mercoledì 29 febbraio 2012

La notte brucia ancora, di Giampaolo Mattei e Gionmaria Monti

La notte fra il 16 e il 17 aprile 1963 nel quartiere di Primavalle a Roma alcuni esponenti di Potere Operaio diedero fuoco all’appartamento dove viveva la famiglia Mattei, notoriamente missina (il padre Mario era segretario della local sezione MSI). Due dei sei figli, Virgilio di 22 anni e Stefano di 10, morirono arsi vivi, non si riuscì a fare nulla per salvarli.
Il fatto, noto come “il Rogo di Primavalle” è ricordato coem fra i più atroci degli anni di piombo non solo per l’età delle vittime (uno era solo un bambino), ma per tutto quello che ne seguì. Giampaolo Mattei in questi libro ricostruisce la storia della sua famiglia e del fatto che cambiò per sempre le loro vite


Giampaolo Mattei aveva solo tre anni il 16 aprile 1973, quando la madre riuscì a salvare lui e un’altra figlia portandoli in braccio fuori dalla loro casa che stava bruciando; il padre e le altre due sorelle si salvarono buttandosi dal balcone, ma Virgilio e Stefano Mattei morirono arsi vivi, il fratello più piccolo attaccato alla gamba dell’altro. Il fatto è noto come “Rogo di Primavalle”, e in quei primi anni ‘7° fu il primo, vero fatto di sangue che l’odio politico tra destra e sinistra causò. Motivo di tanto odio ?Mario Mattei, il padre, era segretario della locale sezione MSI di Primavalle, il quartiere dove la famiglia viveva da sempre. Quindi, per i sinistrodi di Potere operaio, un nemico da abbattere, nonostante ofsse un netturbino con sei figli e appartamento popolare.
Più di trent’anni dopo, Giampaolo ormai adulto  decide di ricostruire la storia della sua famiglia e della loro tragedia per rendere onore e giustizia a Virgilio e Stefano; perché la famiglia Mattei non solo è stata colpita da questa tragedia, ma ha dovuto subire per anni persecuzioni di vario tipo :negli anni 70, minacce, i figli che dovettero cambiare scuola, insulti e minacce al processo; finiti gli anni di piombo, ingiustizie della legge : la sentenza di secondo grado riconobbe i tre esponenti colpevoli, ma di omicidio colposo (!), e inoltre erano già da tempo latitanti, infati non faranno mai un giorno di galera. Nel 2005, quando ormai il fatto è andato in prescrizione, il componente principale, Achille Lollo, dal Brasile in cui si era rifugiato racconta tutta la storia e ammette che sono stati loro, poi torna in Italia a curarsi. Ma essendo andato il reato in prescrizione, è un uomo libero e nessuno può fargli nulla…
Ma soprattutto, viene raccontata l’orrenda montatura che la stampa di sinistra, insieme alla sinstra utta (intellettuali, militanti ecc), mise in atto contro a famiglia Mattei, arrivando ad accusarli di essersi incendiati la casa da soli per dare la colpa ai comunisti; modo di fare forse tipico della sinsitra dell’epoca e che non è affatto nuovo, visto che già era stato messo in atto nel caso Calabresi. I sinistroidi – con Dario Fo, Franca Rame e il loro degno figliolo Jacopo in testa…quelli non mancano mai!- fabbricarono ad arte prove e ricostruzioni false, addirittura raccolte in un volume intitolato “Primavalle: incendio a porte chiuse”, volte a riconoscere a tutti i costi la tesi innocentista, incuranti del dolore della famiglia Mattei, della disgrazia in cui era morto anche un bambino di dieci anni che non poteva certo essere un fascista, e non esitarono nemmeno a gettare fango sulle vittime (dissero che Virgilio era un pericoloso militante anticomunista e che stava preparando una bomba in casa, che la madre Annamaria era scesa quella notte vestita di tutto punto e quindi sapeva già cosa stava succedendo,che una delle figlie- una bambina!- aveva minacciato uno dei tre colpevoli qualche giorno prima avendolo visto che girava per il quartiere…..cose da pazzi, a cui oggi è difficile credere (ma anche allora, per persone con un minimo di bunsenso e sensibilità), am che sono successe e che sono andate avanti per anni. Con la tesi che “se l’erano bruciata da soli la casa”.
Agghiacciante, ma anche istruttivo per capire il clima di odiio e di follia di quegli anni, che purtroppo non si è ancora spento. Mattei, con l’aiuto di Gionmaria Monti,racconta una storia din dolore e terrore, ma anche di dignità e coraggio, quelli con cui i Mattei affrontarono tutto ciò, che ben contrasta con la vigliaccheria e la pochezza non solo degli autori, ma anche di tutti i loro sostenitori. Bella la scelta di far conoscere Stefano e Virgilio attraverso foto dall’album privato della famiglia che li ritraggono in momenti di serenità, dopo che per tanti anni sonos tati conosciuti solo per la foto del giorno in cui sono morti, restituendo così la loro dimensione di bambino e ragazzo, e non solo di vittime o simboli di qualcosa.
Credo sia l’unico libro dove potrete trovare la verità su questa tragedia, insieme a CUORI NERI di Luca Telese.

2 commenti:

  1. eccomi! così riprenderò a leggere le tue recensioni. Baci

    RispondiElimina
  2. Ti aspetto..ci sarrano cose vecchie ma anche nuove!

    RispondiElimina