sabato 29 settembre 2012

Sweeney Todd, il diabolico barbiere di Fleet Street, di Anonimo



Titolo originale: Sweeney Todd- the demon barber of Fleet Street

Anno di Pubblicazione: probabilmente primi '800

Ambientazione:Londra, fine '700 circa

Nella Londra di fine ‘700 accadono fatti strani: soprattutto, strane sparizioni di persone che non vengono mai più ritrovate.
Ogni caso sembra slegato dagli altri, eppure per lungo tempo nessuno fa caso all’unico punto in comune: tutti gli scomparsi sono stati visti per l’ultima volta in Fleet Street.
Che è la via dove il barbiere Sweeney Todd tiene la sua bottega e dove la signora Lovett gestisce un negozio famoso per le tortine con ripieno di carne…




Probabilmente conoscerete il famoso musical del 2008 di Tim Burton, con protagonista Johnny Depp.
Il musical è ispirato a questo libro, uscito per la prima volta in Italia dopo il successo del film, ma che in Inghilterra è considerato uno dei classici dell’horror – gotico( stile Ann Radcliffe, per intenderci)  che servirono come apripista per l’intera letteratura dell’orrore dei secoli seguenti, da “Dracula” in poi.
L’ispirazione burtoniana è molto libera, la storia originale di Todd è totalmente diversa da quella del film: qui Sweeney è un mostro crudele e diabolico senza giustificazione alcuna e senza alcun tipo di sentimenti che non solo uccide clienti ma tortura, sia fisicamnte che psicologicamente, il povero aiutante Toby (personaggio chiave la cui ribellione sofferta metterà in moto la “macchina” che porterà allo scoperto i crimini del barbiere e salverà anche gli altri personaggi). Un serial killr ante –litteram che non solo fu ispirato da fatti realmente avvenuti della Londra settecentesca, ma che a sua volta è stato ispiratore e capostipite di quasi tutti i personaggi più famosi di questa categoria nella letteratura horror; da Dracula al terribile IT di Stephen King o ad Hannibal Lecter,c’è  molto più che un rimando a Sweeney Todd in ognuno di questi personaggi.
La Londra dell’epoca è ben lontana dai fasti, dai balli, dalle ricche case che si leggono in molti romanzi; qui tutto si svolge nei bassifondi, dove tutto, anche l’aria che si respira, è nero, maleodorante, sporco, impregnato di sudiciume; persino l’umanità che vi si muove, a volte, risulta contagiata da questo squallore, dal quale comunque è possibile scappare, come alla fine riesce a fare Toby. Certamente notevole il modo di descrivere non solo il giallo che ruota attorno a un marinaio e una collana di perle (vero filo conduttore della storia), ma anche lìatmosfera macabra e orrorifica del seminterrato della signora Lovett, dove chi entra può uscire in un solo modo.Per quanto riguarda questo personaggio,nel libro ha un ruolo molto marginale rispetto a quello del film, anzi: la si vede pochissimo e solo nelle ultime pagine, tutto ciò non la diminuisce come complice di Sweeney nei suoi crimini.
Certamente un libro che consiglierei agli amanti dell’horror, in quanto “pietra miliare” del genere; consigliato in ogni caso, è un classico rimasto in omra e da riscoprire.

mercoledì 26 settembre 2012

Io e la scrittura- parte I



Oggi voglio parlarvi di una delle mie passioni : la scrittura.
Di solito parlo molto della lettura e del cinema, non altrettanto della scrittura, visto che questa solitamente va a toccare corde un pochino intime e non sempre facili da spiegare.
Prima di tutto precisiamo che non state leggendo uno sconosciuto genio incompreso: scrivo perché mi piace, mi è sempre piaciuto così come mi è sempre piaciuto leggere, ma non ho mai fatto leggere le mie “opere” a nessuno; ho troppa paura che qualcuno, non capendo l’importanza che hanno per me, al di là del loro certo inesistente valore letterale. Perché per me l’emozione di vedere una storia scritta da me nero su bianco, soprattutto nel periodo della mia adolescenza solitaria, davvero non ha ami avuto prezzo; posso dire che è una delle cose che più mi hanno emozionato e reso felice, forse pari a un innamoramento.
Da piccola i miei giorni preferiti erano il giovedì, perché a scuola avevamo il tema settimanale, e il sabato, perché avevamo la biblioteca di classe, ovvero potevamo scegliere un libro da leggere, e lavorare su esso, ovvero:scheda informativa(titolo, autore, edizione ecc), poi la trama e in seguito il nostro commento personale.
Già da piccola poi inventavo storie (non scritte)in cui davvero succedeva di tutto: posso dire che probabilmente sono stata precursore del genere fanfction, visto che inventavo storie sui miei cartoni preferiti, fiabe preferite, storie preferite, tagliando, cambiando, rimaneggiando, aggiungendo personaggi nuovi(tra i quali la sottoscritta J )e addirittura mescolando personaggi di cartoni diversi..non vi dico il divertimento!
Crescendo, la cosa non è passata, anzi, con l’inizio dei miei vari problemi in famiglia e di peso è diventato un rifugio per tutti i miei dispiaceri.
Le mie prime opere scritte sono state due: un canzoniere scritto con le amiche delle medie, dove abbiamo raccolto tutte le canzoni sciocchissime che inventavamo, spesso storpiando canzoni vere, e il dizionario completo del mio cartone preferito dell’epoca, I CAVALIERI DELLO ZODIACO.
In prima superiore il prof d’italiano a fine anno ci diede un tema intitolato: INTERVISTA A …., in cui dovevamo scegliere un personaggio della letteratura, tra quelli che avevamo studiato durante l’anno, e trasformarci in giornalisti intervistandolo, proprio come se fossimo a tu per tu. Nessuna linea guida sulle domande. Io scelsi Nora, la protagonista di CASA DI BAMBOLA di Ibsen. Indovinate chi ebbe il voto più alto, con tanto di tema letto in classe dal prof? :)

Per me fu una sorpresa, mai avrei pensato di poter sperare in un risultato così positivo, soprattutto visto che io avevo 14 anni e Nora è uno dei personaggi a mio avviso più complessi della storia della letteratura..eppure ce la feci, il prof tra l’altro elogiò la mia capacità di cogliere nel segno l’inquietudine della protagonista e la capacità di non giudicare anche il suo gesto estremo di abbandonare i figli( scelta che comunque non mi è mai piaciuto), oltre alla capacità di immaginare, con alcune domande mirate, un possibile futuro di Nora.


