sabato 10 marzo 2012

I peccati dei Borgia, di Sarah Bower



 titolo originale: Sins of the house of Borgia

Anno: 2011

Ambientazione: Roma- Ferrara, 1492 
Ester Sarfati, una giovane ebrea fuggita con la famiglia dalla Spagna per sfuggire alle persecuzioni, viene costretta dal padre a convertirsi e a diventare dama di compagnia di Lucrezia Borgia con l’intento di destinare la figlia a una vita tranquilla e agiata, al riparo da qualsiasi
Diventata la prediletta della figlia del Papa, sarà testimone degli eccessi, degli intrighi, delle gelosie,passioni, drammi ecc che si nascondono dietro la famiglia più potente del Rinascimento,  e ne  a suo modo coinvolta, soprattutto per via del fatto che Cesare (che la chiama Violante, nome poi adottato da tutti) ne farà la propria amante…

La famiglia Borgia è sempre terreno fertile per chiunque voglia scrivere un avvincente romanzo storico ambientato nel Rinascimento italiano, e argomento sempre interessante per chiunque ami i romanzi storici di questo tipo.
Quindi di per sé l’argomento non rischia di apparire inflazionato (e lo dimostra anche il recente successo che ha avuto I BORGIA, serie tv mandata in onda da Sky), però tutto dipende da come lo si tratta.
Sarah Bower, l’autrice di questo romanzo, è sicuramente una buona narratrice e descrittrice di come si svolgeva la vita quotidiana alla corte dei Borgia, purtroppo non si può certo dire che abbia saputo creare personaggi non dico indimenticabili, ma perlomeno accattivanti.
Se è praticamente impossibile immaginare un personaggio come Cesare Borgia nei panni dell’innamorato (e infatti non è questo lo scopo dell’autrice), è zncora più difficile capire i motivi dell’”amore” che prova per lui Violante; si, ok,lui ha flirtato un po’ con lei, poi è sparito,poi è tornato e se l’è tr….ta una volta (e nemmeno per intero)..e questa già langue?!Muore d’amore,aspetta fiduciosa il suo ritorno e inoltre è sicurissima che riconoscerà il figlio che lei aspetta e ne sarà felicissimo?! Assolutamente impossibile, come impossibile che,per i suddetti motivi, venga considerata all’unanimità dalla famiglia l’amante ufficiale di Cesare. Che ovviamente, lontano mille miglia e in altre faccende (Guerresche) affaccendato è l’unico che sembra essersi completamente dimenticato di lei (e probabilmente è proprio così).

La psicologia di Violante è quasi nulla, passione amorosa  a parte (per la quale mi è sembrata una povera illusa)sembra trascinarsi per inerzia per gran parte della storia; non si capisce bene cosa prova nei confronti della padrona, per fortuna meglio tratteggiata l’amicizia con Angela, la cugina di Lucrezia. La temibile Lucrezia Borgia è il personaggio a mio avviso melgio tratteggiato, più vicina a studi storici recenti che hanno smentito gran parte delle dicerìe costruite nei secoli attorno al personaggio (primo fra tutti, la terribile avvelenatrice di mariti); una donna infelice, che fa del suo meglio per sopravvivere in una famiglia che la considera poco più di una pedina di scambio per tessere alleanze e intrighi vari, indifferente a ogni suo sentimento (la parte in cui perde la sua bambina è significativa da questo punto di vista); purtroppo non ci si allontana molto da queste dicerìe dato che alla fine salta fuori la storia dell’incesto col fratello…deja vù.
Talmente poco interessante che l’ho riportato in biblioteca senza finirlo e senza la minima curiosità per i destini di Violante & C.



2 commenti:

  1. Cara Tiziana, spero che il tuo malessere sia dovuto al cambio di stagione. Grazie per essere passata a salutarmi. Ora non ho tempo di leggere il tuo post, dopo uscirò con una coppia di amici. Tornerò a leggerti con calma. Mi sembra sia molto interessante. Auguri per un buon pomeriggio, in tutti i sensi. Bruna.. ciaoooooooooo

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  2. Ho cominciato a leggerlo anch'io e non posso dire che mi entusiasmi. Però forse è ancora presto per esprimere giudizi. Ti saprò dire quando l'avrò finito. Ciao, bella. :-*

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