sabato 31 agosto 2019

Andrea Camilleri

Il 17 luglio a Roma è morto all'età di   Andrea Camilleri, il grande scrittore siciliano famoso per la serie del "Commissario Montalbano" e per tantissimi altri libri.
Al contrario di ciò che faccio di solito, stavolta per la vita e le opere dell'autore rimando direttamente a Wikipedia e ai siti appositi sul web: essendo uno dei miei autori oreferiti mi limito a condividere solo il pensiero che ho messo su FB.
Per me è davvero un giorno molto triste (non mi spingo a dire doloroso per non offendere nessuno, ma sarebbe la parola più giusta): davvero non so immaginare come sarebbe stata la mia vita senza di lui e senza i suoi preziosi libri (tutti, non solo quelli di Montalbano) che mi accompagnano da vent'anni ormai, davvero non so immaginare che non ne scriverà più (anche se per fortuna sono tantissimi!).
Ciao Maestro e grazie per tutto quello che hai fatto per noi che ti amiamo e per l'Italia...


domenica 5 maggio 2019

Quando la fantasia corre...

Rieccomi qui dopo mesi di assenza....anche se non so se tornerò definitivamente. Ma intanto rompo di nuovo il ghiaccio.
La nascita di questo post risale a qualche mese fa, quando una mia amica, vedendo la copertina di diario su FB (un disegno fatto dall'autrice Elisabetta Borsetti raffigurante Anne Neville e Richard III) mi ha chiesto che cartone fosse (visto che per lo stile dei personaggi ricordano molto un cartone).
La mia mente si è così attivata con il solito lavorìo di fantasia che, quando corre, è impossibile da fermare. E quindi...se "The White Queen" fosse un film di animazione, chi potrebbero essere i vari personaggi?
Ho cercato di dare una risposta utilizzando personaggi di cartoon già esistenti (sia Disney che non).
Ed ecco il risultato...


Edoardo IV : La Bestia quando diventa Principe (da "La bella e la bestia)









Elisabetta Woodville: Aurora "







George, duca di Clarence: Febo de "Il gobbo di Notre Dame"







Isabella Neville: Belle 






Richard, duca di Gloucester: Il protagonista de "L'incantesimo del lago"



Anne Neville: Anna di "Frozen" (con outfit decente, perchè ammettiamolo, la poverina è vestita da schifo in quel film!), oppure la protagonista de "L'incantesimo sul lago" con diverso colore di capelli (Anne era rossa).







Francis Lovell (personaggio fondamentale nella storia però eliminato dalla serie tv): John Rolf di "Pocaontas 2: viaggio nel nuovo mondo"



Anche se io preferisco quello realizzato da me con dollmaker:




Margherita D' Angiò: la regina di "Biancaneve e i sette nani"







Edoardo di Lancaster: Caio de "La spada nella roccia"







Margaret Beaufort: Madre Gothel di "Rapunzel"







Lord Stanley: Gaston de "La bella e la bestia" (un po' meno imbecille)




Henry Tudor: Taron de "Taron e la pentola magica"







Richard Neville: Clayton di "Tarzan"



 Elisabetta di York & fratelli e sorelle: Aileen de "Taron e la pentola magica" (Elisabetta), Cecily (Wendy", Edward (Semola de "La spada nella roccia"), Zephyr de "Il gobbo di Notre Dame 2" (Richard).