E sempre in prima superiore scrissi anche la mia prima opera “lunga”, THE BEATLES-THE STORY, dove anno per anno raccontai la storia del mio gruppo preferito. I capitoli erano dieci, divisi appunto per anni, e ogni anno cominciava con una canzone Beatlesiana di quell’anno.
Il risultato mi lusingò talmente tanto che, passate alla seconda superiore , io e la mia amica Laura inaugurammo una nostra persona rubrica: INTERVISTA CON…, dove praticamente facevamo la stessa cosa del tema, solo che intervistavamo personaggi famosi tra i nostri preferiti. Ci siamo divertite davvero un sacco, ed è un peccato che quelle cose siano andate perse, visto che ora mi piacerebbe rileggerle, a distanza di tanti anni. Per chi si chiedesse che personaggi abbiamo intervistato, ecco alcuni nomi: Tom Cruise (attore preferito della Laura), Fiorello, Eros Ramazzotti (cantante preferito della Laura), Christian Slater(mio attore preferito dell’epoca), Johnny Depp(ovvio, mica poteva mancare!), Winona Ryder, il cast di BEVERLY HILLS 90210 e di MELROSE PLACE, ecc…



Sempre in seconda superiore, precisamente nel gennaio del ’95, scrissi il mio primo racconto: IL VAMPIRO LESTAT, un mio seguito di INTERVISTA COL VAMPIRO, film che mi aveva letteralmente conquistato. Lo scrissi di getto nei giorni seguenti alla visione del film, ed è anche l’unico racconto veramente completo, visto che possiede un titolo e un finale(cosa che invece gli altri non hanno).Sempre in quel periodo cominciai a scrivere le mie recensioni di libri e film (quelli che vedevo quando andavo al cinema), a rileggerle oggi provo tanta tenerezza e nostalgia…
Gli anni della seconda e terza superiore sono stati quelli più “infervorati”dal punto di vista del mio “genio artistico”: ho scritto alcuni racconti, quasi tutti storie d’amore, queste le trame dei principali(in esclusiva straordinaria solo per i lettori di questo blog…rendetevi conto che state partecipando a un’evento  straordinario, visto che in tutti questi anni una sola- e fidatissima!-persona li ha letti, ovvero l’amica Laura di cui sopra!):

1-     E’ un racconto drammatico, un uomo per vendetta e rabbia uccide l’uomo che anni prima aveva stuprato la moglie, e che era stato scarcerato per buona condotta. La giovane coppia fugge col figlioletto attraverso gli Stati Uniti per evitare la cattura del marito…

2-     Ambientato nel ‘600, due giovani di nobile famiglia sono costretti a sposarsi per via appunto del fidanzamento combinato tra i familiari; i due decidono di provare a far funzionare il matrimonio, riuscendoci e innamorandosi;ma poi succede un patatrac…

3-     Nel Montana degli anni ’20 vive una famiglia composta da genitori e due figli; qui si snoda(o meglio avrebbe dovuto essere cosi!)nel corso degli anni una storia familiare, con protagonista principale il figlio maggiore che si innamora della maestra della sorellina…

Ecco, queste le trame dei mie preferiti, quelli oltretutto meglio abbozzati…gli altri, quelli scritti, riscritti, cancellati, buttati, ri-ri-riscritti ecc, non si contano.
Devo dire che scrivendo non mi sono mai ispirata ad alcun scrittore e non ho preso a modello nessuno, anche se in seconda superiore ho desiderato molto scrivere una novella come IL CORPO di Stephen King(quella, per intenderci, da cui è stato tratto il film STAND BY ME). Inoltre sognavo di scrivere qual cosina che si avvicinasse anche in maniera anche lontanissima a VIA COL VENTO e LA CASA DEGLI SPIRITI (ambiziosetta, vero?), ma poi all’atto pratico l’unico mio criterio era scrivere storie che mi piacevano e possibilmente in modo verosimile. Rileggendoli noto che comunque, anche se cercavo il più possibile di delineare atmosfere e personaggi, trascuravo molto i particolari, come per esempio vestiti e aspetto fisico, nonostante avessi ben in mente come erano i miei personaggi, proprio come se li avessi avuti davanti a me in carne e ossa…i problemi principali però sono sempre stati due :trovare il titolo e soprattutto, arrivare alla fine del romanzo. Mi sono talmente persa nei meandri della storia che non ho mai trovato il finale!
Dopo la terza superiore, ho cominciato ad avere il blocco che tutt’ora permane:avevo idee a valanga, ma non riuscivo più a scrivere una riga. Situazione che permane tutt’ora, con mio grande rammarico, perché anche se certamente non pubblicherei nulla, mi sto privando(non volutamente) di una piccola gioia; del resto appena sopra ho parlato delle emozioni provate a scrivere queste storie.

Tiziana

P.S: per quanto riguarda le trame dei miei racconti scritti da ragazzina, di cui ho parlato in questo post, so che fanno sorridere ma sappiate che mi è costato un grandissimo sforzo, praticamente una violenza su me stessa, raccontarvele qui,anche se siete persone che non conosco dal vero.E ‘ stato come mettere in piazza un qualcosa di me di molto profondo, molto più di quanto abbia fatto finora con tante altre cose “reali”.
Quindi per favore, non vi chiedo di dire che sono dei capolavori, ma risparmiatevi eventuali insulti o lapidazioni: come ho detto, so anche io che non sono un granchè, ma sono comunque affezionata loro come fossero dei figlio lini. Ho pensato che il parlarne qui avrebbe potuto aiutarmi a risolvere questo blocco…

Fiori sulla neve, di Kathleen E. Woodiwiss

Titolo originale: Forever in your embrace

Ambientazione: Mosca, 1620


Mosca,1620. Dopo la morte del padre, la contessa Synnovea Zenkovna viene affidata dallo zar Michele alle cure della cugina, principessa Anna. Il viaggio non è dei più tranquilli, visto che la carrozza sulla quale viaggia Synnovea con i suoi viene attaccata da un gruppo di briganti; le cose andrebbero decisamente male per i nostri se uno sconosciuto non intervenisse in loro aiuto, sgominando i banditi.
Come Synnovea ha modo di scoprire in seguito, in circostanze molto particolari, il soccorritore è Tyrone Rycroft, colonnello inglese al che addestra le truppe dello zar. Da subito Tyrone è attratto dalla bella contessa e inizia una corte spietata, da cui lei sfugge impaurita. Infatti il modo in cui viene trattata dall’acida Anna, che la odia e le impone tramite un precettore crudeli umiliazioni per educarla alla modestia, e da suo marito, il libertino principe Alekseij, che tenta in ogni modo di costringerla a cedere alle sue voglie, le fa evitare qualsiasi cosa possa essere motivo di attrito, anche piccolo, con i due.
Ma quando viene promessa in moglie a un anziano principe senza che nemmeno venga chiesto il suo consenso, Synnovea decide di usare l’attrazione di Tyrone per cercare di sventare il matrimonio indesiderato…




