giovedì 5 aprile 2012

Sono stata Alice, di Melanie Benjamin

Titolo Originale: I had Alice


sono stata alice-thumb
Anno di pubblicazione: 2010



Il romanzo narra la storia di Alice Liddell, la bambina che ispirò Lewis Carroll (pseudonimo del reverendo Charles Dodgson) per il suo romanzo LE AVVENTURE DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE E ATTRAVERSO LO SPECCHIO, uno dei capolavori per l’infanzia di tutti i tempi.
Nel Alice Liddell ha sette anni, è la figlia del decano di Oxford, e con le sorelle Ina e Edith vive in un ambiente culturalmente attento anche all’educazione delle bambine, soprattutto visto che la madre ha per loro forti ambizioni; Alice è una bambina sveglia, intelligente, riflessiva, che stabilisce con il suo educatore (Charles Dodgson appunto), un rapporto speciale che verrà equivocato dalla famiglia, provocando uno scandalo che anche a distanza di anni non verrà dimenticato, influenzando negativamente la sua vita…..




Poteva la sottoscritta sfuggire a questo libro? A voi, che mi conoscete bene, e conoscete bene la mia passione per ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE, la risposta.
Che ovviamente è “no”!
Conoscevo già, a grandi linee, la storia di Alice Liddell e le circostanze che portarono alla creazione della favola, ma con questo romanzo ho sicuramente approfondito le informazioni già in mio possesso.
La biografia è romanzata, ma i dati sono tutti esatti: mi ha colpito molto il fatto che Alice non abbia avuto una vita felice; per tutta la vita fu bollata come la bimba del Paese delle Meraviglie, persino dall’uomo di cui era innamorata e che fu costretta a lasciare (il principe Leopold, figlio della Regina Vittoria), tant’è vero che, all’inizio del romanzo, da anziana , parla del suo fastidio nel notare il disappunto della gente che l’invitava a conferenze o festeggiamenti, e che si aspettava sempre di vedere una bambina di sette anni. Riguardo a questo è una cosa comune negli ispiratori di qualche personaggio, soprattutto bambini: ho letto altrove che era quello che provavano anche Christopher Robin Milne (figlio di Alan Milne, l’autore di “ Le avventure di Winny Pooh- il quale era si era ispirato proprio al figlio e ai suoi giocattoli) e Peter Llewlyn Davies, il bambino che ispirò Peter Pan a James M. Barrie (vedere il film NEVERLAND per saperne di più); una cosa curiosa e triste che ho appreso da questo romanzo, un giorno la vera Alice (anziana) e il vero Peter (trentenne) si incontrarono e parlarono proprio di questo; qualche tempo dopo Alice seppe che si era suicidato.
Mi ha colpito il fatto che Alice fu, al di là del romanzo, Perseguitata da un avverso destino: la sorella Edith morta giovane, la madre che non l’amava, l’infelice amore per il principe Leopold, due figli morti in guerra…oltre al fatto di dover sempre reprimere la propria personalità, stando attenta a che nessuno avesse la benché minima cosa da ridire su di lei; questa cosa era molto comune tra le giovani donne di buona famiglia dell’epoca, ma per Alice, figlia del Decano di Oxford e protagonista di un misterioso scandalo, la cosa fu molto più accentuata.Alice_Liddel_-_Beggar_Girl
E ora veniamo al punto centrale, il famoso scandalo che si intreccia col rapporto tra Alice e Mr Dodgson, alias Lewis Carroll: noi lo conosciamo così, col suo nome d’arte e come autore del romanzo, ma la narratrice ci tiene a precisare che, per lei, quello fu sempre e solo un nome stampato e che, pensando alla persona corrispondente, la sua immagine è quella che ci tramanda con la storia: quella del timido e sognante professore di matematica che amava la letteratura, la fotografia, i giochi di parole e i bambini: un uomo- bambino, probabilmente convinto di poter rimanere tale per sempre, e che quindi ricercava di più la compagnia dei bambini più che quella degli adulti; un uomo bambino che però cercava di far aderire le sue piccole amiche ( in questo caso, soprattutto Alice) alla’immagine che egli aveva di loro, immortalandole nelle sue foto. Alice venne immortalata come una zingarella, perché quella era l’immagine che Mr Dodgson aveva della bambina, e qualcosa di vero c’era…ma non era la realtà.
Va da sé che questi hobby comunque innocenti stanno alla base dello scandalo, del vergognoso segreto che per anni Alice rimuoverà addirittura dalla sua mente per vari anni (svelandolo solo alla fine, anche se, dagli indizi disseminati dall’autrice nel corso della storia possiamo ben indovinare di cosa si tratta) e che le causerà molte sofferenze, prima fra tutte l’odio della madre. Una colpa inesistente ma fatta diventare gigantesca dal pettegolezzo e dalla malizia, come purtroppo spesso accade….
E’ un bella biografia romanzata, appassionante al punto giusto, ma il libro è pervaso da un’aria di malinconia e rimpianto che probabilmente, permearono anche la vita di Alice Liddell.


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