lunedì 19 marzo 2012

Il fantasma dell'Opera, di Gaston Leraux




Nella Parigi di fine ‘800, L’Opera vive il suo momento di maggior popolarità, grazie anche alla leggenda del cossi detto “Fantasma dell’Opera”, un misterioso individuo che appoggia le opere e i direttori a lui congeniali, ma non esita a usare ogni mezzo per ostacolare chi non gli paice.
In realtà il fantasma esiste davvero ed è Erick, un geniale musicista nato col volto sfigurato che vive nei sotterranei del teatro e indossa una maschera per nascondere la sua deformità. Egli si innamora di Christine, una giovane allieva, e sempre rimanendo nell’ombra coi suoi consigli la segue fino al momento in cui sarà pronta per debuttare, ottenendo grande successo. Ma Christine si innamora, ricambiata, del visconte Raoul; Erik le si rivela per tentare di conquistarla, ma quando lei sceglie Raoul la rabbia e il dolore trasformeranno il fantasma in un persecutore…




Il romanzo è uno dei capolavori del genere “feuilleton”, di cui i francesi furono maestri(basti pensare a Victor Hugo, Eugene Sue, i due Dumas padre e figlio), e solitamente è collocato anche nel genere “horror” per via delle atmosfere cupe e tenebrose cui si rifà molto spesso e che a sua volta crea.
L’autore elaborando questa storia, unisce due delle sue passioni, il teatro e la musica, mentre la sua preparazione legale e la sua esperienza come giornalista lo rendono un poliziesco originale, che coniuga elementi gialli a horror e amore.
Il risultato è un romanzo affascinante e coinvolgente, incentrato sulla figura di Erik, musicista geniale e nato con la testa di teschio, dal passato violento, che sa fare praticamente tutto, tant’è vero che la propria dimora nei sotterranei dell’Opera l’ha costruita lui stesso, e in modo che nessuno possa raggiungerla.
Un personaggio crudele, sofferto e passionale, che catalizza completamente l’attenzione…a scapito degli altri due protagonisti: Christine, l’oggetto del suo amore, la sua musa ispiratrice, una ragazza giovane e ingenua, simbolo probabilmente della purezza che contrasta con le tenebre simboleggiate da Erik; e Raoul, il fidanzatino, che certamente è meno scipito di come appare nelle versioni cinematografiche.
E’ un ragazzo timido e ingenuo anche lui, però al momento giusto tira fuori gli artigli e combatte con le unghie e con i denti per salvare la sua amata, vincendo alla fine.
E’ davvero un bel romanzo, lo consiglio vivamente agli amanti del genere e a tutti quelli che hanno visto i vari film tratti, perché il confronto tra l’opera letteraria e quella cinematografica è molto interessante.
Da questo libro sono stati tratti molti film, il libro infatti risulta tra quelli che più hanno avuto trsposzioni al cinema, sin dall’epoca del muto. Eccone alcuni:

- IL FANTASMA DELL’OPERA( 1925), con Lon Chaney nei panni di Erik: Una version decisamente horror, un classico del cinema muto;
- IL FANTASMA DEL PALCOSCENICO di Brian de Palma (1962);
- IL FANTASMA DELL’OPERA, di Tony Richardson (1992);
- IL FANTASMA DELL’OPERA , di Dario Argento(1998);
- IL FANTASMA DELL’OPERA, di Joel Schumacher( 2004).
Quest’ultimo film è la trasposizione cinematografica del famosissimo musical di Andrew Lloyd Webber.

3 commenti:

  1. Letto il libro (Eric è un personaggio fantastico) e visto il film di Dario Argento. Bello!!!

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  2. Il film di Dario Argento è quello più brutto che hovisto u questo libro....molto più bello il musical del 2004!

    @Carolina: a dire la verità rispetto al romanzo ilm film mi è sembrato più affascinannte, il romanzo è più inquietante...

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