martedì 3 luglio 2012

Il giullare della Regina, di Philippa Gregory


Titolo Originale: The Queen's fool


Anno: 2003


Collegamento con altri romanzi: 


è il secondo romanzo della “Saga dei Tudor”, così composta:
- L’altra donna del re (The other Boleyn girl), 2001;
- Il giullare della regina (The Queen’s fool), 2003;
- L’amante della regina vergine (The Virgin’s lover) , 2004
- Caterina, la prima moglie (The Costant Princess), 2005;
- L’eredità della regina (The Boleyn inheritance), 2006;
- L’altra regina (The other Queen), 2010.


Hannah Green è una giovane ebrea che assieme al padre stampatore è fuggita dalla nativa Spagna in Inghilterra per salvarsi dall’Inquisizione che, quando era bambina, mandò sua madre al rogo. Abituata dal padre a vestire abiti maschili per maggiore protezione durante la fuga, lavora con lui nella stamperia ed è fidanzata con un giovane ebreo, Daniel Carpenter, che studia per diventare medico e che Hannah ha visto una volta sola. Ma la giovane ha anche un dono speciale e pericoloso: la chiaroveggenza.
Ed è proprio grazie a questo dono che viene introdotta come giullare da Robert Dudley alla corte di Lady Maria, la figlia di Enrico VIII e Caterina d’Aragona; se inzialmente il compito sarebbe quello di fare la spia per i Dudley, col passare del tempo Hannah si affeziona alla nuova padrona tanto da divenire in breve tempo una persona di assoluta fiducia per la sfortunata principessa. Quando i rovesci della sorte portano Maria sul trono d’Inghilterra e i Dudley in prigione per tradimento, Hannah rimarrà a fianco della regina e assisterà di persona ai fatti che segneranno la storia del Paese, conoscendone di persona i protagonisti: oltre a Maria, donna tenace e dai sentimenti profondi ma sfortunata, Robert Dudley, per cui Hannah nutre una giovanile passione, e Lady Elisabetta, sorellastra di Maria, perfida e calcolatrice…


Come penso molte di noi, amo molto la storia della dinastia dei Tudor da Enrico VIII in poi, quindi non potevo certamente rimandare più di tanto l’occasione di leggere l’opera di Philippa Gregory, autrice che ha dedicato un’intera serie ai Tudor e in particolare alle donne della dinastia.
Se nel primo romanzo, L’ALTRA DONNA DEL RE (da cui è stato tratto il film omonimo con Natalie Portman, Scarlett Jonhasson ed Eric Bana) si narrava dell’ascesa e caduta di Anna Bolena, la più famosa tra le sei mogli di Enrico VIII, in questo romanzo si riprende la storia partendo dal regno di Edoardo VI, il figlio di Enrico e della terza moglie Jane Seymour, che diventato re da bambino (1547) dopo la morte del padre morì a sua volta a solo 16 anni.
Philippa Gregory ha l’abilità di ricostruire alla perfeziona l’atmosfera dell’epoca, non solo quella storica, ma anche la vita a corte e la vita del popolo, intessendo una trama avvincente e mai banale, che tiene il lettore avvinto fino all’ultima pagina e rende scorrevole la lettura di un romanzo che all’apparenza può sembrare un mattone.