Non sono riuscita a trovare un prestavolto per Jacquetta...

lunedì 29 aprile 2019

I figli del re, di Sonya Hartnett

Titolo originale: The Children of the King

Anno di pubblicazione: 2018

Ambientazione: Inghilterra, 1940


Assieme alla madre Eloise, Jeremy e Cecily Lockwood abbandonano Londra (diventata pericolosa a seguito delle ostilità contro i nazisti) per trasferirsi a Heron Hall, la dimora di campagna di proprietà dello Zio Peregrine, misterioso gentiluomo appassionato di storia che vi vive completamente solo dalla morte della moglie e del figlio, avvenuta anni prima.
Alla stazione la famiglia decide di "adottare" May, una piccola sfollata; durante le quotidiane esplorazioni per la campagna, Cecily e May scoprono che all'interno delle rovine di Snow Castle, un antico castello abbandonato, si trovano due strani ragazzi che dicono di abitare lì, e con i quali fanno amicizia.
Le due bambine scoprono presto che la storia dei due nuovi amici è strettamente correlata a quella della storia che sta raccontando loro lo zio Peregrine, una storia avvenuta veramente molti secoli prima, quando un giovane duca, alla morte del re suo fratello, decise di impossessarsi del trono...


Come già specificato più volte, quando trovo un romanzo per ragazzi o bambini interessante non mi faccio alcun problema a leggerlo, nonostante la veneranda età: così è stato per questo "I figli del re" che chi ha una minima conoscenza di storia capisce benissimo ripercorra, almeno in parte, la tragica  vicenda dei "Principini nella Torre", uno dei grandi misteri della Storia Inglese:  i due figli maschi di Edoardo IV e suoi eredi furono messi nella Torre dallo zio Riccardo III prima che egli prendesse il trono, ma a un certo punto sparirono e non se ne seppe più nulla. Qualche decennio fa vennero ritrovate delle ossa umane sepolte nei pressi della Torre, ma a quanto pare si è riusciti a stabilire che fossero resti di un adulto. La leggenda per secoli ha accusato Riccardo di aver fatto uccidere i nipoti, solo di recente sono state fatte ipotesi più probabili e lui è stato "scagionato", se non altro per mancanza di prove.
La storia però inizia nel 1940, quando la famiglia Lockwood, composta dalla madre Heloise e dai figli Jeremy di 14 anni e Cecily di 10 è costretta a trasferirsi in campagna, nella proprietà di famiglia Heron Hall, a causa del pericolo per l'imminente bombardamento di Londra. Come loro, tantissimi bambini figli di famiglie londinesi che venivano mandati in famiglie disposte a ospitarli (non sempre per buoncuore, come viene rimarcato anche nel libro). 
Tra di loro c'è May, una bambina coetanea di Cecily che colpisce l'attenzione dei due fratelli Lockwood che convincono la madre a portare anche lei a Heron Hall, dove vengono accolti dallo zio Peregrine, un uomo solitario e misterioso dedito allo studio, che da subito stabilisce un rapporto di curiosa complicità con May, a differenza di Cecily che a volte si scontra non la nuova amica, molto diversa da lei. Tanto Cecily è petulante e saputella (per questo talvolta ho faticato a digerirla nella storia, pur tenendo presente che si tratta pur sempre di un bambina), quanto May è silenziosa, riflessiva, sa stare da sola e ha un notevole bagaglio culturale, dovuto ad un papà insegnante che ora è in guerra e di cui non si sa più nulla.
Quando le due bambine scoprono le rovina di Snow Castle e i due strani bambini che le abitano, in parallelo comincia la storia raccontata loro dallo zio Peregrine: quella di un giovane duca ambizioso, fratello del re d'Inghilterra ma nemico della regina, che alla morte del fratello non si lascia sfuggire l'occasione di appropriarsi della corona, e che per questo è stato accusato per secoli di aver commesso orribili delitti. La storia è nota anche se è curiosa la scelta di lasciare i personaggi storici senza nome (l'unico che viene nominato è il duca di Clarence). Ma- come suggerisce lo zio Peregrine- le cose potrebbero anche essere andate diversamente...e lo stesso duca potrebbe essere stato qualcuno molto vicino alla famiglia Lockwood (e qui vi lascio la sorpresa, vi dico solo che da vari indizi disseminati nel libro si scorgono varie somiglianze tra il duca e Peregrine).
E' una storia molto bella che mescola passato e presente in modo intrigante, delineando dei bei personaggi (alla fine anche la petulante Cecily è una bambina che soffre per la lontananza del padre) e sviluppata in modo scorrevole e mai banale. Come dice una delle note di copertina, a opera del "Guardian": "Che autrice interessante e originale che è Sonya Hartnett".
Nota di merito per la bellissima copertina.

