sabato 2 giugno 2012

A Sir Phillip, con amore, di Julia Quinn

Titolo Originale To Sir Phillip, with love

Anno: 2003

Ambientazione: Inghilterra,1800

E' il quinto romanzo della serie BRIDGERTON.

 A 28 anni Eloise Bridgerton,come la sua amica Penelope, è ancora senza marito. E quando anche Penelope si accasa felicemente con Colin, fratello di Eloise, la giovane sente che è tempo di agire e decide così di incontrare Sir Phillip, un botanico col quale da un anno intrattiene una corrispondenza segreta, per valutare se è davvero il marito che lei desidera. Ma quando arriva ( non attesa ) a casa dell’uomo, trova una situazione alquanto difficile: da poco vedovo, Phillip è un uomo silenzioso e chiuso in sé stesso a causa di un matrimonio doloroso e devastante; i suoi unici interessi sono le piante e i due figli, Oliver e Amanda, che ama ma non sa gestire. Presa coscienza che la situazione è ben lontana dalla sua aspettative, Eloise decide comunque di rimanere per vedere se può fare qualcosa…


Il quinto libro della serie Bridgerton è, a mio avviso, il primo che prende un po’ le distanze dalle atmosfere da  commedia cui finora ci aveva abituato l’autrice, introducendo elementi seri e anche drammatici. Il personaggio di Sir Phillip infatti è, a mio avviso, il più drammatico di quelli che finora la Quinn ci ha fatto conoscere; è vero, anche Anthony Bridgerton, Penelope Featherington e Sophie Beckett avevano traumi o situazioni difficili che li condizionavano, ma avevano anche alle spalle, bene o male, famiglie amorevoli o amici su cui contare. Phillip Crane invece è un uomo completamente solo. La moglie Marina, da sempre malata di depressione, si è suicidata un anno prima, e anche durante il matrimonio ha trascorso la maggior parte del tempo nella sua stanza, ignorando sia il marito che i due figli. Nulla ha potuto scuoterla dalla sua malattia, i pazienti tentativi del marito di trovare con lei dei punti di contatto, l’affetto dei bambini… praticamente un automa. Con questo personaggio fantasma la Quinn tratta il difficile tema della depressione  di come questa malattia influenzi anche le vite di chi vive col malato. Difatti Phillip è un uomo silenzioso e chiuso in sé stesso, e lo è diventato proprio come reazione a questo matrimonio impossibile ( Marina viene descritta così pure da bambina ), cui peraltro lui ha dedicato tutte le sue energie nel tentativo, inutile, di farlo funzionare o di portare un pur minimo aiuto alla malattia della moglie; tutto ciò,aggiunto al suicidio di Marina, ha pian piano prosciugato in lui qualsiasi sentimento di gioia o anche solo di contentezza. Una vita di tetraggine insomma, non molto dissimile a quella delle defunta…
Tutto l’opposto della vivace Eloise, personaggio che mi è piaciuto anche se è la prima Bridgerton che non mi convince molto: per meglio dire, non mi ha convinto la sua motivazione al matrimonio. Eloise per anni ha rifiutato proposte di matrimonio in attesa del vero amore, in simbiosi con l’amica Penelope, poi però improvvisamente, quando anche Penelope ( che, a questo punto, pure lei che la apprezza evidentemente ritiene essere senza alcuna speranza… bell’amica! ) si accasa felicemente, si accenda la lampadina ( o forse era l’orologio biologico? ) e decide di prendere il primo marito che le viene in mente ( e a quanto pare, dopo i  suoi numerosi rifiuti, l’unico che potrebbe essere disponibile… ). Sembra più che altro angoscia di rimanere zitella, più che interesse vero e proprio…ma tant’è, la decisione che prende si rivela poi essere quella giusta.
Eloise infatti è, passatemi il termine, la parte “attiva” della coppia; lei si fa conoscere per prima inaugurando la corrispondenza ( con una lettera di condoglianze alla morte di Marina, sua lontana parente ), lei prende la decisione di partire alla volta della conquista di Sir Phillip, lei decide di rimanere prendendo in mano le redini della casa e della sua vita… lui è talmente abituato a lasciar fare agli altri per paura di sbagliare che sembra rimanere inerte per gran parte del romanzo, e se la scrittrice tramite vari flashback non ci svelasse poco a poco piccoli particolari importanti della sua vita e del suo essere che hanno contribuito a farlo diventare così penseremmo a un inetto… cosa che in realtà non è, anzi è proprio la sua estrema sensibilità nei confronti degli altri, e in particolare dei figli, a impedirgli di agire temendo di fare cose che potrebbero far star male qualcuno.
Ovviamente, siccome gli opposti si attraggono, alla fine e dopo non pochi equivoci dovuti alla personalità schietta di Eloise ( che preferisce chiarire le cose parlando ) e a quella ombrosa di Phillip( che invece preferisce delegare tutto agli altri ), i nostri eroi troveranno amore e serenità e costruiranno una vera famiglia…con corollario, ovviamente, di tutti gli altri Bridgerton, in particolare dei soliti fratelli, che appena apprendono della sparizione della sorella si precipitano in massa a salvarla a casa dell’ignaro quasi-pretendente, regalandoci un momento di divertimento in questo romanzo serio.


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