sabato 22 settembre 2012

La sposa del fiume, di Jonis Agee

Titolo originale: The river wife

Anno di pubblicazione: 2007




Negli anni ’30 la giovane Hedie,novella sposa di Clement Ducharme,va al vivere col marito a Jacques Landing,l’antica dimora di famiglia.Qui trova i diari delle donne che l’hanno preceduta, a partire da Annie, la prima moglie di Jacques Ducharme, il fondatore della dinastìa;leggendoli Hedie viene a conoscenza non solo della storia della famiglia ma anche dell’esistenza di un favoloso tesoro che da generazioni viene cercato, e che sempre più pare portatore di una strana maledizione di cui, nonostante le disgrazie,nessuno ha ancora preso in considerazione…



 

Per fare questa recensione stavolta potrei benissimo utilizzare un grafico: prima parte splendida;seconda parte cosi così;ultima parte…il crollo totale.
Come dicevo il libro è suddiviso in tre parti, di cui però l’ultima(quella ambientata nel presente della protagonista Hedie)si intreccia inevitabilmente con le altre due,quelle ambientate nel passato.La prima parte è quella che riguarda la storia d’amore tra Jacques Ducharme e Annie Lark, sua prima moglie, l’unica donna che egli abbia veramente amato, nonostante a quanto pare ne abbia avute a bizzeffe.Una storia stupenda ed emozionante come poche, merito anche di due protagonisti forti che non solo rimangono impressi nella mente e nel cuore, ma che sembrano uscire dalle pagine del romanzo e vivere di vita propria.
Jacques è un cacciatore di taglie forte, ambizioso, crudele al limite della spietatezza, eppure capace anche di gesti nobili e sentimenti profondi, insomma un personaggio indimenticabile. E altrettanto si può dire di Annie, un personaggio più lineare ma comunque forte, una giovane donna sopravvissuta a un terribile doppio trauma, quello del terremoto che l’ha sepolta sotto la propria casa ( dal quale è stata salvata da Jacques)e quello di essere stata abbandonata dalla sua stessa famiglia, che non ha fatto il minimo tentativo per salvarla sebbene sapessero che era ancora viva(devo dire che, tra tutte le disgrazie del romanzo, questa è quella che mi ha più sconvolto, insieme alla morte della bambina e a quella di Annie).
La loro storia purtroppo si interrompe tragicamente su questa terra, non così la storia dei Ducharme, che continua attraverso le altre donne che hanno lasciato un segno nella vita di Jacques:la schiava Omah, sua compagna di scorrerie, l’avida seconda moglie Laura e la loro figlia Maddie, madre di Clement.Tutte accomunate dal destino di essere “spose del fiume”, discendenti ideali di Annie, legate a doppio filo all’uomo che domina la loro vita e il loro destino.
E qui partono i dubbi sulla seconda parte: che Jacques rimasto vedovo si cerchi altre donne ci sta,per carità:ma l’autrice calca un po’ troppo sulla sua descrizione fisica, descrivendolo in alcune parti addirittura “vecchio come Matusalemme”, per rendere credibile il fascino con cui strega donne molto più giovani di lui(posto che comunque Laura è attratta soprattutto dai suoi soldoni…).Alla fine Jacques diventa un poco la caricatura di sé stesso, a forza di voler sottolineare il suo carisma piuttosto che lasciare al lettore la capacità di immaginarlo.Oltretutto la seconda parte appare un poco più spenta, seppur interessante e caratterizzata dalla presenza di due forti figure femminili come Laura e Omah.
E arriviamo così alla terza parte:altro che il crollo della Borsa! Massima delusione non solo per un finale aperto un poco scontato(oramai lo avevamo capito da un pezzo che in quella famiglia c’era qualcosa che non andava…), ma per una trama priva di fascino che però soleva molti interrogativi che vengono lasciati in sospeso in maniera del tutto ingiustificata.Lasciando appunto nel lettore un senso di incompletezza molto profondo, determinato anche dal poco appeal dei personaggi di Hedie e Clement, davvero delle sbiadite figurine al confronto dei loro predecessori(pur con tutta l’umana solidarietà per la poverina, che si trova coinvolta in qualcosa di molto più grande di lei).
peccato, perchè l'autrice scrive molto bene e sa interessare il lettore fino all'ultima pagina.
Consiglierei comunque di leggerlo, se non altro per la prima parte.

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