giovedì 18 ottobre 2018

Il cighiale, di Cecilia Latella



Anno di pubblicazione: 2010


Ambientazione: Inghilterra, 1485




Agosto 1485: alla vigilia della battaglia di Bosworth, Riccardo III ripensa alla sua vita: da sempre fratello minore di Edoardo IV e fino a soli due anni prima Duca di Gloucester, era vissuto sempre in ombra rispetto ai fratelli maggiori, ma comunque felicemente, assieme all'amata moglie Anne e al figlio Ned. Ma da quando, dopo la morte del fratello e per una serie di eventi indipendenti alla sua volontà, si è trovato a dover accettare il trono, tutto è andato male: si è trovato circondato da spie e traditori, e sopratutto Ned e Anne sono morti a poca distanza l'uno dall'altra. Ora il re sente che senza di loro la vita non ha più senso...




Non avrei mai immaginato di appassionarmi così tanto a una storia svoltasi in un periodo che non ho mai particolarmente amato, il Medioevo (vabbè, siamo quasi alla fine, visto che la data di fine del Medioevo è posta nel 1492). Per di più su un personaggio che fino ad ora avevo quasi del tutto ignorato. E invece....Riccardo III ha conquistato il mio cuore.
E sopratutto, come si può facilmente evincere, la sua storia d'amore con la moglie Anne Neville, di cui sappiamo poco, ma quel poco- vissuto in un'epoca dove i matrimoni d'amore erano una rarità, sopratutto fra le famiglie nobili o reali- fa ben promettere essere stato un grande amore.
Questa graphic novel che ho scoperto grazie al sito "Deviantart" è davvero un piccolo capolavoro: al di là della mia passione per Riccardo e Anna, non avrei mai pensato che una storia a fumetti potesse costituire una lettura così intensa ed emozionante, addirittura superiore al libro di Philippa Gregory ce me li ha fatti scoprire (non fosse solo per il finale non sconcio...).
Ma andiamo con ordine.
Come da trama, siamo alla vigilia della battaglia di Bosworth, dove le truppe di Riccardo III si scontreranno con quelle del pretendente al trono Enrico Tudor: in ballo, il trono d'Inghilterra. Riccardo, salito al trono da soli due anni dopo la morte del fratello Edoardo IV, a 33 anni è un uomo già duramente provato dalla vita: da bambino ha perso il padre, Riccardo duca di York e il fratello Edmund, uccisi dai nemici Lancaster; nel giro di pochi anni ha perso anche i fratelli George (giustiziano per tradimento) ed Edoardo, il re defunto. In meno di un anno poi ha perso dapprima il figlio Ned di dieci anni, e poi l'amata Anne. Combatte solo per la responsabilità che sente verso il popolo inglese, ma in realtà non gli interessa più di nulla, dato che coloro che amava di più sono tutti morti (a parte i due figli illegittimi John e Catherine, avuti prima del matrimonio) e la sua mente corre al passato: il ricordo di una battuta di caccia col padre quando aveva otto anni, l'ultima volta che erano stati assieme; gli amici fedeli Francis Lovell e William Catesby, conosciuti all'epoca dell'apprendistato e che rimarranno al suo fianco fino alla fine; i contrasti con l'odiata cognata Elizabeth Woodville; sopratutto l'amore per Anne, un amore nato da ragazzini, mentre lui viveva in casa del padre di lei, il conte di Warwick, suo tutore, che a causa delle rivalità sorte fra Edoardo e Warwick era stato troncato per un periodo (periodo i cui nascono i figli illegittimi di Riccardo e in cui Anna è costretta dal padre a sposare Edoardo di Lancaster) e che aveva dovuto aspettare qualche anno per essere coronato dal matrimonio e dalla nascita dell' unico figlio, Ned. Un matrimonio felice durato 13 anni, vissuti lontano dalla corte nel castello di Middleham nel Nord dell'Inghilterra, che Riccardo amministrava per conto del re e dove era rispettato da tutti per la sua onestà.
Poi arriva il ciclone: Edoardo muore, e si scopre che il suo matrimonio con Elisabetta Woodville non era valido, in quanto all'epoca il re aveva all'attivo un matrimonio segreto co un'altra donna; di conseguenza i figli nati da quel matrimonio, compreso il tredicenne Edoardo erede al trono,   sono illegittimi: il vero erede è quindi Riccardo, che per evitare faide interne accetta. Da qui si nota proprio un'escalation di disgrazie; oltre alle già citate dipartite, il re si trova a essere travolto da intrighi di corte, tradimenti, persone di cui non si sa se potersi fidare, voci maligne che è costretto a smentire pubblicamente, come quella secondo cui avrebbe avvelenato Anne per sposare la nipote Elizabeth e sopratutto quella secondo cui sarebbe stato lui a uccidere i due principini chiusi nella Torre.
Tutto ciò mina l'animo del re, un uomo distrutto e pieno di rimorsi, in quanto convinto di essere causa in qualche modo della morte di coloro che ha amato.
La storia è ben delineata, molto coinvolgente, con bei disegni semplici e spesso evocativi (come nella sequenza in cui dopo il funerale di Anne Riccardo immagina che i vetri della cattedrale si rompano sentendo il grido di dolore della sua anima), e inserita nel testo la canzone "Anna" di Lucio Battisti.
Anche se, devo essere sincera, durante la lettura a me è venuta in mente la canzone dei Cowboy Junkies "If you were the woman and I was the man", non so perchè (non so nemmeno cosa dica il testo)....
Il libro è pubblicato sia in italiano che in inglese; pur non essendo abituata, l'ho letto in inglese perchè è comunque un inglese semplice e accessibile anche per chi non legge abitualmente in questa lingua.