sabato 2 marzo 2019

La signora dei fiumi, di Philippa Gregory

Titolo originale: Lady of the Rivers

Anno di pubblicazione: 2011

Ambientazione: Francia- Inghilterra, dal  al  1464







Nel   la giovane Jacquetta del Lussemburgo, vedova del duca di Bedford, sposa Richard Woodville, lo scudiero del marito: il matrimonio si rivelerà felice e allietato dalla nascita di 12 figli. Dopo l'iniziale scandalo Jacquetta e Richard riusciranno a inserirsi alla corte dei Lancaster, diventando dei fedelissimi di Enrico VI e Margherita D'Angiò, tanto che lui otterà il titolo di "barone di Rivers" come ringraziamento per il proprio impegno...


Il terzo romanzo della serie "La guerra delle Due Rose" in realtà sarebbe il primo in ordine temporale: narra infatti la storia di Jacquetta, madre di Elisabetta Woodville, che ne "La regina della rosa bianca" vediamo negli ultimi anni di vita.
Il romanzo inizia in Lussemburgo con un incontro particolare, quello di Jacquetta con Giovanna D'arco, presa momentaneamente sotto la protezione di alcuni nobili parenti; la Pulzella ingenuamente fa capire a Jacquetta di avere delle capacità magiche, ereditate dalla leggendaria antenata Melusina, e conscia di questo la giovane donna cercherò di affinarli con l'aiuto di un'anziana zia.
In seguito Jacquetta viene scelta come moglie dal duca di Bedford, studioso interessato all'alchimia e a tutto ciò che gravita attorno a questo mondo misterioso. La giovane sposa scopre la prima notte di nozze il motivo del matrimonio: il marito, impotente, è alla ricerca di una giovane vergine che lo aiuti a scoprire il segreto della pietra filosofale e dell'esistenza del mitico unicorno (animale mitologico che, secondo la leggenda, può essere catturato solo da una vergine). Nonostante il matrimonio combinato la delusione è palpabile per Jacquetta, ma per due anni il matrimonio fila anche perchè il marito- inganno a parte- è buono con lei.
Ma è ovvio che una giovane donna desideri altro dalla vita che essere considerata una vergine sacra; ed ecco quindi che quando il duca muore, Jacquetta è libera di sposare quello che sarà il vero amore della sua vita, Richard Woodville, lo scudiero del defunto Bedford, con il quale da subito c'è stata un'intesa che ovviamente non si è mai palesata fino a quando, appunto, il duca non è morto. Poco dopo nasce la primogenita Elisabetta, e da qui la vita di Jacquetta (e quindi anche il ritmo della storia) sarà scandito secondo la sequenza: vado alla corte- rimango incinta- partorisco- torno a corte. Sembrerebbe poco se non si fosse all'inizio della "guerra delle Due Rose", periodo particolarmente turbolento della storia inglese, con la nascita dello scontro tra gli York e i Lancaster per il trono d'Inghilterra: Jacquetta e Richard parteggiano per i Lancaster, e a causa di ciò si ritaglieranno un ruolo di spicco alla corte del debole (e probabilmente afflitto da disturbi psichici) Re Enrico VI. Jacquetta diventerà la più fidata dama di compagnia della giovane Margherita D'Angiò, appena arrivata dalla Francia in una corte da subito ostile, e Richard sarà puntualmente coinvolto in prima linea in ogni rivolta per difendere il sovrano, guadagnandosi il titolo di "Barone di Rivers".
Il romanzo è denso di avvenimenti e figure: oltre a Jacquetta e Richard, Margherita D'Angiò (personaggio che mi ha molto colpito per la sofferenza che ha dovuto affrontare almeno i primi anni di regno), Enrico VI con parenti-serpenti vari, il duca Riccardo di York (capo della fazione opposta) e sua moglie Cecilia (puntualmente disprezzati e maltrattati dai Lancaster e dall'autrice, quando avevano non poche ragioni per comportarsi come hanno fatto), i 14 figli di Jacquetta e Richard, tra cui spiccano la primogenita Elisabetta  e Anthony, che saranno tra i personaggi protagonisti dei libri successivi. Compaiono inoltre, ancora bambini o ragazzi, alcuni di quelli che crescendo assumeranno un peso maggiore nella storia: Edoardo di March (futuro Edoardo IV), i suoi fratelli minori Giorgio e Riccardo, Richard Neville, Margaret Beaufort.
Ovviamente l'autrice, parteggiando per Elisabetta e la sua famiglia, si dedica alla loro quasi santificazione già da questo romanzo, comunque non a torto visto che in sè Jacquetta e Richard Woodville non erano stati personaggi negativi nemmeno  nel romanzo "La regina della Rosa bianca": in particolare Jacquetta, che nonostante sia dotata di poteri sovrannaturali e li tenga allenati, non si lascia dominare da essi come poi accadrà con la figlia, e per la maggior parte della sua vita decide di non usarli, conscia anche del fatto che nel periodo storico in cui vive bastava anche un sospetto del genere per mandare al rogo una persona (e difatti nel romanzo succede a più di un personaggio con cui Jacquetta entra in contatto). Jacquetta quindi, più saggia e meno maligna e vendicativa della figlia, si fa avanti nella vita senza "aiutini" magici e anzi, ammonisce Elisabetta fin da ragazzina a usare con parsimonia i loro poteri visto che non si sa la reale portata delle conseguenze che possono avere (e infatti vedremo cosa accadrà in quella famiglia....).
Richard Woodville è invece uno dei pochi personaggi maschili positivi della Gregory: fedele e innamorato della moglie, è anche un uomo giusto apprezzato da tutti. 
Il romanzo è abbastanza scorrevole anche se poco approfondito in molti punti, come del resto nello stile dell'autrice. 

