sabato 5 maggio 2012

Caterina, la prima moglie, di Philippa Gregory

Titolo Originale: The Constant Princess

Anno di pubblicazione: 2004

Ambientazione: Spagna- Inghilterra, fien '400- inizio '500


Caterina D'Aragona, figlia minore di Isabella di Castiglia e Ferdinando D'Aragona, parte per raggiungere l'Inghilterra, dove sposerà Arturo, il figlio di R Enrico ed erede al trono, al quale è fidanzata dall'età di tre anni.
Nonostante l'accoglienza non sia delle migliori e la fatica in un Paese talmente diverso come clima e abitudini, Caterina ha una precisa concezione del suo ruolo e delle sue responsabilità, e tiene duro.
Dopo poco tempo viene ricompensata, dato che tra lei e il marito Arturo nasce l'amore; ma dopo pochi mesi il giovane si ammala e muore.
Prima di morire riesce a strappare alla moglie una promessa: che sarà lei a realizzare la vita e i progetti che insieme avevano coltivato...




Philippa Gregory comincia la serie dedicata ai Tudor dall’inizio: narrando cioè la storia di Caterina D’Aragona, prima moglie di Enrico VIII, al regina passata alla storia come “sfortunata”: non riuscì a dare un’erede maschio al trono d’Inghilterra (l’unica figlia della coppia fu la principessa Maria), fu ripetutamente tradita dal gagliardo consorte nonostante la sua coraggiosa battaglia e la sua dignità, alla fine fu ripudiata in favore della giovane e vivace Anna Bolena e,separata dalla figlia, morì quasi in povertà.
Caterina però era la vedova di Arturo, fratello maggiore di Enrico morto prematuramente, e potè sposarsi col cognato solo perché giurò che il primo matrimonio non era stato consumato causa impotenza del consorte. Ma era vero? L’autrice parte da questo assunto per narrarci la storia di Caterina,promessa all’età di tre anni al principe del Galles e quindi cresciuta dalla madre Isabella di Castiglia con l’assoluta convinzione del suo status di futura regina. Credo che Caterina sia uno dei personaggi più belli usciti dalla penna di questa brava autrice: la vediamo bambina che vive nei campi di battaglia dato che anche la madre Isabella di Castiglia partecipava attivamente alle guerre: qui la piccola Caterina impara a rafforzare il proprio carattere e a credere fermamente che Dio è dalla sua parte e che il volere di Dio coincide con quello della regina di Spagna: e quindi anche per questo la piccola Infanta cresce con la convinzione di “essere” Principessa d’Inghilterra.
La vediamo adolescente vivere con spensieratezza nei palazzi da cui erano stati cacciati i mori e godere di quella cultura secolare e delle sue bellezze senza farsi domande su come erano state ottenute dai genitori; la vediamo pochissimo tempo dopo lasciare il Paese natale e andare sposa in Inghilterra ad Arturo, primogenito di Enrico VII come da sempre deciso.
La vediamo tentennante agli inizi del matrimonio con grosse difficoltà di adattamento sia per la diversità di clima e cultura tra i due paesi, sia per la scarsa conoscenza col marito: Caterina e Arturo sono giovanissimi e costretti a un matrimonio di convenienza, tuttavia è davvero brava l’autrice a tratteggiare le timidezze e difficoltà normali in una coppia di ragazzi investiti da responsabilità e doveri più grossi di loro e che non rispettano la loro intimità e i loro sentimenti. Assistiamo alla graduale nascita della loro conoscenza reciproca e quindi del loro amore, vero e sincero e purtroppo di breve durata, ma talmente profondo che Caterina in fondo, si sentirà e sarà sempre nel profondo del suo cuore la moglie di Arturo (nel finale, arriverà anche a considerare Maria figlia “veramente” di Arturo).
La vediamo giovane vedova abbandonata anche dalla sua stessa famiglia, lottare contro le ristrettezze economiche e la profonda infelicità che la coglie causandole anche una profonda crisi religiosa; e poi finalmente dopo le nozze con il cognato la vediamo regina capace e saggia,vero punto di riferimento per il re e la corte nei momenti difficili.
Leggendo il romanzo viene spontaneo domandarsi come una simile donna abbia potuto andare incontro a un destino tanto ingiusto e immeritevole…
Ottima caratterizzazione anche dei personaggi di contorno, da Arturo allo spensierato e superficiale Enrico (a modo suo innamorato della moglie), alla severa governante Donna Elvira, alla fredda Regina Madre; personaggi che non rimangono semplicemente come contorno ma che si ritagliano uno spazio loro fissandosi nella memoria del lettore. Accurata caratterizzazione storica ed efficacia nel descrivere paesaggi e ambienti completano la descrizione di un libro davvero molto ben fatto, al di là della verosimiglianza storica.

4 commenti:

  1. Eccomi Tiziana, seguirò sicuramente il tuo blog! :) Un caro saluto!

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  2. Grazie,speriamo di rivederci presto!

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  3. ciato Tiziana, francamente ho abbandonato questa autrice e le sue saghe, ad esempio ora hanno pubblicato quella delle Due Rose. Un bacio!

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  4. ciao carissima, a me invece finora è piaciuta molto. non ho ancora letto nulla delle nuova saga ma spero di farlo al più presto!

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