lunedì 6 agosto 2012

Metello, di Vasco Pratolini

Anno di pubblicazione:

Ambientazione: Firenze, primi del '900

Metello Salani è un giovane muratore orfano, lavorando in cantiere aderisce pian piano alla lotta a favore dei diritti degli operai,abbracciando l’ideale socialista e partecipando attivamente a scontri e manifestazioni.



Sposa Ersilia, figlia di un suo collega morto sul lavoro, e alla sua maturazione come uomo (quasi inesistente, ndr) si accompagna una maturazione come lavoratore...



Vasco Pratolini è un autore italiano che mi piace molto, racconta storie semplici di popolani

Nonostante il poco simpatico protagonista (che nei suoi rapporti affettivi ho trovato immaturo, egoista e superficiale, nonostante sia da tenete in conto che la sua mentalità corrisponde a quella tipica della sua epoca), il romanzo mi è piaciuto:soprattutto per la descrizione della Firenze umbertina coem ambiente e società, e per come vengono descritte le lotte, gli scioperi, il duro lavoro degli operai e in particolare dei muratori, la categoria a cui il protagonista appartiene.

Un mondo dove, ho notato, esisteva molto più di ora quella cosa chiamata solidarietà di classe: mentre i muratori scioperano gli altri lavoratori (e qui abbiamo una carrellata di figure oggi scomparse: sigaraie, operaie che realizzano fiori finti, donna di fatica all’ospedale) si tassano in modo da raccogliere, con una colletta, quel tanto che basta da dare agli scioperanti ogni settimana per vivere almeno un poco.

Una cosa del genere al giorno d’oggi non sarebbe possibile!

Come sempre lo stile è scorrevole e coinvolgente, i personaggi ben delineati con pregi e difetti, senza darne un giudizio ma solo raccontando le loro vite.

Un bel romanzo, un bel spaccato d’epoca come molti di questo autore.

Nessun commento:

Posta un commento