mercoledì 6 giugno 2012

Shanna, di Kathleen E. Woodiwiss

Anno di pubblicazione: 1977

Shanna Traherne,figlia di un proprietario terriero dei Carabi,viene mandata dal padre a Londra con l’obiettivo di procurarsi entro un anno un marito di sangue blu.Alla vigilia della scadenza Shanna, non avendo trovato nessuno di suo gradimento e preoccupata della minaccia paterna di farla sposare al primo che capita in caso non abbia adempiuto alla richiesta, ha un’idea:sposare un condannato a morte con un nome nobile,così avrà soddisfatto, oltre ai desideri paterni, anche il proprio di conservare l’indipendenza.
Al condannato prescelto, Ruark Beauchamp,offre in cambio una notte d’amore;poi dopo la sua esecuzione riparte per la casa paterna.Ma dopo qualche tempo il destino le gioca un brutto scherzo:Orlan Traherne acquista uno schiavo che lei riconosce subito come il galeotto che aveva sposato e che credeva in seguito morto,e che invece era stato salvato e venduto come schiavo.
Si trova così in una situazione oltremodo imbarazzante,e anche se Ruark mantiene il segreto,ben presto l’attrazione tra loro sfocia in una vera e propria relazione amorosa vissuta di notte;fino a quando un attacco dei pirati non cambia davvero i loro ruoli e i loro destini.


Ecco un altro esempio di romanzo che poggia tutto su un unico personaggio, questa volta il bellissimo e affascinante Ruark.
Infatti la lei di turno, Shanna, è un’esempio validissimo di eroina altamente antipatica:viziata ed egocentrica, è convinta che il mondo giri intorno a lei e che tutti vivano in funzione dei suoi scopi;come tali sfrutta quasi tutti i personaggi del romanzo, dal padre a Ruark al servitore Pitney, che alla fine gentilmente ma fermamente si ribella, facendole ( forse)capire che non si sta certo comportando bene verso gli altri.
Nemmeno l’imbarazzante situazione in cui si ritrova la rende più di tanto simpatica:in fondo se l’è cercato lei, anzi è addirittura gustoso vederla crogiolarsi nell’incertezza di chiedersi come mai quell’uomo è ancora vivo,se parlerà, se la scopriranno…insomma il poveretto ai suoi occhi è colpevole di non essere morto davvero, rompendole le uova nel paniere.Certo, provando a vederla dal suo punto di vista,tutto ciò non deve essere stato molto piacevole nemmeno per lei;ma come dice il proverbio, chi è causa del suo male pianga sé stesso.
Anche la sua relazione con Ruark è, per buona parte del romanzo,basata sullo schema “ io prendo quel che mi pare quando mi pare”:cioè se di giorno lui è lo schiavo indesiderato che potrebbe comprometterla con una sola parola, di notte è l’uomo più che desiderato che ognuna vorrebbe per marito…comodo eh?
Per questo trovo che il rapimento da parte dei pirati le abbia fatto più bene che altro,facendole abbassare non poco la cresta.
Invece Ruark…bè, lui è tutt’altra cosa.Il tipico eroe affascinante, ironico e di carattere, tanto da riuscire a tenere testa abilmente a quella stupidina di Shanna, anche se viene da chiedersi cosa ci trovasse il lei per tenersela così stretta e rischiare così tanto per lei( essendo lo schiavo era comunque quello che più aveva da perdere);forse il gusto della sfida, o di vedere domata la bisbetica.O forse amore, per quanto improbabile e a senso unico.
Per il resto la confezione del romanzo è impeccabile come sempre, in tipico stile Woodiwiss anche se con qualcosa di troppo, che a tratti lo rende davvero un malloppone.

3 commenti:

  1. in effetti lei è antipaticissima. Ma quanto è stata imitata questa storia da altre autrici?

    RispondiElimina
  2. Questo romanzo lo lessi in un periodo in cui un'amica stava cercando di rendermi un'appassinata di letteratura rosa. Lei era così entusiasta che aveva persino dato il nome di Ruark al suo pupazzetto portafortuna, per me invece l'esperienza ha ottenuto il risultato contrario: già il genere non mi entusiasmava, dopo la Woodwiss l'ho del tutto cassato.
    Romanzo pallosissimo e pieno di assurdità che avrà anche fatto scuola (purtroppo!) ma che non si raccomanda certo per altezza di contenuti o di significati.
    P.S. la parte dei pirati la saltai a piedi pari. Proprio non ce la facevo...

    RispondiElimina
  3. In effetti avete ragione, come mai avrà avuto tanto successo?! Mistero...

    RispondiElimina