inedito ( anche per loro) ruolo di sensali di matrimonio, a cui soprattutto lei si applica con molta energia, e non solo per liberarsi di Lachlan, ma anche per personale divertimento.
La vicenda incrocerà le storie delle due coppie,dando ovviamente maggior risalto alla prima, ma senza trascurare l’importanza della seconda.
Unica nota stonata del romanzo l’improbabile finale che prelude al terzo capitolo della serie;ma per il resto vale davvero la pena di leggerlo!

Il giglio e la spada, di Alexandra J. Forrest



Ambientazione: Francia - Terra Santa, XII secolo.



Elise ed Eric, cresciuti insieme, si amano fin dall’infanzia. Eric è figlio primogenito del conte Udo, che ha accolto in casa sua Elise da bambina dopo che la sua famiglia era stata sterminata, lasciandola sola e priva di mezzi. Purtroppo il loro amore è ampiamente osteggiato dallo stesso Udo, che sogna per il figlio un futuro di gloria e una moglie ricca che aumenti la potenza della famiglia. Dopo un fallito tentativo di fuga, Elise ed Eric vengono separati:lui viene mandato in Terra Santa presso un cugino, lei viene spedita in convento.
Ma nonostante la lontananza e i diversi percorsi di vita che intraprendono, il loro amore non muore. E quando Eric ritorna i due si ritrovano…



Come ormai tutti sapete, non amo i medievali, ma questo ha costituito una piacevole eccezione, tant’è vero che lo vedrei bene come soggetto di uno sceneggiato.
E’ il primo romanzo che leggo di quest’autrice, ma ho trovato il suo stile semplice, scorrevole e allo stesso tempo intrigante e coinvolgente. Le avventure di Eric ed Elise si snodano in un’arco di tempo non lunghissimo ma sicuramente intenso e pieno di avvenimenti, eppure non ci si annoia o si perde interesse per il destino del loro amore; oltretutto mi è molto piaciuto il modo realistico in cui la vicenda viene affrontata.
I nostri due protagonisti infatti soffrono per la separazione cui sono costretti e per la lontananza, ma non fino al punto di struggersi e ammalarsi… almeno nel caso di Eric, che come è ovvio ( ricordiamoci che siamo nel Medioevo ) ha certamente un campo d’azione più ampio di quello di Elise. Se lei infatti deve vedersela con la durissima vita del convento, dove subisce vari maltrattamenti da parte della crudele badessa, Eric durante il viaggio in Terra Santa scopre veramente un altro mondo: il contatto con una cultura diversa, con persone potenti ( lo sfortunato re Baldovino, le sue sorelle Isabella e Sibilla, il guerriero Saladino ), con intrighi di corte che gli danno la possibilità di fare carriera come uomo di fiducia del re ( con tutti gli onori ma anche i rischi che ciò comporta ), sono sicuramente un palliativo per le sue sofferenze d’amore. Eric non dimentica Elise, ma nemmeno ci pensa ogni pagina; ciò però non toglie nulla all’intensità del suo amore.
Ovviamente il lieto fine è assicurato, dopo varie peripezie e intrighi anche dopo il ricongiungimento dei due innamorati; a questo proposito potrei dire che l’unico personaggio un poco “difettoso” mi è parsa Alice, la giovane che Udo vuole far sposare a Eric che davvero in alcuni punti mi è parsa troppo perfida per essere una cattiva convincente. Ma tutto il resto del romanzo è veramente godibile e appassionante. Se è piaciuto a me, non dubito che lo ameranno anche le appassionate di medievali!

lunedì 15 ottobre 2012

Morgan e Lucia, di Connie Mason

Titolo: Taken by you

Anno: 2001

Ambientazione: Spagna/Bahamas/Inghilterra,1587

 