Questo romanzo della Woodiwiss mi ha lasciata un po’ perplessa. Non che non mi sia piaciuto per nulla, ma sinceramente sono presenti in modo fastidioso alcune stereotipi, già notati in altri romanzi dell’autrice, che qui però assumono una connotazione gigantesca.
Prendiamo l’eroina: Synnovea è giovanissima, ricchissima, intelligentissima, sensibilissima e soprattutto bellissima(ovviamente…); insomma tutta “issima”, un esemplare più unico che raro.
La sua bellezza è talmente unica che tutti gli uomini presenti nel romanzo, da Tyrone allo sconosciuto che la incrocia per strada, rimangono letteralmente stregati, a tal punto da non pensare ad altri che a lei.I due esempi più eclatanti sono quello dei sette figli del principe Vladimir, che tutte le volte che si trovano a tu per tu con al bella contessina non possono fare a meno di azzuffarsi per ottenere la sua attenzione.Ovvio che tutti, e dico tutti, i maschi della storia abbiano come unico scopo segreto quello di portarsela a letto…ma chi è, Miss Mondo?!
Anche perché Synnovea non è che risulti propriamente simpaticissima: il modo e la disinvoltura con cui concepisce e porta avanti il piano in cui usa Tyrone per i suoi scopi è piuttosto sconcertante e odioso per una che viene presentata a ogni pagina come un modello di virtù; anche la motivazione che adduce per tale opera, ovvero il voler evitare un matrimonio che le precluderebbe le gioie dell’amore, non basta a mio avviso, anche se magari è comunque abbastanza comprensibile..forse sono troppo rigida io!
Molto meglio Tyrone, il tipico maschio alfa stile Woodiwiss, bellissimo, bravissimo e irresistibilmente attratto dall’eroina, che però nel momento in cui scopre l’inganno, non si dimostra poi così fesso, anche se la tentazione è sempre forte: prova repulsione per una donna che l’ha ingannato così crudelmente(così come già gli era successo con la prima moglie, ora defunta), e giustamente il suo rancore è talmente forte da respingerla nei primi tempi del loro matrimonio.
Essendo una romance, è chiaro che alla fine nonostante tutto i due vivranno felici e contenti, e quindi lui la perdonerà; ma il percorso attraverso cui si giungerà a ciò non è così scontato, sebbene il sospetto che sia un po’ troppo “facilone” è fortissimo.
per quanto riguarda i personaggi secondari, ovviamente i cattivi(qui davvero insopportabili) sono pure brutti e grassi, mentre i buoni sono sempre bellissimi....un poco squallido no?
lascimo perdere i vari strusciamenti e posizioni accidentalmente compromettenti cui Synnovea si abbandona (sempre innocentemente, eh...)in modo un po' troppo sospetto per una vergine di buona educazione che non ha nemmeno idea di come sia fatto un uomo o di cosa succeda tra marito e moglie in camera da letto.Ma, in fondo, alla lunga quesi particolari sono pure divertenti.
Il romanzo è scritto nel tipico stile scorrevole, avventuroso e sensuale che ha caratterizzato i romanzi dell’autrice, e che gran merito ha nel riuscire a invogliare il lettore fino alla fine del libro.Quindi un libro che comunque vale la pena di leggere o provare a farlo, specie se si è fan dell’inimitabile Kathleen.

lunedì 24 settembre 2012

L'inarrestabile Sophy, di Georgette Heyer

Titolo originale: The great Sophy

Prima pubblicazione: 1950


Ambientazione: Inghilterra,1800
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Sir Horace Stanton Lacy, in partenza per il Brasile, chiede alla sorella Lady Ombersley di occuparsi della figlia Sophy durante la sua assenza. La gentildonna accetta volentieri, ma sin dal suo arrivo a casa delgi zìì è chiaro che l’intraprendente e intelligentissima Sophy è perfettamente in grado di prendersi cura non solo di sé stessa ma anche degli altri, la sua attività preferita.
E a Ombersley Park i problemi sono molti:la giovane Cecilia che rifiuta di sposare l’innamorato Lord Chalbury perché invaghitasi di un poetuncolo, il giovane Hubert nei guai a causa dei debiti contratti con un usuraio…il tutto ricade sulle spalle di Charles, il figlio maggiore, fidanzato con l’insopportabile signorina Wraxton, che oberato dalle gravi responsabilità reagisce stizzito alle intromissioni della stravagante quanto affascinante cugina.Ma Sophy sa prendersi cura anche dei suoi affari, oltre che di quelli degli altri…



E finalmente, dopo tanto averne sentito parlare e aver avuto i più disparati consigli a destra e a manca, ho letto un romanzo della celeberrima Georgette Heyer!
Dopo tante lodi sperticate, devo dire che le aspettative erano sicuramente piuttosto alte, e non sono rimasta delusa:l’autrice scrive con uno stile che ricorda molto quello di Jane Austen, ironico e frizzante.In questo particolare romanzo ho notato che la protagonista, Sophy, ricorda molto Emma ( la protagonista dell’omonimo romanzo della Austen), solo un poco meno ingenua e presuntuosa; come la sua celebre antenata,il suo passatempo preferito è ficcare il naso negli affari degli altri, ma non per curiosità bensì perché ci sono talmente tanti guai che qualcuno dovrà pur risolverli…e lei ama appunto questo:aiutare gli altri a risolvere i loro guai.E così la vediamo all’opera con i cugini,la cui finora tranquilla esistenza in realtà nasconde profonde incomprensione e inquietudini, sintomo a volte di scarsa fiducia tra essi.E Sophy capisce tutto e riporta la pace,imperturbabile davanti ai rimproveri del cugino Charles, un giovane che inzialmente sembra perfino “ingessato”nel suo ruolo di capofamiglia;poi pian piano sotto alla sua scorza seria e impassibile scopriamo un animo aperto e generoso,reso apparentemente severo dalle dure responsabilità di cui è gravato;la ventata di freschezza e gioia nella sua vita la porta proprio l’ultima persona che avrebbe immaginato, cioè Sophy.I duetti tra i due, con lei ironica e fintamente ingenua e lui serioso e brontolone, sono la cosa più godibile del romanzo, che comunque ha molte altri momenti divertenti:come non ridere per esempio, tutte le volte che appare inscena il poetuncolo Augustus, che vive in una realtà tutta sua e si aggrega entusiasta alle iniziative altrui, senza capire mai che lo considerano di troppo?O leggendo delle ansie di cui è preda la povera Lady Ombersley per ogni mossa di figli e nipote?E come non rimanere ammirati dall’intelligenza e arguzia di Sophy?
nsomma un romanzo divertente e godibilissimo, scritto in modo elegante e scorrevole.Da non perdere!

Novità in libreria


ESCE IN LIBRERIA  PIU’ ALTO DEL MARE, di Francesca Melandri, EDIZIONE RIZZOLI

L’Isola si scorge da lontano. Il mare ha il colore del verderame, la macchia tutt’intorno emana un profumo speziato, i raggi del sole, anche ora che l’estate è finita, scaldano i pochi passeggeri arrivati con la motonave. Tra loro ci sono Luisa, gambe da contadina e sguardo tenace, e Paolo, ex professore di filosofia con un peso nel cuore. Salgono su un furgone, senza smettere di fissare le onde. Quella bellezza però non li culla, li stordisce. Non sono in vacanza. Sono diretti al carcere di massima sicurezza dell’Isola: lei, oltre il vetro del parlatorio, vedrà un marito assassino, lui un figlio terrorista. Ogni volta le visite acuiscono il senso di lutto che li avvolge. E sono soli nel dolore: siamo alla fine degli anni Settanta e per loro non ci può essere pietà pubblica. Il maestrale li blocca sull’Isola dove li scor ta Nitti, un agente carcerario che cela un’inaspettata verità. Dopo il loro incontro, le esistenze di Paolo e Luisa non saranno più le stesse.




ESCE IN LIBRERIA ORA CHE RICORDO ANCORA di Matteo Dendena , EDIZIONE

Il libro, ricostruisce la vita ed il ruolo pubblico di Francesca Dendena, figlia di Pietro, vittima della strage di Piazza Fontana in data 12 dicembre 1969. Quel giorno segnò per sempre la vita di Francesca e della sua famiglia e quella giornata sancì l’inizio dell’impegno di Francesca per ricercare la verità e la giustizia dovute alle vittime della strage e alle loro famiglie. Nella prima parte del libro si racconta il ruolo pubblico di eroe civile di Francesca, mentre la seconda parte del libro è composta dai ricordi privati scritti dai famigliari di Francesca, al fine di rendere completa la descrizione della sua persona.