Hannah, la protagonista, è certamente un personaggio particolare: a causa della sua appartenenza al popolo ebraico, nella sua giovane vita (quando il romanzo inzia ha 14 anni), ha già vissuto dolori e tragedie ed è abituata alla fatica e alla privazione; inoltre il padre, per metterla al sicuro nei loro vari spostamenti, l’ha abituata a vestirsi e comportarsi come un ragazzo, insegnadole il proprio mestiere (stampatore) per poterla spacciare come garzone. Hannah quindi, un po’ per propria indole un po’ per educazione, è poco incline ad essere la fanciulla dolce e sottomessa che la sua condizione di donna richiederebbe, ed è anzi abituata a badare a sé stessa, a essere indipendente e a lavorare per vivere. Non solo, a causa del mestiere del padre è conscia dell’importanza che l’istruzione ha nella vita delle persone, e non è certo intenzionata a rinunciarvi.
Come sarebbe stata la sua vita se le cose fossero andate altrimenti? Non possiamo saperlo, ma di certo intuiamo che l’incontro fortuito con Robert Dudley e il suo mentore John Dee, fornisce alla giovane l’occasione di ampliare la propria esperienza di vita come da lei desiderato; venendo introdotta a corte come giullare, Hannah avrà l’occasione nel corso degli anni di vivere situazioni ed esperienze che la porteranno, nel corso degli anni, a maturare e a divenire una vera donna, forse troppo avanti per l’epoca in cui deve vivere. Tutto ciò anche in campo sentimentale; nonostante la cotta giovanile per Robert Dudley, tra Hannah e Daniel, il giovane con cui il padre l’ha fidanzata e che inizialmente è solo uno sconosciuto, si evolve in modo un poco tormentato ma alla fine soddisfacente per entrambi, anche se per Hannah la lotta sarà più dura del previsto perché dovrà imparare a farsi rispettare come donna, ma anche a capire e perdonare.


Attraverso le vicissitudini di Hannah la Gregory ci presenta alcune figure storiche già conosciute fornendo un’interpretazione diversa da quella data dalals toriografia ufficiale: a questo proposito ho molto apprezzato che l’autrice abbia rivalutato (come successo anche nella serie tv THE TUDORS) la figura di Maria I, passata alla storia ingiustamente - in quanto non fu certo l’unica a perseguitare fedeli di una religione opposta, e le sue persecuzioni non furono nemmeno le più crudeli rispetto a quelle di altri monarchi,compreso suo padre Enrico - col nome di Maria La Sanguinaria. La figlia di Enrico VIII e Caterina D’Aragona è una figura da me molto amata, in quanto la storia si è sempre occupata solo dei suoi lati negativi enfatizzandoli, ma che fu in realtà una donna molto coraggiosa e sfortunata: ancora ragazzina dovette subire il ripudio del padre, essere considerata illegittima ed essere messa a servizio della neonata Elisabetta, separata dalla madre che non rivide più, e con gravi problemi di salute a lungo trascurati e che alla fine le saranno fatali, nonostante tutto non si arrese mai e lottò con tenacia per reclamare il trono che le spettava di diritto; nel romanzo Maria è una figura tenace e appassionata, nonostante le sofferenze inflittele dalla vita e dalla sua stessa famiglia, per lungo tempo mantiene vivo il desiderio di essere una buona regina, “madre” per i suoi sudditi, ma anche di poter ricevere e dare - come donna e madre - l’amore di cui ha bisogno e che le è sempre mancato; ed è molto doloroso, non solo per Hannah e chi come lei le vuole bene, seguire il percorso che invece la porterà a ricevere solo tradimento e cattiveria proprio da sua sorella, Elisabetta, che nel libro è una figura ammaliatrice e affascinante, nonostante sia scopertamente cattiva e faccia coscientemente del male alla sorella.
Sia Maria che Elisabetta perseguono come scopo principale il trono e la gloria dell’Inghilterra, ognuna seguendo la propria religione; ma mentre Maria è una donna più accogliente e umana, Elisabetta è scaltra e infida, senza scrupoli e spesso compiaciuta della propria cattiveria; seppur tanto affascinante che Hannah non potrà fare a meno di prenderla come modello di femmilità.
Personaggi storici e inventati intrecciano abilmente le loro vite e le loro storie, mentre la Storia, quella vera, fa inesorabile il suo corso, a volte premiando e a volte travolgendo i comuni mortali.
Un romanzo avvincente e sicuramente degno di nota per chi ama questo periodo storico e queste ambientazioni.  

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