sabato 28 aprile 2012

Il filo di Arianna, di Ornella Albanese





Finora delle scrittrici italiane avevo letto solo Mariangela Camocardi, che non mi è piaciuta quasi per nulla;Ornella Albanese è stata invece una sorpresa davvero graditissima, in quanto questo è uno di quei romanzi che mi è rimasto nel cuore.

L’elemento principale del suo fascino è , secondo me,il fatto che rispetto ad altri romanzi la narrazione si concentra molto sulle diverse personalità di Ottavio e Arianna, sull’evolversi dei loro sentimenti e della loro relazione all’interno della coppia, ma anche come persone.

I due appartengono a mondi rigorosamente separati da convenzioni sociali e pregiudizi:lei nobile figlia di un duca, lui figlio di un commerciante arricchito e ambizioso.Solo che ognuna delle due famiglie ha qualcosa che manca all’altra e, guarda caso, quel qualcosa è quello che la momento occorre di più:lui i soldi,lei il titolo nobiliare.I genitori si accordano così su questo matrimonio mettendo i due giovani praticamente di fronte al fatto compiuto: ai due non resta che accettare, a malincuore.Soprattutto Arianna è addolorata da questo matrimonio di convenienza con un quasi completo sconosciuto.

Dico quasi perché c’è un prologo alla storia risalente a tre anni prima, quando Ottavio era stato invitato a una festa dal duca e vittima di uno scherzo abbastanza crudele da parte degli altri giovani, decisi a umiliarlo solo perché borghese.In quell’occasione Arianna e un’altra ragazza erano state le uniche a rifiutarsi di prestarsi a quel brutto gioco, e già da qui qualcosa si capisce del caratterino indipendente e deciso della nostra eroina. Perchè lei è così, decisa , fiera , con i piedi per terra le riesce molto doloroso sacrificarsi per il bene della famiglia….tutto ciò le impedisce di vedere al di là delle sue convinzioni sul marito, di sforzarsi di vedere al di là del proprio naso, di conoscere e farsi conoscere per quella che è in realtà. Ma è solo una naturale reazione a un matrimonio imposto:presto Arianna, messa di fronte alla realtà della sua nuova vita e alla necessità di vivere con quell’affascinante sconosciuto, capisce che sta sbagliando e decide di prendere in mano le redini della situazione o meglio, come la mitica Arianna della mitologia greca, di srotolare il filo dell’intricata matassa che la guida nella difficile scoperta dell’animo dell’altro.

E così scoprirà che Ottavio non è certo un altro qualunque….il nostro giovine,che mentre il padre era in vita non si era mai interessato all’attività del genitore( seppur dedicandosi agli studi), alla morte di quest’ultimo prende in mano il lavoro del padre, senza alcuna esperienza ma tanta volontà di migliorare e di non disperdere nel nulla tutto quello che il genitore aveva costruito.Non lo fa in modo incosciente, ma affidandosi all’esperienza di amministratori più competenti di lui,avendo l’umiltà di riconosce la propria inesperienza nel campo….inoltre, per quanto riguarda il proprio matrimonio,sin dalla prima notte cerca di venire incontro alla moglie, capendo i suoi dubbi e le sue angosce.Si allontana quando lei lo offende, e per un certo tempo non risponde ai suoi tentativi di riconciliazione, ma solo per metterla alla prova, per darle modo di maturare e di aiutarlo a trasformare il loro matrimonio in una vera unione.

I dubbi e le incertezze continuano tra di loro, perché nonostante i tentativi ognuno dei due ha paura di quello che l’altro penserà di lui;nessuno dei due è sicuro di prendere l’altro nel modo giusto, vanno per tentativi, e spesso si scoraggiano di fronte a segnali negativi che in realtà quasi sempre fraintendono.Ma dopo l’occasione decisiva, quando durante il matrimonio di una zia Arianna si schiera apertamente a favore del marito impedendo che venga umiliato, tutto migliora e la situazione non può che continuare in crescendo.

La narrazione è scorrevole e profonda, l’autrice riesce a ritagliare un piccolo spazio anche per i personaggi secondari ( mi ha colpito molto la vicenda di zia Alfia) rendendoli personaggi reali e non semplici comprimari che restano in secondo piano, e soprattutto le emozioni, dubbi e sentimenti dei protagonisti sono resi in modo che il lettore riesce a sentirle come proprie.Semplice ma bellissimo
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Anno di pubblicazione: 2006


Ambientazione: Italia,1800

Arianna Salvemini, figlia del duca di Poggioalto,e Ottavio Pambieri,figlio di un commerciante arricchito, sono costretti a un matrimonio di convenienza per soddisfare i desideri delle rispettive famiglie: la famiglia di lei infatti è in rovina a causa di investimenti sbagliati del padre, e alla giovane occorre una marito ricco( anche se borghese) per evitare che tutti finiscano sul lastrico.Il padre di lui invece ha da sempre l’ambizione che i futuri nipoti possano appartenere ad un mondo che lo ha sempre disprezzato, e si mette d’accordo col padre di Arianna per comprare le proprietà della famiglia messe all’asta, permettendo loro di abitarvi ancora,ma imponendo come condizione il matrimonio del figlio con la giovane erede della casata. Così i due giovani sono costretti a sposarsi nonostante si siano visti una sola volta:tre anni prima,ad una festa dove Ottavio era stato pesantemente umiliato dagli amici di Arianna.

Lei d’altro canto è convinta che il padre sia stato costretto a questo passo col ricatto,e anche se non lo perdona, non ha certo intenzione di accettare il marito impostole con la forza, se non di nome.Così la loro convivenza inizia sotto una serie di malintesi che rischiano di allontanarli del tutto…man mano che i giorni passano però i due giovani cominciano a conoscersi e infine si innamorano:purtroppo però i rispettivi dubbi sulla loro unione e ancora di più un segreto rivelato ad Ottavio dal padre morente rischiano di rovinare tutto.

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