 







ESCE IN LIBRERIA  LA LISTA DEI DESIDERI DIMENTICATI, di Robin Gold, EDIZIONE GARZANTI

Ricordi i tuoi sogni di bambina? Clara da piccola ha scritto una lista per non dimenticarne nessuno. Nuotare con i delfini, trovare una cura per gli attacchi cardiaci, diventare insegnante, prendere un cucciolo, imparare l'alfabeto Morse, trovare il vero amore… Una lista dimenticata che Clara credeva di aver perso, ma che adesso stringe tra le mani per la prima volta dopo anni. Gliel'ha spedita la sua maestra delle elementari, è stata lei a custodirla per tutto questo tempo. Adesso che Clara ha perduto tutto, quei piccoli sogni sono l'unica àncora a cui aggrapparsi anche se sembrano impossibili. Eppure sono l'unico modo per farle ritornare il sorriso. Clara decide impulsivamente di realizzare tutti i suoi desideri di bambina, uno dopo l'altro, perché dentro di sé sa che non ha alternative per guarire le ferite del suo cuore. Molti sogni sembrano irrealizzabili o semplicemente inconcepibili. Come può rimpiazzare il vaso rotto della madre del suo vecchio amico Lincoln, se si è trasferito con la sua famiglia da più di vent'anni senza che se ne sapesse più nulla? Per non parlare del trovare il vero amore: dopo tutto quello che è successo, è impensabile. Ma a ogni traguardo raggiunto Clara scopre un pezzo in più della vera sé stessa. E in una girandola di imprevisti e incontri inaspettati, capisce anche che cercare la donna che avrebbe voluto essere da piccola potrebbe riservarle dolci sorprese... Un romanzo che in pochi giorni si è rivelato uno dei fenomeni letterari più discussi di tutta l'America. La lista dei desideri dimenticati ha subito conquistato i lettori, che si sono scatenati nella condivisione delle loro liste di desideri. Con delicatezza e una sensibilità fuori dall'ordinario, Robin Gold ci narra una storia di perdita e di coraggio, di sogni infranti e di nuovi inizi. Perché l'amore può guarire ogni ferita. Basta crederci.

sabato 22 settembre 2012

Denti bianchi, di Zadie Smith

Titolo originale: White Theet

Anno di pubblicazione: 2000

Ambientazione: Inghilterra, dagli anni '50 ai primi anni '80.



Archie e Samad sono amici dai tempi della guerra:il primo è inglese, il secondo bengalese e fortemente attaccato alle tradizioni del suo Paese.
Dopo molti anni di lontananza, i due si reicontrano, ormai in età matura: Archie è sposato con Clara, una ragazza con quasi trent’anni di meno, e anche Samad ha una moglie molto iù giovane di lui, Alsana Negli anni a venire,  il legame tra le due famiglie si farà sempre più stretto anche grazie alle vicissitudini che coinvolgeranno i loro figli: i gemelli Manjit e Millat (figli di Samad e Alsana) e Iris (figlia di Archie e Clara), che si troveranno a vivere tra gli anni ’60 e ’70, epoca di grandi stravolgimenti culturali e tradizionali…



Ho letto questo romanzo a scatola chiusa, non avendo mai sentito prima parlare della sua autrice; devo dire che non mi è piaciuto molto, nonostante tratti un periodo- quello degli anni ’60 e ’70- che mi piace particolarmente.
Da subito, i due protagonisti maschili mi sono letteralmente scivolati di dosso, rimasti completamente indifferenti, forse volutamente rappresentati come due uomini comuni ma “troppo comuni”, anche a sé stessi e a chi gli sta vicino; un po’ meglio con le due donne, Clara e Alsana, che si ritrovano per motivi diverse sole in un società “diversa” e quindi diventano amiche dapprima per forza; molto meglio i loro figli, soprattutto Iris, una ragazza prima e giovane donna poi alla perenne ricerca di un proprio equilibrio e di una propria identità, che troverà alla fine ma certo dopo un percorso di accettazione di sé stessa, dei propri familiari e delle proprie origini non certo facile.
L’inserimento, all’interno della storia, di una terza famiglia inglese che, per vari motivi e avvenimenti, interagirà con le altre due, costituisce una simpatica variante che completa la storia, ma nonostante ciò il romanzo appare sempre troppo lungo, troppo dispersivo, troppo inconcludente.
L’autrice non scrive male, ha uno stile scorrevole e comprensibile, le tematiche trattate sono interessanti (la rivoluzione culturale di un paese, lo scontro generazionale rra pafri e figli e tra culture diverse, le difficoltà di adattamento degli stranieri o di chi ha origini non britanniche ecc…), nonostante ciò il romanzo mi ha lasciato solo un forte senso di noia, forse dovuto alla troppa carne al fuoco effettivamente presente.

La sposa del fiume, di Jonis Agee

Titolo originale: The river wife

Anno di pubblicazione: 2007




Negli anni ’30 la giovane Hedie,novella sposa di Clement Ducharme,va al vivere col marito a Jacques Landing,l’antica dimora di famiglia.Qui trova i diari delle donne che l’hanno preceduta, a partire da Annie, la prima moglie di Jacques Ducharme, il fondatore della dinastìa;leggendoli Hedie viene a conoscenza non solo della storia della famiglia ma anche dell’esistenza di un favoloso tesoro che da generazioni viene cercato, e che sempre più pare portatore di una strana maledizione di cui, nonostante le disgrazie,nessuno ha ancora preso in considerazione…



 

Per fare questa recensione stavolta potrei benissimo utilizzare un grafico: prima parte splendida;seconda parte cosi così;ultima parte…il crollo totale.
Come dicevo il libro è suddiviso in tre parti, di cui però l’ultima(quella ambientata nel presente della protagonista Hedie)si intreccia inevitabilmente con le altre due,quelle ambientate nel passato.La prima parte è quella che riguarda la storia d’amore tra Jacques Ducharme e Annie Lark, sua prima moglie, l’unica donna che egli abbia veramente amato, nonostante a quanto pare ne abbia avute a bizzeffe.Una storia stupenda ed emozionante come poche, merito anche di due protagonisti forti che non solo rimangono impressi nella mente e nel cuore, ma che sembrano uscire dalle pagine del romanzo e vivere di vita propria.
Jacques è un cacciatore di taglie forte, ambizioso, crudele al limite della spietatezza, eppure capace anche di gesti nobili e sentimenti profondi, insomma un personaggio indimenticabile. E altrettanto si può dire di Annie, un personaggio più lineare ma comunque forte, una giovane donna sopravvissuta a un terribile doppio trauma, quello del terremoto che l’ha sepolta sotto la propria casa ( dal quale è stata salvata da Jacques)e quello di essere stata abbandonata dalla sua stessa famiglia, che non ha fatto il minimo tentativo per salvarla sebbene sapessero che era ancora viva(devo dire che, tra tutte le disgrazie del romanzo, questa è quella che mi ha più sconvolto, insieme alla morte della bambina e a quella di Annie).
La loro storia purtroppo si interrompe tragicamente su questa terra, non così la storia dei Ducharme, che continua attraverso le altre donne che hanno lasciato un segno nella vita di Jacques:la schiava Omah, sua compagna di scorrerie, l’avida seconda moglie Laura e la loro figlia Maddie, madre di Clement.Tutte accomunate dal destino di essere “spose del fiume”, discendenti ideali di Annie, legate a doppio filo all’uomo che domina la loro vita e il loro destino.
E qui partono i dubbi sulla seconda parte: che Jacques rimasto vedovo si cerchi altre donne ci sta,per carità:ma l’autrice calca un po’ troppo sulla sua descrizione fisica, descrivendolo in alcune parti addirittura “vecchio come Matusalemme”, per rendere credibile il fascino con cui strega donne molto più giovani di lui(posto che comunque Laura è attratta soprattutto dai suoi soldoni…).Alla fine Jacques diventa un poco la caricatura di sé stesso, a forza di voler sottolineare il suo carisma piuttosto che lasciare al lettore la capacità di immaginarlo.Oltretutto la seconda parte appare un poco più spenta, seppur interessante e caratterizzata dalla presenza di due forti figure femminili come Laura e Omah.
E arriviamo così alla terza parte:altro che il crollo della Borsa! Massima delusione non solo per un finale aperto un poco scontato(oramai lo avevamo capito da un pezzo che in quella famiglia c’era qualcosa che non andava…), ma per una trama priva di fascino che però soleva molti interrogativi che vengono lasciati in sospeso in maniera del tutto ingiustificata.Lasciando appunto nel lettore un senso di incompletezza molto profondo, determinato anche dal poco appeal dei personaggi di Hedie e Clement, davvero delle sbiadite figurine al confronto dei loro predecessori(pur con tutta l’umana solidarietà per la poverina, che si trova coinvolta in qualcosa di molto più grande di lei).
peccato, perchè l'autrice scrive molto bene e sa interessare il lettore fino all'ultima pagina.
Consiglierei comunque di leggerlo, se non altro per la prima parte.