giovedì 21 febbraio 2019

Il segreto di Angela, di Francesco Recami



Anno di pubblicazione: 2013

Ambientazione: Milano/ Sardegna, 2008 circa

Collegamento con altri romanzi: è il terzo romanzo della serie "La casa di ringhiera", composta da:


 La casa di ringhiera (2011);
- Gli scheletri nell'armadio (2012);
- Il segreto di Angela (2013);
- Il caso Kakoiannis- Sforza (2014);
- L'uomo con la valigia (2015);
-Morte di un ex tappezziere (2016).

In più sono stati scritti vari racconti pubblicati in varie antologie e raccolti nel volume "Sei storie della casa di ringhiera" ( ).




Angela   , insegnante di lettere in un liceo, è sposata con Gianni e ha una figlia adolescente, Giulia. La sua vita si divide stancamente tra la famiglia  ( che le dà ben poche soddisfazioni), il lavoro (che le dà zero soddisfazioni) e la cura dell'anziana mamma e della suocera, che ricadono entrambe su di lei.
Questo fino a che Raniero, un suo alunno particolarmente antipatico, viene rapito: qualche giorno prima aveva scritto un tema che, secondo Angela, potrebbe contenere degli indizi importanti per le indagini in corso. Quando decide di parlare del tema agli inquirenti, Angela non sa ancora che si è innescata una spirale che la condurrà a vivere una folle avventura da cui uscirà completamente trasformata....


