mercoledì 29 agosto 2012

L'alba di un giorno nuovo, di Ornella Albanese




Ambientazione: Italia, XIX secolo.

 Il duca Augusto Artieri, in vacanza in Sicilia presso l’amico Aleardo, mentre sta cavalcando all’alba nel bosco viene colpito da una visione che lo incanta: una giovane donna bionda ed eterea che gioca leggiadra nei pressi di un ruscello, seguita da un gigante rozzo che non la perde di vista un minuto, e che la chiama principessa.
Rimane talmente affascinato dalla bella sconosciuta che dopo giorni di appostamenti vani, riesce a conoscerne almeno il nome : si chiama Aurora e il suo amico, un ragazzo mentalmente ritardato, Bartolo. Tra Aurora e Augusto è colpo di fulmine, tanto che lui le promette che tornerà presto a prenderla per sposarla.
Ma quando torna a casa a Firenze viene improvvisamente travolto dai doveri che impongono la sua posizione, soprattutto dopo il colpo apoplettico che ha ridotto il padre immobile in un letto: e così Augusto rinuncia al suo sogno, fidanzandosi con la tranquilla cugina Enrichetta, occupandosi della madre, della sorella Virginia e dell’eccentrico zio Adalberto. Quando ormai il suo destino sembra ormai rassegnato ad una vita dedita ai doveri, Aurora ricompare improvvisamente nella sua vita , scompigliandola di nuovo…. e questa volta in modo molto più decisivo.



 Leggendo questo romanzo di Ornella Albanese mi è sembrato per molti aspetti di leggere una favola; partendo dall’inizio, quando viene narrato il primo incontro tra i due protagonisti, in un ambiente bucolico che contribuisce ad aumentare la già forte sensazione favolistica che si prova nella descrizione di come Aurora appare ad Augusto quando lui la intravede: non a caso viene paragonata a una ninfa. A me personalmente è sembrata una specie di fata messa sulla via del protagonista da qualche forza benigna per premiarlo dei suoi sforzi per condurre una vita onesta e corretta, abbastanza sacrificata ai bisogni della famiglia e ai doveri imposti dal suo grado, perché Augusto è così: un giovane responsabile e maturo che, nonostante covi voglia di evasione sotto la cenere, sa frenare i suoi impulsi per assolvere ai suoi obblighi,anche se questo non è sempre positivo… e anche qui l’arrivo improvviso di Aurora nella sua casa  appare come una specie di “pro memoria” su questo fatto. Aurora è la luce, è come un raggio di sole nella vita del protagonista… la trama in sé non ha nulla di nuovo, e anche i personaggi: c’è la cattiva di turno( nota subito al lettore ma non altrettanto agli altri personaggi), la madre rigida e severa che dimostra una certa sensibilità e giustizia, la sorellina felice e svagata che attraverso un dolore maturerà trovando anch’essa il vero amore, lo zio nobile ma stravagante e apparentemente matto… tutti personaggi non certo nuovi ma che la Albanese è capace di rendere con una freschezza  tale che diventano personaggi che vivono di luce propria, e ognuno porta il proprio apporto alla storia.
Senza contare il giallo che, anche se con finale prevedibile, tiene comunque vivo l’interesse del lettore su come si arriverà alla risoluzione finale.
Insomma un libro davvero ottimo!
Tiziana

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