giovedì 20 settembre 2012

Prequels, sequels e spin off

C’è un’abitudine, una moda direi, che proprio non mi va giù: quella di autori, o pseudo tali, che scrivono e pubblicano libri rimaneggiando libri famosi, alcuni addirittura opere della letteratura.
Credo che sia normale che alcune storie e personaggi vengano tanto amati dai lettori da scatenare “fantasie” in molti di loro; fantasie nel senso che è normale fantasticare su personaggi e storie che abbiamo amato, modificando, togliendo , aggiungendo, prendendo spunto per creare altre storie (le famose fan fiction). La sottoscritta lo fa dalla notte dei tempi: come ho già detto in un altro post; non si contano i cartoni animati, le favole , i personaggi che ho mischiato quando ero piccola, e pure da grande ho continuato…ma questa è una storia di cui parlerò un’altra volta.
Però c’è una bella differenza tra tenere per sé queste storie e pubblicarle come romanzo vero e proprio….
Perché diciamocelo: già un sequel , un prequel o altro è difficile che funzioni se scritto dallo stesso autore dell’originale…ma quando l’autore è diverso, e soprattutto moderno, i risultati sono spesso catastrofici, almeno a mio avviso.
Le storie e i personaggi spesso vengono cambiati, modernizzati( con l’aggiunta delle immancabili scene di sesso, a volte davvero inimmaginabili: ve li immaginate Renzo e Lucia in una scena di questo tipo?Eppure, tranquilli: ESISTE!!!!!), e spesso il risultato è quello di snaturare completamente personaggi e storia, traumatizzando il lettore fedele.
Questo è quello che è successo a me quando sono venuta  a contatto con alcuni di questi esempi di “letteratura. Eccone alcuni:
 
-          del famigerato RITORNO A CIME TEMPESTOSE, ho fatto una recensione piuttosto esauriente che potete leggere qui:


incommentabile!
 
-          il sequel più famoso è probabilmente ROSSELLA di Alexandra Ripley, seguito del mitico VIA COL VENTO  di Margaret Mitchell. Qui devo dire che non è un libro del tutto da buttare, non è scritto malissimo e l’autrice dà nuovo risalto e nuova luce, non improbabili, ad alcuni personaggi trascurati  nell’originale (la sorella di Rhett) o troppo tagliati con l’accetta (Lydia, la sorella zitella di Ashley Wilkes). Certo assistere alla morte della mitica Mamie è uno dei traumi di cui sopra…i personaggi e la storia comunque assomigliano più a una soap che a un romanzo di taglio storico come l’originale. Sbagliatissimo oltretutto farne un film: l’originale è troppo radicato nella cultura di tutto il mondo per avere una minima possibilità di successo.
 
L’ anno scorso è stato pubblicato anche IL MONDO DI RHETT, ovvero la stessa storia vista con gi occhi del protagonista. Punto di vista interessante, ma gli stralci che ho letto mi hanno decisamente allontanato dall’idea di prenderlo in considerazione come possibile lettura.
 
-          uno dei più traumatici esempi di ciò che ho detto sopra è L’IDEALISTA, una specie di prequel di PICCOLE DONNE di Louisa May Alcott. Protagonista è il signor March, padre delle protagoniste, che come ricorderete nel primo libro era assente perché in guerra(la guerra di Secessione del 1865). Ebbene, tale Geraldine Brooks ha avuto l’idea di saziare la nostra eventuale curiosità su cosa facesse Mr March. Non dite: “e cosa volevi che facesse, in guerra?”, perché la risposta non è mica così scontata….e infatti nel romanzo troviamo Mr March che tra le altre cose intreccia una torbida relazione con una schiava nera, fatto che motiva(per l’autrice, teniamo presente!) il suo essere contro la schiavitù.
Già solo questo particolare mi ha fatto abbandonare in tutta fretta il libro sullo scaffale della libreria…
 
 
-          Passiamo a JANE EYRE di Charlotte  Bronte: il romanzo risulta tra quelli che hanno ispirato il maggior numero di sequel, prequel e spin off. Tra questi la sottoscritta ricorda IL GRAN MARE DEI SARGASSI, di Jean Rhys, che narra la storia dal punto di vista di Bertha Mason, la sfortunata moglie di Rochester; va da sé che l’autore dipinga Rochester come un uomo crudele, malvagio e dedito a ogni sorta di perversioni, sia sessuali che non; maltratta talmente la povera Bertha (a cui ha persino cambiato il nome: secondo l’autore, schiaccia la sua identità cambiandole persino il nome, visto che lei si chiamava Antoinette), e in modi talmente sottili e psicologici che è lui a farla diventare pazza. Anzi, a quanto pare il vero pazzo è lui…
 
 
 
-          Altro romanzo che vanta un notevole numero di “rifacimenti” è il mitico ORGOGLIO E  PREGIUDIZIO di Jane Austen. Qui c’è veramente da sbizzarrirsi, c’è n’è davvero di tutti i tipi e per tutti i gusti: ma siccome qui stiamo parlando di quelli negativi…vi delizio!
La palma d’oro va sicuramente a ORGOGLIO, PREGIUDIZIO E ZOMBIE di Seth Grahame Smith: già dal titolo penso che eviterete accuratamente non dico di leggerlo,  ma anche solo di incrociarlo con lo sguardo in libreria…e già dal titolo possiamo intuire fino a che punti si può spingere la mente umana. E il bello è che il libro viene così sponsorizzato sul sito della casa editrice che lo pubblica: “.Questo romanzo ha suscitato l’entusiasmo sia dei neofiti sia dei più fanatici ammiratori della Austen, scalando in breve tempo tutte le classifiche di vendita e imponendosi come il fenomeno editoriale dell’anno”. Certo, se qualcuno è riuscito a concepire una simile versione del romanzo austeniano non mi stupisco che qualcuno abbia concepito una simile pubblicità…permettetemi però di credere che non sia vera, non riesco a immaginare minimamente un solo fan di O&P che si entusiasmi davanti a un simile libro( è una parola grossa , ma non si sa come definirlo altrimenti).
C’è un altro sequel di O&P, di cui non ricordo il titolo, ma che classifico da una sola cosa: Mr Darcy che bestemmia. Inqualificabile!
 