sabato 6 ottobre 2018

What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)


Sto leggendo "Signori si cambia. Viaggio sui treni della vita" di Beppe Severgnini.







What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)

"Quattro sberle benedette" di Andrea Vitali




What do you think you’ll read next? (Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?)


"La signora dei fiumi" di Philippa Gregory




lunedì 1 ottobre 2018

Quattro sberle benedette, di Andrea Vitali


Anno di pubblicazione: 2014


Ambientazione: Italia, anni '30



Dal sito IBS:


"In quel fine ottobre del 1929, sferzato dal vento e da una pioggerella fastidiosa e insistente, a Bellano non succede nulla di che. Ma se potessero, tra le contrade volerebbero sberle, eccome. Le stamperebbe volentieri il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò sul muso di tutti quelli che si credono indovini e vaticinano sul sesso del suo primogenito in arrivo, aumentando il tormento invece di sciogliere l'enigma, perché uno predice una cosa e l'altro l'esatto contrario. Se le sventolerebbero a vicenda, e di santa ragione, il brigadiere Efisio Mannu, sardo, e l'appuntato Misfatti, siciliano, che non si possono sopportare e studiano notte e giorno il modo di rovinarsi la vita l'un l'altro. E forse c'è chi, pur col dovuto rispetto, ne mollerebbe almeno una al giovane don Sisto Secchia, coadiutore del parroco arrivato in paese l'anno prima. Non ama parlare., spento, sfuggente, con un naso ben più che aquilino, don Sisto sembra un pesce di mare aperto costretto a boccheggiare nell'acqua ristretta e insipida del lago.,...."



Stavolta ho fatto molta fatica a proseguire nella lettura di questo romanzo di Andrea Vitali, scrittore che solitamente apprezzo. Sono stata tentata più  volte di lasciare perdere visto che l'autore stavolta la tir eccessivamente in lungo   con tutto ciò  che sta attorno alla vicenda principale, arrivando al dunque solo a metà abbondante del libro: la sensazione di "embè, dove vuole andare a parare?" è stata praticamente perenne durante la lettura.
Il libro, puntualmente ambientato a Bellano, appartiene al filone con protagonisti il maresciallo Maccadò, l'appuntato Misfatti e il brigadiere Mannu, stavolta con una prevalenza del maresciallo che è appena diventato papà del sospirato figlio maschio: beghe da caserma tra i militi, tre misteriose lettere anonime dalle quali parte l'indagine in questione, molto più banale di quanto quel "scandalo vergognoso" riportato in copertina faccia intendere. Purtroppo, Vitali stavolta si perde nell'intrico di vicende personali dei personaggi e la tira un po' troppo in lunga, grazie anche a brevi capitoletti di mezza pagina. Si perde proprio anche quel labile interesse che si poteva avere.
E vabbè, anche i migliori sbagliano....

