domenica 8 ottobre 2017

Incontri con gli autori: Andrea Vitali, Maurizio De Giovanni e Giuseppe Cruciani

Come ogni anno nell'ambito della rassegna "Librixia" Brescia ha ospitato vari autori di libri: quest'anno il programma era particolarmente ricco e interessante, ma siccome non sono stata bene di tutti gli autori che avrei voluto vedere ne  ho visti tre: Andrea Vitali, Maurizio De Giovanni e Giuseppe Cruciani.


Andrea Vitali ha presentato il suo nuovo romanzo "Bello, elegante e con la fede al dito". Avevo già assistito a un incontro con questo autore qualche anno fa, Vitali viene spesso a Brescia essendo molto legato alla mia città in quanto la prima presentazione del suo primo romanzo avvenne proprio a Brescia.

Come già l'altra volta Vitali ha dimostrato di nuovo la sua simpatia e bravura con vari aneddoti di come nascono le sue storie, sempre ambientate nel paesino di Bellano, sul lago di Como; in particolare si è soffermato sulla figura della perpetua- quasi sempre presente ne suoi romanzi- ricordando una  terribile perpetua della sua infanzia, a cui si ispira sempre quando si tratta di narrare questo personaggio.

Venerdi è stata la volta di Maurizio De Giovanni, che ha presentato il suo romanzo "Rondini d'inverno": lo scrittore napoletano autore delle due celebri serie "i Bastardi di Pizzofalcone" e " Il commissario Ricciardi", del quale ha annunciato ancora due libri prima di concludere la serie. Anche De Giovanni ha raccontato alcuni divertenti annedoti sulla sua celebrità: una signora ottantenne lo ha fermato per strada chiedendogli di fare presto a ultimare la serie su Ricciardi perchè lei non ha tantissimo tempo davanti a sè; un'altra signora in un bar lo ha "aggredito" intimandogli di dire a Ricciardi di trattare un po'meglio le donne; a Napoli ci sono dei tour appositi sui luoghi dei suoi romanzi. C'è stato spazio anche per la riflessione seria: ultimamente stiamo assistendo a una escalation dei fatti di cronaca nera, che a volte nella loro crudeltà superano la fantasia di qualunque autore





Ieri infine è stato ospite Giuseppe Cruciani, conduttore radiofonico che ha presentato il suo libro "I Fasciovegani": già dal titolo si capisce che parla dei Vegani (o meglio della maggior parte di loro) e  del loro fanatismo per cui sono tristemente noti.

Come sapete questo argomento mi tocca particolarmente, essendo convintamente anti-vegana e anti- animalista (le due cose non si possono separare perchè, se è vero che un animalista non è per forza vegano, è altrettanto vero che non è possibile che un vegano non sia anche animalista) e combattendo questo tipo di idee dall'infanzia. Avrei volentieri comprato il libro ma in questo momento non me lo posso permettere, quindi aspetterò.
Comunque Cruciani- in un tendone gremito,con tantissima gente in piedi e tanta fuori!- ha fatto una presentazione esilarante e intelligente: prima di tutto ha precisato- come faccio sempre anche io del resto- che lui non ha nulla contro gli animali, ma semplicemente contro chi pretende di imporre il proprio amore idolatra verso di loro, le proprie idee e il proprio fanatismo a tutto il resto del mondo (persone che solitamente nascondono dietro questo "amore per gli animali" grossi problemi psicologici  e relazionali). Si è chiesto come mai i vegani siano sempre pronti a urlare, minacciare di morte, augurare tumori e cancri a chiunque mangi carne (e non solo: anche se bevi un bicchiere di latte, mangi un uovo o del miele per i vegani sei un massacratore tipo SS), ma non protestino mai con chi porta il cane al beauty center appostio a fargli dipingere le unghie o fare l'ozonoterapia. Impossibile poi non citare, a riguardo di questo argomento, personaggi noti che in tv propagandano ogni tre per due le loro idee: Rosita Celentano, Red Ronnie, Red Canzian con la figlia e ovviamente, la "capa suprema" della combriccola: Michela Vittoria Brambilla, fondatrice del "Movimento Animalista". Cruciani ha scherzato su ciò ma anche sottolienato che il problema in realtà è più serio di quel che si pensi: un partito che come programma politico si ripropone di considerare gli animali UGUALI agli esseri umani sul piano dei diritti, arrivando a proporre il carcere a vita anche per chi ammazza un gatto, è sintomo di una società che ha perso la bussola. Favoloso per la sua linearità il paragone tra questi fanatici e i comunisti di Pol Pot, che poi Cruciani delinea in un capitolo ad hoc.
L'autore è infine rimasto molto stupito dal fatto che non ci fossero animalisti o vegani inferociti ad attenderlo, come spesso succede quando si tratta di questo argomento, e la cosa sinceramente ha stupito anche me.
Dato che ho intenzione di leggere tutti e tre i libri citati, recensioni a suo tempo!