Nel terzo romanzo della serie sulla casa di ringhiera, finalmente Amedeo Consonni trova il tempo di leggere il famoso quaderno affidatogli dalla compagna Angela. Quello che per il tranquillo ex tappezziere pensionato è solo frutto della fantasia sfrenata della donna in realtà è il segreto che tutti intuiscono vi sia nella sua vita: come fa infatti a mantenersi una ex professoressa troppo giovane per la pensione, divorziata e nonostante ciò proprietaria anche di altri appartamenti? Molti condomini (in particolare l'impicciona Mattei-Ferri) si pongono la domanda in segreto, ma solo Amedeo avrà modo di conoscere la risposta.
E quindi veniamo a conoscenza del passato di Angela, inizialmente per nulla entusiasmante: una vita in cui solo il gatto le dà qualche soddisfazione, cosa molto comune di questi tempi: il marito assente, la figlia adolescente che non apprezza le premure materne, madre e suocera pretenziose, fratello e sorella assenti nella cura della madre, alunni svogliati o presuntuosi...insomma, non c'è da stare allegri. Eppure Angela avrebbe forse continuato così se il più antipatico dei suoi alunni, Raniero, di famiglia ricca, non fosse stato rapito mentre era in vacanza in Sardegna.
Mentre il caso tiene l'Italia con il fiato sospeso, Angela trova nell'ultimo tema del ragazzo alcune frasi strane, che le fanno sospettare che la realtà del sequestro possa essere diversa da quella ufficiale su cui si sta indagando; comincia così un'avventura a dir poco rocambolesca in cui la professoressa verrà coinvolta quasi di forza, e da cui uscirà nettamente cambiata, tanto da avere poi la forza di stravolgere la propria vita.
A dire la verità leggendo non ho potuto dare torto al Consonni che alla fine pensa sia una specie di romanzo frutto della fantasia di Angela: alcune situazioni sono talmente inverosimili che il termine "rocambolesco" usato prima è un eufemismo. Ma il tutto è voluto dall'autore, credo, per dare un'immagine della protagonista nettamente in contrasto con quella solita della realtà quotidiana. 
E il tutto è come sempre piacevole da leggere, scorrevole e in questo romanzo con parecchia azione in più rispetto agli altri. 
Promosso, quindi, anche stavolta. 

domenica 10 febbraio 2019

Una vita apparentemente perfetta, di Michelle Hunziker


Anno di pubblicazione: 2008

Ambientazione: Italia, fine anni '90- primi anni duemila




In questo libro autobiografico la popolare showgirle e presentatrice Michelle Hunziker  trova finalmente il coraggio di raccontare la brutta vicenda che la coinvolse agli inizi della sua carriera, ovvero l'appartenenza a una setta guidata dalla "prescelta" Clelia. Un'esperienza durata cinque anni che ha catalizzato Michelle ma che per fortuna non è riuscita ad annientarla come invece capitato a molti altri in situazioni simili, tant'è vero che alla fine è riuscita a uscirne con le sue sole forze.
So che per molti è davvero difficile immaginare che una come Michelle Hunziker, personaggio che si è sempre presentato al pubblico come positivo e solare (e lo è, in effetti), che ha avuto una luminosa carriera e due storie d'amore importanti con due vip (Eros Ramazzotti e Tommaso Trussardi) possa avere avuto dei problemi o delle fragilità così grosse da averla portata addirittura a cadere preda di una persona e di una setta di un certo tipo, eppure così è avvenuto e non è nemmeno così strano: in fondo le persone famose sono prima di tutto esseri umani come noi, e oltretutto hanno avuto un passato da "non famosi" in cui queste fragilità erano magari accentuate. Quindi non è giusto giudicarle superficialmente solo perchè ricche e famose.
E' quello che è successo anche alla Hunziker, segnata fin da bambina dal rapporto con il padre alcolizzato: un rapporto di amore reciproco inquinato però da questa malattia. Leggendo le parti dove Michelle racconta di lei bambina spesso costretta a passare ore nei bar col padre che si dimenticava addirittura di lei (fisicamente parlando, anche) ho avuto un vero e proprio brivido pensando a cosa deve aver significato vivere queste esperienze per una bambina, che oltretutto si sentiva responsabile per lo stato d'animo paterno. Atroce, a dir poco.
In casi come questo il divorzio è l'unica ancora di salvezza, eppure anche qui per Michelle ci sono stati problemi di varia natura, tra cui il trasferimento (non indolore) in Italia al seguito della madre e del nuovo compagno. Non stupisce quindi che, nonostante una luminosa carriera ben avviata e una vita sentimentale felice, la giovane donna avesse conservato dentro di sè delle grosse fragilità che la segnavano e che le persone che l'amavano forse non sono state capaci di aiutare ad affrontarle.
I meccanismi della vita nella setta sono molto ben spiegati e sono particolarmente sconvolgenti in quanto sottili, subdoli e doppiogiochisti: da un lato si convince la persona che "il gruppo" è l'unica vera famiglia che ti ama, dall'altro la si colpisce psicologicamente facendogli credere che senza di loro non sei nessuno, e che tutto quello che hai non è certo merito tuo ma del potere della santona di turno. 
E' un libro molto interessante e apprezzo che un personaggio pubblic così amato come Michelle Hunziker si sia messa a nudo in questo modo, credo che conoscere questi argomenti possa essere utile per evitare altri casi del genere.

