lunedì 5 novembre 2018

La citazione

Oggi farò una cosa insolita per questa rubrichetta, in cui solitamente riporto citazioni di libri, famosi o meno ma comunque libri veri scritti da autori reali: oggi riporterò la parte conclusiva di una fanfiction (che ho letto sul sito "AO3") che ho trovato davvero stupenda. Il tema- non picchiatemi- sono ancora loro: Riccardo e Anna. Forse in questo caso sarebbe meglio fare un piccolo riassunto della storia, ma ora non me la sento: a volte le emozioni che provo leggendo certe storie, libri o fanfiction o film che siano, sono talmente forti che mi costringono a staccarmi per un po', per evitare reazioni esagerate che non mi fanno bene, se non altro perchè provocano chi vive con me in modo negativo, innescando una spirale di dolore ancora più forte.  In caso correggerò nei prossimi giorni il post,  se qualcuno dovesse commentare tenga conto di questa cosa.



"Nevicò a Londra, quella notte. In un angolo dimenticato della città, che molti secoli prima era stato il giardino di un palazzo reale, apparvero i fantasmi di un uomo e di una donna. Brillarono  per un momento, giusto il tempo di ritrovarsi e prendersi per mano; poi si allontanarono fino a scomparire nel vento, mentre la neve ricopriva lo spazio dove erano stati."


Dalla Fanfiction "Let me sit heavy on thy soul", autore/autrice "Thistlerose". 


mercoledì 31 ottobre 2018

Piccola novità

Come sapete, adoro scrivere; fin da piccola ho scritto raccontini e sono stata antesignana delle fanfiction. visto che scrivevo molto spesso storie con protagonisti i personaggi dei cartoni e delle fiabe. Nel corso degli anni però non ho mai fatto leggere a nessuno nemmeno una riga di quanto da me prodotto: io ci metto veramente il cuore quando scrivo, e ci rimarrei troppo male in un qualunque giudizio negativo, anche se magari motivato. 
Nel tempo ho anche distrutto quasi tutto ciò che avevo ideato o scritto, spesso per frustrazione e insoddisfazione del non riuscire a completare una storia o a renderl come avrei voluto. 
Ora però....ho deciso di fare una prova: mi sono iscritta a "EFP FANFICTION" e "WATTPAD" per vedere mettermi un po' alla prova. Il primo racconto che ho postato è una fanfiction  scritta quest'estate intitolata "Il primo bacio", dedicata...indovinate a chi?! eh si, proprio loro, i soliti Riccardo e Anna. Attualmente ho postato solo la prima parte perchè sto rimaneggiando la seconda.
Per me un passo enorme....sono molto emozionata, anche se ovviamente non nutro grandi speranze.
Ma vedremo....

mercoledì 24 ottobre 2018

Il rogo di Primavalle- L'omicidio politicamente corretto dei fratelli Mattei, di Annamaria Gravino e Valeria Manto

Anno di pubblicazione: 2018

Ambientazione: Roma, anni '70



La notte fra il 16 e il 17 aprile 1963 nel quartiere di Primavalle a Roma alcuni esponenti di Potere Operaio diedero fuoco all’appartamento dove viveva la famiglia Mattei, notoriamente missina (il padre Mario era segretario della local sezione MSI). Due dei sei figli, Virgilio di 22 anni e Stefano di 10, morirono arsi vivi, non si riuscì a fare nulla per salvarli.
Il fatto, noto come “il Rogo di Primavalle” è ricordato coem fra i più atroci degli anni di piombo non solo per l’età delle vittime (uno era solo un bambino), ma per tutto quello che ne seguì, ovvero per la vergognosa gogna mediatica a cui la famiglia Mattei fu sottoposta, creata dalla sinistra dell'epoca che si ostinava a voler difendere a ogni costo i propri "compagni"....


Il rogo di Primavalle è uno dei fatti di terrorismo più atroci accaduti in Italia, sicuramente uno di quelli che più ha destato orrore in me: come si può arrivare a bruciare vive delle persone per diversa fede politica? E sopratutto, quando furono scoperti gli autori, come si potè arrivare, a sinistra, a giustificare - quando non approvare apertamente- una cosa del genere? Va bene l'indottrinamento politico, ma qui si è andati ben oltre! E purtroppo l'attuale clima sociale e politico in Italia mi fa temere che un fatto del genere possa ripetersi....