lunedì 2 ottobre 2017

Opinioni di un clown, di Heinrich Boll

Titolo originale:Ansichten eines Clowns

Anno di pubblicazione: 1963

Ambientazione: Bonn, 1962

Hans è un giovane clown in crisi esistenziale: dopo l'abbandono della compagna Maria, che lo ha lasciato per sposare un uomo cattolico come lei, ha trovato rifugio nell'alcool e la sua carriera ne ha risentito fino a rasentare il fallimento. Persino il padre, con cui non va per nulla d'accordo, tenta un riavvicinamento con il figlio per aiutarlo, ma Hans rifiuta. 
L'unico suo desiderio è riconiungersi con Maria, che però è in viaggio di nozze....



   


Questo libro è rimasto nella mia "lista da leggere" per circa 17 anni, fin quando l'anno scorso è stato proposto per un gruppo di lettura di cui faccio parte; finalmente quindi mi sono ricordata di leggerlo.
Dal titolo mi ero fatta un'idea diversa e mi aspettavo di più; non è male ma mi ha un po' deluso, senza contare che è narrato in prima persona, difetto per me molto grosso. Se il libro alla fine risulta piacevole ci passo anche sopra, ma se non piace, è solo un difetto deleterio in più.
Il romanzo è, palesemente, una critica alla società dell'epoca, che nella frenesia post bellica della rinascita e ricostruzione sembra tendere  a dimenticarsi del terribile passato nazista e delle responsabilità della Germania verso il proprio popolo e verso il mondo. Modo di vedere francamente esagerato, a mio avviso, in quanto la Germania ha in più occasioni fatto ammenda per il proprio passato, e comunque a guerra finita cosa si può fare se non andare avanti? 
Comunque sia, la mia impressione è che l'autore abbia messo un po' troppa carne al fuoco: cirtica contro la società, contro il boom economico dietro l'angolo, contro le istituzioni, la morale, la famiglia la religione...critica quasi contro chiunque, in pratica! Del resto, la parte principale del romanzo è incentrata sulla sofferenza di Hans per l'abbandono dell'amata Maria, che dopo alcuni anni di convivenza in giro per la Germania, lo ha lasciato per sposare un cattolico. Anche qui vediamo come Hans non ha voluto o potuto capire Maria, il suo tormento per quella situazione fuori dal matrimonio che lei aveva accettato per amore ma che, essendo molto religiosa, viveva non molto serenamente, sopratutto dopo due aborti spontanei; insomma il primo a doverei criticare dovrebbe essere lui.
Alla fine non approda a nulla; tanto fumo, poco arrosto.

venerdì 29 settembre 2017

La mia vita attraverso i libri- Fino a oggi

Da un certo punto in poi, nonostante l'amore per la lettura rimanga intatto, non ho più avuto grandi cambiamenti: superati i 30, gli innamoramenti libreschi diventano più rari seppure non meno intensi quando ci sono. Alcuni gusti sono cambiati: non leggo quasi più romance, se non quelli dell'autrice italiana Ornella Albanese.
Anche in questi anni ho scoperto autori che mi sono rimasti nel cuore: Antonio Manzini, Valentina D'Urbano, Silvia Avallone, Philippa Gregory, Andrea Vitali, Sarah Addison Allen, Marco Malvaldi. 
Negli ultimi due anni inoltre anche a Brescia sono finalmente arrivati i gruppi di lettura, io ne frequento due ed è davvero una cosa molto piacevole!
Ecco qui i libri per me più importanti di questi ultimi otto anni:




- La Storia (Elsa Morante)

- Acciaio (Silvia Avallone)

- Ricordare stanca (Massimo Coco)

- Quella vita che ci manca (Valentina D'Urbano)

- Cuori neri (Luca Telese)

- Il buio oltre la siepe (Harper Lee)

 - Storia di una ladra di libri (Markus Zukas)

- Regalo di Natale

- Sergio Ramelli: una storia che fa ancora paura

 - Il giullare della regina (Philippa Gregory)

martedì 26 settembre 2017

Da dove la vita è perfetta, di Silvia Avallone


Anno di pubblicazione: 2016

Ambientazione: Bologna, 2010 circa.