venerdì 28 settembre 2018

Personaggi illustrati

Una cosa che ho sempre invidiato ad alcuni è il saper disegnare, e illustrare così le proprie emozioni. Mi piace spesso cercare e osservare in rete le immagini, dette "fan art", di persone che omaggiano i loro beniamini nei libri, nel cinema, nelle serie tv con illustrazioni fatte da loro, e alcune davvero sono stupende.
Da poco però ho scoperto alcuni "doll maker" attraverso i quali ricreare "bamboline" con abiti e sfondi di varie epoche: mi sono così divertita a illustrare, a modo mio, tanti personaggi dei miei libri preferiti. Ecco a voi alcune di queste figure!
Non cercate pretese di perfezione storica perchè purtroppo i doll maker spesso non la garantiscono in quanto incompleti di cose essenziali, tipo copricapi, oggetti ecc...il divertimento sta nello sbizzarrire la propria fantasia e dare "vita" a queste anime di carta.

Eponine, da " I miserabili" di Victor Hugo

Personaggio che amo molto e che non ha bisogno di presentazioni, penso che mi sia riuscito particolarmente bene.





Anna Neville, da "La futura Regina" di Philippa Gregory


Ho raffigurato Anna ancora ragazza, prima che sposasse Edoardo di Lancaster. Dato che ho trovato in rete alcune illustrazioni dell'epoca che la raffigurano con i capelli rossi, ho voluto mantenere questo colore.

Isabella Neville, da "La futura regina" di Philippa Gregory


Come la sorella Anna, ho voluto raffigurare Isabella da ragazza, prima di sposare Giorgio di Clarence. Personaggio a cui verrà riservato un triste destino, ho voluto raffigurarla una volta tanto sorridente, come probabilmente era quando da ragazzina giocava con Anna a nominare cavalieri. Il verde è stato scelto perchè ho letto fosse il colore della casata dei Neville.

Anna e Isabella Neville


.....ed eccole assieme, con diverso doll maker dalle altre immagini. 


Anna e Riccardo





....ed ecco i miei beniamini di cui vi ho tanto parlato, Anna Neville e Riccardo di Gloucester. Li ho raffigurati all'epoca del loro reincontro, dopo che Anna si era salvata dalla battaglia di Tewkesbury ed era rimasta vedova. Stavolta ho applicato ad Anna il colore della sua casata di nascita, anche se non sarebbe correttissimo visto che essendo in lutto il colore giusto sarebbe stato blu scuro. Per Riccardo ho mantenuto il colore dell'abito blu che indossa nella serie tv, l'unico degno di nota di quella serie. 



Anna Bolena, da "L'altra donna del re" di Philippa Gregory, "Il diario segreto di Anna Bolena" di Robin Maxwell...e molti altri libri




Ecco a voi la più antipatica (a mio avviso) tra le mogli di Enrico VIII, protagonista tuttavia di una storia interessante e tragica, e con cui si simpatizza solo per la fine che ha fatto. Un personaggio centrale comunque della serie dei Tudor che mi piace sempre in tutte le salse. All'epoca in cui è vissuta Anna le donne portavano dei particolari copricapi che però non ho potuto riprodurre perchè nel doll maker mancavano, ho scelto l'unica cosa che più vi si avvicinava. 

Anna e Maria Bolena, da "L'altra donna del re" di Philippa Gregory




Ecco le sorelle Bolena assieme, grazie a questo doll maker un poco più accurato come accessori rispetto al precedente (qui i copricapi ci sono). Mi sarebbe molto piaciuto raffigurare i tre fratelli Bolena ma non ci sono riuscita.


Milady de Winter, da "I tre moschettieri" di Alexandre Dumas




Per quanto accurato il dollmaker si intitola "Tudor style" e quindi segue la moda inglese all'epoca dei Tudor, comunque antecedente alle vicende che si svolgono nel romanzo di Dumas (1600 circa). In più la moda francese era comunque molto diversa da quella inglese. Tuttavia trovo che la fantasia supplisca a queste cose, e difatti ecco Milady, la cattiva de "I tre moschettieri". 