Dopo Sergio Ramelli, la casa editrice "FerroGallico" si occupa di raccontare a fumetti, per non dimenticare, questa terribile vicenda e i nomi delle sue giovani vittime: Virgilio, 21 anni, e Stefano, 10, i due fratelli che morirono arsi vivi quella notte, mentre gli altri familiari si salvarono per il rotto della cuffia. Un fatto tragico aggravato da ciò che venne dopo: ovvero, la difesa, da parte della sinistra in generale e sopratutto da parte dei cosiddetti intellettuali, dei responsabili del fatto: Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo, tre esponenti di "Potere Operaio". Difesa non certo basata su qualcosa di concreto, ma solo ed esclusivamente sulle simpatie politiche: per quelli di sinistri questi tre individui erano innocenti a priori e anzi, erano vittime di un "complotto fascista" (i termini dell'epoca ve li risparmio perchè tanto sono facilmente immaginabili). Capeggiati dalla famiglia Fo al completo (non nuova a questo tipo di cose, visto che anni prima avevano fatto lo stesso partecipando al linciaggio del commissario Calabresi), riuscirono a fare pressioni politiche tali che non solo i tre furono condannati a pochi anni, ma riuscirono a non fare nemmeno un giorno di galera perchè evasero all'estero (E Lollo alcuni anni fa, alla prescrizione del reato, ha ammesso candidamente che sì, erano proprio stati loro....). Chi li ha aiutati? E' facile indovinarlo, visto che il fumetto non nasconde (come fanno molti) le lettere di solidarietà della Rame a Lollo....Senza una parola di pietà rivolta alle due vittime (che, in quanto fascisti, ben gli stava. Anche se uno era un bambino....).
Il fumetto rende molto bene il clima cupo di quegli anni, l'omertà, l vigliaccheria e l'ipocrisia di chi considera le persone esclusivamente in base alle simpatia politiche, considerando un nemico chiunque la pensasse diversamente da loro. E no, non erano i "fascisti" o perlomeno non solo.
Rimane il dolore della famiglia per la propria perdita, il dolore di ciò che hanno dovuto sopportare anche dopo da questa gente: spesso ammiro queste persone perchè non so se io, nelle stesse condizioni, sarei stata così civile. 

giovedì 18 ottobre 2018

Il cighiale, di Cecilia Latella



Anno di pubblicazione: 2010


Ambientazione: Inghilterra, 1485




Agosto 1485: alla vigilia della battaglia di Bosworth, Riccardo III ripensa alla sua vita: da sempre fratello minore di Edoardo IV e fino a soli due anni prima Duca di Gloucester, era vissuto sempre in ombra rispetto ai fratelli maggiori, ma comunque felicemente, assieme all'amata moglie Anne e al figlio Ned. Ma da quando, dopo la morte del fratello e per una serie di eventi indipendenti alla sua volontà, si è trovato a dover accettare il trono, tutto è andato male: si è trovato circondato da spie e traditori, e sopratutto Ned e Anne sono morti a poca distanza l'uno dall'altra. Ora il re sente che senza di loro la vita non ha più senso...