Adele è una 18enne rimasta incinta di Manuel, il fidanzatino che l'ha prontamente mollata. La  ragazza vive ai Lombriconi, il quartiere più malandato di Bologna, assieme alla sorella Jessica e alla madre, che con il suo misero stipendio fatica a mandare avanti la famiglia. Nel quartiere vive anche Zeno, ex migliore amico di Manuel e unico ragazzo del quartiere che frequenta le superiori, per la precisione il liceo classico; una delle sue insegnanti, Dora Cattaneo, vive un dramma familiare molto intenso assieme al marito Fabio, visto che non riescono ad avere figli e non sanno se verranno ritenuti idonei all'adozione per cui da mesi stanno sostenendo colloqui estenuanti.
Tra Zeno e Adele, così diversi fra loro, nasce una bella amicizia....





Attendevo con ansia questo terzo romanzo di Silvia Avallone per decidere se seguire o meno questa autrice: infatti ho adorato il primo romanzo, "Acciaio", che è diventato uno dei miei libri favoriti, mentre ho odiato il secondo, "Marina Bellezza", a mio avviso uno dei libri più brutti che abbia mai letto. Avendo quindi questi due sentimenti così nettamente opposti, non sapevo come giudicare l'autrice e aspettavo appunto il terzo romanzo.
Il responso è stato positivo: sì, continuerò a seguire la Avallone. Anche se non posso dire che questo romanzo rientrerà fra i miei favoriti di sempre, mi è comunque piaciuto e ho trovato, come già negli altri due, che l'autrice è molto brava a descrivere nel profondo alcuni sentimenti dei personaggi: nella fattispecie, quelli di Dora e Fabio, coppia che si sta annientando nel desiderio di avere un figlio e nel dolore per un'evidente sterilità senza causa che lo impedisce.
Ma andiamo con ordine. Il romanzo è come diviso in due mondi, che si incrociano spesso ma quasi mai interagiscono davvero: da una parte il mondo di Manuel, Adele, Zeno, Jessica e delle loro disastrate famiglie, tutte concentrate in un orrendo quartiere popolare dove il degrado è la normalità e dove chiunque tenta di elevarsi un attimino a un livello accettabile di normalità, come Zeno, viene puntualmente isolato e discriminato dagli altri abitanti.
Dall'altro, il mondo "dorato" della borghesia bene, quello di Dora e Fabio, entrambi giovani, laureati, con lavoro e carriera sicuri, che però non è affatto esente da dolori e imperfezioni altrettanto forti e forse più disperati: perchè i ragazzi comunque hanno tutta la vita davanti a loro per rimediare o cominciare a darsi da fare per ottenere la vita che vogliono, gli adulti invece vedono il loro tempo scorrere troppo velocemente e non ne hanno poi cosi tanto. Come dicevo sopra, è riguardo ai questi due personaggi che la Avallone ha dato il meglio di sè, a mio avviso: ha saputo descrivere in maniera così viva, vera, sentita i dolori dei due singoli componenti e parallelamente il dolore della coppia, davanti alla sterilità e al desiderio di avere un figlio. E' la vicenda che mi ha colpito di più, forse per assonanza con la mia esperienza personale o per vicinanza all'età dei protagonisti, ma sono stata veramente coinvolta dalla loro vicenda travagliata
Per quanto riguarda gli altri protagonisti, ho trovato dei ragazzi dipinti con molta tenerezza: Adele coraggiosa e tenera nella sua difficile scelta, Zeno altrettanto coraggioso e tenero nella sua costante vicinanza e fedeltà, Jessica tenera nel suo attaccamento al padre dato che non ha ancora capito che tipo è. Tutti ragazzi con una vita segnata ma con ancora delle speranze, anche se loro stessi non riescono a trovarle.
Certo, la Avallone deve avere qualche problema irrisolto con le figure genitoriali... e come mai continua con  il binomio "abitante di periferia"= coatto, non è uno stereotipo un po' banale?
Comunque sia, alla prossima cara Silvia Avallone!