-          Per finire questa carrellata, segnalo il seguito dei PROMESSI SPOSI. Ebbene sì, esiste e l’ho letto molti anni fa; ma la scena di sesso tra Renzo e Lucia mi ha talmente traumatizzata che non ricordo più né il titolo né l’autore. Oltre alla famigerata scena di cui sopra, ricordo solo che nel romanzo si narra delle vicende dei figli dei due protagonisti, che si chiamano tutti Abbondio, Perpetua, Cristoforo, Gertrude…praticamente come i personaggi del romanzo orginale.Ora, si capiscono i primi tre, oltre alla primogenita Maria (nata alla fine del primo libro); ma l’ultima?!cioè questo ha inventato che Renzo e Lucia hanno chiamato una loro figlia col nome di una che è stata loro nemica, in fin dei conti?!
 
 
Se siete giunti alla fine di questo post traumatizzati, disgustati e altro…sappiate che non sempre è così: ci sono anche prequels, sequels e spin off carini e ben fatti, o perlomeno innocui. Ed per consolarvi, che un'altra volta parlerò di questi....

martedì 18 settembre 2012

La stagione dell'arcobaleno, di Lisa Gregory



Titolo orginale: The rainbow season

Ambientazione: Stati Uniti, 1870


 
La tranquilla cittadine di Willow Springs viene improvvisamente scossa dalla notizia che Luke Turner è tornato dopo aver passato ( ingiustamente, ma nessuno gli crede) cinque anni in prigione per stupro.
Il suo ritorno alla vita in città non è certo semplice:oltre all’ingiusta accusa per cui è stato in prigione pesa su di lui il fatto di provenire da una famiglia di ubriaconi fannulloni, per cui quando comincia a cercare un lavoro tutti glielo rifiutano. L’unico a fidarsi di lui è Henry McGown, che vive nella propria fattoria con la moglie e la figlia Sarah; egli lo assume come bracciante e da subito Luke, che ama lavorare, dimostra che la sua fiducia è ben riposta.
Sarah McGowan, la figlia di Henry,è una giovane donna di 25 anni( due più di Luke)dolce e carina, che si occupa con gioia della casa in cui vive coi genitori e spesso anche di quella della sorella maggiore, sposata e con tre bambini. La sua apparenza maschera però una personalità a tratti inquieta e insoddisfatta: nonostante l’amore che prova per la sua famiglia Sarah, vissuta all’ombra della bellissima sorella, vorrebbe dalla vita qualcosa di più di quel ruolo di simpatica e gentile zitella ormai affibbiatole dalla famiglia e dalla comunità.
Tuttavia la sua esistenza scorre serena e anch’essa come il padre accoglie Luke con affetto e amicizia, al punto che egli ne è doppiamente turbato, non solo per il fatto di sentirsene attratto ma anche per paura di fare qualcosa di sbagliato che possa allontanare da lui le uniche persone che gli hanno dato una seconda possibilità.
All’improvvisa la tragedia:i genitori di Sarah muoiono e lei si ritrova sola, senza la minima idea di come si manda avanti una fattoria, tuttavia decisa a non darsi per vinta. Anche Luke è disperato:dove andrà ora?Il padre di Sarah era l’unico che gli avesse offerto un lavoro;il suo futuro è veramente nero, senonchè, dopo qualche perplessità, i due giovani si accordano per un matrimonio in bianco, al quale entrambi otterranno dei vantaggi:lei potrà rimanere nella sua casa e mandare avanti la fattoria, lui avrà per la prima volta nella sua vita una vera casa e un lavoro sicuro, come tutti.
La loro decisione suscita ovviamente molto scalpore, non è approvata praticamente da nessuno, familiari e concittadini;ma Sarah e Luke, insieme contro tutti, affronteranno ogni difficoltà e durante la storia troveranno molto di più di quello che si aspettavano all’inizio del loro cammino insieme.




La storia narrata in questo romanzo va al di là della solita storia d’amore:è anche la storia del cammino spirituale ed esistenziale dei due protagonisti che, partendo da una situazione di svantaggio particolare( lei considerata una povera zitella, lui ex carcerato)e alleandosi non solo troveranno l’uno nell’altra l’amore, ma riusciranno anche a realizzarsi come individui, vedendo i loro sogni e aspirazioni divenire realtà grazie a un duro lavoro ( anche interiore)senza dover per forza cambiare sé stessi.
Sarah ( che io ho trovato u personaggio davvero splendido)è infatti una tipica donna americana dell’800, ma con sentimenti e inquietudini che possono considerarsi attuali. Vissuta all’ombra della bellissima sorella maggiore viene ormai considerata una scialba zitella, e costretta perciò a sopportare i tentativi dei familiari di accasarla con un noiosissimo pretendente al solo scopo di vederla sistemata;ma lei ambisce a qualcosa di più di una semplice sistemazione:vuole qualcosa che possa sentire suo, una casa da accudire, una famiglia sua, e soprattutto vuole essere amata per sé stessa e non solo perché è una buona casalinga.
D’altro canto Luke è a sua volta un uomo tormentato, segnato da un’ingiusta detenzione e dal fatto di appartenere a una famiglia di buoni a nulla, e per questo sin dall’infanzia emarginato da tutti. A nessuno interessa conoscerlo, dargli una possibilità, vedere che è una persona onesta;è convinto che quel marchio gli resterà attaccato per sempre. Per questo quando gli viene offerta una nuova opportunità dal padre di Sarah, egli è diviso in due:da un lato la gioia di poter bastare a sé stesso, dall’altra la paura di fare qualcosa di sbagliato che lo marchi definitivamente agli occhi di tutti.
Egli si comporta così soprattutto con Sarah, dalla quale è subito attratto:non la vede come la solita scialba zitella ma come una donna unico, intelligente, dolce e affettuosa, con dei propri pensieri e desideri. Ed è inizialmente convintocce se lei capisse i suoi sentimenti si sentirebbe offesa e lo disprezzerebbe.
L’accordo a cui daranno vita li aiuterà a capirsi e soprattutto a svelarsi l’una all’altro;la loro storia è quindi ricca di sentimenti profondi e veri, che li avvicinano a noi anche se vissuti più di un secolo fa.

Seduzione, di Amanda Quick

Titolo Originale:  Seduction

Prima pubblicazione anno:  1990


Ambientazione: Inghilterra,primi ‘800

La giovane Sophy  riceve la proposta di matrimonio da Julian, conte di Ravenwood, uomo con fama di  essere enigmatico e chiuso, soprattutto a causa del suo disgraziato primo matrimonio con la misteriosamente defunta e squilibrata Elizabeth. Ma nonostante qualsiasi ragazza di campagna di una certa età come lei ringrazierebbe il cielo per una simile occasione, la nostra Sophy, donna con interessi letterari e grande intenditrice di erbe, non ha nessuna intenzione di lasciarsi sopraffare dalla realtà matrimoniale di molte altre donne: perciò proprone al marito un curioso patto in cui lui si impegna in tre cose:
1- lasciare amministrare liberamente i proprio beni personali alla moglie;
2- Non limitare in alcun modo le sue letture;
3- Soprattutto, rinunciare ai rapporti coniugali per tre mesi:
Il conte accetta, convinto di aver a che fare con una malleabile ragazzina  di cui non tenere troppo conto, soprattutto per il terzo punto, quello che gli preme di più: ma da subito si accorge che Sophy è ben determinata a  vedere rispettato l’accordo. Le vicende coniugali dei due si intrecciano con un giallo che è alla base di tutte le paure di Sophy riguardo all’amore, e che riguarda la vicenda di Amelia, la sorella della contessa, suicidatasi qualche anno prima dopo che il suo amante l’aveva abbandonata incinta. Sophy è decisa a trovare il misterioso seduttore per vendicare la sorella, e gli unici indizi che ha sono due : era l’amante della precedente contessa e un  misterioso anello con uno strano simbolo….