Non avrei mai immaginato di appassionarmi così tanto a una storia svoltasi in un periodo che non ho mai particolarmente amato, il Medioevo (vabbè, siamo quasi alla fine, visto che la data di fine del Medioevo è posta nel 1492). Per di più su un personaggio che fino ad ora avevo quasi del tutto ignorato. E invece....Riccardo III ha conquistato il mio cuore.
E sopratutto, come si può facilmente evincere, la sua storia d'amore con la moglie Anne Neville, di cui sappiamo poco, ma quel poco- vissuto in un'epoca dove i matrimoni d'amore erano una rarità, sopratutto fra le famiglie nobili o reali- fa ben promettere essere stato un grande amore.
Questa graphic novel che ho scoperto grazie al sito "Deviantart" è davvero un piccolo capolavoro: al di là della mia passione per Riccardo e Anna, non avrei mai pensato che una storia a fumetti potesse costituire una lettura così intensa ed emozionante, addirittura superiore al libro di Philippa Gregory ce me li ha fatti scoprire (non fosse solo per il finale non sconcio...).
Ma andiamo con ordine.
Come da trama, siamo alla vigilia della battaglia di Bosworth, dove le truppe di Riccardo III si scontreranno con quelle del pretendente al trono Enrico Tudor: in ballo, il trono d'Inghilterra. Riccardo, salito al trono da soli due anni dopo la morte del fratello Edoardo IV, a 33 anni è un uomo già duramente provato dalla vita: da bambino ha perso il padre, Riccardo duca di York e il fratello Edmund, uccisi dai nemici Lancaster; nel giro di pochi anni ha perso anche i fratelli George (giustiziano per tradimento) ed Edoardo, il re defunto. In meno di un anno poi ha perso dapprima il figlio Ned di dieci anni, e poi l'amata Anne. Combatte solo per la responsabilità che sente verso il popolo inglese, ma in realtà non gli interessa più di nulla, dato che coloro che amava di più sono tutti morti (a parte i due figli illegittimi John e Catherine, avuti prima del matrimonio) e la sua mente corre al passato: il ricordo di una battuta di caccia col padre quando aveva otto anni, l'ultima volta che erano stati assieme; gli amici fedeli Francis Lovell e William Catesby, conosciuti all'epoca dell'apprendistato e che rimarranno al suo fianco fino alla fine; i contrasti con l'odiata cognata Elizabeth Woodville; sopratutto l'amore per Anne, un amore nato da ragazzini, mentre lui viveva in casa del padre di lei, il conte di Warwick, suo tutore, che a causa delle rivalità sorte fra Edoardo e Warwick era stato troncato per un periodo (periodo i cui nascono i figli illegittimi di Riccardo e in cui Anna è costretta dal padre a sposare Edoardo di Lancaster) e che aveva dovuto aspettare qualche anno per essere coronato dal matrimonio e dalla nascita dell' unico figlio, Ned. Un matrimonio felice durato 13 anni, vissuti lontano dalla corte nel castello di Middleham nel Nord dell'Inghilterra, che Riccardo amministrava per conto del re e dove era rispettato da tutti per la sua onestà.
Poi arriva il ciclone: Edoardo muore, e si scopre che il suo matrimonio con Elisabetta Woodville non era valido, in quanto all'epoca il re aveva all'attivo un matrimonio segreto co un'altra donna; di conseguenza i figli nati da quel matrimonio, compreso il tredicenne Edoardo erede al trono,   sono illegittimi: il vero erede è quindi Riccardo, che per evitare faide interne accetta. Da qui si nota proprio un'escalation di disgrazie; oltre alle già citate dipartite, il re si trova a essere travolto da intrighi di corte, tradimenti, persone di cui non si sa se potersi fidare, voci maligne che è costretto a smentire pubblicamente, come quella secondo cui avrebbe avvelenato Anne per sposare la nipote Elizabeth e sopratutto quella secondo cui sarebbe stato lui a uccidere i due principini chiusi nella Torre.
Tutto ciò mina l'animo del re, un uomo distrutto e pieno di rimorsi, in quanto convinto di essere causa in qualche modo della morte di coloro che ha amato.
La storia è ben delineata, molto coinvolgente, con bei disegni semplici e spesso evocativi (come nella sequenza in cui dopo il funerale di Anne Riccardo immagina che i vetri della cattedrale si rompano sentendo il grido di dolore della sua anima), e inserita nel testo la canzone "Anna" di Lucio Battisti.
Anche se, devo essere sincera, durante la lettura a me è venuta in mente la canzone dei Cowboy Junkies "If you were the woman and I was the man", non so perchè (non so nemmeno cosa dica il testo)....
Il libro è pubblicato sia in italiano che in inglese; pur non essendo abituata, l'ho letto in inglese perchè è comunque un inglese semplice e accessibile anche per chi non legge abitualmente in questa lingua.






sabato 6 ottobre 2018

What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)


Sto leggendo "Signori si cambia. Viaggio sui treni della vita" di Beppe Severgnini.







What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)

"Quattro sberle benedette" di Andrea Vitali




What do you think you’ll read next? (Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?)


"La signora dei fiumi" di Philippa Gregory




lunedì 1 ottobre 2018

Quattro sberle benedette, di Andrea Vitali


Anno di pubblicazione: 2014


Ambientazione: Italia, anni '30



Dal sito IBS:


"In quel fine ottobre del 1929, sferzato dal vento e da una pioggerella fastidiosa e insistente, a Bellano non succede nulla di che. Ma se potessero, tra le contrade volerebbero sberle, eccome. Le stamperebbe volentieri il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò sul muso di tutti quelli che si credono indovini e vaticinano sul sesso del suo primogenito in arrivo, aumentando il tormento invece di sciogliere l'enigma, perché uno predice una cosa e l'altro l'esatto contrario. Se le sventolerebbero a vicenda, e di santa ragione, il brigadiere Efisio Mannu, sardo, e l'appuntato Misfatti, siciliano, che non si possono sopportare e studiano notte e giorno il modo di rovinarsi la vita l'un l'altro. E forse c'è chi, pur col dovuto rispetto, ne mollerebbe almeno una al giovane don Sisto Secchia, coadiutore del parroco arrivato in paese l'anno prima. Non ama parlare., spento, sfuggente, con un naso ben più che aquilino, don Sisto sembra un pesce di mare aperto costretto a boccheggiare nell'acqua ristretta e insipida del lago.,...."