venerdì 22 settembre 2017

L'amica del cuore, di Maeve Binchy



Titolo originale: Light a Penny Candle

Anno di pubblicazione: 1996


Ambientazione: Inghilterra/ Irlanda, dal 1940 al 1965


Inghilterra, 1940: per proteggere la figlia Elizabeth dai bombardamenti sempre più pressanti su Londra, Violet White decide di mandarla in Irlanda dalla sua amica d'infanzia Eileen O'Connor.
Eileen è sposata con cinque figli, tra cui Aisling, coetanea di Elizabeth: tra le due bambine nasce una forte amicizia che durerà tutta la vita....




Libro che ho letto la prima volta a vent'anni (mi era stato regalato per il compleanno), e ho riscoperto di recente...anzi, ricordandomi che non ho mai più letto altro di questa autrice, penso che forse dovrei davvero decidermi a farlo visto che a distanza di anni ho ugualmente apprezzato il libro (cosa non sempre scontata).
E' una bella storia di amicizia femminile con due protagoniste forti, ma che più diverse non potrebbero essere: L'esuberante Aisling e la timida Elizabeth.
Siamo in piena seconda guerra mondiale, e le città inglesi sono provate dai numerosi bombardamenti, a tal punto che il governo inglese decreta che i bambini e ragazzi vengano allontanati e portati in campagna, dove la situazione era più tranquilla. Violet, moglie infelice e madre di Elizabeth, decide invece di scrivere all'amica di infanzia Eileen per chiederle di ospitare in Irlanda la bambina; nonostante non si sentano da molti anni, Eileen accetta con entusiasmo, ed ecco la timida Elizabeth di soli dieci anni arrivare dopo un lungo viaggio nel paesino di  
Quello che nasce come un viaggio drammatico si rivelerà presto il periodo più bello della vita della bambina: lontana dai drammi della guerra, in una famiglia numerosa, chiassosa, vivace (totalmente diversa dalla sua) Elizabeth vivrà felice e piena di affetto come mai era sta finora, nella sua famiglia fredda e piena di non detti; in particolare troverà nella coetanea Aisling la migliore amica che tale rimarrà anche dopo il ritorno in Inghilterra.
Per anni si sentiranno quais esclusivamente tramite lettera, ma il loro legame rimarrà solidoe permetterà loro di affrontare i momenti duri che la vita riserverà: per Elizabeth, il divorzio dei genitori e la morte della madre dopo qualche tempo, la vita col freddo padre, un aborto in giovanissima età; per Aisling, il matrimonio infelice con un uomo pieno di problemi, ubriaco e violento. Le vicende delle due amiche scorrono parallele, e lo stile epistolare viene alternato a quello normale e descrittivo senza fastidi di sorta (almeno, per me è stato così).
Vari personaggi si alternano nel corso degli anni attorno alle due amiche: i familiari, amici, amori, tutti credibili e ben tratteggiati.
E' una storia molto bella, che consiglio vivamente a chi ama questo tipo di trame.

lunedì 18 settembre 2017

30 giorni di libri

Su Anobii e su FB da qualche tempo qualche anno fa circolava un simpatico test intitolato "30 giorni di libri"; praticamente c'èra una domanda o richiesta a cui rispondere ogni giorno per un mese.
Ho deciso di riportare le mie risposte anche qui, ma tutte assieme; essendo passati vari anni, alcune cose sono sicuramente cambiate rispetto alle risposte dell'epoca, ma altre sono invece le stesse.

1- Il tuo libro preferito:

Tanti, uno di questi LA LUNA SULLA BRUGHIERA, di Rebecca Brandewyne.




2) La tua citazione preferita: 

"Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dove è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perchè vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate".
(Da "Stagioni diverse" di Stephen King).

E' solo una delle tante, non necessariamente la prediletta ma ne ho tante predilette, quindi ho scelto questa.

3-  Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto: Eponine de "I miserabili" di Victor Hugo

4) Il libro più brutto che tu abbia mai letto. “Il diario di un curato di campagna” di George Bernanos.

