domenica 26 febbraio 2012

Ladro di Sogni, di Mary Balogh

Titolo originale:  Thief of dreams

Anno: 1998
Ambientazione: Inghilterra, fine '700 (periodo georgiano)


Il giorno del suo ventunesimo compleanno Lady Cassandra Havelock non sta più nella pelle dalla gioia: essendo maggiorenne e avendo ereditato dal padre la proprietà di famiglia, ora è una donna libera e indipendente, che non ha certo bisogno della guida di un uomo visto che è determinata a dirigere tutto da sola. Potrà quindi decidere liberamente della propria vita, nonostante i suoi apprensivi parenti siano di tutt’altro avviso: vorrebbero infatti che essa si sposasse al più presto e mettesse tutto nelle mani di un marito, cosa che Cassandra non ha la minima intenzione di fare.
Almeno fino a quando non si presenta ai festeggiamenti per il suo compleanno l’affascinante Nigel Wetherby, il quale le racconta di essere stato molto amico di suo padre e che, a furia di sentire parlare della figlia, non ha resistito al desiderio di recarsi di persona a conoscerla.
Per farla breve, in pochi giorni Cassandra capitola davanti alla corte serrata di Nigel e lo sposa, credendo ad un grande amore. Ma poco dopo le nozze si troverà invece a scoprire una dolorosa realtà…

Dalla trama si sarà certamente capito che il romanzo in questione non mi è piaciuto molto, nonostante la Balogh sia una delle mie autrici preferite.
Nonostante due protagonisti affascinanti, credibili e ben costruiti come sempre, non sono riuscita a capacitarmi della volubilità (perché, parliamoci chiaro e schiettamente, questo mi è sembrato in fin dei conti) con cui la protagonista cambia idea da un giorno con l’altro, letteralmente. Dunque:


- Il giorno del suo compleanno è felice e decisissima a diventare una donna libera e indipendente, che non si sposerà mai per non essere sottomessa al volere di un uomo;

- Nello stesso giorno si presenta Nigel, affascinante finchè vogliamo, ma pur sempre un emerito sconosciuto; e nel giro di pochissimi giorni, con un corteggiamento da fidanzatini delle medie, lei capitola innamorata cotta, arrivando al punto di sposarlo in tutta fretta, senza nemmeno farsi delle ovvie domandine (tipo come mai tutta questa fretta se una settimana prima nemmeno ci conoscevamo? Come mai non vuole invitare la sua famiglia? Come mai non ha nemmeno degli amici?);

- Il giorno dopo il matrimonio Nigel le rivela l’inganno ordito ai suoi danni, e ovviamente lei comincia a odiarlo a morte;

- Ma in seguito, dopo varie volte in cui hanno comunque adempiuto con soddisfazione reciproca ai doveri coniugali, capisce di amarlo e quindi decide di ritornare sui suoi passi.
Nel corso della storia cambia idea altre due volte; insomma, troppa volubilità, è vero che in questi romanzi spesso ci sono circostanze che nella vita reale sarebbero impossibili, ma quando si esagera…
Per fortuna, nonostante la sua volubilità, i sentimenti di Cassandra, soprattutto quelli di odio, sono descritti in maniera credibile, in modo da non far precipitare la credibilità del personaggio, ma anzi salvandola.

Nigel, il protagonista maschile, è certamente più credibile e motivato nel suo atteggiamento che presenta un misto di rivalsa, disprezzo per l’uomo che ha causato la sua sfortuna (il padre di Cassandra), e nonostante tutto voglia di amare e proteggere la moglie. La storia del suo passato comunque a me non è apparsa del tutto chiara, e forse qualcosa è stato volutamente lasciato in sospeso dall’autrice (questa almeno è stata la mia impressione personale).
Certamente più toccante la storia e la figura secondaria di Will Stubbs, l’amico di Nigel dall’aspetto bruttissimo ma dal cuore d’oro.
  



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