martedì 15 maggio 2012

Promessa di primavera, di Mary Balogh

Titolo Originale: A promise of spring

Anno: 1990


Ambientazione: Inghilterra, 1800


Il parroco Paul Howard muore per salvare due bambini. Sua sorella Grace, che viveva con lui, rimane così completamente sola al mondo, e senza un posto dove andare.
Così Sir Peregrine Lampman, amico di Paul, si offre di sposarla, nonostante la donna abbia dieci anni più di lui. Dopo qualche resistenza Grace accetta, non senza avergli raccontato la verità sul suo doloroso passato, che nessuno conosce.
Molti anni prima infatti Grace aveva avuto un figlio illegittimo dall’uomo che amava e che l’aveva abbandonata per sposare un’ereditiera; il bambino era morto annegato all’età di 4 anni e da allora Grace aveva lasciato la famiglia d’origine per trasferirsi nella piccola parrocchia del fratello minore, lontana da tutto ciò che le potesse ricordare la sua dolorosa perdita.
Quello che, per tutti, sembra solo un matrimonio di convenienza e comodità soprattutto per Grace, si rivela una felice unione per entrambi, in cui a poco a poco subentra anche l’amore; ma il ritorno di Gareth, il primo amore di Grace, rischia di rovinare tutto…

Quando si legge un romanzo di Mary Balogh si può essere certi che, qualunque sia il giudizio sul romanzo o sulla storia, non ci si troverà davanti a una storia o a personaggi banali: cosa che puntualmente avviene anche in questo romanzo.
Innanzitutto si può riconoscere all’autrice una certa dose di coraggio, visto che ha deciso di raccontare una storia d’amore dove lui è più giovane di lei di dieci anni. Certo, ai giorni nostri ciò non costituisce un problema per una coppia( non sempre però… ci sono, a volte, ancora tanti pregiudizi e pettegolezzi), ma se pensiamo che siamo nell’ Inghilterra ottocentesca, allora possiamo immaginare che non era certo una cosa usuale, e probabilmente, nemmeno considerata “normale”.
Non tanto per la differenza d’età - quanti uomini, anche anziani, sposavano donne molto più giovani? - ma proprio perché stavolta il più giovane è il lui della situazione.
E difatti, la storia tra Grace e Peregrine nasce, almeno all’inizio, come il tipico matrimonio di convenienza, anzi di più: come un’opera pia di lui verso una persona sfortunata che è rimasta solo al mondo e che altrimenti non saprebbe dove andare. E’ questo che pensano le persone a loro vicine, amici e parenti, e anche la stessa Grace; nel corso delle pagine vengono riportate molte lodi nei confronti di questo giovanotto sensibile e generoso che ha deciso di “sacrificarsi” sposando la sorella dell’amico defunto per salvarla dall’essere gettata in mezzo alla strada; questa cosa potrebbe infastidire qualche lettrice, ma teniamo ben presente l’epoca in cui si svolge la storia.
Ma la storia prende presto un’altra piega: l’autrice, con molto tatto e sensibilità, con una delicatezza davvero unica, ci racconta il nascere e l’evolversi dell’amore tra due persone su cui nessuno avrebbe scommesso - sempre e solo per il motivo suddetto - , due persone che si scoprono piano piano fisicamente e sentimentalmente, e si avvicinano riuscendo a trasformare il loro matrimonio in un’autentica unione.
Grace e Perry sono molto simili ma anche molto diversi; lei in particolare non è sempre stata la tranquilla e umile sorella zitella del parroco del paese. Da subito infatti la donna mette al corrente il promesso sposo- e insieme a lui noi lettori- di un segreto che ha sconvolto la sua vita: da ragazza Grace ha avuto una relazione con un uomo che poi l’ha abbandonata, e da questa storia era nato un figlio illegittimo, morto annegato all’età di quattro anni.
Questa la tragedia che ha cambiato per sempre la vivace, ostinata, ribelle e orgogliosa giovane donna appartenente a una famiglia della piccola nobiltà di campagna, che aveva fatto della ribellione alle convenzioni una regola di vita, sentendosi superiore agli altri; a tal punto che, come lei stessa si rende conto, anche la storia d’amore con Gareth (il padre di suo figlio), in fondo, era basata su quello: il desiderio di infrangere le regole e la morale, di dimostrare che lei era più forte di tutti, compresa la sua famiglia.
Perché non è vero che Grace non ha nessuno al mondo: le rimangono il padre, il fratello maggiore, la cognata e due nipoti, ma dopo la morte del piccolo aveva rotto i ponti con tutti, accusandoli tra le altre cose di aver sempre considerato suo figlio cosa di poco valore perché illegittimo, e in qualche modo incolpandoli della sua morte.
Grazie all’amore paziente, gentile e maturo di Perry (un personaggio maschile veramente bello e profondo, lontano da molti caratteri maschili tipici dei romance, ma sicuramente in grado di emozionare e far sospirare le lettrici allo stesso modo, se non di più), Grace riuscirà a ricostruire la sua vita, perdonando sé stessa e gli altri, ristabilendo il rapporto con i familiari (dei quali, dopo tanti anni, riesce a vedere anche i pregi e soprattutto, i torti che lei aveva nei loro confronti), e troncando definitivamente col proprio triste passato, rappresentato da Gareth, l’uomo che l’ha abbandonata senza alcuno scrupolo e che ora si ripresenta pensando che nulla sia cambiato, minando la serenità che Grace sta faticosamente riscostruendosi; Gareth è non solo malvagio (perseguita la povera Grace con un’insistenza che oggi chiameremmo stalking), ma è anche molto stupido, credetemi! Nelle scene dove compare anche lui, ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte a un bambino capriccioso che non accetta la realtà e soprattutto non accetta che qualcun altro, meglio di lui, abbia preso il suo posto; non accetta nemmeno che gli vengano rinfacciate (giustamente) le gravi colpe di cui si è macchiato, trova una giustificazione per tutto… insomma, una lagna incredibile… del tutto privo di qualsiasi attrattiva.
Un efficace contrasto con Perry, la cui giovane età non è certo un’ostacolo alla grande maturità e all’impegno che dimostra nel rapporto con Grace, spendendosi veramente a 360 gradi per la donna che scopre di amare.
Molto ben delineati anche i personaggi di contorno, dai familiari di Grace agli amici che attorniano la coppia. Un piccolo spaccato realistico della vita semplice di un paesino di campagna, con tutte le sue gioie, problemi e talvolta anche drammi.
Un romanzo gentile e delicato, proprio come un fiore di primavera.

2 commenti:

  1. è vero questo libro è stato proprio una bella lettura, lo ricordo con grande tenerezza. Baci

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  2. Uno dei più blli della Balogh, secondo me.

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