Lucia Santiago è cresciuta in un convento e per questo è suo desiderio prendere i voti e condurre una vita tranquilla dedicata a Dio, ma il padre Don Eduardo è di ben altro avviso, e non c’è modo di fargli cambiare idea: Lucia dovrà sposare Don Diego del Fuego, l’uomo a cui è stata promessa da bambina, e che vive a Cuba.
Lucia parte così accompagnata da un prete e da una dama di compagnia per l’isola, ma durante il viaggio la nave su cui è imbarcata viene attaccata dai pirati,e dopo aver assistito alla morte dei suoi compagni di viaggio e alla sconfitta del capitano spagnolo, Lucia viene presa in ostaggio dal capo dei pirati, nientemeno che il terribile Morgan Scott, meglio conosciuto come El Diablo,uno dei più spietati corsari inglesi al servizio della regina Elisabetta I. Nel tentativo di proteggersi, la giovane donna si veste con un abito dimesso e finge di essere una suora, facendosi chiamare suor Lucia.
Morgan è un aristocratico inglese che un tragico evento ha trasformato in un feroce pirata mosso da un odio  e implacabile verso tutti gli spagnoli; così quando si trova di fronte la giovane e bellissima spagnola non può certo non cogliere l’occasione di prenderla in ostaggio per vendicarsi dei suoi odiati nemici.
Peccato che da subito tra lui e la presunta suora scoppi un’attrazione che viene contenuta a fatica…




Il genere piratesco non è tra i miei preferiti, ma devo comunque ammettere che questo tipo di storie qualche fascino ce l’ha; per questo ho deciso di leggere questo romanzo, per dare una seconda possibilità a questo genere.
Missione poco riuscita: ho trovato questo romanzo poco coinvolgente sia come situazioni che come personaggi. E’ vero che anche i romance, come la maggior parte dei romanzi, rispettano uno schema comune, in questo caso quello dei due nemici che più diversi non si può che dapprima sono attratti in modo irresistibile, poi si innamoreranno davvero, superando così ostacoli di tipo diverso e risolvendo i loro conflitti, interiori e non.
Però sappiamo bene che tre cose fanno la differenza: il modo di esporre i fatti, narrativamente parlando, la descrizione dei personaggi e lo stile usato dall’autrice nello scrivere.
Per quanto riguarda i personaggi, nulla di più scontato: Morgan è il tipico maschio alfa il cui scopo principale per la prima parte del libro è portarsi a letto l’eroina, per la seconda parte negare a tutti(compreso se stesso) i sentimenti che prova per lei, con uno spirito di autolesionismo davvero notevole; i sentimenti di cui sopra sono accennati in maniera distratta e superficiale, quasi come se non appartenessero al personaggio. Del resto pare che le sue doti principali siano soprattutto fisiche e, diciamo così, di “prestazione”… non so se mi spiego.
Lo stesso vale per Lucia, la solita eroina che probabilmente l’autrice intendeva raffigurare come forte e determinata, e che invece finisce per essere solo ostinata oltre ogni limite, e per di più in perenne contraddizione non solo col mondo ma pure, con sé stessa. Anche per lei vale il discorso sulle sue doti principali, puramente fisiche.
Gli altri personaggi? I cattivi macchiette scontate, i buoni insignificanti; entrambe le categorie hanno in comune il fatto di restare personaggi solo sulla carta e di vivere e agire in funzione dei protagonisti.
Riguardo ai fatti, devo dire che quelle poche situazioni dove non si accennava ogni tre per due all’attrazione fatale che univa i due protagonisti e al loro splendido fisico mi sono sembrate molto frettolose e poco approfondite; comunque nel libro predominano le lunghe (anche alcune pagine!), ardenti e ampiamente particolareggiate descrizioni delle performance sessuali della tormentata coppia, che a quanto pare trova un accordo solo in camera da letto.
No, decisamente non mi è piaciuto; si è capito?

sabato 13 ottobre 2012

Un italiano in America, di Beppe Severgnini




Nel 1994  il giornalista Beppe Severgnini si trasferisce per lavoro in America, a Washington, con la moglie Ortensia e il figlio Antonio.

L’america è certamente un Paese pieno di prospettive e opportunità, ma anche di stranezze e non sempre è facile ambientarsi:abitudini diverse, burocrazia diversa (non sempre più semplice della nostra), punti di vista diversi. E i risultati a volte sono tragicomici…


Beppe Severgnini ha viaggiato e vissuto in varie parti del mondo per periodi più o meno brevi. E’ quindi una voce più che autorevole quando si parla di usi, abitudini, costumi, e soprattutto leggi e regolamenti diversi.

