lunedì 7 maggio 2012

Sotto il cielo d'Irlanda, di Annamaria Platania

Cristel Della Rocca, discendente di un’antica casata veneziana, parte per l’Irlanda per realizzare un reportage per conto della rivista dove lavora come fotografa. Spera così di staccarsi da tutto dopo un periodo per lei veramente duro: è reduce da un matrimonio fallito e l’amata nonna è morta, lasciandole un diario dove racconta la sua vita e soprattutto il suo amore per un un tale Anthony, che non ebbe esito felice in quanto furono separati dal destino.
Arrivata in Irlanda conosce Jonathan, talentuoso pittore dall’animo semplice, che vive con il figlioletto Robert dopo essere stato lasciato dalla moglie; tra i due è colpo di fulmine, ma la strada verso la felicità non sarà certo facile...

E’ il primo romanzo che leggo di Annamaria Platania, ed è stata una piacevole sorpresa.
L’Irlanda è una delle terre più affascinanti al mondo, ricca di cultura e con una natura bellissima,quindi dotata di un fascino decisamente ammaliante per chiunque l’abbia conosciuta almeno un poco. Non sorprende quindi che l’autrice abbia deciso di ambientare lì la sua storia (con un’iniziale capatina a Venezia), accattivante in cui c’è un po’ di tutto: amore, nostalgia, rimpianti, thriller e un senso di predestinazione sempre incombente a guidare la storia d’amore tra i due protagonisti.
L’autrice dimostra di avere un buon talento visivo e descrittivo, in quanto quello che mi ha colpito di più di questo romanzo è stata la capacità di raffigurare non solo i paesaggi, ma anche di “mostrarli” al lettore, che riesce quasi a vederli come in un quadro o in una fotografia; e inoltre la capacità di avvolgere il lettore nell’atmosfera di fascino, magia, sentimento che sembra a volte uscire dalle pagine del romanzo.
La storia in sé mi è piaciuta, e ritengo che potrebbe essere un materiale adatto a un film o una fiction: i due personaggi principali, Jonathan e Cristel, sono due persone sensibili e ferite dalla via che però trovano nel profondo amore che sboccia fra di loro una dimensione per ripartire con una nuova vita, e gli ostacoli che dovranno affrontare lungo il percorso non faranno altro che rafforzare il loro sentimento.
Ho trovato però che alcuni personaggi di contorno siano ritratti in modo un po’ troppo veloce, senza troppo approfondire il loro carattere e le loro motivazioni (ad esempio il fratello scapestrato di Cristel o l’amico detective di Jonathan); così come rimane un buco nella storia tra i nonni dei due protagonisti: perché andò così? Non viene spiegato (o almeno io non l’ho capito).
Nel complesso un bel romanzo, gradevole e ben scritto.

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