lunedì 24 settembre 2012

L'inarrestabile Sophy, di Georgette Heyer

Titolo originale: The great Sophy

Prima pubblicazione: 1950


Ambientazione: Inghilterra,1800
.
Sir Horace Stanton Lacy, in partenza per il Brasile, chiede alla sorella Lady Ombersley di occuparsi della figlia Sophy durante la sua assenza. La gentildonna accetta volentieri, ma sin dal suo arrivo a casa delgi zìì è chiaro che l’intraprendente e intelligentissima Sophy è perfettamente in grado di prendersi cura non solo di sé stessa ma anche degli altri, la sua attività preferita.
E a Ombersley Park i problemi sono molti:la giovane Cecilia che rifiuta di sposare l’innamorato Lord Chalbury perché invaghitasi di un poetuncolo, il giovane Hubert nei guai a causa dei debiti contratti con un usuraio…il tutto ricade sulle spalle di Charles, il figlio maggiore, fidanzato con l’insopportabile signorina Wraxton, che oberato dalle gravi responsabilità reagisce stizzito alle intromissioni della stravagante quanto affascinante cugina.Ma Sophy sa prendersi cura anche dei suoi affari, oltre che di quelli degli altri…



E finalmente, dopo tanto averne sentito parlare e aver avuto i più disparati consigli a destra e a manca, ho letto un romanzo della celeberrima Georgette Heyer!
Dopo tante lodi sperticate, devo dire che le aspettative erano sicuramente piuttosto alte, e non sono rimasta delusa:l’autrice scrive con uno stile che ricorda molto quello di Jane Austen, ironico e frizzante.In questo particolare romanzo ho notato che la protagonista, Sophy, ricorda molto Emma ( la protagonista dell’omonimo romanzo della Austen), solo un poco meno ingenua e presuntuosa; come la sua celebre antenata,il suo passatempo preferito è ficcare il naso negli affari degli altri, ma non per curiosità bensì perché ci sono talmente tanti guai che qualcuno dovrà pur risolverli…e lei ama appunto questo:aiutare gli altri a risolvere i loro guai.E così la vediamo all’opera con i cugini,la cui finora tranquilla esistenza in realtà nasconde profonde incomprensione e inquietudini, sintomo a volte di scarsa fiducia tra essi.E Sophy capisce tutto e riporta la pace,imperturbabile davanti ai rimproveri del cugino Charles, un giovane che inzialmente sembra perfino “ingessato”nel suo ruolo di capofamiglia;poi pian piano sotto alla sua scorza seria e impassibile scopriamo un animo aperto e generoso,reso apparentemente severo dalle dure responsabilità di cui è gravato;la ventata di freschezza e gioia nella sua vita la porta proprio l’ultima persona che avrebbe immaginato, cioè Sophy.I duetti tra i due, con lei ironica e fintamente ingenua e lui serioso e brontolone, sono la cosa più godibile del romanzo, che comunque ha molte altri momenti divertenti:come non ridere per esempio, tutte le volte che appare inscena il poetuncolo Augustus, che vive in una realtà tutta sua e si aggrega entusiasta alle iniziative altrui, senza capire mai che lo considerano di troppo?O leggendo delle ansie di cui è preda la povera Lady Ombersley per ogni mossa di figli e nipote?E come non rimanere ammirati dall’intelligenza e arguzia di Sophy?
nsomma un romanzo divertente e godibilissimo, scritto in modo elegante e scorrevole.Da non perdere!

4 commenti:

  1. Io vado matta per questo romanzo, assieme alll'altra grande creazione di Georgette Heyer che è "Venetia".
    Di quest'autrice ho letto quasi tutto ciò che è disponibile in italiano (in inglese non è proprio agevole da leggere) e non me ne sono mai stancata.
    Ne avevo anche fatto le relative recensioni, ma stavano nel BOOKSNOTES, qual blog che adesso non esiste più perché Splinder è stato dismesso.
    Sophy è molto meglio di Emma! ha più verve, a mio parere, anche se non fa meno "danni"...

    RispondiElimina
  2. io non amo molto la Heyer. Ultimamente hanno ripubblicato questo libro e l'hanno anche molto pubblicizzato. Belle come sempre le tue recensioni

    RispondiElimina
  3. @LadyJAck: non mi sarei mai aspettata che tu fossi un'amante della Heyer, so che le storie "rosa" non ti piacciono, anche se è vero che questa è di un genere un po' diverso.
    Mi sorprendi....!


    @Aghi: a dire la verità nemmeno io , opo questo romanzo, ho letto più nulla di suo. mi ha preso per una volta ma non cosi tanto da volerci riprovare.

    RispondiElimina
  4. Le storie rosa in effetti non sono nelle mie corde, ma Georgette è miglia e miglia al di sopra del genere.
    I suoi sono romanzi pseudo-storici allegri e briosi, intelligenti e molto divertenti.
    Voglio dire che le storie d'amore ci sono - e in genere sono anche parecchio complicate - però non esauriscono il valore della narrazione e oltretutto non sono mai banali.
    Comunque, sono lieta di averti sorpreso!

    RispondiElimina