Stavolta si parla dell’America, paese giovane, eclettico, per molti ancora oggi una soecie di “Paese dei balocchi” dalle mille possibilità; un soggiorno di studio o lavoro in America, oltre ad aprire molte porte, costituisce un’esperienza indimenticabile…e non solo a livello di studio o lavorativo, ci fa intendere Severgnini.

Un Paese sempre pronto a sorprenderti, ad esempio sulla burocrazia, talmente semplice che davanti ad essa un italiano abituato a combattere con le ben note lungaggini e pastrocchi si sente quasi orfano; sulle dimensioni (si fa presto a scoprire che per “big”, ovvero grande, gli americani in realtà intendono “enorme”); sulle infinite risorse e inventiva degli americani in momenti di difficoltà.

Con la solita ironia che lo caratterizza da sempre, Severgnini si trasfoma in un moderno Virgilio che guida il lettore alla scoperta dell’America, e volendo diventa un’utile guida per chi dovesse decidere di trasferirsi lì, fosse anche per un breve periodo.

O almeno, io lo riterrei utile anche come guida sociale…ma io non faccio testo, dato che sono una patita di Severgnini!

giovedì 11 ottobre 2012

Wuthering Heights, di Kate Bush



Out on the wiley, windy moors
We'd roll and fall in green
You had a temper, like my jealousy
Too hot, too greedy
How could you leave me?
When I needed to possess you?
I hated you, I loved you too

Bad dreams in the night
They told me I was going to lose the fight
Leave behind my wuthering, wuthering
Wuthering Heights

(Chorus x2) Heathcliff, it's me, Cathy, I've come home
I'm so cold, let me in-a-your window

Oh it gets dark, it gets lonely
On the other side from you
I pine alot, I find the lot
Falls through without you
I'm coming back love, cruel Heathcliff
My one dream, my only master

Too long I roam in the night
I'm coming back to his side to put it right
I'm coming home to wuthering, wuthering,
Wuthering Heights

(Chorus x2) Heathcliff, it's me, Cathy, I've come home
I'm so cold, let me in-a-your window

Oh let me have it, let me grab your soul away
Oh let me have it, let me grab your soul away
You know it's me, Cathy

domenica 7 ottobre 2012

Io la scrittura- parte II:fanfiction e dintorni

Nel  post IO E LA SCRITTURA  spiegavo il rapporto tra me, i libri e la mia passione per la scrittura
Come detto, una cosa che esiste da sempre, una fissa che ormai in molti casi diventa pure una sorta di “deformazione professionale”, pur se non sono una vera scrittrice…
Da bambina ho cominciato inventando storie con i personaggi delle favole e cartoni preferiti, ma oltre a questo modificavo molto spesso le storie stesse mescolando personaggi o inserendone nuovi (tipo, quasi sempre, la sottoscritta), e via dicendo.
La cosa negli anni non solo è rimasta, ma si è pure intensificata ; conclusione, a tutt’oggi non so più quanti sono i libri, i film, i telefilm ecc, da me modificati, con personaggi e storie aggiunte. E’ una cosa che ormai mi viene automatica, soprattutto con film che mi piacciono.
Molte delle storie che ho ideato in questi anni sono fan fiction, a ben vedere; anche se il problema come sempre è il finale..non riesco mai a finirle!
Si può dire così che ho percorso ante litteram la strada della fanfiction, genere di scrittura molto in voga tra i grafomani e che consiste nello scrivere storie basate su personaggi solitamente di telefilm o soap; il web è pieno di siti che si occupano di tutto ciò, ma curiosamente a me le fan fiction altrui non hanno mai attirato molto, per quanto ce ne siano  davvero di ottime e a volte, alcune più interessanti degli stessi episodi originali; l’unico sito di fanfction che ho seguito per un po’ è stato quello di STREGHE, uno dei miei telefilm preferiti, ma poi ho abbandonato.
Evidentemente mi bastano le mie!
Attualmente la mia mente è occupata appunto da due fan fiction, una ispirata al film SWEENEY TODD- IL DIABOLICO BARBIERE DI FLEET STREET, e una ispirata al film MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO. Di scritto però ancora non c’è nulla, quindi per un po’ non vedrete postato nulla in tal senso (e forse non lo vedrete mai…dipende!), ma magari in futuro mi sentirò di condividere con voi perlomeno come sto impostando le due storie.
Vedremo, tanto vedo che non legge nessuno, quindi sono sicura che non lascerò qualcuno sospeso in perenne attesa…

