sabato 18 agosto 2012

Stagioni diverse, di Stephen King

Titolo originale: Different Season


Anno di Pubblicazione: 1982




E’ una raccolta di quattro novelle:


Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank: Nel 1947 il banchiere Andy Dufresne viene ingiustamente condannato per l’omicidio della moglie e del suo amante e trasportato nel carcere di Shawshank, conosciuto per essere molto duro.


Qui Andy stringe amicizia con Red, un altro detenuto specializzato nel procurare agli altri qualsiasi cosa chiedano; Andy ha una passione per i minerali e Rita Hayworth e chiede così a Red di procurargli un martelletto per lavorare alcune pietre raccolte in cortile e un poster della famosa attrice. Queste due semplici richieste in realtà nascondono un piano ben preciso…


un ragazzo sveglio: il tredicenne Todd appartiene a una normale famiglia americana degli anni ’70, ed è il tipico bravo ragazzo americano: fa lavoretti come portare i giornali e il latte, fa sport, va bene a scuola….ma in realtà nasconde qualcosa: una fortissima passione per il nazismo e tutto ciò che lo riguarda, soprattutto per le tecniche di tortura e morte utilizzate nei campi di concentramento.


Un giorno scopre che il signor Denker, un anziano vicino di casa che vive solo, è in realtà Kurt Dussander, un feroce criminale nazista sfuggito al processo di Norimberga…


il corpo: alla fine dell’estate 1960, a Castel Rock, paesino della provincia americana, quattro amici dodicenni Chris, Gordon, Vern e Teddy, scoprono accidentalmente il luogo dove si trova il copro di un altro ragazzo, scomparso da qualche settimana e di cui sono in atto le ricerche. I quattro, che provengono tutti da famiglie più o meno problematiche ( Chris ha alle spalle una famiglia violenta, Gordie ha perso di recente il fratello maggiore,Teddy ha il padre in manicomio e Vern maltrattato dal fratello maggiore), decidono di organizzare una spedizione per ritrovarlo e diventare così famosi…



Il metodo di respirazione: Un medico racconta a un notaio appartenente al suo stesso circolo la strana storia di una paziente che ebbe in cura anni prima, una giovane donna rimasta incinta e abbandonata dal padre del bambino. Il parto della quale sarà indimenticabile…





Noto soprattutto per le sue opere a sfondo horror, non tutti sanno che Stephen King ha scritto anche alcuni racconti di generi diversi, come tre dei quattro contenuti in questa raccolta (il secondo, L’ALLIEVO, penso possa ben ritenersi appartenente alla prima categoria).


Molto intensi i primi due, il primo ambientato in un carcere nei primi anni’ 50, sull’amicizia tra due detenuti, uno dei quali innocente. Andy Dufresne, pur non avedno commesso alcun omicidio, alla fine non si sente diverso dagli altri detenuti,ma non si lascia andare alla disperazione e nel corso degli anni riusciràa mettere in pratica un eccezionale piano di fuga scavando un tunnel sotto il pavimento della cella. In questi anni il tempo scorre lento, inesorabile, sempre uguale, con pochi avvenimenti e pochi cambiamenti. Unica cosa che cambia, invisibile agli occhi di tutti (anche a quelli del lettore che intuisce ma ne sarà sicuro solo alla fine), è quel tunnel che ala fine porterà il protagonista verso la libertà e una nuova, meritata vita.


Il terzo è certamente quello più bello,non solo in questa raccolta ma in tutta la bibliografia di King: addirittura oserei dire che è uno dei racconti più belli che abbia mai letto. E’ molto difficile narrare il periodo della pre adolescenza senza scadere nel mieloso, nel nostalgico, nel retorico; a mio avviso King è uno dei pochissimo scrittori ad esserci riuscito, raccontando gioie, dolori,incertezze , emozioni di quattro ragazzini della provincia americana della fine degli anni’50 dalle vite segnate per vari motivi ma uniti da una grandissima amicizia,come solo a dodici anni si può vivere. Il viaggio alla ricerca del corpo del ragazzo scomparso diventa- in parallelo- un viaggio alla ricerca di sé stessi e della propria strada. Il finale dolce amaro completa il tutto.


Il secondo, dicevamo, è l’unico vero racconto horror del gruppo, anche se non ci sono mostri alla “It”; descrive in modo attento e con una certa freddezza voluta, come dietro e due persone apparentemente normali e innocue  possano nascondersi dei mostri. Particolarmente agghiacciante la figura del ragazzino, il vero “mostro” della storia, molto più del vecchietto che in realtà un ex nazista.


L’ultimo è un giallo, anche qui il tutto ben narrato in un crescendo che porta all’inaspettanto finale horror.


Da tre di questi racconti sono stati tratti tre film:


Le ali della libertà (da “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank), 1994, con Tim Robbins e Morgan Freeman;


Stand by me- Ricordo di un’estate (da “Il corpo”), 1986, con River Phoenix;


L’allievo (da "Un ragazzo sveglio"), 1998, con Brad Renfro e Ian McKellen.

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