lunedì 9 aprile 2012

Nemico pubblico, di Bryan Bourroghs




 Titolo originale: Public Enemies


Prima Edizione: 2009

In un Paese prostrato dalla crisi del '29, nasce la storica “guerra al crimine”che portò alla nascita dell’ FBI. I fuorilegge più famosi della storia d’America spadroneggiarono tutti nello stesso periodo (primi anni ’30), creando loro malgrado una pagina importante della storia americana. Molti di loro divennero leggende, e vengono ricordati ancora oggi: John Dillinger, il rapinatore gentiluomo che nell’immaginario popolare veniva visto come una specie di novello Robin Hood; Baby Face Nelson, che al contrario era uno psicopatico pericoloso e odiatissimo; Bonnie e Clyde, la coppia di rapinatori che divenne leggenda ben al di sopra del loro reale “merito”; la famiglia Barker, un’intera famiglia che viveva di rapimenti e crimini vari; Machine Gun Kelly, più pasticcione e imbranato che vero e proprio criminale…tutti nomi che ora fanno parte dell’immaginario pubblico, grazie anche a romanzi e film, ma che per un periodo furono davvero i “nemici pubblici” che terrorizzavano l’America con le loro gesta. Due anni di guerra fra "buoni" e "cattivi", nella giungla d'asfalto americana, che porteranno i nemici pubblici dietro le sbarre o, più spesso, all'obitorio.



Già da ora posso affermare che questo è il libro migliore che ho letto quest’estate!

Sin da ragazzina il periodo della cosiddetta “guerra al crimine” in America è uno dei periodi storici che mi hanno appassionato di più, e quindi ho sempre cercato di documentarmi leggendo e vedendo film su questi famosi personaggi. Questo libro quindi è stato fondamentale per vari motivi: oltre a essere una guida abbastanza completa di quel periodo, trattando le storie di tutti i protagonisti della guerra al crimine, che operarono separatamente ma negli stessi anni.

Pur essendo scritto con lo stile di un romanzo è in realtà un saggio, documentato in maniera minuziosa, scritto in modo asciutto e scorrevole, e nonostante tratti diverse storie incrociate, è tutto scritto in modo da non confondere le idee del lettore e in modo da tenere ben separati personaggi e avvenimenti, tranne ovviamente quando questi interagiscono.

Un’ altro punto a favore del libro è la sua obiettività; smonta infatti l’aurea di leggenda sorta intorno a questi famosi rapinatori, presentandoli anche nei loro aspetti meno “leggendari”- passatemi la ripetizione: per esempio Bonnie e Clyde costretti a vivere in macchina senza potersi nemmeno curare quando erano feriti e che puzzavano perché avevano pochissime possibilità di lavarsi- che delizia!- o John Dillinger che nell’ultimo anno della sua vita dovette ricorrere a un rischioso ( e grezzo)intervento di chirurgia plastica per cambiare un po’ i connotati ed essere così meno riconoscibile.

Soprattutto viene messo in evidenza il fatto che tutti questi criminali in realtà si sentissero profondamente soli, e da un certo punto della loro vita in poi desiderassero vivere e sistemarsi come persone qualunque, solo che a quel punto per loro il bivio portava a due sole strade: o la galera (e in alcuni casi alla sedia elettrica) o il continuo scappare da uno Stato all’altro. Forse per questo la maggior parte di loro provava un attaccamento viscerale alle loro famiglie, sia quelle d’origine (che spesso li proteggevano), sia a fidanzate e mogli varie, spesso complici dei loro uomini, e spesso anche punite con la galera.

Viene quindi tolta ogni aurea di eroismo a queste persone,sottolineando come le loro scelte non portarono ad altro che a solitudine, morte e sofferenze, dopo il famigerato quarto d’ora di gloria. Insomma, niente che nessuno vorrebbe per sé. Viene tolta ogni aurea eroica anche all’FBI, che nacque proprio come corpo speciale nella lotta al crimine, e che davvero combattè questa guerra con ogni mezzo, anche illecito e scorretto, vedi fabbricazione di prove false e torture psicologiche alle donne arrestate(non vengono presentate proprio come tali nel libro, ma leggendole non si possono definire in altro modo!).

Altro fatto importante messo in rilievo dal libro è il comune denominatore della provenienza di questi banditi: tutti appartenenti a famiglie contadine o borghesi che durante la Grande Depressione, o anche prima, erano diventate povere causa debiti contratti con le banche o fallimenti finanziari di altro tipo.

Insomma niente a che vedere con i personaggi di film come GANGSTER STORY, IL CLAN DEI BARKER e altri che raccontano le storie di questi personaggi in maniera piuttosto epica e leggendaria. Da questo libro è inoltre tratto il film NEMICO PUBBLICO con Johnny Depp nei panni di John Dillinger e Marion Cotillard in quelli della sua compagna Billie, la storia che mi ha più interessato in questo libro insieme a quella di Bonnie e Clyde.

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