mercoledì 29 febbraio 2012

Il diario del vampiro- Il risveglio, di Lisa Jane Smith



Titolo originale: The vampire diaries: The Awakening
Anno: 1991
Ambientazione: Virginia, primi anni ‘90


La 17enne Elena Gilbert vive nella piccola cittadina di Fell’s Church con la zia Judith e la sorellina Margaret, in quanto orfana dei genitori.
E’ una tipica ragazza americana: bella,popolare, brillante, con due amiche fidate (Meredith e Bonnie) e una sfilata di ragazzi aia suoi piedi…insomma, nessuno dice di no ad Elena Gilbert. Tranne Stefan Salvatore, il nuovo arrivato a scuola, un misterioso ragazzo di cui nulla si sa di sicuro se non che si è da poco trasferito a Fell’s Church, che vive solo in una piccola pensione e che sta sempre in disparte per conto suo, nonostante il tentativo di fare amicizia da parte di Matt, ex fidanzato di Elena, e la corte della stessa.
Il motivo di tanto mistero è molto semplice: Stefan è in realtà un vampiro, che si è trasferito nell’anonima cittadina americana per cercare di condurre una vita il più normale possibile (compatibilmente con la sua condizione) e dimenticare il suo doloroso passato.
Quando Elena viene aggredita da Tyler, il bullo della scuola, Stefan la salva e tra i due nasce l’amore, sentimento molto forte che porterà Elena a rimettere in discussione tutta la sua vita e i suoi valori...

Essendomi molto piaciuta la serie tv THE VAMPIRE DIARIES ho deciso di provare a leggere anche i romanzi della serie da cui è tratta, nonostante il genere vampiresco non rientri proprio tra i miei preferiti. La lettura ha riservato varie sorprese, prima tra tutte scoprire che la serie di Lisa Jane Smith risale ai primi anni ’90, quindi è fuori dalla scia di romanzi vampireschi inaugurati dalla serie TWILIGHT di Stephanie Meyer
La seconda, forse un po’ scontata, è la totale diversità tra i libri e la serie tv: le differenze sono davvero moltissime, tanto che persino i personaggi principali  mantengono soltanto il loro nome e alcune caratteristiche (la rivalità tra i fratelli Stefan e Damon, l’amore di entrambi per Elena) e basta; tutto il resto totale stravolgimento. A favore, per una vola, della serie tv: più complessa e intrigante, e on personaggi un pochino meglio delineati psicologicamente.
Lo stravolgimento più evidente è quello di Elena, la protagonista, che già nella serie tv non ho trovato particolarmente incisiva o interessante sotto nessun punto di vista, ma perlomeno era uan ragazza apprezzabile; nel romanzo invece mi sono trovata di fronte a tutt’altro genere di personaggio, al punto che quasi non la riconoscevo. Qui Elena non solo è la classica ragazza popolare della scuola, bellissima fighissima impegnatissima..ma sa pure di esserlo e il suo principale scopo nella vita è quello di essere sempre al top della popolarità, di essere sempre ricercata dalle amiche, di avere la fila di ragazzi che le corrono dietro…insomma, puramente odiosa.
Oh si, ogni tanto le viene in mente che qualche mese prima le sono morti i genitori, certo che le dispiace ma….sono cose che capitano no?
Tant’è vero che inzialmente il suo interesse per Stefan, il nuovo arrivato, si riduce principalmente al fatto che lui non la calcola minimamente e lei PRETENDE di essere calcolata; e quando lui la snobba apertamente per lei la cosa è talmente inconcepibile e insopportabile che non solo non se ne fa una ragione, ma che decide per vendetta di conquistarlo. Anche se poi le cose andranno diversamente, non si può dire che sia Miss Simpatia…
Per il resto la storia è piuttosto banale  sembra trattada un qualunque horror movie adolscenziale americano del tipo di SCREAM, con punte che cadono nel ridicolo: sicneramente non so se davvero qualche lettore ha trovato credibil che due giovani italiani vissuti nell’epoca rinascimentale si possano chiamare Stefan e Damon!
Unici personaggi degni di nota, l’amica Bonnie e ovviamente Damon…che qui non appare se non come presenza indefinita e sconosciuta che ancora non si vede ma si annuncia come misterioso; per quanto riguarda la narrazione si può almeno dire che un minimo di sensazione dark gotica, di mistero, di pathos necessari a questo tipo di storie c’è; certamente la Smith scrive meglio della Meyer. Non so se continuerò a leggere qualche romanzo della serie, se o farò sarà, come successo per il telefilm, solo per vedere come viene ritratto Damon, uno dei personaggi più carismatici dei telefilm degli ultimi anni.

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