Lezioni di seduzione, di Emma Wildes

Titolo Originale: Lessons from a Scarlett Lady

Anno di pubblicazione: 2011

Ambinetazione: Inghilterra, fine '800

Da pochi mesi sposata con Colton, duca di Rolthven, l’affascinante Brianna già vede qualcosa che non va nel suo matrimonio; non per mancanza di amore da parte sua o del marito, quanto piuttosto per l’eccessiva rigidità del duca e la scarsa propensione a lasciarsi andare affettivamente palrando, anche nell’intimità.
Alla ricerca di una soluzione a questo problema, la duchessa si imbatte in I CONSIGLI DI LADY ROTHBURG, un libro scritto anni prima da una ex cortigiana che dava consigli alle giovani e inesperte lady su come risvegliare e tenere vivo l’interesse dei propri mariti, esplorando anche i piu’ intimi dettagli del rapporto di coppia; libro che all’epoca dell’uscita fece così scandalo che fu immediatamente ritirato, in quanto considerato troppo indecente. Ma a Brianna tutto ciò non importa, e pensando possa servirle lo compra. Dopo averlo letto avidità comincia a mettere in atto, uno alla volta e in diverse occasioni, i consigli della scandalosa lady, con notevole successo: non solo Colton comincia a perdere la sua aria compassata e a lasciarsi andare, ma la stessa Brianna scopre aspetti della propria personalità e della propria femminilità che mai avrebbe pensato di possedere.
Nel frattempo Rebecca, amica di Brianna, subisce le pressioni dei genitori che vorrebbero si sposasse al più presto, ma lei è innamorata di Robert, fratello di Colton, che contrariamente a lui è un noto libertino certamente per nulla interessato al matrimonio; ma, complice un casuale bacio durante una festa, sembrerebbe che qualcosa tra loro cambi. Ma ovviamente il libertino viene preso da mille dubbi, e a Rebecca non resta che chiedere in prestito il libro a Brianna…chissà che non possa contenere qualche consiglio utile anche per lei?