Stavolta ho fatto molta fatica a proseguire nella lettura di questo romanzo di Andrea Vitali, scrittore che solitamente apprezzo. Sono stata tentata più  volte di lasciare perdere visto che l'autore stavolta la tir eccessivamente in lungo   con tutto ciò  che sta attorno alla vicenda principale, arrivando al dunque solo a metà abbondante del libro: la sensazione di "embè, dove vuole andare a parare?" è stata praticamente perenne durante la lettura.
Il libro, puntualmente ambientato a Bellano, appartiene al filone con protagonisti il maresciallo Maccadò, l'appuntato Misfatti e il brigadiere Mannu, stavolta con una prevalenza del maresciallo che è appena diventato papà del sospirato figlio maschio: beghe da caserma tra i militi, tre misteriose lettere anonime dalle quali parte l'indagine in questione, molto più banale di quanto quel "scandalo vergognoso" riportato in copertina faccia intendere. Purtroppo, Vitali stavolta si perde nell'intrico di vicende personali dei personaggi e la tira un po' troppo in lunga, grazie anche a brevi capitoletti di mezza pagina. Si perde proprio anche quel labile interesse che si poteva avere.
E vabbè, anche i migliori sbagliano....

venerdì 28 settembre 2018

Personaggi illustrati

Una cosa che ho sempre invidiato ad alcuni è il saper disegnare, e illustrare così le proprie emozioni. Mi piace spesso cercare e osservare in rete le immagini, dette "fan art", di persone che omaggiano i loro beniamini nei libri, nel cinema, nelle serie tv con illustrazioni fatte da loro, e alcune davvero sono stupende.
Da poco però ho scoperto alcuni "doll maker" attraverso i quali ricreare "bamboline" con abiti e sfondi di varie epoche: mi sono così divertita a illustrare, a modo mio, tanti personaggi dei miei libri preferiti. Ecco a voi alcune di queste figure!
Non cercate pretese di perfezione storica perchè purtroppo i doll maker spesso non la garantiscono in quanto incompleti di cose essenziali, tipo copricapi, oggetti ecc...il divertimento sta nello sbizzarrire la propria fantasia e dare "vita" a queste anime di carta.

Eponine, da " I miserabili" di Victor Hugo

Personaggio che amo molto e che non ha bisogno di presentazioni, penso che mi sia riuscito particolarmente bene.





Anna Neville, da "La futura Regina" di Philippa Gregory


Ho raffigurato Anna ancora ragazza, prima che sposasse Edoardo di Lancaster. Dato che ho trovato in rete alcune illustrazioni dell'epoca che la raffigurano con i capelli rossi, ho voluto mantenere questo colore.

Isabella Neville, da "La futura regina" di Philippa Gregory


Come la sorella Anna, ho voluto raffigurare Isabella da ragazza, prima di sposare Giorgio di Clarence. Personaggio a cui verrà riservato un triste destino, ho voluto raffigurarla una volta tanto sorridente, come probabilmente era quando da ragazzina giocava con Anna a nominare cavalieri. Il verde è stato scelto perchè ho letto fosse il colore della casata dei Neville.

Anna e Isabella Neville


.....ed eccole assieme, con diverso doll maker dalle altre immagini. 


Anna e Riccardo





....ed ecco i miei beniamini di cui vi ho tanto parlato, Anna Neville e Riccardo di Gloucester. Li ho raffigurati all'epoca del loro reincontro, dopo che Anna si era salvata dalla battaglia di Tewkesbury ed era rimasta vedova. Stavolta ho applicato ad Anna il colore della sua casata di nascita, anche se non sarebbe correttissimo visto che essendo in lutto il colore giusto sarebbe stato blu scuro. Per Riccardo ho mantenuto il colore dell'abito blu che indossa nella serie tv, l'unico degno di nota di quella serie. 



Anna Bolena, da "L'altra donna del re" di Philippa Gregory, "Il diario segreto di Anna Bolena" di Robin Maxwell...e molti altri libri




Ecco a voi la più antipatica (a mio avviso) tra le mogli di Enrico VIII, protagonista tuttavia di una storia interessante e tragica, e con cui si simpatizza solo per la fine che ha fatto. Un personaggio centrale comunque della serie dei Tudor che mi piace sempre in tutte le salse. All'epoca in cui è vissuta Anna le donne portavano dei particolari copricapi che però non ho potuto riprodurre perchè nel doll maker mancavano, ho scelto l'unica cosa che più vi si avvicinava. 

Anna e Maria Bolena, da "L'altra donna del re" di Philippa Gregory




Ecco le sorelle Bolena assieme, grazie a questo doll maker un poco più accurato come accessori rispetto al precedente (qui i copricapi ci sono). Mi sarebbe molto piaciuto raffigurare i tre fratelli Bolena ma non ci sono riuscita.


Milady de Winter, da "I tre moschettieri" di Alexandre Dumas




Per quanto accurato il dollmaker si intitola "Tudor style" e quindi segue la moda inglese all'epoca dei Tudor, comunque antecedente alle vicende che si svolgono nel romanzo di Dumas (1600 circa). In più la moda francese era comunque molto diversa da quella inglese. Tuttavia trovo che la fantasia supplisca a queste cose, e difatti ecco Milady, la cattiva de "I tre moschettieri". 




Termino la prima parte per non sovraccaricare il blog, ma ce ne sono altri... a presto!