martedì 18 settembre 2012

Seduzione, di Amanda Quick

Titolo Originale:  Seduction

Prima pubblicazione anno:  1990


Ambientazione: Inghilterra,primi ‘800

La giovane Sophy  riceve la proposta di matrimonio da Julian, conte di Ravenwood, uomo con fama di  essere enigmatico e chiuso, soprattutto a causa del suo disgraziato primo matrimonio con la misteriosamente defunta e squilibrata Elizabeth. Ma nonostante qualsiasi ragazza di campagna di una certa età come lei ringrazierebbe il cielo per una simile occasione, la nostra Sophy, donna con interessi letterari e grande intenditrice di erbe, non ha nessuna intenzione di lasciarsi sopraffare dalla realtà matrimoniale di molte altre donne: perciò proprone al marito un curioso patto in cui lui si impegna in tre cose:
1- lasciare amministrare liberamente i proprio beni personali alla moglie;
2- Non limitare in alcun modo le sue letture;
3- Soprattutto, rinunciare ai rapporti coniugali per tre mesi:
Il conte accetta, convinto di aver a che fare con una malleabile ragazzina  di cui non tenere troppo conto, soprattutto per il terzo punto, quello che gli preme di più: ma da subito si accorge che Sophy è ben determinata a  vedere rispettato l’accordo. Le vicende coniugali dei due si intrecciano con un giallo che è alla base di tutte le paure di Sophy riguardo all’amore, e che riguarda la vicenda di Amelia, la sorella della contessa, suicidatasi qualche anno prima dopo che il suo amante l’aveva abbandonata incinta. Sophy è decisa a trovare il misterioso seduttore per vendicare la sorella, e gli unici indizi che ha sono due : era l’amante della precedente contessa e un  misterioso anello con uno strano simbolo….



Una costante che ho finora notato nei romanzi di Amanda Quick è l’originalità delle sue eroine: donne intelligenti, determinate, con un gran senso dell’indipendenza e sicuramente antenate delle femministe nello percorrere il cammino verso la parità dei sessi. Sophy non fa certo eccezione: se non bastasse l’accordo prematrimoniale, che nel corso della storia scatenerà divertenti e intriganti situazioni tra i due sposi, leggete l’episodio che riguarda il duello…davvero spassoso e allo stesso tempo interessante in quanto permette di capire a fondo il pensiero della protagonista e la sua coerenza con esso. Ma Sophy conquista anche per la sua imperfezione: quel suo avere sempre qualcosa fuori posto ( un nastrino pendente, una piuma rotta sull’acconciatura), la sua capacità di mettersi in situazioni complicate o imbarazzanti, la paura di lasciarsi andare all’amore dovuta al ricordo della brutta esperienza riguardante la sorella…insomma penso che molte di noi potranno ritrovarsi in lei, e per questo seguire ancora più volentieri le sue vicissitudini nel romanzo..
Julian, conte di Ravenwood, è invece il tipico eroe dei romance: duro, segnato da un primo matrimonio terribile, ha fatto tesoro delle esperienze passate ed è deciso a non lasciarsi più andare ai sentimenti e a dominare sulla situazione matrimoniale: proprio per questo suo carattere rende divertente il vedere Sophy gli renda involontariamente movimentata la vita, trascinandolo nelle situazioni più impensabili!
E ancor più divertente e coinvolgente è il racconto dell’opera di seduzione reciproca dei due personaggi. E per finire altra nota curiosa: la Quick è l’unica autrice che abbia conosciuto finora che nei suoi romanzi introduca il tema di storie d’amore saffiche…a meno che non abbia male interpretato io la coppia formata dalla zia di Julian e dalla sua amica...
!

2 commenti:

  1. I bei tempi di Amanda Quick! Poi ha iniziato a scrivere cose noiosissime e ripetitive, vedi i Vanza...

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  2. Sai che è davvero tanto che non leggo nulla di suo?
    a dire la verità, è tanto che no leggo un Rm di qualsiasi tipo.
    a cosa alludi, a una serie?

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