Vi è mai capitato di leggere un romance che sia allo stesso tempo divertente, sensuale, sagace? Se no, vi consiglio questo romanzo di Emma Wildes, un’autrice che non conoscevo ma che è stata una piacevole scoperta.
Un libro, si sa, sempre utile per trovare spunti di riflessione anche su esperienze personali, ma per Brianna, la nostra protagonista, rappresenta davvero la soluzione ideale: Lady Rothburg è una famosa cortigiana ritiratasi dopo un buon matrimonio, che anni prima scrisse un libro in cui elargiva consigli su ogni aspetto della vita di coppia, sia sentimentale che sessuale, che risultò per questo talmente scandaloso da essere ritirato subito e completamente bandito; ma Brianna si imbatte in un volumetto dimenticato su uno scaffale di una libreria di libri usati e dopo averne sbirciato il contenuto e aver risolto qualche lieve dilemma morale, decide di acquistarlo e leggerlo
Il matrimonio di Brianna con Colton è stato un matrimonio d’amore e felice, ma nonostante tutto alla giovane coppia manca qualcosa; lui è troppo compassato, troppo perbene, troppo tranquillo anche nei momenti di passione…insomma, la neo moglie sente l’esigenza di fare qualcosa per scuoterlo un po’ e convincerlo a lasciarsi andare, dimostrandole in maniera evidente quanto ci tiene a lei.
E così Brianna, personaggio molto incisivo non solo per la sua bellezza ma per il suo carattere intraprendente e pieno d’iniziativa (una vera eroina d’azione, nonostante nel libro non ci siano vicende avventurose), prende in mano la situazione e,seguendo alla lettera gli espliciti consigli di Lady Rothburg,piano piano riuscirà nel suo intento, mettendo in atto una serie di iniziative che sconvolgeranno in positivo la vita del compassato Colton, portando però anche a qualche equivoco che rischia di rompere l’armonia della coppia; equivoco che diverte il lettore, che già sa come stanno le cose in realtà.
Stessa importanza l’autrice dà a quella che in realtà è la vicenda di sottofondo, quella che riguarda Rebecca, amica di Brianna e talentuosa musicista, e Robert, fratello di Colton che è tutto il contrario di lui: tanto Il primo a è serio, posato e irreprensibile, tanto il secondo è libertino e scavezzacollo. Rebecca è da sempre innamorata segretamente di Robert, ma non solo lui non si è mai accorto di lei; il padre della ragazza, che peraltro preme affinchè si sposi alla svelta, non accetterebbe comunque una proposta da parte sua per via di un antico torto di cui accusa- ingiustamente- il giovane; anche la storia tra Rebecca e Robert si sviluppa in modo lento, casuale ma credibile, delineando molto bene caratteri e sentimenti di entrambi i personaggi. Anche Rebecca in fatto di intraprendenza e personalità non ha nulla da invidiare all’amica e mi sono particolarmente piaciute le scene in cui le due amiche si scambiano consigli e aggiornamenti sulle rispettive situazioni sentimentali, e in particolare anche qualche opinione sui consigli di Lady Rothburg, che a questo punto possiamo considerare protagonista indiretta della vicenda.
Le due vicende si intrecciano senza sovrapporsi, divertendo, intrigando il lettore (a me personalmente metteva più voglia di leggerlo man mano che proseguivo nella lettura!) e lasciandoci anche sospirare sulle scene sentimentali e di passione che, vi assicuro, abbondano…l’autrice scrive molto bene, ho apprezzato molto la sua abilità non solo a tessere la trama e a creare siparietti tra i vari personaggi , ma anche nel delineare in modo preciso e “sentito” (nel senso che lo si può percepire a pelle) caratteri, personalità e sentimenti dei vari personaggi, anche quelli secondari, come la formidabile nonna di Colton e Robert , l’imprevedibile mamma di Rebecca, personaggio che riserverà qualche sorpresa nel corso della lettura, e Damien, il fratello di mezzo, quello che si ritrova a sfruttare le sue doti di mediatore e di spia che solitamente mette al servizio della Corona Inglese negli affari amorosi dei fratelli e delle rispettive compagne….
Inoltre, nel caso interessasse a qualcuna, ogni capitolo inizia con un consiglio di Lady Rothburg…visti i successi ottenuti da Brianna e Rebecca, vale la pena darvi un’occhiata anche per quello, no?


giovedì 4 ottobre 2012

La tassa sugli scapoli, di Carolyn Davidson

Titolo originale: The bachelor tax

Anno di pubblicazione : 2000


Ambientazione: Texas,1882.

Per raccogliere i soldi che servono per costruire una nuova scuola, il sindaco di Edgewood si fa promotore di un’iniziativa a dir poco originale:la tassa sugli scapoli.Ogni scapolo della cittadina dovrà pagare una tassa annuale, ameno che non abbia fatto una proposta di matrimonio che però è stata rifiutata.Gabe Tanner, scapolo impenitente, non ha nessuan voglia di pagare la tassa, ma nemmeno di sposarsi;escogita quindi un abile stratagemma e chiede la mano di Rosemary Gibson, la compassata figlia del defunto curato, storica zitella e acerrima nemica di tutti coloro che come Gabe frequentano il locale saloon.Come previsto la donna rifiuta sdegnata, e Gabe riprende tranquillo la sua vita di sempre, ma noon ha fatto i conti con la sfortuna.Dopo la morte del padre Rosemary è costretta a lasciare la canonica dove ha vissuto al nuovo parroco e alla sua famiglia;sola al mondo cerca un lavoro ma non lo trova, ed è quindi costretta a ripensare alla proposta di Gabe, infatti si presenta da lui convincendolo a prenderla in casa dapprima come cuoca, poi come moglie.Scopre così che la puritana e compassata zitella in realtà è una donna passionale, dolce e generosa, pronta a qualsiasi cosa pur di aiutare gli altri:proprio la moglie che desiderava…



