lunedì 12 marzo 2012

Ritorno a Cime Tempestose, di Anna L'Estrange

Prima pubblicazione anno: 1978

Titolo Originale: Return to Wuthering Heights



Ambientazione: Inghilterra,metà ‘800.




Il romanzo inizia laddove finiva CIME TEMPESTOSE, cioè con il matrimonio tra Hareton Earnshaw e Catherine Linton, dopo la morte del terribile Heathcliff. A raccontare la storia è Agnes, nipote di Nelly, la governante nel romanzo originale, che ha preso il posto della zia ritiratasi dopo anni di lavoro.
Come dicevamo, Hareton e Catherine si sposano, hanno due figli e per alcuni anni vivono felicemente, amandosi e occupandosi dei figli con amore. I due vivono nella tenuta di Thuscross Grange,che Catherine ha ereditato dal padre Edgar Linton. Ma improvvisamente la giovane comincia a dare segni di irrequietudine, trascura la famiglia gironzolando tutto il giorno chissà dove; il motivo lo confida ad Agnes: da un po' di tempo sente una voce di donna che la chiama, che la esorta a vivere la sua vera felicità come lei non aveva potuto fare, in breve era il fantasma di sua madre Catherine a parlare in quel modo, e lei, dopo essere andata a Cime tempestose ed essersi fatta raccontare la storia dell'amore tra Catherine e Heatcliff ha cominciato a chiedersi se era quella la sua vera vita, se è il marito il suo vero amore ecc. In breve tutto va a rotoli, i due si prendono un periodo che oggi chiameremmo pausa di riflessione e va a Londra, dove si innamora di un uomo bello carismatico, ma tenebroso, insomma vive questa relazione appassionatamente, ma non sa decidere a lasciare Hareton…mi fermo qui che è meglio!



Ebbene sì, confesso: sto spudoratamente usando il blog per compiere un’operazione catartica nei confronti di questo romanzaccio (è proprio il termine adatto!) che da ben 14 anni mi sta sullo stomaco: uno dei libri più brutti mai letti (non solo del genere romance), oltre ad essere un seguito inutile e di cui credo chiunque abbia letto CIME TEMSPESTOSE, che gli sia piaciuto o meno, non senta la minima necessità.
Perché infatti questo romanzo pretenderebbe di essere il seguito del capolavoro letterario di Emily Bronte; e se è vero che i morti si rigirano nella tomba quando succede sulla terra qualcosa che li riguarda ma non è loro gradito, allora all’epoca della pubblicazione del romanzo ci deve essere stato in Inghilterra un terribile terremoto con epicentro la tomba della scrittrice. Ma siccome non si ha notizia di tale infausto evento, vuol dire che è solo una diceria come tante altre. Sono stata troppo dura? Forse, ma chi ha avuto la sfortuna di leggere questo libro mi potrà capire.. chi non l’ha letto invece si guardi bene dal farlo!
Leggendo la trama qualcuno avrà avuto l’impressione di un déjà vu, e non solo per aver già incontrato i personaggi di Hareton e Catherine nel libro originale; no, qui è proprio tutto un déjà vu (e non una semplice impressione), visto che l’autrice riprende quasi pari pari la storia del primo libro, sia per situazioni che caratteri dei personaggi: Hareton=Edgar Linton, Catherine= Catherine madre, e il bel tenebroso di cui s’innamora la protagonista a Londra indovinate di chi è figlio illegittimo? Aiutino (non che ce ne sia bisogno): inizia per H e finisce per f…ebbene sì, sono sicura che avete capito. Ed avendo costui ereditato dal padre non solo l’aspetto tenebroso ma pure il carattere vendicativo, praticamente ricomincia tutta la storia del primo libro, se possibile peggiorata, nel senso che la vendetta del signor H. si abbatte non solo sui nemici e sui figli (come papà comanda), ma pure sui nipoti e pronipoti e pure sul suo stesso figlio!!!
Insomma oltre a una rivisitazione (chiamiamola così per non infierire) di CIME TEMPESTOSE abbiamo pure accenni biblici sul famoso “le colpe dei padri ricadono sui figli fino alla settima generazione”, nel vero senso della parola. Se aggiungiamo che pure l’input iniziale è uguale a quello del romanzo a cui si ispira (il malcapitato ascoltatore della storia stavolta è il nipote di Lockwood, il viandante a cui Nelly aveva raccontato la storia nel primo romanzo), e che tentando di diversificare un poco le cose viene inserita anche la storia d’amore di Agnes (anche questa va male), e che ovviamente l’autrice in questione non ha un briciolo non dico del genio, ma della capacità narrativa e descrittiva (soprattutto sui personaggi che qui come detto non hanno vita propria ma sono mere scopiazzature) di Emily Bronte, allora possiamo subito trarre la conclusione: se lo conosco, lo evito…sì, di rovinarmi il fegato leggendolo.



La recensione non dice abbastanza sulla bruttura del romanzo, ma ritengo sia abbastanza per fare un'opera di carità facendo desistere qualche malcapitato che potrebbe trovarlo sulla sua strada...


30 giorni di libri:

12) Un libro che non ti stancherai mai di rileggere. “Emma” di Jane Austen

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