lunedì 31 dicembre 2018

Classifica 2018

Rieccomi qui sul blog, dopo tanto tempo. Non avevo mai lasciato trascorrere tanto tempo senza scrivere nulla, ma una spiegazione c'è, come vi ho già raccontato, ed è questa: ho ripreso una delle mie passioni, la scrittura di racconti e fanfiction.

Per me è una particolare soddisfazione, non solo perchè da anni ormai ero ferma, avevo solo idee che riuscivo a buttare giù in riassunti, ma mai a concretizzare in racconti veri e propri, ma perchè scrivere queste cose mi dà davvero una gioia che da tempo non provavo.

Pensate che alcune sere le passo a scrivere senza fermarmi un minuto!

Mi sono iscritta a due siti e lì pubblico le mie storie.

Purtroppo non ho grande riscontro, visto che per ora ho postato tre storie delle quali solo una ha ricevuto dei commenti; ma già solo vedere pubblicati dei lavori "miei" è per me fonte di grande soddisfazione.

Comunque sia presto riprenderò anche con le recensioni di libri e film.

Intanto passiamo al solito bilancio di fine anno.

Librescamente  parlando, ni: a parte "La futura regina" di Philippa Gregory, che con tutti i suoi difetti mi ha fatto emozionare moltissimo facendomi scoprire due personaggi e una storia che ho amato molto di primo acchito, grandi entusiasmi non ce ne sono stati, del resto è già tanto che ce ne sia stato uno, non si può vivere solo di grandi emozioni. Devo dire però che ho letto molti buoni /ottimi libri, quindi va bene così.

Come vita personale, devo dividere il tutto in due parti: la parte lavorativa è andata benissimo, ho avuto belle esperienze con belle persone e ho lavorato fino alle vacanze di Natale in maniera continuativa; vita privata....ormai ho finito i veli pietosi, e sto cercando di rassegnarmi. Che vi devo dire gente...non tutti sono Anna e Riccardo (che a un certo punto della loro vita però hanno avuto un'escalation di disgrazie fino alla morte, quindi anche no).

Ecco qui la mia classifica dei libri 2018:

- Sergio Ramelli: quando uccidere un fascista non era reato (Paola Ramella);
- La futura regina (Philippa Gregory);
- Il rogo di Primavalle: l'omicidio politicamente corretto dei fratelli Mattei (
- Gli eroi di via Fani (Filippo Boni);
- La favolosa vita di Henry N.Brown, orsetto viaggiatore (
- Una questione privata (Beppe Fenoglio);
- Natale in giallo. 

Concludo augurando una buona fine e un buon inizio, buon 2019 a tutti!