lunedì 23 aprile 2012

Il gioco dgli specchi, di Andrea Camilleri



In un magazzino in disuso qualcuno ha messo una bomba,per fortuna di poco conto. Indagando sul caso l’ipotesi più probabile sarebbe quella di un pizzo non pagato, ma ormai Montalbano sa che l’ipotesi più ovvia solitamente non è mai quella giusta.Nel mentre il nostro commissario stringe amicizia con la signora Lombardo, nuova vicina di casa, il cui marito è sempre assente per lavoro. Il rapporto fra i due si fa molto stretto ma il commissario all’inizio non può minimamente sapere che l’affascinante Liliana è in qualche modo collegata al nuovo caso su cui sta indagando; ma piccoli indizi scollegati tra loro formeranno un pericoloso gioco degli specchi…

Ormai  per me Andrea Camilleri è una garanzia assoluta di ottima lettura: ogni volta che scelgo un suo libro so già che, invariabilmente, mi piacerà, che si tratti o meno della serie sul commissario Montalbano. Certo, la domanda ogni tanto spunta: ma a Vigata, piccolo paesino siciliano, quanti crimini avvengono?!
Ma a parte questo, l’autore siciliano possiede un talento speciale nel narrare storie che in sostanza sono sempre uguali,con gli stessi personaggi, che avvengono nello stesso micocosmo e nelle stesse ambientazioni senza annoiare, ma anzi inventando molto spesso elementi nuovi, come la teoria del gioco degli specchi di questo romanzo.
A dire la verità ho un po’ faticato la comprensione generale della storia, in certe parti mi è sembrata troppo intricata, ma con la spiegazione finale tutto si è risolto e ho potuto come al solito apprezzare l’abilità narrativa dell’autore non solo nella creazione e narrazione dell’intricata vicenda, ma anche nelle caratterizzazioni dei personaggi nuovi: su tutti  Liliana,l’affascinante vicina maliarda, ambigua e sfuggente appartiene alla galleria di personaggi femminili di tale tipo inaugurata con IL CAMPO DEL VASAIO, e anche Montalbano appare sempre più invischiato nella sua crisi di mezz’età (che potrebbe anche essere una nuova presa di coscienza), dato che si fa sempre affascinare da personaggi di questo tipo. Affascinato ma fino a un certo punto, dato che ormai ha imparato dhe dietro a donne di questo tipo si cela sempre qualcosa di poco chiaro, poco pulito…di cui alla fine esse stesse sono vittime. Personaggi femminili a loro modo interessanti.
Anche qui come altre volte non ci sarà un lieto fine in senso classico, anzi sarà molto amaro per il commissario ( e particolarmente cruento per i lettori, dato che Camilleri raramente si lascia andare a scene di violenza così forti come accade in questo romanzo), ma se non altro avremo almeno la soddisfazione di vedere dileggiato l’odiato Pippo Ragonese (che qui si lascia andare a una scorrettezza veramente pesante).
Altra particolarità che apprezzo molto in Camilleri sono i continui riferimenti letterali, teatrali e spesso anche cinematografici, come si capisce già dal titolo per chi-come me- ha un po’ di conoscenza di cinema classico.
Prima o poi mi tochcerà riservare una libreria solo per avere tutti i suoi romanzi….

3 commenti:

  1. Non amo particolarmente i gialli, ma mio marito (che non ama leggere ma ha letto tutti i libri della serie Montalbano) mi ha esortato a leggerne uno e ne sono rimasta affascinata, l'ho anche recensito! All'inizio ho fatto un po' fatica a seguire il siciliano, ma poi ci si fa l'abitudine e il testo scorre via velocemente.
    Comunque le storie sono sempre intricate e quando lo vedo in tv (sarà la stanchezza!) non riesco a seguirlo proprio sempre sempre :P
    Però è un personaggio che affascina il commissario, c'è poco da fare!

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  2. Anche io la prima volta che lessi Camilleri feci un po' fatica con il sicialiano, ma poi grazie anche a una signora siciliana che mi traduceva tutti i termini che non capivo ho imparato abbastanza...anzi, alcuni li ho fatti miei, nel senso che li uso comunemente nel parlare (considera che sono bresciana!).
    Sono una fan anche della serie tv, mi oaice troppo, fosse per me farei tutti i DVD!

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  3. Anche a me il romanzo è piaciuto moltissimo (trovi la mia recensione all'indirizzo http://paperlife3.blogspot.it/2011/06/il-gioco-degli-specchi-di-andrea.html), magari non quanto altri ma nemmeno poco poco.
    Sono abbastanza d'accordo con quanto dici, tranne per il fatto che Liliana mi pare diversa dalla Dolores de IL CAMPO DEL VASAIO: quest'ultima era decisamente "traditora" e profittatrice, mentre Liliana cerca di servirsi di Montalbano con scopi sempre personali ma non così biechi. Certo, sono entrambe maliarde, ma lo stile mi pare differente.

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