Una costante che ho finora notato nei romanzi di Amanda Quick è l’originalità delle sue eroine: donne intelligenti, determinate, con un gran senso dell’indipendenza e sicuramente antenate delle femministe nello percorrere il cammino verso la parità dei sessi. Sophy non fa certo eccezione: se non bastasse l’accordo prematrimoniale, che nel corso della storia scatenerà divertenti e intriganti situazioni tra i due sposi, leggete l’episodio che riguarda il duello…davvero spassoso e allo stesso tempo interessante in quanto permette di capire a fondo il pensiero della protagonista e la sua coerenza con esso. Ma Sophy conquista anche per la sua imperfezione: quel suo avere sempre qualcosa fuori posto ( un nastrino pendente, una piuma rotta sull’acconciatura), la sua capacità di mettersi in situazioni complicate o imbarazzanti, la paura di lasciarsi andare all’amore dovuta al ricordo della brutta esperienza riguardante la sorella…insomma penso che molte di noi potranno ritrovarsi in lei, e per questo seguire ancora più volentieri le sue vicissitudini nel romanzo..
Julian, conte di Ravenwood, è invece il tipico eroe dei romance: duro, segnato da un primo matrimonio terribile, ha fatto tesoro delle esperienze passate ed è deciso a non lasciarsi più andare ai sentimenti e a dominare sulla situazione matrimoniale: proprio per questo suo carattere rende divertente il vedere Sophy gli renda involontariamente movimentata la vita, trascinandolo nelle situazioni più impensabili!
E ancor più divertente e coinvolgente è il racconto dell’opera di seduzione reciproca dei due personaggi. E per finire altra nota curiosa: la Quick è l’unica autrice che abbia conosciuto finora che nei suoi romanzi introduca il tema di storie d’amore saffiche…a meno che non abbia male interpretato io la coppia formata dalla zia di Julian e dalla sua amica...
!

lunedì 17 settembre 2012

Il sangue dei vinti, di Giampaolo Pansa



Anno di pubblicazione: 2003

Avvertenza: a causa di quello che è più volte successo sul vecchio blog ogni volta che parlavo di questo argomento e di questo autore , mi vedo costretta a chiedere  cortesemente a chiunque abbia intenzione di commentare di farlo con toni civili ed educati, soprattutto, senza insulti e minacce. Tutte le idee sono ben accette se espresse nel giusto modo!


In questo discusso libro Giampaolo Pansa racconta, attraverso un incontro romanzato con l’immaginaria bibliotecaria Livia, alcune storie vere accadute nell’Italia dell’immediato dopoguerra e sempre taciute per convenienza politica e per falsità: storie che riguardano vendette e massacri compiuti dai partigiani negli anni del dopoguerra.

Da Wikipedia:
“l libro - molto contestato da parte della sinistra italiana (in particolar modo dall'ANPI) - racconta delle esecuzioni e dei crimini compiuti da ex partigiani e da altri individui dopo il 25 aprile 1945, a Liberazione ormai compiuta, verso fascisti e presunti tali o antifascisti non comunisti. Tra i giustiziati e le vittime vi furono numerosi fascisti responsabili di gravi misfatti, militari e civili, ma anche, nel clima di guerra civile, alcuni anziani, donne e bambini che, in alcuni casi senza colpa alcuna, furono legati al fascismo, ai suoi crimini, ai suoi gerarchi, come pure l'omicidio di partigiani non comunisti e giornalisti uccisi per il loro coraggio nel denunciare le vessazioni e le violenze operate nel "triangolo della morte". In questo quadro non pochi sarebbero stati i crimini animati da spirito di rivalsa, vendetta, odio di classe e calcolo politico.”



Questo libro è sicuramente uno dei più discussi e contestati degli ultimi anni.
Parlare della Resistenza nella sua totalità, evidenziando anche i crimini (non pochi e non sempre motivati dalla logica della guerra) commessi da larghe frange di partigiani, soprattutto dopo il 25 aprile in Italia è sempre stato uno dei tabù più difficili da toccare.
Personalmente, ho avuto la fortuna di farmi una mia opinione a riguardo parlando con varie persone anziane che hanno vissuto la guerra non schierate (o perlomeno, non sempre) e da anni sono giunta alla conclusione – anche per via di due episodi accaduti nella mia famiglia, per fortuna non gravissimi- che insegnare la seconda guerra mondiale e la Resistenza come una favoletta, coi buoni tutti automaticamente da una parte e i cattivi tutti automaticamente dall’altra, sia una delle cose più sbagliate in assoluto. A livello di idee, per carità, quelle giuste stavano dalla parte dei partigiani, non c’è dubbio.
Giampaolo Pansa, giornalista di sinistra, con questo romanzo ha scoperchiato un vero e proprio “vaso di Pandora”, che pochi in precedenza avevano osato toccare; i crimini dei partigiani dopo la guerra furono davvero tanti, prolungati (continuarono più o meno fino al 1950) e crudeli quanto quelli dei nazifascisti; come definire infatti lo stupro e l’uccisione di una ragazzina di 13 anni colpevole di essere la nipote di un noto gerarca fascista? Senza parlare dei preti uccisi perché tali, dei proprietari terrieri che fecero la stessa fine perché ritenuti a priori “nemici del popolo”, di gente comune sequestrata dalle proprie case per essere portata ai comandi partigiani per interrogatori e processi sommari, e che non è più tornata a casa e i cui familiari non hanno mai avuto giustizia.
Queste cose sono successe, negarlo è inutile e sciocco; soprattutto è falso e non fa certo un buon servizio allo studio della Storia. Due delle vicende narrate- il mattatoio di Oderzo e l’assassinio dei conti Manzoni- li conoscevo già da tempo, le altre le ho apprese leggendo il libro e i successivi in cui l’autore ha trattato il tema.
Il fatto che l’autore utilizzi l’espediente del personaggio inventato non cancella la veridicità di quello che scrive, con nomi, date luoghi e qualche volta anche riferimenti letterari, anche se prima di lui pochi autori hanno osato raccontare qualcosa di questo scottante tema; di tutto ciò rimane sicuramente l’amarezza non solo di quello che è successo, di tante vite umane e famiglie distrutte da ogni parte, ma anch dell’incapacità di un popolo e di una classe politica di affrontare con serenità e obiettività la storia del nostro Paese, anche in quelli che furono i suoi lati più oscuri.



sabato 15 settembre 2012

I miei personaggi preferiti dei libri




EDMOND DANTES ( IL CONTE DI MONTECRISTO di Alexander Dumas padre): a volte sogno di diventare come lui: divento ricchissima, irriconoscibile( in meglio, ovvio) e mi vendico di tutti quelli che mi hanno fatto del male,costringendoli a strisciare sotto di me J.



JANE EYRE ( JANE EYRE di Charlotte Bronte): Una grande donna,capace di combattere per i propri valori e senza perdere la propria dignità, a costo di sacrificarsi.Senza tanto fare la vittima, Jane passa attraverso le vicende più infelici riuscendo alla fine a realizzare la propria felicità.Peccato non succeda molto spesso!




