mercoledì 29 agosto 2012

La melodia del cuore, di Mary Balogh




Anno: 1997

Ambientazione: Inghilterra, 1800


Collegamenti con altri romanzi: i protagonisti sono fratelli dei due protagonisti del romanzo SENZA CUORE ( Heartless ), 1995


Lady Emily Marlowe, sordomuta, è da sempre innamorata dell’amico d’infanzia Ashley Kendrick, fratello di suo cognato Luke, una delle poche persone che ha saputo accettarla così com’è senza pretendere di cambiare il suo silenzioso mondo. Ma un giorno Ashley parte per l’India dove intende fare carriera, con grande dolore di Emily. Vi rimane sette anni, e in questo lasso di tempo si sposa e ha un figlio; la giovane donna decide quindi di provare a dimenticarlo e andare avanti con la sua vita, cercando di inserirsi in società e fidanzandosi con un altro uomo.

Ma proprio la sera del suo fidanzamento Ashley torna improvvisamente, ed Emily capisce di amarlo ancora più intensamente di prima. Scopre anche che è tormentato da un doloroso segreto…


Di solito in un romanzo qualsiasi ci colpiscono prima di tutto i dialoghi tra i protagonisti: parole che possono essere profonde o superficiali, divertenti o noiose, ma che contribuiscono in modo non certo indifferente a tratteggiare la personalità di ogni personaggio, narrando così la storia. 

In questo romanzo invece Mary Balogh ha narrato una storia d’amore che non ha bisogno di parole, ma che ha la stessa potenza e naturalezza di qualsiasi altra storia.
Ha scelto una protagonista un po’ particolare, una giovane donna sordomuta. Ma a parte questo particolare, Emily non è per nulla diversa da tutte le altre donne, anche se purtroppo molti credono che lo sia; prova le stesse emozioni, desideri e bisogni di qualsiasi altra donna. Soprattutto è una donna con un mondo interiore di sentimenti ed emozioni ricchissimo, ed è felice così com’è; non desidera cambiare per essere come gli altri, anzi a volte si mostra persino scocciata dall’atteggiamento di quelli che pensano sia lei a doversi adeguare al loro modo di comunicare solo perché “diversa” da loro, senza nemmeno tentare di capire il suo modo di comunicare. 
Ed è questo che mi ha colpito di più in questo romanzo: leggendolo, ho spesso dimenticato il suo handicap, perché Emily viene appunto trattata e descritta sempre come  donna e non come “donna handicappata”, cosa che sarebbe potuta benissimo succedere anche con le migliori intenzioni. Risaltano in lei la sua forza di volontà, la sua dolcezza, la sua maturità nell’affrontare situazioni difficili e soprattutto il suo amore sincero e duraturo per Ashley; un amore fatto di gesti,sguardi e azioni che valgono più di mille parole.
Accanto a lei c’è Ashley, l’unico che in fondo sa penetrare davvero nel mondo silenzioso di Emily, ma che inizialmente turbato dalla forse del sentimento percepito in lei (e in fondo anche perché lei è una ragazzina all’inizio della storia) sceglie di allontanarsi; quando ritorna, una serie di tragiche esperienze lo ha segnato e indurito, tanto da renderlo più disincantato e forse, all’apparenza, più egoista; ma più in là si capisce bene che è un uomo distrutto da dolore, e l’unica cura adatta è rappresentata da Emily…
La storia costruita intorno a loro è coinvolgente al punto giusto, e interessante soprattutto la risoluzione del giallo che riguarda la defunta moglie di Ashley, presenza invisibile ma molto ingombrante; i personaggi di contorno per la maggior parte sono gli stessi del romanzo precedente, quindi chi li conosce già li ritroverà con piacere.
Un romanzo bellissimo, che vale davvero la pena di leggere

2 commenti:

  1. Io amo molto i romanzi di Mary Balogh. Questo purtroppo non l'ho letto, ma lo metterò senz'altro nella mia lista dei desideri. Come al solito riesci a scrivere recensioni bellissime!

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  2. Grazie cara, ma devi tenere conto che è una recensione vecchia di quelle che pubblicavo sull'altro blog "innominabile"...!

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