Le storie narrate da questa autrice mi piacciono molto:non ci sono amori fatali, grandi passioni,avventure spericolate, luoghi esotici...solo cittadine di provincia,persone comuni alle prese con problemi piccoli e grandi, ma di tutti i giorni, e sentimenti che nascono un poco alla volta e sfociano in amori tranquilli e sereni, ma duraturi.
E’ così anche in questo romanzo,dove i due protagonisti non hanno caratteristiche originali o fuori dal comune:lui, Gabe,è un uomo che ha molto sofferto in passato a causa di difficoltà familiari, e tali sofferenze l’hanno indotto alla solitudine affettiva e al disincanto nei confronti di sentimenti amorosi.La solitudine per lui è il modo migliore per non soffrire più, e proietta automaticamente questa sua convinzione sugli altri, compresa Rosemary, anzi soprattutto su di lei, che rappresenta tutto ciò di più lontano per lui:la figlia del curato bigotta e irrimediabilmente zitella, praticamente priva di qualsiasi attrattiva, se non per prenderla in giro ogni tanto.
Anche Rosemary ha delle opinioni alquanto pregiudiziali su Gabe, considerandolo un perdigiorno amorale per averlo tante volte visto davanti al saloon del paese per quel sorrisetto ambiguo che le rivolge ogni volta che passa.D’altra parte non immagina nemmeno che sia più simile a lei di quanto non pensi,in quanto anche Rosemary nasconde per orgoglio molte cose:il senso di solitudine che l’ha colpita dopo la morte del padre( esendo rimasta sola al mondo), e soprattutto la disperazione per non riuscire a trovare un lavoro che le permetta di mantenersi e allontani lo spettro che la terrorizza:l’essere gettata nella miseria più nera.Paraddossalmente, l’unico che l’0aiuterà concretamente( a parole infatti tutti sono gentili e comprensivi, ma in pratica l’abbandonano a sé stessa):la sua proposta di matrimonio fatta per evitare la famigerata tassa del titolo, con la sicurezza di essere respinto, viene invece accettata dapprima in maniera insolita, visto che lei si propone come cuoca;poi nasce tra loro qualcosa di più profondo,alimentato dalla quotidiana scoperta delle reciproche qualità e anche dall’accettazione dei reciproci difetti e limitazioni, e rafforzato dai problemi che l’insospettabile uragano Rosemary porta nella tranquilla vita di Gabe, che la rendono però molto più degna di essere vissuta in quanto affettivamente e sentimentalmente ricca.
Come dicevo prima è un romanzo molto tranquillo anche nello stile della narrazione che procede in modo lineare e senza scossoni:personalmente dato il titolo avrei preferito qualcosa di più originale e magari “corale”, comunque anche così una storia ideale per passare un bel pomeriggio di rilassamento.

Lord Perfect, di Loretta Chase



Ambientazione: Inghilterra, 1821

Collegamento con altri romanzi: è il terzo romanzo della serie “The Carsington Brothers”, così composta:

-          Miss Wonderful;
-          Mr Impossible;
-          Lord Perfect;
-          Non proprio una lady (Not quite a lady);
-          Last Night’s scandal (inedito in Italia).


Bathsheba Wingate appartiene a una famiglia oltremodo disprezzata dall’alta società: la maggior parte dei suoi parenti presenti e passati è infatti nota per i comportamenti scorretti e scandalosi, tanto che lei stessa ha sempre dovuto combattere contro la fama di strega rovina famiglie volutamente cucitagli addosso, nonostante non le corrisponda per nulla.
La donna, rimasta vedova, vive in condizione di indigenza cercando di mantenere sé stessa e la figlia dodicenne Olivia come insegnante di disegno; proprio a questo scopo viene contattata da Lord Benedict Carsington, che rimasto affascinato da un primo incontro al Museo Egizio, decide di assumerla come insegnante del nipote Peregrine, coetaneo di Olivia e deciso a diventare esploratore.
La nuova relativa tranquillità che Bathsheba ottiene grazie al nuovo lavoro dura però poco:  senza avvisare nessuno Olivia, ragazzina avventurosa e senza paura, decide di partire alla ricerca del leggendario tesoro di famiglia sepolto dall’antenato della madre, il pirata Edmund de Lucey, proprio nel giardino della dimora di famiglia. La ragazzina intende in questo modo riscattare la loro povertà e rendere la madre una donna indipendente finanziariamente. Con lei parte anche Peregrine, nel vano tentativo di fermarla….