5) Il libro più lungo che tu abbia mai letto: “I miserabili” di Victor Hugo

6) il libro più corto che tu abbia mai letto: “Romanzetto esci dal mio petto”

7) Il libro che ti descrive: non saprei, ho trovato cose di me in molti personggi di molti libri.

8) Un libro che consiglieresti: “Il conte di Montescristo” di Alexandre Dumas


9) Un libro che ti ha fatto crescere: “I fratelli Karamazov” di Fedor Dostoevskyi, il mio primo incontro- a 13 anni- con la letteratura “alta” dopo I PROMESSI SPOSI- a 10 anni-


10) Un libro del tuo autore preferito. “La gita a Tindari” di Andrea Camilleri

11) Un libro che prima amavi e che ora odi: non credo ce ne siano.

12) Un libro che non ti stancherai mai di rileggere. “Emma” di Jane Austen

13) Il libro che in questo momento hai sulla scrivania. (Sempre se ne hai uno): "Da dove la vita è perfetta" di Silvia Avallone

15) Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci la foto e la prima frase che ti salta agli occhi:

“Fossi John Elkann sarei contento d'essere stato svillanneggiato, un volta ancora, dall'ex direttore generale della sua Juventus: la consideri una medaglia al valore"
Da "Eurointerismi" di Beppe Severgnini.


16) La tua copertina preferita: “Charlotte” di Amanda Quick

18) Il primo libro che hai letto. “Taron e la pentola magica”, edizione Disney.

19) Un libro il cui film ti ha deluso: “I love shopping”

20) Un libro dove hai ritrovato un personaggio che ti rappresentasse: tanti, ad esempio: "Il profumo del pane alla lavanda" di Sarah Addison Allen (nella figura di Claire), "Marianna Sirca" di Grazia Deledda (nella figura di Marianna), "Quella vita che ci manca" di Valentina D'Urbano (nella figura di Anna).

21) Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te. 

Passo, stavolta non ho risposto ad entrambi i quesiti.

22) Un libro che hai letto da piccola. “La Piccola Principessa” di Frances Hogdson Burnett.

23) Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasta o delusa o colpita.

Ne ho uno per entrambe le categorie: “Tre metri sopra il cielo” di Federico Moccia, demonizzato dai più ma che a me è piaciuto;” Sulla strada” di Jack Kerouac, universalmente considerato un capolavoro e che io ho trovato molto brutto.

24) Il libro che ti fa fuggire dal mondo:ancora LA LUNA SULLA BRUGHIERA.


25) Un libro che hai scoperto da poco: la serie "L'amica geniale" di Elena Ferrante


26) Un libro che conosci da sempre: “Cuore” di Edmondo de Amicis.

27) Un libro che vorresti aver scritto: “-Divise forate" di Alessandro Placidi.



28) Un libro che farai leggere ai tuoi figli: non penso che miei eventuali figli scamperebbero a “Il giornalino di Gianburrasca” (per non ripetere i soliti tre noti....)


29) Un libro che devi ancora leggere: "Lezioni americane" di Italo Calvino

30) Un libro che ti ha commosso: “Eva dorme” di Francesca Melandri.

sabato 16 settembre 2017

L'estate di Sgt Pepper's, di George Martin



Titolo Originale: Summer of love- The making of Sgt. Pepper's

Anno di pubblicazione: 2008

Ambientazione: Inghilterra, 1967/'68






Il 2 giugno 1967 usciva "SGT. Pepper's lonely hearts club band", l'album più importante dei Beatles; la storia del primo concept album nella storia della musica non poteva che esserci raccontata da chi ha vissuto la lavorazione dell'album in prima persona, ovvero Sir George Martin, produttore del gruppo che in questo libro ci fornisce in maniera  dettagliata, sviscerando canzone per canzone la nascita del capolavoro dei Fab Four.
Il libro è giustamente considerato una pietra miliare per ogni beatlesiano che si rispetti ed è certamente una lettura appassionante ed interessante, anche se l'inevitabile "surplus" di dettagli tecnici  da addetto al lavoro può stufare ogni tanto (anche perchè, diciamolo, non sempre si capisce tutto se non si è dell'ambiente), rimane però il fatto di avere davvero la sensazione di stare assisitendo, seppure in maniera indiretta, alla nascita di un capolavoro.
E scusate se è poco....!