Termino la prima parte per non sovraccaricare il blog, ma ce ne sono altri... a presto!

martedì 25 settembre 2018

La citazione

"...."Vorreste realmente vivere come una reclusa? E non avreste alcuna dote. Solo ciò che lei deciderà di darvi. Se voleste sposarvi in futuro." S'interrompe, come se quell'idea gli fosse appena venuta in mente. "Volete sposarvi?"
Lo guardo serenamente. " Non mi lasciano stare in compagnia", rispondo. "Sono una vedova, nel primo anno di lutto. Chi mai sposerei, dato che non incontro nessuno?"
I suoi occhi sono puntati sulla mia bocca. "State incontrando me".
Noto il suo sorriso. "E' vero", sussurro, "ma non è come se ci stessimo corteggiando o pensando al matrimonio".
La porta in fondo alla cappella si apre e qualcuno entra per pregare.
"Forse avete bisogno sia della vostra parte di patrimonio che della vostra libertà", mi mormora Riccardo nell'orecchio. "Se vostra madre restasse dove si trova, la sua fortuna verrebbe divisa equamente fra voi e vostra sorella. Allora sareste libera di vivere la vostra vita e prendere le vostre decisioni."
"Non potrei vivere da sola", obietto. "Non mi sarebbe consentito. Ho solo quindici anni".
Lui mi sorride di nuovo e si sposta leggermente, così che la sua spalla sfiora la mia. Vorrei appoggiarmi a lui, vorrei che mi abbracciasse.
"Se aveste il vostro patrimonio, potreste sposare qualsiasi uomo di vostra scelta" ribatte dolcemente. "Portereste a vostro marito un'enorme tenuta e una grande ricchezza. Qualsiasi inglese sarebbe felice di sposarvi. La maggior parte di loro morirebbe dalla voglia di sposarvi." S'interrompe, per lasciarmi riflettere sulle sue parole.
Punta su di me i suoi sinceri occhi marrone. "Dovreste esserne sicura, lady Anna. Se riuscissi a farvi ottenere il vostro patrimonio, allora ogni inglese vorrebbe sposarvi e diventare così uno dei più grandi proprietari terrieri del regno e imparentarsi con una famiglia importante. Potreste scegliere il  migliore."
Attendo.
"Ma un brav'uomo non vi sposerebbe per la vostra fortuna, e voi non dovreste svegliere uno di loro".
"Perchè non dovrei?"
"Perchè un brav'uomo vi sposerebbe per amore" "


da "La futura regina", di Philippa  Gregory

sabato 22 settembre 2018

L'ombra del passato,di Ornella Albanese



Anno di pubblicazione: 2002

Ambientazione: Isola di Pantelleria, 1849

Dal sito Mondadori, serie "I Romanzi Oro":

"La bionda Diletta d’Altavilla subisce, suo malgrado, il fascino tenebroso di Pietro, il Pirata di Pantelleria, un uomo dal passato oscuro che fa strage di cuori ma che nessuna ragazza per bene dovrebbe frequentare. Eppure, quando Diletta si trova in balia di una tempesta, è Pietro a soccorrerla e a ospitarla nella sua torre. Tutta Pantelleria grida allo scandalo e Diletta deve acconsentire alle nozze riparatrici. Solo un dubbio si fa strada in lei: non si sarà trattato di uno stratagemma del Pirata per vincerne le resistenze e farla sua?"



E' uno dei primi romanzi di Ornella Albanese, autrice italiana di romanzi rosa tra le mie favorite per la sua capacità di creare storie che, seppure di genere prettamente romantico, non sono sdolcinate e trattano anche altri temi, rendendosi adatte anche a un pubblico più vasto.