ELIZABETH BENNETT( ORGOGLIO E PREGIUDIZIO di Jane Austen):Anche qui una donna che potrebbe dare molti punti a tanti omuncoli ancora oggi!Affascinante, intelligente, arguta e consapevole del proprio valore, farà capitolare dopo molti tentennamenti nientemeno che l’uomo del momento, il bello, ricco e inizialmente arrogante MR Darcy…e lo farà capitolare facendolo cuocere più volte nel suo brodo.Ma anche Elizabeth non è certo priva di difetti, che risucirà a prendere in considerazione.






HEATHCLIFF( CIME TEMPESTOSE di Emily Bronte):Uno dei cattivi per eccellenza, odioso e amorale fino all’esasperazione ( muore solo alla fine, e peccato!Se moriva prima era meglio per tutti), capace solo di un amore malato che assomiglia più ad un’ossessione.Eppure allo stesso tempo uno dei personaggi che più mi ha coinvolto,e il suo amore che va oltre la morte è uno dei più belli che abbia mai letto;alla fine Heathcliff suscita odio e compassione allo stesso tempo.Merito del talento magnifico di Emily Bronte, un vero genio della letteratura per come ha saputo raccontare le passioni e debolezze dei suoi personaggi.



EMMA WOODHOUSE( EMMA di Jane Austen):Emma è l’antieroina per eccellenza, rispetto alle comuni eroine dei romanzi che si usavano all’epoca di Jane Austen( e difatti la stessa autrice la descrisse come” un’eroina che non piacerà a nessuno se non a me”).Ma quanto è simpatica, e quanto l’ho amata da subito!Indipendente dagli altri, soprattutto in amore,Emma è vitale e generosa, si preoccupa della felicità e del benessere degli altri combinando una marea di pasticci.E’ un poco impicciona a volte, lo ammetto…ma io l’adoro!


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MILADY DE WINTER ( I TRE MOSCHETTIERI di Alexandre Dumas):Un’altra cattiva DOC, imbrogliona, tentatrice, manipolatrice, assassina,eppure affascinante, intelligente, scaltra,sofisticata e coraggiosa allo stesso tempo. Uno dei personaggi che più mi hanno affascinato fin dall’infanzia.Che dire?Si tratta di colpo di fulmine.

I TRE MOSCHETTIERI ( I TRE MOSCHETTIERI di Alexandre Dumas):Il simbolo dell’avventura e dell’amicizia che dura per sempre, nonostante personalità diversissime.

ALICE( LE AVVENTURE DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE e ATTRAVERSO LO SPECCHIO E QUEL CHE ALICE VI TROVO’ di Lewis Carrol): la prima tra quelli che io chiamo “ gli amici della mia infanzia”, quella la cui storia adoro da tempo immemore!Quante volte da piccola ho sognato di essere lei…quante volte ho riletto le sue avventure!Alice è una bambina curiosa e intraprendente( anche se a tratti petulante) che si trova a voler riportare la logica in un paese dove la mancanza di logica è la caratteristica principale…anche se a ben vedere oggi il mondo di Alice non è così affascinante, anzi è abbastanza inquietante.Ma ciò nulla toglie al fascino di una fiaba che ogni tanto mi fa compagnia ancora oggi.Che infantile eh?



LE SORELLE MARCH ( PICCOLE DONNE di Louisa May Alcott):Meg, Jo, Beth e Amy…e chi non le conosce?( più o meno ovviamente).Anche il romanzo PICCOLE DONNE lo adoro da tempo immemorabile…da piccola con una’ltra amica passavamo ore a giocare a “piccole Donne”, inventando nuove storie aggiunte a quelle del libro.Per la cronaca io ero Jo e Amy( essendo in due, ognuna doveva interpretare due sorelle).

MAGGIE E DRACO CHANDLER(LA LUNA SULLA BRUGHIERA di Rebecca Brandewyne): il mio romanzo d’amore preferito, un libro che mi è rimasto letteralmente nel cuore!I due protagonisti forse sono più stereotipati rispetto ad altri romanzi, ma…ognuno ha le sue debolezze,e io adoro gli eroi forti che fanno di tutto per conquistare la loro amata, e adoro le eroine che resistono ma sotto sotto….bè ridete pure! Che v’aggia dì?! J

AIDAN BEDWYN( SPOSA A META’ di Mary Balogh):altro prototipo dell’eroe romance che mi piace, oltretutto questo per nulla stereotipato.Un uomo serio,affidabile, generoso e insieme passionale e fedele (cosa che si scoprirà nel corso della storia).Praticamente l’uomo che vorrei..ma che ovviamente non esiste.
ACCIO BENASSI ( Il Fasciocomunista, di Antonio Pennacchi): se andate e leggere la recensione del libro vedrete perchè amo questo personaggio!




MELANIA HAMILTON ( VIA COL VENTO di Margaret Mitchell):l’alter ego della protagonista Rossella, e proprio per questo sua complementare.Melania è ritenuta da tutti( nella storia e tra i lettori e spettatori del film)un personaggio debole, per la sua cagionevole salute, la sua mitezza,la sua tranquillità e il suo voler vedere il meglio negli altri, ma in realtà proprio queste sono le caratteristiche della sua forza e del suo coraggio.Perchè Melania ha il coraggio degli affetti, della fedeltà, del sforzarsi tutti i giorni per rapportarsi con gli altri in modo positivo…alla fine anche Rossella la riconoscerà forte per questo, mentre Rhett l’ha sempre saputo.Insomma, la vera sorella di Rossella, molto più delle sue sorelle carnali.





LUCIA MONDELLA( I PROMESSI SPOSI di Alessandro Manzoni):Che sorpresa, eh?Quella che generazioni di studenti hanno visto come la tipica “Madonnina infilzata”ha sempre avuto per la sottoscritta un fascino simile a quello di Melania di VIA COL VENTO: la forza della semplicità, dei valori, della fedeltà agli affetti, e nel caso di Lucia anche della religione sentita non in modo bigotto(nonostante il voto alla Madonna quando era prigioniera dell’Innominato).Inoltre c’è da dire che ha dimostrato notevole coraggio nel non cedere a Don Rodrigo, cosa che, vista la storia, le sarebbe stata molto più facile…



MR DARCY ( ORGOGLIO E PREGIUDIZIO di Jane Austen):Che dire?Un nome, una garanzia!Chiunque abbia letto il romanzo sa di cosa sto parlando vero? J






SALVO MONTALBANO ( tutta la serie de IL COMMISSARIO MONTALBANO di Andrea Camilleri):L’unico personaggio letterario italiano degli ultimi anni destinato a rimanere nella memoria collettiva.








MAMMIE (VIA COL VENTO di Margaret Mitchell):Non certo una semplice schiava…Come dimenticare la fedele Mammie, la quercia a cui Rossella O’Hara fa affidamento nei momenti più critici?Mammie, una seconda mamma per Rossella e in seguito anche per Melania, che le ama come figlie, ma non esita a usare i metodi forti con Rosella e a cantargli il fatto suo quando è sicura che stia facendo qualcosa di sbagliato.e lo fa anche con gli altri personaggi, Rhett compreso.Altro che “zi badrone”…Indimenticabile Mammie!

Becky Bloomwood, della serie I LOVE SHOPPING di Sophie Kinsella: poteva mancare? :)

E i vostri personaggi preferiti quali sono?



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