Quando Bathsheba e Benedict scoprono la fuga dei rispettivi rampolli, decidono di mettersi sulle loro tracce per riportarli indietro, ma il viaggio - che, nelle loro iniziali previsioni, doveva durare meno di una giornata - non solo durerà più del previsto, ma la forzata convivenza e condivisione dell’avventura avrà conseguenze del tutto impreviste e non proprio sgradevoli….


E’ il primo romanzo che leggo della serie “Carsington” di Loretta Chase, e  devo dire che, sebbene non rientri tra i miei preferiti, trovo che sia una lettura molto gradevole, appassionante e divertente.
A dire la verità l’inizio mi ha lasciata piuttosto indifferente, non fosse stato per i due personaggi di Peregrine e Olivia, due ragazzini che, una volta tanto, ho trovato molto più interessanti degli adulti.
Questa coppia di simpatici monelli e il loro incontro - scontro nella sala del Museo Egizio mi ha invogliato a proseguire la lettura, mettendomi di buonumore ogni volta che apparivano, lei intrepida, indipendente, con un caratterino che più tosto non si può, un vulcano di idee azzardate decisamente niente male; lui serio, posato, partito come cavaliere in soccorso della fanciulla sola, ma poi ritrovatosi coinvolto nell’avventuroso viaggio capitanato con polso fermo e deciso da Olivia, che gli apre un mondo finora sconosciuto, ma probabilmente molto desiderato, visto che la massima ambizione di Peregrine è quella di diventare esploratore.
Dietro questi due personaggi però allo si intravedono anche le sofferenze e i dispiaceri vissuti nonostante la giovane età: soprattutto Olivia, che a soli dodici anni ha già dovuto affrontare una vita vissuta nella povertà, nel disprezzo cui la società aveva condannato la sua famiglia, nel rifiuto dei parenti, a cui hanno fatto seguito la morte del padre e il dispiacere di vedere la madre affannarsi e umiliarsi per cercare di trovare almeno il necessario per mettere insieme il pranzo con la cena… tutte cose che l’hanno fatta maturare (a modo suo ovviamente); Peregrine invece deve affrontare il disinteresse dei genitori, che perlomeno lo hanno affidato allo zio.
I due personaggi adulti mi hanno colpito di meno, anche se non è certo perché non siano interessanti; tra i due ho preferito sicuramente Bathsheba, una donna dalla vita tormentata, segnata dai pregiudizi, da una famiglia scapestrata in cui lei non si riconosce per nulla, dalla fama di “strega ammaliatrice” che la perseguita ingiustamente; più volte, leggendo, mi è parso che la sfortuna si sia accanita un po’ troppo contro questa poveretta, che ciononostante non perde il suo fascino, la sua caparbietà e dignità, il che purtroppo è anche un difetto, poiché alla lunga le impedisce di lasciarsi andare, di fidarsi di Benedict e credere nel suo amore. Ostacoli che ovviamente saranno superati, così come, alla fine, verranno premiati anche gli sforzi di Olivia e Peregrine.
Perché non ho ancora parlato di lui, del bellissimo Lord Perfect? Perché - mea culpa - non mi ha colpito più di tanto: bellissimo, intrigante, passionale, ottimo contrasto con Bathsheba… ma non mi ha preso, l’ho trovato uguale a molti altri eroi dello stesso stampo. Il che non è necessari mante un difetto: è un tipo di eroe positivo e che sicuramente piace alle lettrici. Ma con me non c’è stato feeling, non vogliatemene….
L'ambientazione della Londra ottocentesca e dei suoi dintorni è resa molto bene e fa da perfetta cornice alla storia, come sempre del resto nei romanzi di quest'autrice.
Ora non mi resta che apettare che arrivi in Italia la storia di Peregrine e Olivia, ultimo capitolo della serie!
 

martedì 2 ottobre 2012

I silenzi degli innocenti, di Giovanni Fasanella e Antonella Grippo

Anno di pubblicazione:


Dal sito Rizzoli:

Sono le vittime di trent’anni di violenza, da Piazza Fontana a oggi.
Dopo anni di silenzio, la parola finalmente a loro:
a chi non ha mai avuto modo di raccontare la verità.

