sabato 25 febbraio 2012

David Copperfield, di Charles Dickens

Titolo origjnale: 

Prima pubblicazione anno: 1849-1850

Nella Londra del 1800, il piccolo David Copperfield, maltrattato dal patrigno dopo la morte della madre, fugge e viene allevato da un’eccentrica ma affettuosa zia.Riceve un’ottima educazione in collegio, e da adulto vive la vita di un qualsiasi giovane gentiluomo inglese. Vita comune ma piena di avvenimenti…

DAVID COPPERFIELD non è certo quel romanzo per ragazzini che molti considerano, comprese le case editrici, che spesso lo mettono nella collana CLASSICI accanto a titoli come PICCOLE DONNE, IL PICCOLO LORD, o altri del genere.
Innanzitutto è la storia di un’iniziazione alla vita, vita non facilissima e segnata già dalla’infanzia da una contrapposizione tra lutto, disgrazia (e quindi tristezza) e serenità: anche nei momenti più bui della sua vita, David incontra personaggi ricchi di umanità coi  quali stabilisce un rapporto di amicizia che rende più sopportabili le sofferenze. All’inzio, l’infanzia del piccolissimo David è segnata dalla morte del padre, ancor prima che lui possa ricordarsene; ma vive comunque un’infanzia felice e serena insieme alla madre e alla governante Peggoty, più una persona di famiglia che una domestica, tant’è vero che porta il piccolo David a conoscere il fratello pescatore e la sua bizzarra famiglia, che vivono in un grande barcone rovesciato sulla spiaggia. La povera ma felice vita della famiglia di pescatori, che subito accolgono David come uno di loro; per lui si contrappone drammaticamente alla propria famiglia,agiata ma divenuta infelice dopo il matrimonio della madre col crudele Edward Murdstone, che maltratta psicologicamente la moglie  e odia il figliastro a tal punto che dopo la morte della madre, lo riduce al rango di servo mandandolo a lavorare in un fabbrica di bottiglie. Questo episodio, peraltro attinto dalla vera adolescenza dell’autore, si offre come pretesto per denunciare le drammatiche condizioni dell’infanzia povera nell’Inghilterra della Rivoluzione industriale, una società dove i bambini già da piccolissimi venivano sfruttati nelle fabbriche o come spazzacamini in cambio di pochissimi soldi, rimettendoci spesso la vita e la salute. Anche qui però, uno spiraglio di serenità per il piccolo David è costituito dalla stravangate famiglia Micawber, poveri in canna ma con un gran cuore, tanto da accogliere David come uno dei loro figli e dividere con lui il pochissimo che hanno.
L’infanzia si conclude felicemente con la fuga di David a casa della zia Betsy, l’unica parente rimastagli, che lo tiene con sé e lo cresce come un figlio. La vita di David d’ora in poi sarà quella di un qualsiasi altro gentiluomo non nobile, egli infatti studia per diventare avvocato anche se sogna di diventare scrittore; si scontrerà con tante gioie (l’amore per Dora, l’amicizia coi Wickfield, i Peggoty e i Micawber, l’affetto della zia), ma altrettante sofferenze (la disgrazia di Emily, il tradimento dell’amico Steerforth, la morte di Dora pochi anni dopo il matrimonio, i problemi economici della zia, le manovre dell’infido Uriah Heep).Tutto in un ‘altalenarsi di eventi, proprio come succede nella vita.Il romanzo è molto lungo eppure non ci si accorge quasi di leggerlo, ed è impossibile non appassionarsi alle vicissitudini non solo del protagonista, ma anche di tutti gli altri personaggi, in quanto non ce n’è uno che non sia caratterizzato in maniera indimenticabile, tanto che sembrano uscire dalle pagine del libro e vivere di vita propria. La zia Betsy, tanto burbera e stravagante ma con un cuore d’oro; Il malvagio Steerforth, tant’è vero che non si capisce come faccia David a essere suo amico; la paziente Agnes; il viscido Uriah Heep, il vivace e filosofo Signor Micawber, la governante Peggoty e tutti gli altri….insomma, forse davvero uno dei migliori romanzi della sua epoca.
Da questo romanzo sono stati tratti vari film e sceneggiati, ecco i più famosi:
DAVID COPPERIFELD (1911 e 1922, film muti);
DAVID COPPERFIELD (1935), di George Cukor;
DAVID COPPERFIELD, 1966, di Anton Giulio Majano, sceneggiato Rai in otto puntate;
DAVID COPPERFIELD, 2000, di Peter Medak, film Tv inglese
DAVID COPPERFIELD, 2009, con Giorgio Pasotti.

2 commenti:

  1. Io adoro il "David Coppefield", è quasi uno dei testi su cui ho imparato a leggere! Da piccola, poi però non l'ho più lasciato: negli anni l'avrò letto cinquanta volte... e ancora non me ne sono stancata!
    Anche lo sceneggiato storico della RAI, quello in cui David da bambino era Roberto Chevalier (che ormai ha la mia età... ) e David da adulto era Giancarlo Giannini l'ho visto e rivisto: un mio cult personale.

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  2. Io l'ho letto a dieci anni, regalo di mia nonna in un'edizione anni '60 deluxe (copertina di pelle con titolo in oro).E' uno dei libri per me più cari. E lo sceneggiato è uno dei miei favoriti, tra l'altro fedelissimo al romanzo:

    http://dalromanzoalfilm.blogspot.com/search/label/Charles%20Dickens

    se ti interessa qui c' il link alla mia recensione!

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