sabato 2 giugno 2012

La terza sorella, di Julia Barrett

Titolo originale: The third sister

Anno: 1998

Ambientazione: Inghilterra, fine ‘700.


Collegamenti con altri romanzi: Il romanzo è idealmente collegato a RAGIONE E SENTIMENTO di Jane Austen.

Dopo i matrimoni delle sorelle maggiori Elinor e Marianne, Margaret Dashowood, la sorella più piccola, è rimasta a vivere con la madre, ma ora che ha compiuto diciassette anni anche per lei si avvicina il momento di trovare marito.
Memore dei problemi affrontati dalle sorelle maggiori (soprattutto Marianne), Margaret è assolutamente decisa a non lasciarsi abbindolare dal fascino o dalle belle maniere del primo che passa, ma vuole scelgiere con cautela e in modo ragionevole; peccato che incontri sulla sua strada due gentiluomini che l’affascinano parecchio: l’affidabile George Osborne e il borioso William Du Plessy.
Dopo averci pensato Margaret accetta la proposta del primo, ma si sa: le apparenze ingannano….

Come avrete capito dalla trama, la protagonista Margaret Dashwood non è certo un personaggio nuovo: l’abbiamo incontrata bambina in RAGIONE E SENTIMENTO di Jane Austen dove era la sorellina minore delle portagoniste Elinor e Marianne; un personaggio quindi un po’ defilato, se non per i suoi dispettucci e le sue stravaganze descritte nel libro.
Tanto che alla fine non viene quasi menzionata, così nulla sappiamo del suo destino da parte della sua creatrice. Ma a supplire questa mancanza ha pensato Julia Barrett, che con questo romanzo eleva Margaret al ruolo di protagonista, dedicandole una sua storia personale gradevole, ma - come si scopre man mano si prosegue nella lettura - non troppo diversa da quella delle sorelle.
L’autrice scrive un libro gradevole e grazioso, che non tradisce lo stile austeniano nei contenuti e nello stile (anche se il linguaggio ovviamente è più semplice e meno forbito). La storia, come già detto, è una specie di ripetizione di ciò che accadde alle sorelle di Margaret, con la variante “le apparenze ingannano”, giusto per dare una piccola variazione.
Per quanto riguarda i personaggi, anche qui nulla di particolarmente originale: Margaret è una giovane donna gradevole e serena, un bel personaggio anche se non si può fare a meno di vedere che , caratterialmente, è un mix di Elinor e Marianne, così come i due gentiluomini che si contendono le sue attenzioni sono due repliche di Edward Ferrars e di Willoughby.
Per la gioia delle fans del primo romanzo, l’autrice ci dà una sua personale versione di come sono proseguite le vicende di alcuni personaggi: oltre alle coppie Elinor - Edward e Marianne - Brandon, ritroviamo anche Sir John (parente delle Dashwood), il fratello John con l’antipatica moglie Fanny e Eliza, la nipote del colonnello Brandon che non appariva nel primao romanzo come personaggio, ma di cui veniva narrata la triste vicenda che la riguardava.
Concludendo, un libro che consiglierei a tutte le ammiratrici della Austen e di RAGIONE E SENTIMENTO; anche se non ha nulla di particolarmente originale e indimenticabile, di certo non è una di quei seguiti che possono risultare sgradevoli e deludenti, e anzi, potrebbe servire per completare il quadro sulle sorelle Dashwood, inserendo anche la storia di Margaret.

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