"A volte arrivo a pensare che quello che fecero durante gli anni di piombo è assai meno devastante di quello che stanno facendo oggi per occultare la verità. E quello che fa ancora più rabbia, è che lo fanno con gli strumenti di quello stesso potere che ieri volevano abbattere con le armi."
Giovanni Berardi, figlio di Rosario, ucciso dalle Br

Le stragi nere di Piazza della Loggia e del treno Italicus. Le persone rapite, gambizzate, giustiziate dal terrorismo rosso. Il massacro alla stazione di Bologna... Tutto viene raccontato attraverso le parole di chi era lì e si è salvato per miracolo. Questo è un libro costruito sui silenzi, sulla memoria, sull’intollerabilità di certi ricordi: dà voce a chi non l’ha mai avuta. Perchè finora hanno parlato i protagonisti negativi degli anni di piombo. Le vittime e i loro familiari sono stati invece dimenticati. Leggere le loro storie e le loro verità fa male ed emoziona.



Questo libro rappresenta,a mio avviso, una delle più toccanti testimonianze riguardo gli anni di piombo; le persone intervistate sono parenti di vittime o sopravvissuti  di stragi, attentati, gambizzazioni e agguati di vario tipo. Non si fa alcuna differenza di colore, nessuna differenza tra fascisti e BR; perché il punto comune da cui si parte(e che, a mio avviso, non viene mai ribadito abbastanza) è che il terrorismo non ha colore politico, che non è divisibile tra “ideologia più giusta o meno giusta…il terrorismo è odio verso l’altro, è sofferenza, è morte, è condannare intere famiglie all’ergastolo del dolore.
Di alcuni degli intervistati,come Manlio Milani (marito di Livia Bottardi Milani, vittima della strage di Piazza della Loggia il 28 maggio 1974) e Benedetta Tobagi (figlia del giornalista Walter Tobagi) avevo già letto molti scritti- in particolare trovate qui la recensione del libro della Tobagi COME MI BATTE FORTE IL TUO CUORE- di altre persone invece sapevo poco o nulla.
Non sapevo nulla ad esempio di Maurizio Puddu, sopravvisuto a un agguato delle BR e fondatore dell’associazione nazionale vittime del terrorismo; o di Ilaria Caldarelli, che a 14 anni sopravvisse alla strage del treno Italicus (4 agosto 1974).
Le testimonianze più toccanti a mio avviso sono quelle di Lia Serravalli, che nella strage di Bologna (2 agosto 1980) perse due figlie – Patrizia di 18 anni e Sonia di 7- e la sorella Silvana; quella di Silvana Perrone e Mariella Mafi, mogli di due giovani poliziotti uccisi a poca distanza l’uno dall’altro,  o quella di Adriano Sabbadin,  figlio di Lino Sabbadin, un macellaio ucciso da Cesare Battisti nel 1979 come punizioni per aver reagito a un tentativo di rapina.
Un viaggio nel dolore, nella rabbia, nella delusione di vedere come spesso le vittime e le loro famiglie vengono dimenticate mentre viene data voce e spazio pubblico ai carnefici: significativi gli sfoghi della moglie di Fausto Dionisi, ucciso dal terrorista Sergio D’elia, a proposito dell’elezione dell’assassino di suo marito in Parlamento nel 2006, o di Antonio Iosa, gambizzato dalle Br nel 1980 e che da allora ha dovuto convivere con il dolore di una pallottola conficcata nella gamba, afforntando una cinquantina di operazioni, che si è sentito dire che è un uomo senza cuore perché non perdona Prospero Gallinari, uno dei brigatisti che lo ferirono….
Dal punto di vista emotivo un libro molto pesante, per l’enorme carico di  sofferenza comunque mitigata dal ricordo delle figure degli uccisi, certamente importante per chi è interessato ad approfondire la tematica degli anni di piombo.