sabato 16 giugno 2012

Don Camillo- Mondo piccolo, di Giovanni Guareschi



Brescello è un paesino della bassa padana dove la vita scorre lenta e tranquilla, movimentata solo dalle dispute di paese, in particolare quelle tra il sindaco comunista Peppone e il parroco Don Camillo,prete sui generis vulcanico e pronto alla lotta quando necessario.Tanto è vero che spesso viene ripreso dal Crocefisso della Chiesa perché esagera… Pur essendo in totale contrapposizione ideologica, prete e sindaco si rispettano e non esitano ad intervenire in favore dell'altro o a rendere omaggio all'avversario, riconoscendone il valore.Così  si risolvono vari episodi, tra cui quello, piuttosto serio, dell’amore contrastato tra due giovani del paese…

Il romanzo probabilmente più famoso di Giovanni Guareschi (fama a cui contribuirono non poco i film degli anni ’50 con Peppone e Fernandel) ha come sottotitolo “Mondo piccolo”. Ed è proprio un piccolo mondo il microcosmo di Brescello e della pianura padana in cui sono ambientate le vicende che ruotano attorno al sanguigno protagonista, un prete sui generis con una sua personale visione della sua missione, dato che non disdegna scapaccioni e cazzotti, non è per nulla mite e remissivo e soprattutto non le manda certo a dire a nessuno, compreso il sindaco.
Che oltretutto…è pure comunista!
Don Camillo e Peppone rappresentano le due facce di un’Italia che non c’è più, rustica, ingenua, povera e semplice, dove la massima rivolta è costituita dal suonare le campane a festa durante il comizio del sindaco comunista e la  battaglia più spietata quella che si svolge sul fronte elettorale tra DC e PCI, con Don Camillo e Peppone pronti a tutto per portare gli elettori dalla loro parte.
Un’Italia dove il sindaco comunista fa battezzare il figlio e dove anche i comunisti più incalliti si inchinano davanti al desiderio dell’anziana maestra del paese, che essendo monarchica desidera essere seppellita con la sua bandiera.
Vite e personaggi che non entreranno nella storia ufficiale, che non faranno mai nulla di grande, e che però l’autore tratteggia con massima abilità facendole diventare tipologie indimenticabili.
C’è anche un episodio serio, che nel film non è stato mostrato: un ex gerarca fascista viene ucciso in casa sua, in piena estate, da una fucilata arrivata dalla finestra aperta. Il delitto scuote il tranquillo paesino, il colpevole alla fine non verrà trovato, ma da come si muove Peppone fa capire che sapeva chi era stato, ma non arlava per tutelare ilfiglio della vittima, che aveva assistito all’omicidio e rischiava di essere eliminato come testimone scomodo. Qui non metto altro, sappiate solo che da come viene trattata l’intera faccenda si capisce che Peppone pur essendo comunista è rimasto porfondamente disgustato dal fatto.
Questo quasi 50 anni prima di Giampaolo Pansa…da riflettere.
Il romanzo diverte e introduce davvero in un piccolo, grande mondo.
Varrebbe la pena di riscoprirlo, anche se ormai, come VIA COL VENTO, non può più essere slegato dalla fama del film.

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