Essendo appunto una delle prime opere, lo stile è più semplice e i personaggi un poco più stereotipati di quanto avviene solitamente nei suoi romanzi, ma già sono presenti le doti narrative che l'autrice affinerà nel corso della sua carriera, fino ad arrivare a oggi. 
La storia è classica e piacevole: la protagonista, Diletta, è una giovane nobile a cui la vita sembra sempre sorridere: nonostante la morte della madre qualche anno prima, è adorata dal padre, dalla nutrice Lucia e dalla zia Agostina e dalla cugina Carlotta, sua coetanea, con cui trascorre lungo tempo d'estate. Tutto ciò finisce improvvisamente nel modo peggiore: il padre di Diletta si suicida, lasciando solo debiti dietro di sè. Il marito di zia Agostina paga i debiti ma si rifiuta di accogliere in casa la nipote, che continuerà comunque a passare le estati a casa dei parenti.
Passano alcuni anni, ora Diletta è una giovane donna in età da marito, a cui sono interessati alcuni giovani benestanti nonostante il suo stato non proprio di agio; di nuovo però la sua vita viene sconvolta dall'incontro con il famigerato "Pirata di Pantelleria", al secolo Pietro Licata, che in realtà Diletta aveva già conosciuto e aiutato quando erano bambini. Pietro non l'ha mai dimenticata, e ritrovandosi ora che sono adulti la scintilla fra i due ha modo di approfondirsi, fino a sfociare (dopo una serie di circostanze rocambolesche e non sempre convincenti dal punto di vista del sentimento, che sembra che Pietro voglia forzare) in un matrimonio. 
E ovviamente altre scoperte avranno luogo....
E' un po' la solita storia degli opposti che si attraggono, del "bad boy" che viene redento dal vero amore con la fanciulla "angelica", però qui gli stereotipi non sono così marcati, dato che Diletta con il suo carattere deciso e indipendente non può esservi del tutto associata. Come sempre, spicca la caratterizzazione dei personaggi di contorno: la cugina Carlotta è una figura divertente in alcuni punti, anche se talvolta si mette in competizione con la protagonista, poi abbiamo i vari pretendenti delle due ragazze, e il medico del paese che per Pietro è stato quasi un padre. 
Si arriva al finale piacevolmente (e un po' in fretta nell'ultima parte), confermando la decisione di scoprire anche il resto delle opere dell'autrice. 

lunedì 17 settembre 2018

Pippi Calzelunghe, di Astrid Lindgren


Titolo originale: Pippi Langstrump

Anno di pubblicazione: 1945

Ambientazione:



Pippi Calzelunghe è una bimba molto particolare: vive da sola in una vecchia casa chiamata Villa Villacolle, assieme al cavallo Zietto e alla scimmietta Signor Nillson, indossa due calze di diverso colore, scarpe molto più grandi....e sopratutto, è felice così com'è, anche se non ha i genitori e deve arrangiarsi da sola per ogni cosa!
Pippi fa amicizia con due fratellini, Tommy e Annika, coinvolgendoli in esilaranti avventure...




Come per Gianburrasca, anche la famosa Pippi Calzelunghe che ha segnato l'infanzia di alcune generazioni di bambini l'ho conosciuta solo da adulta. Non so che impressione avrei potuto avere da bambina leggendo questo tipo di libro, non so se sarei rimasta entusiasta (anche perchè comunque non mi era sconosciuto, dato che mi era capitato di leggerne dei brani sulle antologie delle elementari, e non mi aveva incuriosito particolarmente); posso dire da adulta l'ho letto con simpatia, anche se con un certo distacco, ma capisco perchè ai bambini piace tanto ancora oggi.
E' un testo per l'infanzia sicuramente insolito: in mezzo a millemila orfani tragici della letteratura infantile, abbiamo una bambina che questa condizione la vive con allegria (ma Pippi è orfana solo di madre; il padre è un capitano di marina sempre in viaggio) e senza piangersi addosso, anzi amando la sua vita solitaria che le permette di vivere come meglio crede. Pippi, il cui coloratissimo look è caratterizzato da capelli rossi tenuti in strette treccine, abiti stravaganti, calze di colore diverso e scarpe di cinque misure più lunghe (per stare comoda) è totalmente indipendente, ma non solitaria, dato che le piace fare amicizia e parlare con le persone, e sopratutto fa amicizia con due ordinari bambini svedesi, i fratellini Tommy e annika, che vivendo in uan famiglia piena di regole dove bisogna essere sempre perfettamente ordinati e vestiti a puntino, inevitabilmente sono attratti dalla loro stravagante coetanea.
Tante le avventure che si susseguono, fino ad arrivare alla partenza per la misteriosa isola in cui il Capitano Calzelunghe, padre di Pippi, è diventato re.
Credo che Pippi piaccia per il suo anticonformismo, la sua originalità, il suo essere sè stessa a dispetto di tutti, sempre allegra e coerente, ma mai pedante o giudicante.